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	<title>confindustria vicenza &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Campus innovativi dove scenza e tecnologia si imparano ai centri estivi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/07/10/campus-innovativi-dove-scenza-e-tecnologia-si-imparano-ai-centri-estivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 11:02:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
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					<description><![CDATA[Al via il progetto di Confindustria Vicenza dedicato a 250 bambini tra gli 8 e i 10 anni di Vicenza, Bassano, Montecchio Maggiore e Noventa che prevede campus estivi a tema STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics). Dal 13 al 24 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al via il progetto di <strong>Confindustria Vicenza</strong> dedicato a 250 <strong>bambini</strong> tra gli 8 e i 10 anni di Vicenza, Bassano, Montecchio Maggiore e Noventa che prevede campus estivi a tema STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).<br />
Dal <strong>13 al 24 luglio</strong> 2020 in quattro città del territorio vicentino &#8211; <strong>Bassano, Noventa Vicentina, Montecchio Maggiore e Vicenza</strong> &#8211; prendono vita, tra i primi in Italia, i <strong>campus estivi</strong> a tema STEM.<br />
Promossi da Confindustria Vicenza, i campus prevedono che, per due settimane, ogni mattina dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 13:00, 250 bambini e bambine tra gli 8 e i 10 anni potranno<br />
scoprire il mondo delle STEM &#8211; Science, Technology, Engineering, Mathematics &#8211; con un approccio informale, basato sulla sperimentazione diretta.<br />
“Siamo orgogliosi di portare, tra i primi in Italia, questa iniziativa ai bambini del territorio – racconta Lara Bisin, Coordinatrice della Commissione Scuola di Confindustria Vicenza –. Non solo i giovani partecipanti potranno incuriosirsi, scoprire, conoscere meglio il mondo della scienza, della matematica e della tecnologia; ma potranno avvicinarsi ai ‘mestieri’ del territorio in cui vivono: un’occasione per scoprire anche l’identità delle loro città. In quanto imprenditori con un’importante responsabilità sociale, consideriamo una nostra mission fondamentale poter offrire questo tipo di opportunità ai bambini e al territorio. Il tutto, poi, senza spese per le<br />
famiglie che, in questo periodo in particolare, credo sia assolutamente significativo”.<br />
Le attività, progettate e realizzate dal team di Pleiadi (società esperta nella comunicazione scientifica e nella progettazione di attività educational) tradurranno i temi tecnico-scientifici di cui oramai è ricco ogni aspetto della società, dal lavoro alla vita sociale e pubblica, in elementi a portata di bambino, attraverso attività sperimentali legate al mondo STEM.<br />
Le 4 discipline (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) da cui deriva l’acronimio anglofono, saranno integrate in un nuovo paradigma educativo basato su applicazioni reali e autentiche che<br />
stimoleranno lo sviluppo di competenze sia tecniche che trasversali, come problem solving, flessibilità di pensiero e collaborazione.<br />
“Contribuire alla realizzazione campus STEM – spiega Lucio Biondaro, CEO di Pleiadi e Direttore Operativo del Children’s Museum Verona &#8211; sottolinea il nostro impegno continuo verso la promozione di un modello educativo in grado di abbracciare tutto il sapere umano, scienze comprese, attraverso una metodologia pratica e coinvolgente”.<br />
I campus estivi da un lato vogliono essere un’occasione per avvicinare le nuove generazioni alle discipline tecniche, dall’altro far conoscere il territorio in cui vivono sotto un diverso punto di vista, dando loro un assaggio di quelle che con ogni probabilità saranno le<br />
professioni del futuro.<br />
Infatti, secondo Cefedop &#8211; European Centre for the Development of Vocational Trainig &#8211; tra il 2015 e il 2025 nell’UE28 si registrerà una crescita del tasso di occupazione nelle professioni in campo scientifico e ingegneristico del 13%.<br />
Dato ancor più significativo tenendo conto che l’indagine Excelsior sul fabbisogno occupazionale delle imprese vicentine, realizzata nel 2018 da Unioncamere in accordo con l’ANPAL, evidenzia come nelle imprese beriche vi sia un’elevata difficoltà di reperimento di personale tra le mansioni maggiormente richieste: per le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione è pari al 45,8% dei neoassunti, mentre per le professioni tecniche la difficoltà di reperimento è pari al 43,7%.</p>
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		<title>Confindustria Vicenza sul “Cura Italia”: &#8220;Bene cassa integrazione estesa a tutti, ma su fisco e contributi tante cose da rivedere. Alitalia grida vendetta&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/18/confindustria-vicenza-sul-cura-italia-bene-cassa-integrazione-estesa-a-tutti-ma-su-fisco-e-contributi-tante-cose-da-rivedere-alitalia-grida-vendetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 17:03:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo decreto Cura Italia è oramai definito e già entrato in vigore in aiuto alle imprese in grande difficoltà. Il Presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi alza la voce su alcuni punti che a sua detta non sarebbero sufficienti a far [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo <strong>decreto Cura Italia </strong>è oramai definito e già entrato in vigore in aiuto alle imprese in grande difficoltà. Il Presidente di<strong> Confindustria Vicenza Luciano Vescovi </strong>alza la voce su alcuni punti che a sua detta non sarebbero sufficienti a far ripartire il polmone produttivo d&#8217;Italia.