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	<title>crisi economica &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Settore alberghiero in attesa della ripartenza. Ma rimangono tante incognite sul post lockdown</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/24/settore-alberghiero-in-attesa-della-ripartenza-ma-rimangono-tante-incognite-sul-post-lockdown/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 14:11:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zago, presidente dell’Associazione provinciale Albergatori-Confcommercio Vicenza: “Trattare un albergo alla stregua di un ospedale, significherebbe riprendere l’attività in una situazione praticamente ingestibile”. Rigoni, capogruppo albergatori di Asiago: “Per ripartire riponiamo fiducia sul nostro bacino fidelizzato di turisti”. Il settore della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Zago, presidente dell’Associazione provinciale Albergatori-Confcommercio Vicenza: “Trattare un albergo alla stregua di un ospedale, significherebbe riprendere l’attività in una situazione praticamente ingestibile”. Rigoni, capogruppo albergatori di Asiago: “Per ripartire riponiamo fiducia sul nostro bacino fidelizzato di turisti”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Il settore della ricezione e dell’ospitalità turistica è stato il primo ad avere risentito dell’impatto con il Covid-19. La contrazione dei flussi turistici ha iniziato fin dalle prime avvisaglie di circolazione del virus, partito dalla Cina a fine dicembre, ed è prevedibile che il comparto sarà l’ultimo a ritrovare un equilibrio nella nuova normalità. In tutta la <strong>provincia di Vicenza</strong>, l’80% degli alberghi è attualmente chiuso, sebbene sulla carta l’attività alberghiera sia tra quelle autorizzate a rimanere aperte, anche per fornire supporto e alloggio al personale sanitario, ai lavoratori in trasferta, ai partenti di persone ricoverate e così via.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Dopo le restrizioni agli spostamenti dall’estero verso l’Italia e all’interno del territorio nazionale – dice <strong>Oscar Zago</strong>, presidente dell’Associazione provinciale Albergatori-Confcommercio Vicenza &#8211; pochissime delle circa 250 strutture alberghiere del territorio sono rimaste aperte. Le altre, visto che non c’erano clienti, hanno inevitabilmente optato per la chiusura. Resta il fatto che parte del personale degli alberghi, circa il 10%, resta operativo per garantire la vigilanza sulle strutture e per gestire le prenotazioni da cancellare o i voucher che posticipano il soggiorno. In pratica, siamo a incassi zero dall’inizio del lockdown, mentre non è così per le spese che continuano ad esserci”.  </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Guardare al futuro, pensando a come si possa ripartire è la costante per tutti gli operatori del settore, anche se al momento non c’è alcuna indicazione, né dagli esperti della sanità, né dal Governo. “Stiamo aspettando di sapere quali misure dovremo attuare per lavorare in condizioni di sicurezza, sia per la clientela, sia per tutto il personale – spiega Zago -. Se parliamo di applicare precise misure di igienizzazione e disinfezione, la cosa non ci spaventa sotto il profilo dei mezzi e delle sostanze da utilizzare, poiché a questo siamo già preparati, tanto che con Federalberghi Confcommercio nazionale stiamo mettendo a punto un manuale con le soluzioni adatte a conciliare le esigenze di tutela alla salute con quelle dell’accoglienza alberghiera. Ciò che chiediamo è che non si pensi di poter trattare un albergo alla stregua di un ospedale, altrimenti significherebbe riprendere l’attività in una situazione praticamente ingestibile, ancora di più se si lavora in una città come Vicenza dove l’occupazione di una camera è di una o due notti al massimo”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">E aggiunge: “Tenendo conto che per riaprire un hotel è necessaria una dotazione minima di personale di 6 addetti, che è verosimile fare i conti con un consistente calo della clientela dovuto alle limitazioni degli spostamenti, che ciò comporterà un crollo delle tariffe delle camere mentre i costi di gestione saliranno, con queste prospettive, credo che alcuni albergatori ci penseranno bene se riaprire. Il quadro preciso – continua – lo avremo solo quando sapremo le misure da rispettare, ma credo che optare per una ripresa dell’attività a quando ci saranno le condizioni per poterlo fare, senza il rischio di dover chiudere per mancanza di redditività, non sia sbagliato. In ogni caso, servirà una grande forza per resistere. Al momento non sappiamo nemmeno se in città si farà o no la fiera dell’oro di settembre, mentre per il turismo congressuale è tutto fermo, così come quello relativo alle città d’arte”.  </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">In effetti, se si va ad immaginare come sarà la situazione del settore a fine lockdown, per almeno tutto il 2020, si dovrà contare su una clientela quasi del tutto di provenienza regionale, al meglio nazionale, dato che gli stranieri difficilmente potranno venire in Italia. Probabile che saranno preferite mete in cui si possa stare all’aria aperta (mare, lago, montagna), piuttosto che luoghi chiusi come musei e monumenti di una città d’arte. Questo contesto potrebbe giocare a favore del luogo naturale per eccellenza della nostra provincia: l’Altopiano di Asiago.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"> “Le prenotazioni ricevute dalla clientela prima dell’emergenza Covid-19 restano in gran parte confermate – afferma <strong>Andrea Rigoni</strong>, capogruppo albergatori della Confcommercio di Asiago – mancano, invece, del tutto le nuove prenotazioni. Stante la situazione nazionale e internazionale è evidente che la prossima stagione estiva non sarà come ce l’aspettavamo. Stimiamo, infatti, una contrazione delle presenze del 60% rispetto lo scorso anno, ma manteniamo anche un pizzico di ottimismo: le presenze in stagione, un po’ su tutto l’Altopiano, sono determinate da sempre per lo più da un turismo di prossimità e famiglie. Ed è su questo bacino “fidelizzato” che riponiamo fiducia per poter ripartire, in attesa di risposte certe su come iniziare in sicurezza la stagione e, soprattutto, di misure di sostegno specifiche per la categoria”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">E a proposito di “risorse” necessarie per mitigare l’impatto della crisi e a incentivare la ripresa della domanda turistica, nonostante le insistenti richieste presentate al Governo da Confturismo &#8211; Confcommercio, il presidente degli albergatori della provincia Zago sottolinea: “Finora lo Stato agli operatori del settore ha garantito solo prestiti bancari e pagamenti di mutui e tasse posticipati. Ben poca cosa se è tutto qua. Soprattutto – conclude &#8211;  se si pensa che il comparto del turismo da solo contribuisce al 13% del PIL nazionale”.  </span></p>
