<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>contratti a termine &#8211; Accade In Zona</title>
	<atom:link href="https://www.accadeinzona.it/tag/contratti-a-termine/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.accadeinzona.it</link>
	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Jul 2018 14:06:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100502015</site>	<item>
		<title>Decreto dignità, il presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi scrive ai parlamentari vicentini</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/07/17/decreto-dignita-il-presidente-di-confindustria-vicenza-luciano-vescovi-scrive-ai-parlamentari-vicentini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 15:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[contratti a termine]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Dignità]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=11348</guid>

					<description><![CDATA[A seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del cosiddetto “Decreto dignità”, il presidente degli Industriali vicentini Luciano Vescovi ha scritto ai senatori e agli onorevoli della provincia di Vicenza che dovranno convertire il decreto in Parlamento dove ci sarà la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del cosiddetto “<strong>Decreto dignità</strong>”, il presidente degli Industriali vicentini <strong>Luciano Vescovi</strong> ha scritto ai senatori e agli onorevoli della provincia di Vicenza che dovranno convertire il decreto in Parlamento dove ci sarà la possibilità, ed è questo l’auspicio e la richiesta del presidente, di apportare importanti modifiche.</p>
<p>“Da tempo le nostre rilevazioni congiunturali rilevano che le aziende vicentine e venete stanno consolidando un importante trend di crescita, soprattutto sul fronte dell&#8217;export”, scrive Vescovi.<br />
“Lo stile di questo decreto – continua -sembra reintrodurre una logica neo-dirigista basata sulla convinzione che a creare il lavoro non siano le imprese, ma le leggi e le regole. Una logica anacronistica che speravamo finalmente superata. Perché non può essere un decreto d&#8217;urgenza ad affrontare e risolvere temi e questioni che richiedono riflessione, confronto e disponibilità all&#8217;ascolto.<br />
Il risultato delle nuove norme, qualora non venissero riviste, non sarà quello di contrastare la precarietà (l’incidenza dei contratti a termine sul totale degli occupati, in Italia, è in linea con la media europea), ma quello di contrastare il lavoro. Non sarà tanto la Waterloo del precariato, come il decreto è stato definito, quanto la Caporetto del lavoro.<br />
Le aziende vedranno colpita la loro capacità competitiva, trovandosi sulla strada nuovi ostacoli proprio nel momento in cui la congiuntura sembra meno favorevole ed è quindi necessario accelerare in investimenti, innovazione, internazionalizzazione ed anche occupazione”.</p>
<p>Oltre agli aspetti più marcatamente giuslavoristici, Vescovi fa riferimento anche al contesto economico globale: “È pienamente condivisibile la volontà di colpire determinate situazioni che favoriscono la delocalizzazione, purché si agisca specificamente in questa direzione e non si torni a confondere delocalizzazione ed internazionalizzazione, penalizzando tutto il vasto mondo delle imprese che, specie nel nostro territorio, da decenni sono campioni dell&#8217;export e danno un contributo determinante alla crescita del nostro Paese.<br />
Le aziende vicentine sopravvissute alla crisi gravissima del 2009- 2010 sono rimaste in Italia e in questi anni hanno investito moltissimo in innovazione e formazione, conoscendo oggi una nuova stagione di successi. Questo modello funziona perchéin Veneto i nostri imprenditori sono profondamente legati ai propri collaboratori ed il contesto territoriale si è sempre dimostrato favorevole all&#8217;impresaed alla libera iniziativa.<br />
Per rimanere competitive, proiettate all&#8217;export e di conseguenza per creare lavoro,le imprese hanno bisogno di tutto tranne che di un clima politico che le consideri con diffidenza”.</p>
<p>Il presidente di Confindustria Vicenza cita, infine, alcune righe giunte da un collega imprenditore: “Tra i messaggi che ho ricevuto in questi giorni da colleghi associati – scrive Vescovi -, ne sottolineo uno che mi sembra riassuma efficacemente il clima di disappunto che si respira tra gli imprenditori: ‘Sembra che si debba essere oggetto di<br />
nuove punizioni atte a identificarci come illegali, disonesti, criminali nella nostra azione quotidiana. Sembra sia meglio darci nuove restrizioni anziché aiutarci a liberare il nostro spirito produttivo e costruttivo. Questo non migliora e stimola la nostra azione, ma la ridimensiona. Vogliono stancarci, non motivarci’. Sono convinto da<br />
sempre – aggiunge &#8211; che una forte motivazione sia fondamentale in chiunque, per poter ottenere risultati positivi. In qualsiasi campo, ma in special modo per chi fa impresa”.</p>
<p>“Per questo – conclude con un appello &#8211; mi permetto di chiedervi di dare ascolto alle parole di questo imprenditore, che rappresenta la voce genuina delle nostre imprese, di valutare appieno la reale portata negativa del decreto e di sostenere, nella sua azione parlamentare, la necessità di una diversa linea di politica economica, che parta dal presupposto che colpire le imprese significa colpire il Paese”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11348</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
