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	<title>cooperative &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Lavoratori stranieri, crescita del 10,9 per cento di occupati nelle cooperative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2018 16:18:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[cooperative]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori stranieri]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 45mila stranieri lavorano nel mondo delle cooperative con una crescita del 10,9% negli ultimi cinque anni. E’ quanto afferma l’Unione europea delle cooperative Uecoop in relazione alla presentazione dell’ultimo Dossier statistico sull’immigrazione 2018. Con il lavoro regolare – sottolinea [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 45mila stranieri lavorano nel mondo delle cooperative con una crescita del 10,9% negli ultimi cinque anni.</p>
<p>E’ quanto afferma l’Unione europea delle cooperative Uecoop in relazione alla presentazione dell’ultimo Dossier statistico sull’immigrazione 2018. Con il lavoro regolare – sottolinea Uecoop – lo straniero trova una sua collocazione nella società, evita il rischio di cadere nelle mani della malavita, sfugge alla povertà, partecipa alla crescita delle comunità oltre a pagare le tasse e i contributi pensionistici.</p>
<p>Il lavoro &#8211; secondo l’indagine Uecoop/Ixè &#8211; viene percepito come una delle misure strategiche per l’inserimento dei migranti da oltre 6 italiani su 10 favorevoli a tirocini gratuiti nelle aziende con percorsi si inserimento a cui affiancare corsi obbligatori di lingua italiana secondo l’83% degli italiani. In questo senso – conclude Uecoop – le coop italiane svolgono una funzione strategica tanto che sono aumentate anche le imprese cooperative gestite da stranieri, dall’edilizia all’assistenza socio sanitaria, dal commercio ai servizi di pulizia arrivate a 5.248 con un balzo del 14,6% dal 2013 a oggi.</p>
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		<title>Migranti, in aumento gli italiani contrari agli sbarchi. Servono più regole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2018 10:51:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[La strategia del governo M5s-Lega di affidare alla Guardia costiera libica il coordinamento dei soccorsi in mare potrebbe rendere la situazione dei migranti trattenuti nei centri libici ancora più difficile. A lanciare l’allarme è l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La strategia del governo M5s-Lega di affidare alla Guardia costiera libica il coordinamento dei soccorsi in mare potrebbe rendere la situazione dei migranti trattenuti nei centri libici ancora più difficile. A lanciare l’allarme è l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. I centri di detenzione libici per i migranti, ha sottolineato il rappresentante dell’agenzia in Libia Roberto Mignone, «sono già sovraffollati, l’aumento degli sbarchi peggiora la situazione che rischia di diventare esplosiva».</p>
<p>Per quanto riguarda il nostro paese, crescono del +5% nell’ultimo anno gli italiani contrari agli sbarchi dei migranti. E’ quanto emerge dall’indagine Uecoop/Ixè in occasione del vertice di Innsbruck fra Roma, Vienna e Berlino sulla gestione dell’immigrazione. Un fenomeno che – spiega l’Unione europea delle cooperative Uecoop – sta in parte polarizzando l’opinione pubblica nazionale con il 21% della popolazione che vorrebbe dei respingimenti a prescindere da tutto, mentre oltre la metà (56%) si schiera invece per una posizione più moderata che preveda quote di accesso e ridistribuzione negli altri paesi europei.</p>
<p>Quello che diventa strategico – sottolinea Uecoop – è però un sistema di accoglienza basato sulla collaborazione fra pubblico e privato per i gruppi di stranieri che vengono autorizzati a restare sul suolo italiano distribuendoli in piccole e medie strutture, più gestibili e controllabili, come chiede un’ampia maggioranza di italiani (62%). Una gestione che – rileva Uecoop – non può prescindere dalla partecipazione del mondo cooperativo in grado di garantire personale ed esperienza attraverso il lavoro di 12mila cooperative sociali attive non solo nel settore dell’immigrazione, ma anche in quello dell’aiuto a disabili e anziani e nell’inserimento dei soggetti più svantaggiati. E’ chiaro che – conclude Uecoop &#8211; sono necessarie attente verifiche prima, durante e dopo, nei confronti di coloro, cooperative, società, hotel e gruppi di volontariato che si propongono di dare ospitalità ai migranti in modo da garantire trasparenza, efficienza e rispetto delle regole.</p>
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