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		<title>Coronavirus, effetto tsunami sugli agenti di commercio. Dainese (Fnaarc): &#8220;Per la ripartenza saranno fondamentali&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/23/coronavirus-effetto-tsunami-sugli-agenti-di-commercio-dainese-fnaarc-per-la-ripartenza-saranno-fondamentali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 14:03:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo momento di grande incertezza, oltre che difficoltà economica, il mondo imprenditoriale si interroga su quando (e come) si potrà riprendere la normale attività. Tra questi anche gli agenti di commercio fortemente colpiti dall&#8217;emergenza sanitaria, tramutata in questi due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo momento di grande incertezza, oltre che difficoltà economica, il mondo imprenditoriale si interroga su quando (e come) si potrà riprendere la normale attività. Tra questi anche gli agenti di commercio fortemente colpiti dall&#8217;emergenza sanitaria, tramutata in questi due mesi, in emergenza economica. Una categoria che resta &#8220;al palo&#8221; poichè deve attendere prima l&#8217;ok del governo alla ripresa e successivamente sperare nella ripartenza delle aziende mandanti non del tutto scontata.</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><strong>Paolo Dainese</strong>, presidente provinciale di <strong>Fnaarc Confcommercio</strong>, analizza la situazione dei <strong>4 mila professionisti</strong> dell’intermediazione e dichiara: “Servono misure speciali da parte di Governo ed Enasarco e forti sgravi contributi per i giovani”</span></p>
<div><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Le misure restrittive di lockdown istituite dal Governo a seguito della pandemia da Coronavirus hanno investito come uno tsunami la categoria degli agenti di commercio. Pensiamo in modo particolare ai colleghi che operano nei settori della moda, del commercio e del turismo che hanno visto i loro fatturati crollare assieme alle loro provvigioni, unica fonte di sostentamento per gli agenti e rappresentanti”. L’analisi è di Paolo Dainese, presidente della Fnaarc Confcommercio di Vicenza, la federazione che rappresenta, nel Vicentino, un settore composto da quasi 4 mila professionisti operanti nell’intermediazione. Si tratta di un mondo che ha un ruolo cruciale nella filiera distributiva: una preziosa interconnessione tra le imprese che operano nel business to business così come nel business to consumer e che si rivela particolarmente importante per le strategie commerciali delle PMI.</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Per questo è essenziale che la categoria sia al centro di forti azioni di sostegno &#8211; rileva il presidente Dainese –. La ripartenza, infatti, sarà molto probabilmente lenta e graduale e questo non deve indebolire il sistema dell’intermediazione: la ripresa economica post Covid  che tutti auspichiamo ha bisogno degli agenti e rappresentanti di commercio”. In questo senso è stato certamente importante aver ottenuto l’inserimento della categoria nella platea dei destinatari del contributo di 600 euro erogato dall’Inps e riservato alle partite Iva: “All’inizio sembravamo esclusi, poi, grazie all’azione congiunta di Fnaarc e di Confcommercio nazionale, siamo riusciti a evitare un’assurda penalizzazione”. Ma ovviamente non basta. Per questo la Federazione degli agenti e rappresentanti, assieme ad altre sigle sindacali ed alle categorie delle case mandanti, sta chiedendo ad Enasarco (l’istituto di previdenza privato della categoria, costituita in fondazione) di poter ottenere un contributo straordinario a sostegno degli iscritti. L’ipotesi è di prevedere una deroga al limite di spesa per le prestazioni assistenziali, in particolare ricorrendo allo specifico fondo relativo all’anno 2019,  pari ad oltre 110 milioni di euro disponibili. “Inoltre – continua il presidente provinciale Fnaarc Confcommercio – chiediamo ad Enasarco  di sospendere il pagamento dei tributi previdenziali ed assistenziali per un trimestre 2020 e la possibilità per gli iscritti di richiedere l’anticipo della propria Indennità di  Risoluzione Rapporto, o parte di essa, accantonata presso il Fondo Firr”.<br />
Chiaramente, per gli agenti è essenziale che tutto questo non metta in sofferenza i conti dell’Enasarco, “che è un ente previdenziale a contribuzione – precisa il presidente Dainese – e ha la funzione  di garantire il pagamento delle pensioni odierne e future degli iscritti. Bisogna evitare certe fughe in avanti che vorrebbero l’istituzione di contributi a fondo perduto da riservare agli agenti dismettendo parte del patrimonio dell’Ente. Ricordo – continua Dainese &#8211; che ci sono delle precise disposizioni di legge che impongono la garanzia dell’ente attraverso il suo patrimonio, dunque un’operazione di questo tipo non solo dovrebbe avere il consenso del Governo, ma ne andrebbe anche valutata l’opportunità in questo momento di mercato”.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Prima, ad esempio, sarebbe opportuno verificare i contenuti della prossima conversione in legge del Decreto Cura Italia, nel quale già sembrerebbero previsti contributi per le categorie più colpite dall’emergenza Covid19. “L’auspicio poi – conclude il presidente Paolo Dainese – è che il Governo metta in campo anche azioni che guardino al futuro, oltre che sostenere giustamente chi oggi è in difficoltà. Per garantire solidità alla ripresa economica c’è bisogno di investire nelle future generazioni, ad esempio favorendo i giovani che vogliono intraprendere la professione dell’agente di commercio con forti sgravi fiscali per i primi tre anni di attività”.</span></p>