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7968" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano-200x300.jpg 200w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano-768x1152.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano-683x1024.jpg 683w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano-150x225.jpg 150w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano.jpg 1280w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Queste le sue dichiarazioni: “Siamo i primi ad aver già fattivamente collaborato e ubbidito alle corrette restrizioni indicate dai vari<strong> DCPM</strong>. Lo scorso fine settimana si è anche sottoscritto un importante protocollo per la sicurezza e la salubrità dei luoghi di lavoro e lo stesso <strong>Presidente della Regione Luca Zaia</strong>, che sta giustamente facendo battere a tappeto il territorio dagli Spisal, ha detto che le aziende si stanno comportando bene e a seguito di questi controlli, finora, dalle mie associate che si affidano alle nostre indicazioni, ho ricevuto solo notizie di aziende in regola con lavoratori che si comportano con intelligenza e responsabilità, a cui non posso che fare i complimenti.<br />
Fatta questa premessa sul nostro atteggiamento e sulla volontà di dare il nostro contributo al Paese, leggendo il decreto Cura Italia ci sono tante cose da aggiustare.<br />
Leggendo certi articoli devo dire che hanno ragione quelli che hanno affermato che forse dal centro non si ha la corretta percezione di quel che sta accadendo nel resto d’Italia dove si vive nel mondo<br />
reale. In particolare, non hanno capito cosa sta succedendo nelle regioni più colpite da questa catastrofe che sono anche, e non ho nessuna remora a dirlo, quelle che trainano il Paese, che permettono alla sanità e alla scuola di esistere e di essere gratuite per tutti.<br />
Sappiamo che comporta un grande sforzo, ma era necessario e qui va il nostro massimo plauso al Governo, estendere la cassa integrazione a tutti. Speriamo che i fondi bastino e siamo fiduciosi<br />
che verrà finanziato in caso di insufficienza.<br />
Fa davvero male alle aziende manifatturiere vedere che la sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi vale solo per le imprese con fatturato fino a 2 milioni di euro. Vuol dire escludere quasi tutti e soprattutto escludere quelle aziende che creano occupazione. Ma anche quelle che se ne avvarranno, avranno tempistiche sulla restituzione che rischiano di costringerle comunque a chiudere o di andare in difficoltà perché i termini sono stretti e le piccole aziende, tendenzialmente, hanno dotazione di liquidità limitata.<br />
Il punto non è se l’azienda fattura più o meno di 2 milioni, ma se l’azienda, con l’emergenza, va in crisi o no. La valutazione va fatta su questo e anche se fattura più di 2 milioni e ha difficoltà deve essere messa nelle condizioni di posticipare certi adempimenti per poter stare in piedi e continuare a mantenere attive le proprie lavorazioni e quindi l’occupazione. Se invece, e per fortuna ci sono<br />
questi casi, un’azienda, piccola o grande, lavora e riesce a sopperire con i suoi mezzi a questo periodo difficile, che versi normalmente il dovuto.<br />
Incredibile anche che la moratoria automatica con le banche valga solo per le micro, piccole e medie imprese, ovvero sotto i 250 dipendenti. Vale lo stesso discorso di prima: le aziende che<br />
creano occupazione e che magari sono capofila di filiere corte italiane, rischiano di andare in crisi di liquidità, tanto più che non possono nemmeno accedere al Fondo Centrale di Garanzia, e di<br />
interrompere, così, una filiera intera. Perché? Perché per loro c’è la Cassa Depositi e Prestiti? Ma se la dotazione è di soli 500 milioni, parliamo di qualcosa che fondamentalmente non c’è.<br />
Si estenda alle imprese oltre i 250 dipendenti quello che è garantito alle piccole aziende, eventualmente mettendo un altro tipo di parametro per impedire a chi non ne ha davvero bisogno di accedere alla moratoria.  E questo parametro non può essere la dimensione. Il differimento dei versamenti alla PA da lunedì 16 marzo fino al 20 marzo con un decreto che è uscito dopo la scadenza originaria, non è nemmeno commentabile. Tanto valeva non farlo.<br />
L’articolo inserito su Alitalia grida vendetta al cospetto di tutte le attività che chiuderanno dopo questo disastro. È una vergogna gravissima di cui i contribuenti italiani si dovranno ricordare perché si<br />
stanno togliendo risorse al paese, a favore di pochi privilegiati, nel momento del bisogno più grande.<br />
Ci rendiamo conto che il momento sia delicato e ogni decisione sia difficile, che in primis le risorse devono essere destinate all’emergenza sanitaria e a salvare le vite delle persone (aspetto<br />
che pare il decreto assolva a pieno, sinceramente), ma non possiamo che aspettarci dei correttivi, nel decreto aprile o prima, perché così, pensare ad una ripartenza è davvero difficile”.</p>
