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	<title>Corte Costituzionale &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Il Governo impugna le legge regionale sul disturbo venatorio. Deciderà la Consulta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Mar 2017 16:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanoni]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Berlato]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella seduta di venerdì 11 maggio il Governo nazionale ha deciso di impugnare la legge del Veneto n. 1/2017, ossia la cosiddetta “legge sul disturbo venatorio” introdotta da Sergio Berlato che prevede l’applicazione di sanzioni amministrative da 600 a 3600 € [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella seduta di venerdì 11 maggio il Governo nazionale ha deciso di impugnare la legge del Veneto n. 1/2017, ossia la cosiddetta <strong><em>“legge sul disturbo venatorio”</em></strong> introdotta da Sergio Berlato che prevede l’applicazione di sanzioni amministrative da 600 a 3600 € a chi intenzionalmente disturba l’attività venatoria e piscatoria.</p>
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<div class="pasli pasli-7470 " data-duration="5000">Secondo il Consiglio dei Ministri “alcune norme, che individuano come illeciti amministrativi comportamenti di disturbo o di ostruzionismo delle attività venatorie e piscatorie, stabilendo al riguardo specifiche sanzioni amministrative, <strong>eccedono dalle competenze regionali</strong>. Esse invadono infatti la competenza legislativa riservata allo Stato dall’art. 117, secondo comma, lett. h) e l), della Costituzione, in materia di ordine pubblico e di sicurezza, nonché in materia di ordinamento civile e penale. Tali previsioni regionali risultano inoltre contrarie ai principi di legalità, razionalità e non discriminazione rinvenibili negli articoli 25, 3 e 27 della Costituzione”.</div>
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<p>Secondo quanto stabilito dall’articolo 127 della costituzione, sarà la Corte Costituzionale a valutare la legittimità della legge veneta e a decidere se effettivamente lo stabilire delle sanzioni amministrative per chi disturba cacciatori e pescatori è una prerogativa statale (e quindi la legge sul disturbo venatorio eccede dalla competenze regionali) oppure no. Comunque, fino alla decisione delle Corte Costituzionale la legge resterà in vigore.</p>
<p><em>“Il governo nazionale ha preso un granchio“, </em>il Consigliere Regionale Sergio Berlato commenta così la decisione presa da Consiglio dei Ministri<em>.</em> <em><span class="text_exposed_show">“Se la Corte costituzionale dovesse sancire che ha ragione il Governo nel ritenere che le regioni non possano imporre sanzioni amministrative </span></em><span class="text_exposed_show">– continua Berlato –</span><em><span class="text_exposed_show"> il Consiglio regionale del Veneto non potrà approvare neppure la legge che sanziona i bracconieri che sparano a meno di cento metri dalle abitazioni. In attesa del pronunciamento della Corte costituzionale, la legge regionale che sanziona chi intenzionalmente vuole impedire l’esercizio della caccia e della pesca, rimane in vigore e continua a produrre i suoi effetti”.</span></em></p>
<p>In un commento sul proprio profilo Facebook Berlato sottolinea: <em>“Abbiamo motivo di ritenere che la Regione del Veneto vincerà il contenzioso nei confronti del Governo nazionale presso la Corte costituzionale perché la Regione è pienamente legittimata a stabilire autonomamente le sanzioni amministrative, mentre per quelle penali la competenza esclusiva è dello Stato”.</em></p>
<div id="stcpDiv">Di tenore opposto invece il commento del consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni: &#8220;S<em>ono estremamente felice di questo esito perché contro questa legge indecente, voluta da Berlato e promulgata da Zaia, ho condotto, sia nelle commissioni che in aula, una strenua battaglia provvedendo ad inviare, dopo la sua approvazione, un mio ricorso al Governo affinché la impugnasse. Questo è un sonoro ceffone a Zaia e Berlato che continuano a promulgare e proporre leggi indecenti e incostituzionali. Al disperato Berlato in questi giorni</em> – prosegue Zanoni &#8211; <em>non ne va proprio una giusta: prima la bocciatura da parte dei sindaci del Parco Colli della sua norma taglia parco, adesso questa nuova batosta</em>&#8220;.</div>
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		<title>Spalmaincentivi: la Corte Costituzionale boccia i ricorsi su 400 impianti fotovoltaici installati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2016 22:01:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[conto energia]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[energia fotovoltaica]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;installazione di impianti per la produzione di energia fotovoltaica è stata fortemente incentivata tra il 2008 e il 2012, con diversi bandi statali “Conto energia” che, a fronte della realizzazione di impianti da parte di enti privati o pubblici, erogavano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;installazione di impianti per la produzione di energia fotovoltaica</strong> è stata fortemente incentivata tra il 2008 e il 2012, con diversi bandi statali “Conto energia” che, a fronte della realizzazione di impianti da parte di enti privati o pubblici, erogavano finanziamenti per ogni kilowattora prodotto.<span id="more-3089"></span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft" src="https://confagricolturavicenza.it/images/fotovoltaico5.jpg" alt="fotovoltaico5" width="471" height="385" /></p>
<p><strong>Ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato.</strong> Per coloro che hanno realizzato impianti con potenza superiore ai 200 kilowatt c’è stata una pesante riduzione dell’incentivo con carattere addirittura retroattivo. La cosa ha creato grandi problemi a coloro che avevano basato sulle previsioni di guadagno i loro investimenti e i vari mutui. Tale norma, ribattezzata “spalmaincentivi”, è stata anche oggetto di un ricorso promosso da Confagricoltura e Assorinnovabili, con 400 impianti coinvolti. La vicenda è approdata in Corte Costituzionale ma, con una decisione che ha lasciato di stucco il settore primario, <strong>i ricorsi presentati sono stati bocciati.</strong> Abbiamo appreso con stupore infatti il comunicato stampa apparso qualche giorno fa sul sito della Corte Costituzionale che, laconicamente, afferma che <em>“la Corte Costituzionale ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 26, commi 2 e 3 del D.L. 24 giugno 2014, n. 91 (convertito con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, 116), c.d. spalmaincentivi, nel settore dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici”.</em></p>
<p><strong>La Corte Costituzionale così facendo afferma che la rimodulazione retroattiva</strong> degli incentivi al fotovoltaico sia legittima. Le ragioni del rigetto saranno conosciute solo col deposito della sentenza che non ci sarà prima di un mese/un mese e mezzo. Solo allora sarà possibile comprendere le motivazioni con cui la Corte Costituzionale abbia ritenuto di non accogliere non solo le nostre censure (e quelle sollevate negli altri centinaia di ricorsi analoghi) ma anche quelle evidenziate con precisione dal TAR del Lazio che ha deciso, con innumerevoli ordinanze di rimessione, di trasmettere gli atti al giudice delle leggi, ritenendo le impugnate norme di dubbia costituzionalità. A questo punto, valuteremo, insieme ai nostri legali, quali azioni alternative poter eventualmente intraprendere a difesa delle posizioni che abbiamo sin qui espresso.</p>
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