</div>
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		<title>Aziende agricole venete, a rischio un mercato da 13 miliardi di euro. In Italia chiudono 10 mila imprese al mese</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2020/04/18/aziende-agricole-venete-a-rischio-un-mercato-da-13-miliardi-di-euro-in-italia-chiudono-10-mila-imprese-al-mese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 10:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Con oltre 62mila aziende agricole che lavorano una superficie totale di 800mila ettari, il Veneto è una delle regioni ai vertici nazionali per produzione lorda vendibile che supera i 5,8 miliardi di euro e un valore dell’export agroalimentare superiore ai 7 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con oltre<strong> 62mila aziende agricole</strong> che lavorano una superficie totale di <strong>800mila ettari</strong>, il<strong> Veneto</strong> è una delle regioni ai vertici nazionali per produzione lorda vendibile che supera i <strong>5,8 miliardi di euro</strong> e un valore dell’<strong>export agroalimentare</strong> superiore ai <strong>7 miliardi</strong>. Numeri importantissimi – commenta Coldiretti &#8211; frutto di una agricoltura variegata, dall’ortofrutta alla carne, dal latte al vino con prodotti blasonati da denominazioni Con l’emergenza sanitaria il sistema è in sofferenza, fino alla pesca: le <strong>perdite riguardano tutti i settori</strong> e in molti casi le imprese florovivaistiche e <wbr />agrituristiche registrano l’azzeramento dei bilanci.</p>
<p>La reazione degli imprenditori agricoli è stata comunque incoraggiante: l’avvio delle consegne a domicilio di spesa a kmzero e pasti, la ripresa dei mercati nelle piazze, sono alcune delle soluzioni messe in campo per continuare​a guardare con fiducia al futuro. Una boccata di ossigeno è arrivata anche per i titolari di serre e garden che hanno potuto riaprire al pubblico rispettando misure di sicurezza ancora più restrittive, nonostante la perdita pressoché totale della produzione primaverile.</p>
<p>La situazione è molto difficile: a livello nazionale delle <strong>30mila imprese italiane <wbr />perse nei primi tre mesi del 2020</strong> quasi 1 su 4 (24%) è in agricoltura con il saldo negativo per il settore di 7259 che risente degli effetti sull’economia, sul lavoro e sui commerci del coronavirus. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla dichiarazione dei Ministri dell’Agricoltura Ue dei 27 Stati membri che hanno sottoscritto una dichiarazione per chiedere alla Commissione di agire urgentemente per contrastare la crisi Covid-19, sulla base dei dati Unioncamere relativi alla mortalità delle imprese fra gennaio e marzo 2020.</p>
<p>L’<strong>Unione Europea</strong> – sottolinea la Coldiretti &#8211; rischia di perdere quest’anno l’autosufficienza alimentare e il suo ruolo di principale esportatore mondiale di alimenti per un valore si 151,2 miliardi di euro con un surplus commerciale nell’agroalimentare di 31,9 miliardi. Un sistema che – continua la Coldiretti – poggia anche sui primati dell’agricoltura Made in Italy che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino alla gran parte dei prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi.</p>
<p>E’ necessaria una risposta adeguata dalla Commissione UE e dei Capi di Stato e di Governo con il riconoscimento del ruolo centrale e strategico dell’agricoltura nella proposta relativa al Quadro Finanziario Pluriennale UE 2021 – 2027 dove i tagli di risorse paventati sono inaccettabili e devono invece essere previsti – precisa la Coldiretti &#8211; opportuni strumenti e finanziamenti, anche fuori dal bilancio della PAC, per gestire l’attuale crisi.</p>
<p>Da quando è cominciata la pandemia in Italia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% come per l’agriturismo dove sono chiuse per le misure anti contagio tutte le 23mila strutture italiane, di cui ben 1200 in Veneto. Il 70% delle aziende agricole sta subendo cancellazioni di prenotazioni e commesse all’estero – spiega Coldiretti – anche per le difficoltà alle frontiere e il crollo dei servizi forniti a bar e ristoranti chiusi per l’emergenza, con una pioggia di disdette provenienti dai clienti di tutto il mondo. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè a pagare il conto più pesante all’estero sono stati il settore del vino e del florovivaismo, ma difficoltà sono segnalate anche per ortofrutta, formaggi, salumi e conserve. L’aumento delle vendite al dettaglio in negozi e supermercati in molti settori non hanno compensato le perdite subite nelle esportazioni e nel canale della ristorazione che da solo assorbe circa 20 miliardi di cibi e bevande</p>
<p>In gioco – sottolinea la Coldiretti &#8211; c’è una filiera allargata che in Italia dai campi agli scaffali vale oltre 538 miliardi con l’allarme globale provocato dal Coronavirus che ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza. Ma l&#8217;emergenza Covid 19, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità sulle quali è necessario intervenire con il piano Marshall proposto dalla Coldiretti per l’agroalimentare che ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità.  Ci sono le condizioni – continua la Coldiretti &#8211; per rispondere alle domande dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Investire è dunque un imperativo categorico in un’ottica di sviluppo sostenibile che spinga l’innovazione e valorizzi le potenzialità del settore e garantisca al Paese le scorte alimentari strategiche di cui ha bisogno.</p>
<p>L’’Italia in futuro – conclude la Coldiretti &#8211; potrà trarre beneficio dalla sua tradizione rurale ma occorre invertire la tendenza del passato a sottovalutare il patrimonio agroalimentare nazionale in una situazione in cui l’ultima generazione è stata responsabile della perdita di ¼ delle terre fertile nella Penisola per colpa dell’urbanizzazione e dell’abbandono forzato.</p>
