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	<title>consigliere regionale &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Spese allegre delle associazioni venatorie con fondi pubblici. La denuncia del consigliere regionale Andrea  Zanoni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/01/spese-allegre-delle-associazioni-venatorie-con-fondi-pubblici-la-denuncia-del-consigliere-regionale-andrea-zanoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jan 2020 11:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanoni]]></category>
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		<category><![CDATA[consigliere regionale]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il &#8220;Collegato alla legge di stabilità regionale 2018&#8221; (articolo 59 della legge regionale 47 del 2017) la maggioranza Lega, Fdi e FI ha introdotto nella legge regionale sulla caccia, la 50 del 1993, un nuovo articolo, il 39 bis, intitolato &#8220;Azioni per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il &#8220;Collegato alla legge di stabilità regionale 2018&#8221; (articolo 59 della legge regionale 47 del 2017) la maggioranza Lega, Fdi e FI ha introdotto nella legge regionale sulla caccia, la 50 del 1993, un nuovo articolo, il 39 bis, intitolato &#8220;Azioni per contrastare il <strong>fenomeno del bracconaggio</strong>&#8220;. Questo articolo è stato finanziato con le manovre di bilancio nel 2018, 2019 e 2020 rispettivamente con <strong>350.000 euro</strong>, <strong>250.000 euro e 300.000 euro</strong> per un totale di <strong>900.000 euro</strong>.</p>
<p>&#8220;Ho denunciato da subito la gravità di questo sperpero di denari dei contribuenti – attacca il <strong>consigliere regionale Andrea Zanoni</strong> vice presidente della commissione ambiente &#8211; perché i fondi venivano destinati alle sole associazioni venatorie ma soprattutto non venivano finalizzati all&#8217;attività di vigilanza. Se Zaia e la sua maggioranza volevano contrastare veramente il bracconaggio dovevano destinare questi fondi alle guardie venatorie delle associazioni venatorie, agricole e soprattutto ambientaliste ed animaliste, ma non alle associazioni. Inoltre nella legge non è previsto il rimborso di rinfreschi e cene a differenza del successivo bando preparato dagli uffici dell&#8217;assessore regionale alla caccia Giuseppe Pan.</p>
<p>&#8220;La notizia passata sotto tono per tutte e tre le manovre di bilancio – <strong>continua Zanoni</strong> &#8211; è emersa nella sua totale gravità grazie a due recentissimi episodi di metà e fine dicembre 2019: il primo relativo ad un finanziamento dell&#8217;Associazione Cacciatori Veneti al partito della Meloni, Fratelli d&#8217;Italia, di ben 70.000 euro, associazione presieduta oggi dal consigliere regionale Sergio Berlato, coordinatore regionale di Fratelli d&#8217;Italia e presidente della Commissione Caccia e Agricoltura, associazione che grazie a questa legge ha incassato ben 64.000 euro di fondi dei contribuenti relativi al 2018; il secondo per la vignetta sessista di Natale dello stesso Consigliere Berlato contro le donne vegane e animaliste che poi si sono rivoltate doppiamente essendo loro stesse, in qualità di contribuenti che pagano le tasse, finanziatrici dell&#8217;associazione venatoria di Berlato.&#8221;</p>
<p>&#8220;Per vederci chiaro –<strong> racconta Zanoni</strong> – tramite un accesso agli atti alla Giunta Regionale sono venuto in possesso delle pezze giustificative delle spese sostenute dalle varie associazioni alle quali sono state attribuite le seguenti somme: ANUU Migratoristi 33.472 euro (unica associazione che poi ha rinunciato al contributo), Associazione Cacciatori Veneti 64.093 euro, Federcaccia Veneto 74.307 euro, Libera Caccia 58.000, Ente Produzione Selvaggina 32.842 euro. Sottolineo che i presidenti regionali di Federcaccia e Associazione Cacciatori Veneti sono seduti nell&#8217;aula del Consiglio regionale che ha approvato questa legge, il primo è il consigliere Gianpietro Possamai della Lega e il secondo è Sergio Berlato di Fratelli d&#8217;Italia.&#8221;</p>