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		<title>Codice della crisi di impresa, Bragagnolo (Confindustria): “Svolta epocale”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 15:51:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo quello dedicato agli aspetti legali svoltosi lo scorso 29 gennaio, Confindustria Vicenza dedica un secondo incontro al nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza che, dopo 80 anni, presenta delle novità che incidono in maniera importante e diretta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quello dedicato agli aspetti legali svoltosi lo scorso 29 gennaio, <strong>Confindustria Vicenza</strong> dedica un secondo incontro al nuovo <strong>Codice della crisi</strong> di impresa e dell’insolvenza che, dopo 80 anni, presenta delle novità che incidono in maniera importante e diretta sull’operatività delle<strong> imprese</strong>, sia quelle in difficoltà sia quelle che non presentano problemi di bilancio.</p>
<div id="attachment_15538" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-15538" class="size-medium wp-image-15538" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo-300x199.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo.jpg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-15538" class="wp-caption-text"><em>Mirko Bragagnolo</em></p></div>
<p>“Si tratta di una svolta epocale &#8211; afferma <strong>Mirko Bragagnolo</strong>, delegato credito e finanza di Confindustria Vicenza &#8211; perché ogni tre mesi le aziende sono tenute a fare una valutazione del proprio stato finanziario secondo i parametri previsti dal nuovo codice”.<br />
La<strong> legge</strong>, infatti, introduce una nuova procedura di ‘allerta’, tramite degli indici, diretta a far emergere tempestivamente situazioni aziendali di crisi, individuare soluzioni e, quindi, prevenire lo <strong>stato</strong><br />
<strong>di insolvenza</strong> con conseguente avvio delle procedure concorsuali.<br />
“Il fulcro del nuovo sistema è dato dai cosiddetti indicatori di crisi la cui proposta è stata elaborata dall’Ordine Nazionale dei Dottori Commercialisti e in attesa di recepimento con decreto ministeriale.<br />
Una novità importante e per certi versi molto sana visto che si tratta di accrescere la propria cultura e consapevolezza finanziaria.<br />
Dall’altra non nascondiamo che le nuove procedure comportano degli oneri in termini di tempo, risorse umane e lavoro non indifferente. Proprio per questo abbiamo deciso fin da subito, e su questo siamo tra i pochissimi in Italia, di fornire alle aziende associate tre strumenti pratici, gratuiti e immediatamente<br />
utilizzabili per poter rispondere agli obblighi di legge e avere la possibilità di intervenire quando necessario”.<br />
Durante questo secondo incontro intitolato “<strong>Le novità del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza &#8211; gli indici dell&#8217;allerta</strong>” che si terrà mercoledì <strong>5 febbraio alle ore 15.00</strong> a Palazzo Bonin Longare (Corso Palladio, 13 – Vicenza), verranno infatti forniti ai partecipanti le Linee Guida sul sistema degli indicatoridi allerta elaborate da team del prof. Andrea Beretta Zanoni dell’Università di Verona con Confindustria Vicenza. Assieme ad esse, ai partecipanti verrà fornito gratuitamente un applicativo sviluppato in collaborazione con Studio Giarratana e Salin, che servirà operativamente per l’inserimento dei dati contabili richiesti dal nuovo codice. L’applicativo quindi, calcolerà automaticamente gli indici andando a fornire un’indicazione sulla distanza dei parametri aziendali da quelli di allerta.<br />
Diventerà perciò, a tutti gli effetti, una bussola per gli uffici amministrativi delle aziende per poter affrontare le eventuali situazioni di tensione.<br />
Infine, verranno anche illustrati i dati macro sul rating bancario di oltre 1200 imprese vicentine, sui dati di bilancio 2018, elaborati per il terzo anno consecutivo da Credit Data Research, società londinese<br />
che utilizza anche algoritmi Moody’s Analytics. Con essi verrà fatta anche una simulazione di applicazione di questi nuovi indicatori sulla platea delle imprese industriali vicentine.<br />
Il programma dell’evento vedrà quindi gli interventi, oltre che di Mirko Bragagnolo e del prof. Andrea Beretta Zanoni; di Alberto Nardi e Susanna Checcatello dell’Area Credito e Finanza Confindustria<br />
Vicenza e del Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza Margherita Monti.</p>
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		<title>“La verifica fiscale in azienda”, se ne parla in un convegno nella sede di Confindustria Vicenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2020/01/21/la-verifica-fiscale-in-azienda-se-ne-parla-in-un-convegno-nella-sede-di-confindustria-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 14:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Si terrà venerdì 24 gennaio, dalle ore 14.00 alle ore 18.30, nella sede di Confindustria Vicenza a Palazzo Bonin Longare, il convegno “La verifica fiscale in azienda” promosso dall&#8217;Associazione Magistrati Tributari organizzato in collaborazione con gli Industriali berici. Relatori di chiara fama offriranno la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">Si terrà <b>venerdì 24 gennaio</b>, dalle ore 14.00 alle ore 18.30, nella sede di <b>Confindustria Vicenza </b>a Palazzo Bonin Longare, il convegno “<b>La verifica fiscale in azienda</b>” promosso dall&#8217;<b>Associazione Magistrati Tributari </b>organizzato in collaborazione con gli Industriali berici.