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		<title>Florovivaismo, 1,6 miliardi di prodotti buttati. In un mese perso fatturato di 500 milioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 08:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Crisi sanitaria, crisi economica e reclami di interventi al governo. Da giorni sul tavolo della politica nazionale ci sono richieste che piovono da ogni dove e da qualsiasi settore produttivo e commerciale nazionale. Non è da meno il settore florovivaistico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Crisi sanitaria, crisi economica e reclami di interventi al governo. Da giorni sul tavolo della politica nazionale ci sono richieste che piovono da ogni dove e da qualsiasi settore produttivo e commerciale nazionale. Non è da meno il settore <strong>florovivaistico</strong> che è stato duramente colpito nel periodo più florido dell&#8217;anno, la primavera.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ecco allora che <strong>fiori recisi, alberi da frutto, ornamentali, viti, piantine da orto</strong> oggi sono tutti da buttare, un patrimonio verde che, in <strong>Veneto</strong>, vale oltre <strong>1,6 miliardi di euro</strong> e che ad oggi si ritrova in ginocchio a causa dall’emergenza <strong>Coronavirus</strong>. Gli addetti ai lavori lamentano anche perdite subite per lo stop di fiere internazionali, l’export bloccato da un mese,  gli ordini saltati per il divieto di cerimonie, le vendite nei garden annullate. Come se non bastasse ogni impresa deve far fronte ad un altro grande problema che si aggiunge a quelli già citati, i costi di smaltimento dei prodotti da distruggere.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’attività ordinaria non può essere fermata completamente, deve comunque continuare in contesto di crisi per continuare a dare lavoro ai 50 mila dipendenti che devono preparare le coltivazioni per la prossima stagione oltre che a provvedere alla cura e manutenzione del verde urbano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Coldiretti Veneto, al Tavolo Verde convocato oggi,  ha stimato un azzeramento totale del fatturato pari a 500milioni realizzato da 1500 aziende florovivaistiche regionali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con i ricavi in rosso in un periodo strategico come quello primaverile – spiega Coldiretti Veneto &#8211; è impossibile prevedere che le imprese possano sopravvivere e poi riprendere ad investire, ammodernarsi e dare ancora lavoro. Nonostante le prime misure introdotte dal Governo, il settore ha bisogno di interventi ad hoc per il ristoro dei danni con stanziamenti di risorse così da ampliare il ricorso agli ammortizzatori sociali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Coldiretti Veneto rende noto, inoltre,  che a livello nazionale <strong>è intervenuta sul Decreto Ministeriale Cura Italia che </strong>in materia fiscale esclude le aziende con più di 2 milioni di reddito dalla sospensione dei versamenti in scadenza tra l’8 ed il 31  marzo. <strong>La questione interessa proprio </strong>gli imprenditori florovivaisti che hanno perso completamente la produzione nel momento più importante dell’anno.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Famiglie in difficoltà economica, approvata la graduatoria per assegnare alloggi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/15/famiglie-in-difficolta-economica-approvata-la-graduatoria-per-assegnare-alloggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 17:38:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Approvata la graduatoria definitiva relativa al bando per l&#8217;assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica nel comune di Vicenza, scaduto a luglio 2019. A fare il punto sul tema degli alloggi erp questa mattina erano presenti il vicesindaco con delega [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Approvata la graduatoria definitiva relativa al bando per l&#8217;assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica nel comune di Vicenza, scaduto a luglio 2019.</p>
<p>A fare il punto sul tema degli <strong>alloggi erp</strong> questa mattina erano presenti il vicesindaco con delega in materia di politiche sociali, famiglia, politiche per l’integrazione <strong>Matteo Tosetto</strong> e l&#8217;assessore al patrimonio <strong>Silvia Maino</strong>.</p>
<p>“Abbiamo approvato la graduatoria in tempi veramente rapidi nonostante una lunga istruttoria visto che sono state più di 800 le domande presentate – ha dichiarato il <strong>vicesindaco con delega in materia di politiche sociali, famiglia, politiche per l’integrazione Matteo Tosetto</strong> –. Ringrazio i nostri uffici che hanno lavorato bene tanto che nessun ricorso è stato presentato. Potremo iniziare, così, a consegnare i primi alloggi a chi ne ha diritto in modo da dare una prima risposta a un problema importante per la nostra città, costituito dalla presenza di famiglie in difficoltà economica. Ricordo che la graduatoria è unica, sia per gli alloggi gestiti dal Comune che dall&#8217;Ater. Nel 2020 abbiamo un progetto per mappare in modo piu preciso la residenza pubblica in città, che evidenzi sia la localizzazione degli alloggi, sia l&#8217;età media del nucleo e la sua composizione, sia infine la nazionalità del nucleo stesso”.</p>
<p>“Purtroppo, a causa della crisi, sempre più <strong>famiglie</strong> versano in <strong>situazione di difficoltà</strong> economica per cui abbiamo promosso diverse misure, tra le quali l’individuazione di alloggi da destinare ad affitto convenzionato tramite il cosiddetto Social Housing, rivolto a proprietari di immobili disposti a convenzionarsi con il Comune – ha precisato l<strong>&#8216;assessore al patrimonio Silvia Maino</strong> –. Abbiamo fermamente voluto che anche il Social Housing, come il bando Erp, fosse destinato prioritariamente a chi abita o lavora a Vicenza da almeno cinque anni, ritenendo giusto aiutare chi, con il proprio lavoro, ha contribuito alla crescita del nostro territorio”.</p>
