<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>cooperative sociali &#8211; Accade In Zona</title>
	<atom:link href="https://www.accadeinzona.it/tag/cooperative-sociali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.accadeinzona.it</link>
	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Jan 2019 18:41:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100502015</site>	<item>
		<title>Cooperative sociali, la Regione vara codice etico di comportamento</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/01/07/cooperative-sociali-la-regione-vara-codice-etico-di-comportamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 17:02:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cooperative sociali]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
		<category><![CDATA[Regione del Veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=13054</guid>

					<description><![CDATA[Rispetto dei contratti di lavoro, valorizzazione delle risorse umane, trasparenza nella gestione, correttezza di rapporti con la pubblica amministrazione, sicurezza dei luoghi di lavoro, gestione democratica e partecipata: sono alcuni dei ‘principi-cardine’ del nuovo codice etico per le cooperative sociali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rispetto dei contratti di lavoro, valorizzazione delle risorse umane, trasparenza nella gestione, correttezza di rapporti con la pubblica amministrazione, sicurezza dei luoghi di lavoro, gestione democratica e partecipata: sono alcuni dei ‘principi-cardine’ del nuovo codice etico per le cooperative sociali messo a punto dalla Giunta regionale del Veneto, in base a quanto previsto dalla legge regionale di riforma della cooperazione sociale (legge 32/2018).</p>
<p>“E’ uno strumento in più che la Regione Veneto offre alle cooperative di tipo A e di tipo B –spiega l’assessore al sociale Manuela Lanzarin, che presiede la Commissione regionale sulla cooperazione sociale che ha elaborato il codice – per qualificare la propria azione e aumentare i livelli di controllo e di trasparenza. Il mondo della cooperazione sociale riveste un ruolo fondamentale nel sistema di welfare e nel promuovere sviluppo e coesione nelle nostre comunità. A condizione, però, che sappia conservare la propria identità mutualistica e tener fede ai principi-base di trasparenza gestionale, partecipazione democratica, legalità e rispetto e valorizzazione delle persone, siano essi soci, collaboratori o utenti. La Regione ha promosso questo schema di codice etico per aiutare le cooperative sociali ad essere fedeli alla propria ‘mission’ e contrastare possibili episodi di falsa cooperazione e di concorrenza sleale. Lo scopo è quello di aiutare un mondo che impiega 25 mila addetti e 2500 persone svantaggiate attraverso la forma dell’inserimento lavorativo e vale ogni anno oltre 700 milioni di fatturato a svolgere al meglio il proprio ruolo che non è solo economico in senso stretto, ma ha una grande e irrinunciabile valenza sociale, pecie sul fronte dell’integrazione sociale e lavorativa di persone svantaggiate ”.</p>
<p>Le 820 cooperative sociali (470 di tipo A che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi, 208 di tipo B che svolgono attività agricole, industriali, commerciali o di servizi finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, 33 consorzi di cooperative e 109 cooperative sociali che svolgono sia attività di tipo A che di tipo B ) potranno aderire al Codice etico su base volontaria. La scelta di sottoscrivere i principi della nuova carta regionale – sottolinea l’assessore – rappresenterà un distintivo, una sorta di ‘bollino’ di garanzia per clienti, fornitori, volontari, amministratori, enti pubblici o altri partner economici o sociali dell’attività della cooperativa.</p>
<p>Lo schema proposto (che potrà essere adattato ‘su misura’ dai consigli di amministrazione) ripercorre i principi di riferimento della cooperazione sociale (rispetto e valorizzazione della persona, solidarietà, democrazia, trasparenza, legalità, correttezza responsabilità) e stabilisce norme generali di comportamento, a partire dalla corretta applicazione delle norme contrattuali e dal divieto &#8211; per amministratori, responsabili e dipendenti &#8211; di accumulare utili non redistribuiti. Impegna, inoltre, la cooperativa a “ripudiare ogni forma di terrorismo, eversione e attività criminale”, ad osservare la trasparenza nelle transazioni commerciali, a tutelare privacy e riservatezza, a rispettare l’ambiente, ad astenersi da comportamenti anticoncorrenziali o da qualsiasi comportamento volto ad ottenere condizioni di vantaggio nelle trattative e negli appalti con gli enti pubblici.</p>
<p>Lo schema di codice etico mette al centro il diritto degli utenti ad essere rispettati, specie se minori o in condizioni di fragilità sociali, e ad essere trattati sempre con cortesia, disponibilità e professionalità. Principi analoghi sono previsti anche nei confronti dei soci e dei dipendenti, dei collaboratori e dei volontari. In particolare l’assunzione di personale e/o il conferimento di incarichi di collaborazione deve avvenire con regolare contratto, nel rispetto della contrattazione collettiva vigente e della disciplina in materia di lavoro per l’impresa sociale.</p>