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">Relatori di chiara fama offriranno la propria esperienza professionale e accademica per affrontare i molteplici aspetti del <b>rapporto tra fisco e contribuenti</b>, nella cruciale fase della verifica in azienda.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">Dopo l&#8217;apertura del Presidente Regionale dell&#8217;Associazione Magistrati Tributari del Veneto <b>Alfredo Riondino </b>e gli interventi di <b>Maria De Cono </b>(Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria), <b>Massimo Scuffi </b>(Presidente Commissione Tributaria Regionale del Veneto) e <b>Gianmaria Pietrogrande </b>(Presidente Commissione Tributaria Regionale di Vicenza); il convegno, presieduto dalla Presidente Associazione Magistrati Tributari <b>Daniela Gobbi </b>inizierà con l&#8217;intervento del C.te del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza <b>Crescenzo Sciaraffa </b>sulla selezione dei contribuenti e l’analisi del rischio.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">Seguiranno gli interventi di <b>Eduardo Margarita</b>, funzionario Area Imprese Minori della Direzione provinciale dell&#8217;Agenzia delle Entrate; <b>Andrea Giovanardi</b>, Professore di Diritto Tributario dell&#8217;Università di Trento; <b>Michele Tiengo</b>, Presidente Uncat Veneto e <b>Ennio Attilio Sepe</b>, Direttore “Rassegna Di Giurisprudenza E Dottrina On Line”.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">La seconda parte vedrà quindi un focus sulla giurisprudenza locale con gli interventi di <b>Pierantonio Fadel</b>, Vice Segretario Nazionale Amt; <b>Mauro Trivellin</b> Professore di Diritto Tributario dell&#8217;Università di Padova e Gianmaria Pietrogrande.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">Le conclusioni saranno affidate a Maria De Cono.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del <b>Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributario</b>, dei Consigli vicentini dell’<b>Ordine degli Avvocati </b>e dell’<b>Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Vicenza,</b> dell&#8217;</span><span style="color: #212100; font-family: Helvetica; font-size: medium;"><b>Unione Nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi</b> e dell&#8217;<b>Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti.</b></span></p>
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		<title>Economia dei mercati mondiali, Carlo Cottarelli: &#8221; Non conosco un paese che taglia le tasse e che non faccia aumentare il PIL&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/16/economia-dei-mercati-mondiali-carlo-cottarelli-non-conosco-un-paese-che-taglia-le-tasse-e-che-non-faccia-aumentare-il-pil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 16:48:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Carlo Cottarelli]]></category>
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		<category><![CDATA[L’economia e i mercati mondiali nel 2020. Quali prospettive"]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è tenuto, in Confindustria Vicenza, il convegno dal titolo “L’economia e i mercati mondiali nel 2020. Quali prospettive&#8221;, con protagonista Carlo Cottarelli, promosso da Confindustria Vicenza in collaborazione con Intesa Sanpaolo. “Il 2019 si è chiuso con segnali non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuto, in <strong>Confindustria Vicenza</strong>, il convegno dal titolo “<strong>L’economia e i mercati mondiali nel 2020. Quali prospettive&#8221;</strong>, con protagonista <strong>Carlo Cottarelli</strong>, promosso da Confindustria Vicenza in collaborazione con Intesa Sanpaolo.</p>
<p>“Il 2019 si è chiuso con segnali non proprio entusiasmanti, per il commercio mondiale, cresciuto meno del PIL mondiale, per il quarto anno consecutivo. Siamo forse di fronte a modifiche sostanziali<br />
dei modelli di internazionalizzazione delle imprese ma stiamo anche vivendo un periodo di incertezze profonde – ha esordito <strong>Remo Pedon</strong>, Vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega ai Mercati Esteri -. Le guerre commerciali che hanno per protagonisti gli USA e la Cina, la Brexit, la crisi dell’auto, ma più ancora i tanti e preoccupanti segnali di crisi geo-politica, Iran, Libia, Hong Kong, solo per citare quanto sta accadendo proprio in questi giorni, stanno sicuramente inducendo le imprese a comportamenti di grande prudenza e che fatalmente incidono sul volume degli investimenti e sulle dinamiche dell’economia mondiale.<br />
Che cosa ci dobbiamo però attendere per il 2020. Alcuni scenari previsionali, ad esempio quelli del rapporto annuale ICE/Prometeia, inducono all’ottimismo, promettendo un 2020 dove il commercio mondiale potrebbe tornare a crescere più del PIL globale.<br />
Tuttavia, anche gli eventi di questi giorni preoccupano le nostre imprese che esportano. Sono per altro convinto che le nostre imprese sapranno ancora una volta interpretare al meglio le dinamiche dei mercati, intercettando i segmenti della domanda più congeniali alle loro produzioni.<br />
Da sempre poi sostengo le incertezze degli scenari non ci devono spaventare, ma semmai stimolare a diversificare sempre di più i mercati e a sviluppare la cosiddetta cultura del rischio, fatta di<br />
attenzione agli eventi, per prevenirne quelli negativi e gestire al meglio gli imprevisti.<br />
I nostri esportatori ne sono consapevoli e vi si applicano, con impegno, tutti i giorni.<br />
Purtroppo, sono spesso costretti a farlo da soli e senza una politica con la P maiuscola e capace di metterli nelle condizioni migliori, per affrontare una competizione mondiale che è sempre più difficile ed agguerrita”.</p>