<p>“In base a un aggiornamento della normativa regionale – ha puntualizzato l&#8217;assessore <strong>Maino</strong> – è possibile che, entro due anni, alcuni cittadini che risiedono attualmente negli alloggi Erp e il cui Isee Erp superi la soglia prevista siano tenuti a lasciare l&#8217;immobile. Alcuni di questi cittadini si sono già rivolti ai nostri uffici per capire cosa fare. Stiamo esaminando varie ipotesi per ridurre questo disagio, tra cui, previa opportune valutazioni sull&#8217;opportunità e congruità dell&#8217;operazione, l&#8217;eventuale cessione dell&#8217;immobile a coloro che hanno proposto di acquistarlo”.</p>
<p>Al bando, aperto il 20 maggio scorso, hanno concorso 800 nuclei familiari. 765 sono state le domande accolte mentre 35 quelle inammissibili (di cui 29 escluse per mancanza di requisiti mentre 6 a seguito di ulteriori controlli sulla presentazione della domanda anche in altri Comuni, fatto che comporta l&#8217;esclusione dalla graduatoria).</p>
<p>548 dei nuclei ammessi sono comunitari, mentre 252 sono quelli extra comunitari (tutti comunque con regolare permesso di soggiorno). Si tratta di dati sostanzialmente in linea con quelli degli anni precedenti.</p>
<p>L&#8217;età media di chi ha presentato domanda (401 donne e 399 uomini) è di quasi 48 anni.</p>
<p>731 risiedono a Vicenza; per quanto riguarda il Paese di provenienza, 159 sono nati a Vicenza, 72 in Marocco, 25 in Tunisia, 26 in Algeria, 10 in Albania.</p>
<p>I nati in Italia sono 344 (189 femmine e 155 maschi); questi alzano l&#8217;età media a 50 anni e abbassano a 1,9 persone la composizione del nucleo medio.</p>
<p>Sono 106 i partecipanti extra comunitari naturalizzati italiani o comunque comunitari EU (es. moldavi con cittadinanza rumena).</p>
<p>La composizione media del nucleo che ha presentato domanda è di 2,9 persone con un Isee-Erp medio di 5.608,90 euro.</p>
<p>347 nuclei sono composti da 1 persona (119 femmine e 128 maschi).</p>
<p>Dopo la pubblicazione della graduatoria provvisoria non sono pervenuti ricorsi; pertanto dopo l&#8217;approvazione con determina della graduatoria definitiva, entro la settimana in corso, questa sarà immediatamente utilizzabile per le assegnazioni, facendo caducare quella precedente.</p>
<h4><strong>Patrimonio Erp (Amcps e Ater) – Dati ultima edizione Osservatorio Casa</strong></h4>
<p>Nel corso del 2019 sono stati assegnati da parte del Comune 18 alloggi mentre da parte di Ater 32.</p>
<p>Il Comune ha fatto, inoltre, 16 mobilità, cioè spostamenti di inquilini in alloggi idonei alla modificazione del nucleo o a sopravvenute problematiche sanitarie.</p>
<p>Negli alloggi del disagio abitativo hanno trovato sistemazione 5 nuovi nuclei da considerarsi in emergenza abitativa.</p>
<p>Nel 2016 il numero complessivo di alloggi Erp, secondo i dati dell&#8217;ultima edizione dell&#8217;Osservatorio Casa, era pari a 2710, di cui: 1510 di proprietà comunale in gestione AIM Valore città – Amcps; 1200 di proprietà e in gestione Ater – Provincia di Vicenza.</p>
<p>il patrimonio comunale di Edilizia Residenziale Pubblica (in gestione AIM Valore Citta&#8217; &#8211; Amcps) costituisce il 56% del totale degli alloggi di proprietà pubblica presenti nel Comune di Vicenza.</p>
<p>Per quanto riguarda la distribuzione di alloggi per le ex circoscrizioni si osserva che gli alloggi Amcps sono distribuiti maggiormente all&#8217;interno dell’ex circoscrizione 1 (402), mentre nell’ ex circoscrizione 7 si riscontra il dato più basso (82); gli alloggi Ater sono maggiormente distribuiti all&#8217;interno dell’ex circoscrizione 6 (322), mentre nell’ex circoscrizione 4 si riscontra il dato più basso (54).</p>
<p>Nel complesso, gli alloggi Erp si concentrano maggiormente nell’ex circoscrizione 6 (538 pari al 19% del totale), nell’ ex circoscrizione 1 (517, ovvero il 18% del totale) e nell’ex circoscrizione 3 (476 pari al 17% del totale). Il minor numero di alloggi si riscontra nell’ex circoscrizione 4 (194 pari al 7% del totale).</p>
<p>Gli alloggi Amcps si distribuiscono maggiormente nelle classi di superficie: fino a 46 mq (392 alloggi, corrispondenti al 26% del patrimonio comunale); da 46 a 60 mq (351 alloggi, corrispondenti al 23% del patrimonio comunale); da 70 a 85 mq (302 alloggi, corrispondenti al 20% del patrimonio comunale).</p>
<p>Gli alloggi Ater si distribuiscono maggiormente nelle classi di superficie : da 70 a 85 mq (320 alloggi, corrispondenti al 24% del patrimonio Ater); da 46 a 60 mq (251 alloggi, corrispondenti al 19% del patrimonio Ater); da 60 a 70 mq (219 alloggi, corrispondenti al 17% del patrimonio Ater).</p>
<p>Considerando l’insieme degli alloggi di proprietà pubblica presenti nel territorio comunale si segnala come questi si concentrino maggiormente nella fascia di superficie compresa tra i 70 e gli 85 mq (622 alloggi, corrispondenti al 22% del totale), nella fascia di superficie inferiore ai 46 e i 60 mq (602 alloggi, corrispondenti al 21% del totale) e nella fascia di superficie inferiore ai 46 mq (552 alloggi, corrispondenti al 20% del totale).</p>
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		<title>Arzignano, consegnati 4 nuovi alloggi Erp a famiglie italiane</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/12/10/arzignano-consegnati-4-nuovi-alloggi-erp-a-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2018 16:57:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[alloggi]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[difficoltà economiche]]></category>
		<category><![CDATA[Erp]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie italiane]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco gentilin]]></category>
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					<description><![CDATA[Il sindaco di Arzignano, Giorgio Gentilin e l’assessore al Sociale Alessia Bevilacqua, hanno consegnato a quattro famiglie italiane di Arzignano, altrettanti alloggi Erp in via Mantegna, lo scorso mercoledì 5 dicembre 2018. L’assegnazione è frutto di un accordo sottoscritto nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco di Arzignano, Giorgio Gentilin e l’assessore al Sociale Alessia Bevilacqua, hanno consegnato a quattro famiglie italiane di Arzignano, altrettanti alloggi Erp in via Mantegna, lo scorso mercoledì 5 dicembre 2018.</p>
<p>L’assegnazione è frutto di un accordo sottoscritto nel 2014 tra il Comune di Arzignano e la ditta Giuma Srl e in seguito alla Variante 4 al Piano degli interventi, che ha previsto la cessione da parte della ditta di questi alloggi.</p>