<p>&#8220;Trovo disdicevole – c<strong>ommenta Zanoni</strong> &#8211; che questa maggioranza tagli i servizi alla sanità, costringendo addirittura i genitori a licenziarsi per seguire i propri cari disabili, non più coperti da un adeguato numero di ore di assistenza, per dare un milione di euro alle associazioni venatorie che poi si pagano anche feste e festine a base di prosecco, spaghetti allo scoglio, pizzette, orata al forno o entrée di acquadelle in saor. Dai documenti ho letto cose da non credere, spese per rinfreschi a base di pizzette sfoglia, salatini, patatine, prosecco, pranzi e cene con torte, agnello con patate, salsicce, gnocchi al ragù, tagliere di formaggi, o ancora spaghetti allo scoglio, poi uno scontrino per una persona per un pranzo a menù fisso da 121 euro servito in un ristorante veneziano, e ancora risotto di pesce, nocciole con gamberetti e zucchine, orata al forno oppure fritto misto con polenta, entrée di acquadelle in saor e vellutata di mais con guazzetto di pesce, risotto con vongole mantecate al mascarpone, paccheri con guazzetto di piovra, ecc.. Oltre alle feste e festine qualcuno, più splendido ancora, si è pure fatto rimborsare il taglio dell&#8217;erba.&#8221;</p>
<p>&#8220;Questo è quello che emerge solo dall&#8217;esame del primo anno di questi fondi – <strong>continua Zanoni</strong>&#8211; ho chiesto con un secondo accesso agli atti anche i documenti e le fatture del 2019 perché quando si parla dei soldi dei contribuenti veneti bisogna vederci chiaro. Depositerò un&#8217;interrogazione per chiedere come sia possibile rimborsare tali assurde spese, un vero affronto a chi fa salti mortali per arrivare a fine mese, per chiedere quali risultati siano stati ottenuti nella lotta al bracconaggio che richiederebbe ben altri mezzi rispetto alle laute cene a base di pesce. Sato valutando con i legali un esposto alla Corte dei Conti perché potrebbe trattarsi anche di danno all&#8217;erario. E meno male che ci sono le leggi dello Stato, con questa maggioranza asservita alla caccia non oso pensare cosa potrebbe accadere su questo settore una volta ottenuta l&#8217;autonomia.&#8221;</p>
<p>&#8220;Con la legge si è inoltre previsto un privilegio più unico che raro, ovvero l&#8217;erogazione alle associazioni dei cacciatori di un acconto pari al 30% della spesa, quando, solo per fare un esempio, per gli incentivi per la rottamazione delle auto e stufe inquinanti, o per l&#8217;acquisto dei sistemi di accumulo per gli impianti fotovoltaici, questo beneficio non è previsto e i contribuenti devono anticipare il 100% della spesa.&#8221;</p>
<p>&#8220;Trovo squallido come questa maggioranza sia riuscita a mascherare questo sperpero di danaro pubblico con un&#8217;azione benefica per la lotta al bracconaggio – continua Zanoni – perché di contrasto al bracconaggio se ne è visto ben poco, anzi nel primo anno di spesa di questo odioso contributo, il bracconaggio in Veneto è aumentato esponenzialmente con l&#8217;uccisione di animali rari e in via di estinzione come l&#8217;uccisione di un Marangone minore, di un Corvo imperiale, di un Lupo in Lessinia, di rapaci diurni, tutto documentato in due interrogazioni a risposta immediata, le n.567 del 2018 e 821 del 2019 depositate come primo firmatario e sottoscritte dai colleghi del PD più altri. Eppure il Veneto avrebbe bisogno di un serio impegno per il contrasto al bracconaggio dato che il Piano Nazionale di Contrasto al Bracconaggio, approvato nella conferenza Stato e Regioni il 30 marzo 2017, vede proprio in Veneto dei punti caldi del bracconaggio, i cosiddetti &#8220;black spot&#8221; individuati nella pedemontana e nelle zone umide del Delta e della Laguna, dove la caccia illegale sta creando gravi danni alla fauna selvatica e pertanto dovrebbe essere contrastata con forza ed in maniera efficace, e invece la maggioranza a guida Zaia dà un milione di euro alle associazioni venatorie che poi si pagano anche le feste e festine.&#8221;</p>
<p>&#8220;Credo che solo in Veneto si contrasti il bracconaggio con cene e rinfreschi a base di pesce, pizzette, salatini e prosecco grazie ai soldi dei contribuenti, con tanto di ringraziamento di cacciatori e soprattutto bracconieri – conclude Zanoni – è finalmente ora che i contribuenti inizino a farsi qualche domanda sull&#8217;operato della Giunta Zaia &amp; Co.!&#8221;</p>