<p style="text-align: left;">“Nel 2020 i mercati globali beneficeranno dell’annunciata tregua nella guerra dei dazi tra USA e Cina e della probabile ratifica dell’USMCA, il nuovo NAFTA tra Canada, Stati Uniti e Messico che abbatterà il rischio di una contrazione dell’interscambio in Nord America – ha continuato <strong>Gregorio De Felice</strong>, Capo Economista e Responsabile della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo -. L’incertezza rimarrà però elevata, perché l’accordo tra Washington e Pechino riguarda solo la prima fase delle trattative e rimangono aperti altri fronti caldi, tra i quali Brexit, ancora tutta da definire nei tempi e nei modi, e la mancata intesa all’interno della WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, sulla nomina dei giudici dell’organo di risoluzione delle dispute.<br />
Assisteremo a una ripresa del commercio mondiale, ma con un trend di crescita modesto. In Cina si registreranno i primi segni di stabilizzazione del ciclo economico produttivo e in USA vi sarà un rallentamento controllato dell’economia.<br />
Nell’Area Euro avremo una domanda interna sostenuta dai redditi reali e, sperabilmente, dalle politiche fiscali. Come già fatto da Mario Draghi, anche la nuova Presidente della Banca Centrale Europea,<br />
Christine Lagarde, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una politica fiscale più espansiva nei Paesi che hanno margini di manovra, in primis la Germania. La politica monetaria ha sostanzialmente esaurito le «cartucce» e rimarrà invariata, limitandosi all’esecuzione delle misure già annunciate e al<br />
completamento della revisione strategica. In Italia avremo una crescita ancora modesta, con una lieve accelerazione del PIL, dallo 0,2% del 2019 allo 0,3%, grazie alla tenuta dei consumi, a una buona dinamica del reddito disponibile e al saldo commerciale in crescita. Resta ancora purtroppo ampio, rispetto agli altri principali Paesi dell’Area Euro, il gap degli investimenti.<br />
Un dato positivo riguarda lo stato di salute delle nostre imprese: quelle che hanno superato la crisi oggi sono più resilienti, registrano una media dei ROI più alta in ogni classe dimensionale e possono<br />
contare su più risorse da investire”.</p>
<p style="text-align: left;">
Quindi è stata la volta di <strong>Carlo Cottarelli</strong> che, in dialogo con la giornalista di Radio24 Debora Rosciani, ha detto: “Alla fine credo che Trump verrà rieletto. L’economia USA va, c’è crescita e credo che quest’anno continuerà”.<br />
Sulle crisi: “Bisognerebbe avere un’economia resistente agli choc – ha affermato Cottarelli -. Quella tedesca lo è. Quella americana lo è anche se nel 2008 con Lehman Brothers ha subito il colpo. Sono un<br />
po’ più preoccupato per l’economia italiana”.<br />
E sulla Manovra, Cottarelli ha detto: “È stato tutto molto modesto quello che si è fatto. Il rapporto tra tasse e dimensione dell’economia nel 2020 è simile a quella del 2019. Il taglio delle tasse si potrebbe,<br />
come proponeva la lega, farlo in deficit. Chi lo sostiene dice che può funzionare perché i soldi presi a prestito si possono recuperare visto che il taglio delle tasse comporterebbe crescita dell’economia. Il<br />
problema è che non è così. Non conosco un paese, tranne qualche eccezione, che taglia le tasse e che non faccia aumentare il PIL se non una tantum e comunque mai tanto quanto da recuperare il taglio<br />
iniziare. Secondo me questa politica non si può autofinanziare in Italia, paese molto indebitato, questa cosa non si può fare perché chi presta soldi alzerà i tassi di interesse, come successo l’anno scorso<br />
con il governo giallo-verde con lo spread salito.<br />
L’altra possibilità è risparmiare sulla spesa. Questo si può fare. Certo, ci sarà qualcuno che si lamenterà, ma se vogliamo tagliare le tasse bisogna tagliare la spesa.<br />
A parte gli ultimi 2 anni con accelerazione della spesa, tra il 2010 e il 2017 la spesa pubblica non è aumentata tanto, ma grazie a tagli lineari. Ad esempio: sia alle Regioni efficienti che alle inefficienti. E<br />
corri il rischio di fare danni. Poi ne risente la qualità dei servizi alla popolazione”.<br />
Sul debito pubblico: “È tutto quello che lo Stato ha preso a prestito in passato – ha spiegato Cottarelli -. Soldi prestati al 70% dai cittadini italiani, il resto dall’estero. Il debito pubblico elevato l’abbiamo<br />
ereditato dalla Prima Repubblica, quando si andava in pensione dopo 19 anni, 6 mesi e 1 giorno di lavoro”.<br />
Sollecitato dagli imprenditori di Confindustria Vicenza presenti, Cottarelli ha poi risposto alle domande della platea: “L’unico modo per fare revisione della spesa è NON partire da un solo settore.<br />
Ci vuole uno sforzo nazionale per cercare di risparmiare per poi tagliare le tasse e far ridurre il debito pubblico. Cosa che non richiede neanche austerità. Perché quello che conta non è il debito, ma il<br />
debito rispetto al PIL. Intanto basterebbe far smettere il debito di crescere”.</p>
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		<title>Europee, il commento di Confindustria Vicenza: “Ora non ci sono più scuse: subito TAV e Autonomia!”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/05/27/europee-il-commento-di-confindustria-vicenza-ora-non-ci-sono-piu-scuse-subito-tav-e-autonomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 13:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[governo verde-giallo]]></category>