<p>Le quattro abitazioni consegnate hanno una superficie media di <strong>60 mq</strong> e si estendono tutti al piano terreno. Due alloggi andranno ad una persona mentre gli altri due andranno a tre persone. Annessi vi sono 3 garages. Questi quattro nuovi alloggi vanno ad aggiungersi al <strong>patrimonio comunale ERP</strong> che conta, ad oggi, ben <strong>53 abitazioni</strong> mentre altre 117 sono di proprietà dell’Ater di Vicenza.</p>
<p>“Le famiglie sono tutte arzignanesi di nazionalità italiana, sono state individuate nelle scorse settimane e firmeranno il contratto di locazione a gennaio, secondo il nuovo regolamento Erp regionale” ha dichiarato l’assessore al Sociale Alessia Bevilacqua. “L’Amministrazione Comunale -continua l’assessore al Sociale- si è fissata l’obiettivo di consegnare altri 5 appartamenti entro giugno del 2019. Di questi, cinque sono attualmente in stato di ristrutturazione, grazie ad un programma statale e regionale di recupero di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. Gli alloggi sono stati e verranno assegnati in base alla graduatoria regionale -aggiunge Bevilacqua- ma l’Amministrazione di Arzignano, nel definire i punteggi di propria competenza ha sempre dato la priorità agli italiani e agli arzignanesi assegnando punteggio più alto a chi risiede nel Comune da più tempo”.</p>
<p>Un criterio ribadito anche con una risoluzione dell’ultimo Consiglio Comunale. Quattro punti vengono assegnati alla residenza in Arzignano ed altri quattro ai soggetti più fragili, come anziani o diversamente abili. A tal fine il Comune di Arzignano, risultato beneficiario di 180 mila euro, ha aggiunto una cifra di 120 mila euro per portare a termine l’ operazione.</p>
<p>“Con queste nuove assegnazioni -aggiunge il sindaco Giorgio Gentilin- l’Amministrazione Comunale, ha consegnato dal 2009, anno di inizio della mia Amministrazione e del lavoro di Alessia Bevilacqua come assessore al Sociale, ben 47 alloggi, di cui 24 comunali e 23 grazie all’intervento dell’Ater. Il 77% di questi alloggi sono stati assegnati ad italiani”.</p>
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		<title>Aumento dell&#8217;Iva, Confcommercio: &#8220;Disinnescare subito qualsiasi ipotesi&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/03/16/aumento-delliva-confcommercio-disinnescare-subito-qualsiasi-ipotesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2018 16:13:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aumento iva]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Iva]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; la richiesta avanzata dal presidente nazionale Carlo Sangalli durante l&#8217;incontro del Consiglio Generale, a Milano, con il leader M5S Luigi Di Maio. Sarebbe una beffa enorme per tutto il mondo imprenditoriale, che da anni sta combattendo contro la crisi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la richiesta avanzata dal presidente nazionale Carlo Sangalli durante l&#8217;incontro del Consiglio Generale, a Milano, con il leader M5S Luigi Di Maio. Sarebbe una beffa enorme per tutto il mondo imprenditoriale, che da anni sta combattendo contro la <strong>crisi economica</strong> più feroce di sempre.</p>
<p>&#8220;<em>Siamo molto preoccupati  del rischio di una fase di ingovernabilità perché questo <strong>potrebbe far saltare la pax finanziaria</strong>. Imprese, famiglie, investitori, l&#8217;Europa, hanno bisogno di risposte tempestive e solide&#8221;</em>. <strong>Carlo Sangall</strong>i, presidente di <strong>Confcommercio nazionale</strong>, è intervenuto così al Consiglio Generale di Confcommercio tenutosi nei giorni scorsi a Milano (e allargato dal Consiglio di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza), durante il quale i vertici della Confederazione hanno incontrato il<strong> leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio</strong>.</p>
<p>Aprendo l&#8217;incontro il presidente Sangalli ha sottolineato che &#8220;<em>Confcommercio e gli imprenditori del terziario di mercato sono abituati a non fare il ‘tifo&#8217; per una parte politica o l&#8217;altra, ma a <strong>giudicare nel merito i provvedimenti</strong>&#8220;</em>.  Per Sangalli esistono due obiettivi urgenti: &#8220;<em><strong>disinnescare gli aumenti dell&#8217;Iva già programmati per l&#8217;inizio del 2019</strong>, iniziativa che deve avere <strong>priorità assoluta</strong>, e introdurre il riporto delle perdite anche alle imprese in contabilità semplificata che adottano il regime di cassa</em>&#8220;, oltre a due eccessi  (carico fiscale e burocrazia) e due deficit da combattere (legalità e infrastrutture).</p>
<p>Ma è proprio l&#8217;ipotesi di aumento dell&#8217;Iva nel 2019 a preoccupare di più, perchè, ha sottolineato Sangalli  &#8220;<em><strong>distruggerebbero qualsiasi ipotesi di ripresa</strong>. Il <strong>rinvio a settembre</strong> di ogni decisione sulle clausole di salvaguardia <strong>non ci rassicura affatto</strong></em>&#8211; ha ribadito Sangalli -. <em>Anzi ci preoccupa per gli effetti negativi che avrà sul clima di fiducia di famiglie e imprese&#8221;. Un grido d&#8217;allarme, questo, subito raccolto da <strong>Di Maio</strong>, che  ha affermato di essere &#8220;d&#8217;accordo nel non rinviare la questione delle clausole di salvaguardia: chiederò un disinnesco immediato senza alcun rinvio per motivi tecnici, è un impegno che noi prendiamo qui e speriamo che sia condiviso da tutte le forze rappresentate in Parlamento anche prima della formazione del governo&#8221;</em>.</p>
<p>Il dibattito è dunque aperto, ma nel frattempo<strong> la situazione dei consumi non lascia ben sperare</strong>. A gennaio, secondo le rilevazioni dell&#8217;Istat,  le vendite al dettaglio registrano una diminuzione, rispetto al mese precedente, dello 0,5% in valore e dello 0,7% in volume.  <strong>Rispetto a gennaio 2017, le vendite al dettaglio registrano una flessione dello 0,8%</strong> in valore e dell&#8217;1,9% in volume. In particolare, le vendite di beni alimentari non subiscono variazioni, mentre quelle di beni non alimentari calano dello 0,9% in valore e dell&#8217;1,0% in volume. Nel trimestre novembre 2017-gennaio 2018 l&#8217;indice complessivo registra un calo dello 0,2% in valore e dello 0,5% in volume. Nello stesso periodo, le vendite di beni alimentari diminuiscono dello 0,4% in valore e dell&#8217;1,0% in volume; sostanzialmente stabile risulta l&#8217;andamento dei beni non alimentari.</p>