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		<title>Zanoni (PD): &#8220;Pedemontana, dalla Corte dei Conti nuova doccia fredda per Zaia &#038; Co., ma la Regione continua a non rispondere&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/09/zanoni-pd-pedemontana-dalla-corte-dei-conti-nuova-doccia-fredda-per-zaia-co-ma-la-regione-continua-a-non-rispondere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 10:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanoni]]></category>
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		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
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		<category><![CDATA[Pedemontana veneta]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[La Corte dei Conti chiede, in una lettera inviata alla Regione Veneto, ulteriori chiarimenti con riferimento all&#8217;indagine dei lavori in corso di svolgimento per la superstrada Pedemontana Veneta. Sul caso interviene anche il consigliere regionale Andrea Zanoni. &#8220;La Corte dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte dei Conti chiede, in una lettera inviata alla Regione Veneto, ulteriori chiarimenti con riferimento all&#8217;indagine dei lavori in corso di svolgimento per la superstrada Pedemontana Veneta. Sul caso interviene anche il consigliere regionale Andrea Zanoni.</p>
<p>&#8220;La Corte dei Conti non molla l&#8217;osso sulla Superstrada Pedemontana e sulle troppe risposte mai date sulla sostenibilità economica ed ambientale dell&#8217;opera. Sono trascorsi altri sei mesi di silenzio, prima o poi Zaia dovrà svegliarsi&#8221;. Questo il commento del consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni a proposito della lettera formale firmata dal magistrato delegato della Sezione centrale di controllo della magistratura contabile, dottor Antonio Mezzera, datata 5 ottobre e indirizzata a un folto gruppo di destinatari: presidenza del Consiglio, ministeri dei Trasporti, Economia e finanza, Cultura, Ambiente e ancora Anas, Anac, Regione Veneto, Veneto Strade, Sis, Cassa depositi e prestiti, Banca europea degli investimenti, Province di Treviso e Vicenza e per conoscenza a 30 Comuni interessati dal tracciato, alla Corte dei Conti del Veneto, a Italia Nostra, Covepa, Parco delle Rogge e Codacons Veneto.</p>
<p>&#8220;Nella lettera si ricorda come siano scaduti i sei mesi entro i quali i vari enti dovevano esprimersi in merito ai rilievi della stessa Corte. In realtà le risposte non sono arrivate e i dubbi sollevati restano tutti sul tavolo. Di fatto sulla scrivania di Zaia c&#8217;è l&#8217;ennesima bocciatura nei confronti della Pedemontana&#8221;.</p>
<p>Le critiche, circostanziate vertono su quattro punti che hanno però un unico comune denominatore: il rischio di impresa spostato dal privato al pubblico. &#8220;Anzitutto &#8211; spiega il vicepresidente della commissione Ambiente &#8211; le modifiche del rapporto di concessione appaiono problematiche in merito al rispetto delle norme europee sulla concorrenza; viene anche chiesto lo stato del contenzioso pendente con Impregilo che ha presentato ricorso dopo il terzo atto firmato con Sis. Il secondo punto riguarda l&#8217;esborso per le casse pubbliche: si ricorda che il costo dell&#8217;opera è inferiore a tre miliardi, ma con l&#8217;ultima convenzione la Regione ne sborserà dodici, sette in meno rispetto all&#8217;atto precedente. La Corte però vuole vederci chiaro e chiede quali iniziative ha adottato la Giunta nei confronti dei responsabili del precedente contratto che prevedeva un ingentissimo aggravio economico a carico delle finanze regionali pari a 19 miliardi di euro. Allora a gestire l&#8217;intero procedimento c&#8217;era il commissario straordinario Vernizzi. Le perplessità dei magistrati &#8211; insiste Zanoni &#8211; riguardano poi la questione della mancanza dei fondi per tutte le opere complementari necessarie a evitare che i Comuni si trovino con la viabilità locale nel caos più totale e il mancato aggiornamento sui controlli dei cantieri, in particolare sulla collaborazione con il ministero dell&#8217;Ambiente, ovvero sulla verifica di ottemperanza allo studio di impatto ambientale che dovrebbe essere stato effettuato dalla commissione Valutazione di impatto ambientale (Via)&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se la Regione ha delle precise responsabilità, anche il Governo Di Maio-Salvini non sta certo brillando. Ancora infatti non è stata realizzata la benché minima revisione di questa folle concessione che rischia di mettere a repentaglio le casse del Veneto dal 2020 al 2059. Che fine ha fatto l&#8217;impegno del ministro Toninelli in merito alla revisione della convenzione più volte annunciata anche dal Gruppo M5S di Palazzo Ferro Fini? Sulla faccenda Pedemontana dal Movimento Cinque Stelle sono arrivati fiumi di chiacchiere ma zero fatti. Alla fine dei conti gli unici a portare a casa un risultato, seppur minimo, siamo noi del Partito Democratico che con il ministro Delrio abbiamo messo fine alla problematica gestione del commissario straordinario, l&#8217;ingegner Vernizzi&#8221;.</p>