		<category><![CDATA[luciano vescovi]]></category>
		<category><![CDATA[tav]]></category>
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					<description><![CDATA[Non si fa attendere il commento del Presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi in merito ai risultati delle elezioni europee. Il numero uno degli industriali vicentini chiede immediatamente lo sblocco della Tav e l&#8217;autonomia del Veneto. Il Presidente degli industriali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non si fa attendere il commento del <strong>Presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi</strong> in merito ai risultati delle elezioni europee. Il numero uno degli industriali vicentini chiede immediatamente lo sblocco della Tav e l&#8217;autonomia del Veneto. Il Presidente degli industriali non si esime dal commentare il tracollo elettorale del Movimento 5 stelle.</p>
<p>“Dopo mesi di teatrino e di sostanziale blocco istituzionale su tutto, in attesa di vedere le alleanze sul governo europeo, i risultati ci dicono che c’è stato un referendum sui 5 stelle più che su Salvini e il<br />
risultato finale è chiarissimo.<br />
A questo punto non ci sono più scuse, il <strong>governo verde-giallo</strong> deve immediatamente sbloccare la <strong>Tav</strong> Torino-Lione e Brescia- Padova e dare ai veneti l&#8217;<strong>autonomia</strong> che chiedono da 40 anni e dal 22 ottobre 2017.<br />
E visto che la prossima decisiva scadenza che attende il nostro paese è la finanziaria, ci auguriamo che cambi radicalmente la politica economica del Governo che da un anno è incentrata su un modello di crescita dei consumi anziché sugli investimenti.<br />
Alla nostra Assemblea Nazionale del 22 maggio avevamo risposto con freddezza al modello di sviluppo proposto fino ad oggi dal Governo. Visti i risultati, cambino marcia e favoriscano le imprese e gli investimenti, smettendola con una politica economica che ci ha fatto tornare agli anni Ottanta.<br />
Se il loro riavvicinamento alle imprese prima delle elezioni era vero e non propagandistico, lo dimostrino immediatamente, con i fatti”.</p>
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		<title>“La tutela del know-how aziendale nell’era della digitalizzazione”, appuntamento il 15 novembre a Vicenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2018/11/13/la-tutela-del-know-how-aziendale-nellera-della-digitalizzazione-appuntamento-il-15-novembre-a-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 16:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Camera di Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva UE]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[gestione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
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					<description><![CDATA[Giovedì 15 novembre alle ore 15.00 presso la sede di Confindustria Vicenza (Palazzo Bonin-Longare, Corso Palladio, 13) si terrà l&#8217;incontro, realizzato anche grazie al contributo della Camera di Commercio di Vicenza, intitolato “La tutela del know-how aziendale nell’era della digitalizzazione”. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 15 novembre alle ore 15.00 presso la sede di <strong>Confindustria Vicenza</strong> (Palazzo Bonin-Longare, Corso Palladio, 13) si terrà l&#8217;incontro, realizzato anche grazie al contributo della <strong>Camera di Commercio</strong> di Vicenza, intitolato “<strong>La tutela del know-how aziendale nell’era della digitalizzazione</strong>”.</p>
<p>Focus dell’incontro è la gestione aziendale delle informazioni riservate nei rapporti con i dipendenti e con i clienti e fornitori. La rapida evoluzione delle nuove tecnologie digitali, caratterizzata da<br />
una enorme mole di scambio di informazioni e dati a livello globale, ha generato infatti nuove tipologie di rischio connesse alla maggior vulnerabilità alla sottrazione di informazioni riservate da database e<br />
siti web aziendali.<br />
Da pochi mesi è stata recepita in Italia la <strong>direttiva UE</strong> 2016/943 sul rafforzamento della disciplina sulle informazioni aziendali, sulle esperienze tecnico-commerciali e sulle informazioni commerciali che<br />
costituiscono i “segreti commerciali”.<br />
Il recepimento è intervenuto sulle specifiche norme dettate dal “codice della proprietà industriale”, modificando e rafforzando le disposizioni sulla tutela del know-how aziendale.<br />
L’illustrazione delle novità introdotte da parte di legali esperti permetterà di analizzare le corrette procedure interne (verso il proprio personale) ed esterne (verso la propria filiera di clienti e<br />
fornitori) da adottare per una efficace tutela e conservazione di questo importante patrimonio immateriale dell’impresa.<br />
Il<strong> programma</strong> prevede, dopo l’introduzione del Delegato Innovazione e Fabbrica 4.0 di Confindustria Vicenza Filippo Miola, gli interventi degli avvocati Mattia Dalla Costa, Presidente LES (Licensing<br />
Executives Society- principale associazione di proprietà industriale nel mondo) Italia, partner responsabile del dipartimento di IP-IT di CBA- Studio Legale e Gianvito Riccio, partner responsabile del<br />
dipartimento di diritto del lavoro di CBA Studio Legale.</p>