<p>Pensare di aggiungere l&#8217;incertezza della situazione politica, all&#8217;incertezza economica di un rincaro di tutti i beni di consumo a causa dell&#8217;Iva, appare quanto meno un boomerang per le prospettive economiche del Paese.</p>
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		<item>
		<title>Incontro Confindustria e CGIL, CISL e UIL: la collaborazione tra parti sociali accelera l&#8217;uscita dalla crisi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/11/03/incontro-confindustria-cgil-cisl-uil-la-collaborazione-parti-sociali-accelera-luscita-dalla-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 09:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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		<category><![CDATA[confindustria vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[Uil]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è tenuto, presso la sede di Confindustria Vicenza, un incontro tra il presidente degli Industriali vicentini Luciano Vescovi, la vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega alle relazioni industriali Laura Dalla Vecchia e i segretari provinciali di CGIL, CISL e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuto, presso la sede di <strong>Confindustria Vicenza</strong>, un incontro tra il presidente degli Industriali vicentini Luciano Vescovi, la vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega alle relazioni industriali Laura Dalla Vecchia e i segretari provinciali di CGIL, CISL e UIL, rispettivamente Giampaolo Zanni, Raffaele Consiglio e Grazia Chisin.</p>
<p>I rappresentanti delle imprese e dei lavoratori hanno fatto il punto su situazione congiunturale, contrattazione aziendale e sui dati della crisi, con particolare focus sull&#8217;occupazione.<br />
&#8220;<em>Stiamo vivendo un momento globalmente positivo per le imprese vicentine</em> &#8211; afferma Luciano Vescovi -. <em>I dati delle nostre aziende associate ci dicono che quest&#8217;anno si prevede possa esserci un calo</em><br />
<em>delle ore di cassa integrazione di circa il 30%, ovvero le ore di lavoro di quasi 2.000 persone. Dati che ci aiutano ad essere ottimisti per il 2018&#8243;</em>.</p>
<p>&#8220;<em>Non possiamo dimenticare che ci sono diverse aziende che stanno vivendo situazioni difficili e che, nonostante tutto, siamo ancora lontani dalla piena occupazione che rappresenta l&amp;#39;obiettivo ideale su cui puntare</em> &#8211; aggiunge Laura Dalla Vecchia -. <em>Però è anche vero che il trend è positivo e che il rapporto costruttivo esistente tra industria e sindacato ha sicuramente fatto in modo che Vicenza</em><br />
<em>rappresenti un esempio di come si possa remare tutti dalla stessa parte, pur difendendo, ognuno, i legittimi interessi dei propri iscritti&#8221;.</em></p>
<p>“<em>Siamo soddisfatti del fatto che alcuni dati statistici indicano una ripresa economica e un aumento delle assunzioni in atto nella nostra Provincia</em> &#8211; spiega il segretario provinciale CGIL Giampaolo Zanni-.<em> Riteniamo però che occorra: in primo luogo aiutare il tessuto produttivo ad affrontare le sfide della globalizzazione dei mercati e soprattutto delle innovazioni tecnologiche; in secondo luogo impedire</em><br />
<em>scelte delle multinazionali di impoverimento del nostro tessuto produttivo; in terzo luogo occuparci della formazione delle lavoratrici e dei lavoratori e pensare a come riqualificare e rioccupare le</em><br />
<em>persone che durante la crisi hanno perso il lavoro e faticano a ricollocarsi; e infine non dimenticare il problema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in quanto i dati ci segnalano un aumento degli infortuni sul lavoro, e anche il problema della salubrità dell’ambiente e della salute delle persone, messa a rischio dalle sostanze pericolose prodotte o utilizzate”.</em></p>
<p>“<em>Nonostante l’andamento positivo</em> &#8211; aggiunge il segretario provinciale CISL Raffaele Consiglio &#8211; <em>abbiamo il compito di non abbassare la guardia, anzi: proprio in fasi positive come questa bisogna</em><br />
<em>organizzarsi per investire e progettare la crescita. In particolare sentiamo il bisogno di una programmazione politica territoriale, vicina alle persone, che serva da regia alla nuova formazione, alla </em><em>pianificazione territoriale, allo sviluppo industriale in modo da determinare uno sviluppo duraturo e di prospettiva”.</em></p>
<p>“<em>Sebbene i risultati di crescita economica nella provincia siano positivi</em> &#8211; conclude il segretario provinciale UIL Grazia Chisin -, <em>oggi dobbiamo essere attenti al territorio e al suo sviluppo. Come parti</em><br />
<em>sociali, siamo impegnati sulla strada della formazione continua e della riqualificazione del personale, ma dovremo anche cogliere l’opportunità dettata dall’Alternanza Scuola Lavoro per trasmettere ai</em><br />
<em>giovani un messaggio di incoraggiamento per le scelte di indirizzo scolastico che devono cogliere e soddisfare la richiesta di occupabilità che viene dalle aziende. Questa potrebbe diventare una</em><br />
<em>risposta concreta per la diminuzione della disoccupazione giovanile e la fuga all’estero dei nostri giovani”.</em></p>
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		<title>Tasse, in Veneto diminuite del 13,7 per cento dal 2015 al 2016</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/08/21/tasse-veneto-diminuite-del-137-cento-dal-2015-al-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2017 12:52:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[fallimenti]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Si sa, il Veneto è da sempre il motore trainante dell&#8217;intero Paese. Gli imprenditori hanno lottato contro la crisi economica e un sistema di tassazione che da decenni risulta troppo elevato. Nel corso degli anni si contano i numerosi &#8220;fallimenti&#8221; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sa, il<strong> Veneto</strong> è da sempre il motore trainante dell&#8217;intero Paese. Gli imprenditori hanno lottato contro la <strong>crisi economica</strong> e un sistema di tassazione che da decenni risulta troppo elevato. Nel corso degli anni si contano i numerosi &#8220;<strong>fallimenti</strong>&#8221; dovuti proprio a questo mix di elementi. Nell&#8217;ultimo biennio, però, il trend sembra cambiato.</p>