<p>Le cooperative che adotteranno il codice etico dovranno scegliere e nominare i componenti dei consigli di amministrazione secondo procedure trasparenti; potranno, inoltre, adottare sistemi di controllo interno, affidati ad un organismo di valutazione indipendente, che prevedano anche sanzioni, nel caso di eventuali violazioni, secondo quanto disposto dalle norme giurisprudenziali vigenti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13054</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Occupazione in aumento grazie al welfare. Le cooperative sociali segnano un +28 per cento</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/12/12/occupazione-in-aumento-grazie-al-welfare-le-cooperative-sociali-segnano-un-28-per-cento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 18:33:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[cooperative sociali]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=12757</guid>

					<description><![CDATA[Il welfare e l’assistenza ad anziani, disabili, donne e bambini in difficoltà traina il lavoro nel 2018 con 6 cooperative sociali su 10 (59%) che dichiarano di aver aumentato gli occupati di oltre il 28% nell’ultimo anno. E’ quanto emerge [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il welfare e l’assistenza ad anziani, disabili, donne e bambini in difficoltà traina il lavoro nel 2018 con 6 cooperative sociali su 10 (59%) che dichiarano di aver aumentato gli occupati di oltre il 28% nell’ultimo anno. E’ quanto emerge da una rilevazione dell’Unione europea delle cooperative fra le realtà associate su tutto il territorio italiano, dal Piemonte alla Sicilia, dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia, dalla Lombardia al Lazio, in occasione del Consiglio nazionale di Uecoop riunito a Roma con il Presidente Gherardo Colombo durante il quale si è fatto il punto sulle misure in discussione nella manovra di bilancio del Governo anche in relazione agli ultimi dati Istat sul mercato del lavoro che registrano un calo dell’occupazione (-0,2%) nel terzo trimestre 2018 con una diminuzione di 52mila addetti rispetto al trimestre precedente.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Secondo l’analisi dell’Unione europea delle cooperative il settore che nel 2018 sta tenendo meglio rispetto alla frenata degli occupati quello sociale con appena il 16% delle realtà associate che ha dichiarato di avere diminuito gli addetti a fronte di un 84% che ha invece affermato di averli aumentati o di aver continuato a lavorare con gli stessi dipendenti di prima. Un trend legato alla spesa sociale dei comuni italiani che seppur in diminuzione si attesta sempre su una media di 141 euro per abitante durante l’anno. Il record di investimenti spetta ai comuni del Friuli Venezia Giulia con 346 euro, seguiti dalla Sardegna con 309 e dalle provincie di Bolzano con 275 e Trento con 218 euro. Tenuto conto che il mondo cooperativo socio sanitario segue già 7 milioni di italiani grazie al lavoro di oltre 355mila addetti – afferma Uecoop – la sfida del futuro è quella di potenziare l’assistenza creando un sistema che integri risorse pubbliche e private, formando personale altamente professionalizzato in grado di rispondere al meglio alle richieste del mercato del lavoro e – sottolinea Uecoop &#8211; rilanciando così anche l’occupazione sia nella fascia giovane che in quella degli “anta” che magari ha bisogno di essere ricollocata a seguito di crisi aziendali.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">“Il tutto all’interno di un sistema di regole e controlli che garantiscano legalità e diritti dei lavoratori in un’evoluzione virtuosa e sostenibile dell’economia e dell’occupazione” sottolinea il Presidente di Uecoop Gherardo Colombo e aggiunge: “Uecoop punta sui valori che contraddistinguono un modello di vera cooperazione in grado di dare un contributo reale alla soluzione dei problemi del Paese: dal lavoro ai migranti, dallo sviluppo economico al welfare. Per un sistema opposto a quello che guarda alla cooperazione come a uno strumento per risparmiare sul costo del lavoro e sulla qualità dei servizi o come a un modo per sfruttare il business delle migrazioni”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Il mondo delle cooperative in Italia – spiega Uecoop – offre lavoro a più di 1,28 milioni di persone in quasi ogni settore produttivo: dalla logistica alla gestione dei rifiuti, dall’agricoltura all’abbigliamento, dall’informatica all’edilizia, dai trasporti alla vigilanza, dal turismo alle ricerche di mercato. Nel settore dei servizi 1 cooperative su 5 dichiara di aver aumentato il personale nel 2018 mentre il 69% ha tutelato i livelli occupazionali di inizio anno e solo 1 su 10 ha ammesso di aver ridotto di 1/3 gli organici. Nel settore agricolo – spiega Uecoop – sono il 3% ha diminuito il personale mentre 6 cooperative su 10 hanno difeso i livelli occupazionali e il 38% li ha addirittura aumentati.</p>
<p style="font-weight: 400;">
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12757</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