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		<title>Paolo Scaroni a Vicenza per un confronto su crisi o rinascita dei paesi emergenti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2018/11/07/paolo-scaroni-a-vicenza-per-un-confronto-su-crisi-o-rinascita-dei-paesi-emergenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 18:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Intesa Sanpaolo]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonin Longare]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Scaroni]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 9 novembre, alle 15.30, a Palazzo Bonin Longare, sarà ospite di Confindustria Vicenza il Vicepresidente della banca d&#8217;affari Rothschild nonché Presidente dell&#8217;AC Milan Paolo Scaroni in occasione del convegno organizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo e intitolato: &#8220;2018: anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 9 novembre, alle 15.30, a Palazzo Bonin Longare, sarà ospite di Confindustria Vicenza il Vicepresidente della banca d&#8217;affari Rothschild nonché Presidente dell&#8217;AC Milan<strong> Paolo Scaroni</strong> in occasione del convegno organizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo e intitolato: &#8220;2018: anno della crisi dei paesi emergenti o della rinascita dei paesi petroliferi?”.</p>
<p>Nella settimana in cui sono diventate effettive le <strong>nuove sanzioni sull&#8217;Iran</strong> da parte dell&#8217;Amministrazione<strong> Trump</strong>, l&#8217;incontro vuole fare il punto su quanto sta accadendo nel panorama economico internazionale, tra crisi di alcune economie emergenti e le prospettive di crescita che si affacciano su altri mercati. In questo senso Scaroni, che tra il 2002 e il 2014 ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato prima di Enel e poi di Eni, offrirà una lettura in un confronto con il Vicedirettore de Il Sole 24 Ore Alessandro Plateroti, per anni corrispondente della stessa testata da New York.</p>
<p>L&#8217;incontro prevede inoltre, dopo i saluti del Vicepresidente di Confindustria Vicenza Remo Pedon e del Direttore Regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo<br />
Renzo Simonato, una relazione su rischi e opportunità nei mercati emergenti da parte del Responsabile Coordinamento International Research Network della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo<br />
Gianluca Salsecci e una tavola rotonda con le testimonianze di imprenditori del territorio con ampia esperienza nei mercati quali Argentina, Messico, Brasile e Cina, ovvero il Presidente VeNetWork<br />
e già presidente nazionale della Piccola Industria Confindustria Alberto Baban e il Presidente del Gruppo Askoll e di Askoll Eva (recentemente quotata in Borsa sul mercato AIM Italia) Elio Marioni.</p>
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		<title>Big Data, internet of Things e Artificial Intelligence per l&#8217;industria, a Vicenza ad aprire il convegno sarà proprio… un Robot</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/16/big-data-internet-of-things-e-artificial-intelligence-per-lindustria-a-vicenza-ad-aprire-il-convegno-sara-proprio-un-robot/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 13:31:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle & Tech]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Artificial Intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
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					<description><![CDATA[Confindustria Vicenza organizza per giovedì 18 ottobre a partire dalle ore 16.30, l&#8217;evento: The &#8220;Cognitive Era&#8221;: IoT, Big Data e Artificial Intelligence, proiezioni verso un futuro cyber fisico con la partecipazione di primari player internazionali sia nell&#8217;ambito della ricerca applicata &#8211; Istituto Italiano di Tecnologia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Confindustria Vicenza organizza per<strong> giovedì 18 ottobre</strong> a partire dalle ore 16.30, l&#8217;evento: The &#8220;Cognitive Era&#8221;: <strong>IoT, Big Data e Artificial Intelligence</strong>, proiezioni verso un futuro cyber fisico con la partecipazione di primari player internazionali sia nell&#8217;ambito della ricerca applicata &#8211; Istituto Italiano di Tecnologia &#8211; sia nell&#8217;ambito aziendale &#8211; IBM &#8211; per illustrare le potenzialità e gli scenari di business che si possono creare grazie ai <strong>Big Data</strong>.</p>
<p>La raccolta dei dati attraverso il proliferare di sensori, infatti, può costituire la base per sviluppare logiche di intelligenza artificiale e nuovi scenari Cyber Fisici con interessanti prospettive di applicazioni in ambito industriale.<br />
L’evoluzione del digitale con l’utilizzo di tecnologie sempre più puntuali e alla portata di tutti potrà favorire l’efficienza e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi nelle imprese.<br />
L&#8217;ppuntamento, a partecipazione gratuita e aperto a tutte le imprese previa registrazione sul sito di Confindustria Vicenza, si inserisce tra gli eventi del DIGITALmeet 2018, nonché nel progetto<br />
Digital4Factory sostenuto con il contributo della Camera di Commercio di Vicenza, ed è realizzato anche con la partecipazione del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Vicenza.</p>
<p>Dopo l’introduzione di Filippo Miola, Delegato Innovazione e Fabbrica4.0 Confindustria Vicenza, e Gianni Potti, Founder DigitalMeet, in coerenza con i temi del convegno, aprirà i lavori proprio un robot.<br />