<p>“<em>Il <strong>Veneto</strong> è tra le Regioni italiane col <strong>minor peso fiscale</strong> locale, addirittura in <strong>diminuzione</strong> del <strong>13,7%</strong> nel 2016 rispetto al 2015, passando da <strong>1.659 a 1.453 euro</strong> di prelievo a famiglia. Il tutto senza la benchè minima autonomia di manovra, con un bilancio a destinazione libera quasi azzerato dai tagli delle ultime finanziarie nazionali e senza un euro che torni sul territorio dei molti miliardi di residuo fiscale attivo che mandiamo a Roma</em>”.</p>
<p>Lo evidenzia il Presidente della Regione del Veneto <strong>Luca Zaia</strong>, commentando i dati sulle tasse nei territori, elaborati da <strong>Bankitalia</strong> e pubblicati oggi da un quotidiano economico nazionale.</p>
<p>“<em>In sette anni</em> – fa notare il Governatore – <em>siamo riusciti a far risparmiare ai veneti un miliardo e 900 milioni di euro di tasse, evitando di applicare addizionali Irpef regionali e i ticket sanitari locali aggiuntivi rispetto a quelli introdotti dallo Stato. Fatto da una Regione a statuto ordinario è una specie di miracolo, come dimostrano, ad esempio, i consistenti aumenti imposti da varie Regioni a statuto ordinario come noi, e le forti diminuzioni registrate in alcune Regioni a statuto speciale”.</em></p>
<p>“<em>C’è poco da fare</em> – aggiunge il Presidente del Veneto –<em> sono numeri inequivocabili: più i fondi pubblici rimangono sul territorio e vengono ben gestiti, come in Veneto, meno la gente viene sommersa di tasse e meglio questi soldi, provenienti dalle sue tasche, vengono utilizzati”</em>.</p>
<p>“<em>La Regione</em> – incalza il Governatore del Veneto – <em>ha saputo tagliare le tasse anche in condizioni che hanno invece portato altre Regioni a statuto ordinario ad aumenti consistenti. Si pensi ora solo per un attimo se e quando il Veneto potrà disporre di almeno una parte, non dico di tutto che sarebbe comunque il giusto, di quel paio di decine di miliardi di tasse di saldo fiscale attivo che i veneti pagano a Roma non ricevendo di ritorno nemmeno un grazie. Ne deriverebbero non solo investimenti sull’economia e sul welfare, ma anche alleggerimenti fiscali sugli Enti Locali e altri tagli alle tasse pagate direttamente o indirettamente dalla gente. Si può fare</em> – conclude – <em>come dimostrano le performance delle Regioni ‘speciali’. Il Veneto e i veneti ne hanno diritto. A buon intenditor poche parole”.</em></p>
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		<title>L&#8217;Ambasciatore d&#8217;Ucraina in visita a Schio con l&#8217;obiettivo di promuovere scambi commerciali</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2017/08/12/lambasciatore-ducraina-visita-schio-lobiettivo-promuovere-scambi-commerciali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2017 13:33:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Ambasciatore d'Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Caffè Carraro s.p.a.]]></category>
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		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
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		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Yevhen Perelygin]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Ucraina offre oggi grandi opportunità di tipo commerciale. Le aziende venete, ancora imbrigliate nella rete della crisi economica, vedono uno spiraglio internazionalizzando ed esportando i propri prodotti. Ecco, allora, che la visita di una figura istituzionale come quella dell&#8217;Ambasciatore d&#8217;Ucraina [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ucraina offre oggi grandi opportunità di tipo <strong>commerciale</strong>. Le aziende venete, ancora imbrigliate nella rete della <strong>crisi economica</strong>, vedono uno spiraglio internazionalizzando ed esportando i propri prodotti. Ecco, allora, che la visita di una figura istituzionale come quella dell&#8217;<strong>Ambasciatore d&#8217;Ucraina</strong> è vista con grande positività in vista del rush finale che porta alla chiusura dell&#8217;anno con tanto di bilanci e resoconti.</p>
<div id="attachment_6710" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Ambasciatore-ucraino-a-schio.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6710" class="wp-image-6710 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Ambasciatore-ucraino-a-schio-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Ambasciatore-ucraino-a-schio-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Ambasciatore-ucraino-a-schio-768x512.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Ambasciatore-ucraino-a-schio-1024x683.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Ambasciatore-ucraino-a-schio-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/Ambasciatore-ucraino-a-schio.jpg 1455w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-6710" class="wp-caption-text"><em>Foto di gruppo in municipio a Schio</em></p></div>
<p>Arrivato in settimana a <strong>Schio</strong>,<strong> Yevhen Perelygin</strong> Ambasciatore ucraino, è stato ricevuto dal sindaco sclendense Valter Orsi e dal primo cittadino di <strong>Marano Vicentino</strong> Marco Guzzonato. Presenti anche alcuni rappresentanti della giunta comunale oltre che una folta schiera di Forze dell&#8217;Ordine.</p>
<p>L&#8217;Ambasciatore ha dichiarato di essere in visita con uno scopo ben preciso, portare nel proprio paese la qualità del <strong>Made in Italy</strong>. Dopo aver visionato l&#8217;azienda <strong>Caffè Carraro s.p.a.</strong> l&#8217;ambasciatore e il suo Primo Segretario Aleksandr Kapustin proseguiranno in un viaggio alla scoperta di realtà imprenditoriali decise a promuovere <strong>scambi commerciali</strong> con l&#8217;<strong>Ucraina.</strong></p>
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