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		<title>Zanoni (PD): &#8220;Da Zaia dichiarazioni irresponsabili sulla Miteni. Non si può assolvere l&#8217;attuale proprietà smentendo Procura, Noe e Arpav&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/26/zanoni-pd-zaia-dichiarazioni-irresponsabili-sulla-miteni-non-si-puo-assolvere-lattuale-proprieta-smentendo-procura-noe-arpav/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 20:06:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanoni]]></category>
		<category><![CDATA[consigliere regionale]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Giorni caldi, non solo dal punto di vista del meteo, sul tema Pfas. Il Consigliere Zanoni alza la voce e chiede al Governatore Zaia risposte immediate, con azioni decise nei confronti di chi ha causato il disastro ambientale nella zona [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giorni caldi, non solo dal punto di vista del meteo, sul tema Pfas. Il Consigliere Zanoni alza la voce e chiede al Governatore Zaia risposte immediate, con azioni decise nei confronti di chi ha causato il disastro ambientale nella zona rossa, cioè i vertici della Miteni.</p>
<p>“<em>In un delirio di onnipotenza, dovuto forse al caldo, Zaia si sostituisce ai giudici e assolve l’attuale proprietà della Miteni, con relativi manager, sul caso Pfas. E, come al solito, chiama in causa il Governo”.</em></p>
<p>Lo afferma, in una nota,  il consigliere regionale del Partito Democratico <strong>Andrea Zanoni</strong>, facendo riferimento “alla lunga lettera inviata dal presidente della Regione, Luca Zaia, al premier Gentiloni, per illustrare ‘lo stato dell’arte’ e chiedere ottanta milioni per la realizzazione dei nuovi acquedotti”.</p>
<p>“<em>Zaia, secondo quanto riportato dalla stampa</em> – spiega l’esponente dei Democratici &#8211;<em> sottolinea come sia ‘evidente che le manifeste criticità siano da ricondurre alla pesante contaminazione del sito su cui opera la ditta, causata da precedenti attività’. In pratica, si erge a giudice ed emana la sua sentenza, senza tener conto di quanto dicono Procura, Noe e Arpav. Inoltre, smentisce l’Assessore all’Ambiente Bottacin e il sindaco di Trissino, Faccio, entrambi leghisti, che volevano chiedere i danni alla Miteni”.</em></p>
<p>“<em>Eppure</em> – continua il consigliere regionale &#8211; <em>la relazione choc dei Carabinieri, in cui si spiegava come l’azienda fosse a conoscenza dell’inquinamento fin dai primi anni Novanta, risale appena allo scorso mese di giugno. Miteni aveva infatti affidato a una società di consulenza nel settore ambientale l’incarico di indagare sulla situazione del sito, senza però comunicare a nessuno i risultati. Come è possibile che sia già finita nel dimenticatoio? Non so se queste dichiarazioni di Zaia siano più gravi o più assurde”.</em></p>
<p>“<em>La Regione</em> – aggiunge Zanoni – <em>oltre a chiedere i soldi al Governo per realizzare i nuovi acquedotti, li pretenda anche dall’azienda, facendo valere il principio europeo del ‘chi inquina paga’. Non possono essere né il pubblico né i cittadini, già vittime della contaminazione da Pfas, a farlo”.</em></p>
<p>“<em>La costituzione di parte civile nel procedimento penale annunciata da Bottacin non basta</em> – chiosa Andrea Zanoni &#8211; <em>Zaia promuova una causa civile per ottenere il risarcimento danni dei costi sostenuti da Comuni, Consorzi acquedottistici, allevatori, agricoltori e cittadini. E provveda alla delocalizzazione dello stabilimento, visto che ne ha facoltà, dopo la modifica dell’articolo 11 del Piano di Tutela delle acque”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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