Interverranno, quindi, Ferdinando Cannella, Direttore del laboratorio di Automazione Industriale Avanzata dell’Istituto Italiano Tecnologia di Genova e Walter Aglietti, Direttore dei laboratori Team Software &amp;amp; Watson Artificial Intelligence IBM, e Roberto Rossi, Direttore Tecnico di Smart Robots.<br />
Coordina i lavori il direttore di Veneto Economia Domenico Lanzillotta.</p>
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		<title>Decreto dignità, il presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi scrive ai parlamentari vicentini</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/07/17/decreto-dignita-il-presidente-di-confindustria-vicenza-luciano-vescovi-scrive-ai-parlamentari-vicentini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 15:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[contratti a termine]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Dignità]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
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		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[A seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del cosiddetto “Decreto dignità”, il presidente degli Industriali vicentini Luciano Vescovi ha scritto ai senatori e agli onorevoli della provincia di Vicenza che dovranno convertire il decreto in Parlamento dove ci sarà la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del cosiddetto “<strong>Decreto dignità</strong>”, il presidente degli Industriali vicentini <strong>Luciano Vescovi</strong> ha scritto ai senatori e agli onorevoli della provincia di Vicenza che dovranno convertire il decreto in Parlamento dove ci sarà la possibilità, ed è questo l’auspicio e la richiesta del presidente, di apportare importanti modifiche.</p>
<p>“Da tempo le nostre rilevazioni congiunturali rilevano che le aziende vicentine e venete stanno consolidando un importante trend di crescita, soprattutto sul fronte dell&#8217;export”, scrive Vescovi.<br />
“Lo stile di questo decreto – continua -sembra reintrodurre una logica neo-dirigista basata sulla convinzione che a creare il lavoro non siano le imprese, ma le leggi e le regole. Una logica anacronistica che speravamo finalmente superata. Perché non può essere un decreto d&#8217;urgenza ad affrontare e risolvere temi e questioni che richiedono riflessione, confronto e disponibilità all&#8217;ascolto.<br />
Il risultato delle nuove norme, qualora non venissero riviste, non sarà quello di contrastare la precarietà (l’incidenza dei contratti a termine sul totale degli occupati, in Italia, è in linea con la media europea), ma quello di contrastare il lavoro. Non sarà tanto la Waterloo del precariato, come il decreto è stato definito, quanto la Caporetto del lavoro.<br />
Le aziende vedranno colpita la loro capacità competitiva, trovandosi sulla strada nuovi ostacoli proprio nel momento in cui la congiuntura sembra meno favorevole ed è quindi necessario accelerare in investimenti, innovazione, internazionalizzazione ed anche occupazione”.</p>
<p>Oltre agli aspetti più marcatamente giuslavoristici, Vescovi fa riferimento anche al contesto economico globale: “È pienamente condivisibile la volontà di colpire determinate situazioni che favoriscono la delocalizzazione, purché si agisca specificamente in questa direzione e non si torni a confondere delocalizzazione ed internazionalizzazione, penalizzando tutto il vasto mondo delle imprese che, specie nel nostro territorio, da decenni sono campioni dell&#8217;export e danno un contributo determinante alla crescita del nostro Paese.<br />
Le aziende vicentine sopravvissute alla crisi gravissima del 2009- 2010 sono rimaste in Italia e in questi anni hanno investito moltissimo in innovazione e formazione, conoscendo oggi una nuova stagione di successi. Questo modello funziona perchéin Veneto i nostri imprenditori sono profondamente legati ai propri collaboratori ed il contesto territoriale si è sempre dimostrato favorevole all&#8217;impresaed alla libera iniziativa.<br />
Per rimanere competitive, proiettate all&#8217;export e di conseguenza per creare lavoro,le imprese hanno bisogno di tutto tranne che di un clima politico che le consideri con diffidenza”.</p>
<p>Il presidente di Confindustria Vicenza cita, infine, alcune righe giunte da un collega imprenditore: “Tra i messaggi che ho ricevuto in questi giorni da colleghi associati – scrive Vescovi -, ne sottolineo uno che mi sembra riassuma efficacemente il clima di disappunto che si respira tra gli imprenditori: ‘Sembra che si debba essere oggetto di<br />
nuove punizioni atte a identificarci come illegali, disonesti, criminali nella nostra azione quotidiana. Sembra sia meglio darci nuove restrizioni anziché aiutarci a liberare il nostro spirito produttivo e costruttivo. Questo non migliora e stimola la nostra azione, ma la ridimensiona. Vogliono stancarci, non motivarci’. Sono convinto da<br />
sempre – aggiunge &#8211; che una forte motivazione sia fondamentale in chiunque, per poter ottenere risultati positivi. In qualsiasi campo, ma in special modo per chi fa impresa”.</p>
<p>“Per questo – conclude con un appello &#8211; mi permetto di chiedervi di dare ascolto alle parole di questo imprenditore, che rappresenta la voce genuina delle nostre imprese, di valutare appieno la reale portata negativa del decreto e di sostenere, nella sua azione parlamentare, la necessità di una diversa linea di politica economica, che parta dal presupposto che colpire le imprese significa colpire il Paese”.</p>
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