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	<title>danni agricoltura &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Maltempo, semine sospese per campi allagati. Il freddo ritarda la frutta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2019 15:15:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
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					<description><![CDATA[Semine di mais in ritardo o comunque sospese causa campi allagati in Veneto, chi ha già provveduto dovrà ripetere l’operazione a causa dell’asfissia radicale delle piante. Le api sono in ritiro forzato, a causa della basse temperature,  nonostante la piena [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Semine di mais in ritardo o comunque sospese causa <strong>campi allagati</strong> in Veneto, chi ha già provveduto dovrà ripetere l’operazione a causa dell’asfissia radicale delle piante. Le api sono in ritiro forzato, a causa della basse temperature,  nonostante la piena fioritura di acacie, tiglio e castagno. Nel bellunese arrivano segnalazioni di malghe non raggiungibili causa frane e difficoltà legate ancora agli effetti dell’uragano Vaia. Nevica sopra i 1500 metri e piove a dirotto in pianura, i terreni sono inzuppati d’acqua e quindi nessuna lavorazione è praticabile. In provincia di Padova, Coldiretti rileva che gli ortaggi in serra, dove hanno tenuto le strutture, sono salvi ma in pieno campo i danni sono considerevoli. L’ondata di maltempo ha provocato un certo ritardo nella maturazione di alcuni prodotti, ad esempio le ciliegie sui Colli Euganei. Idem per le varietà di Vicenza dove il raccolto delle primizie è andato perduto a causa delle forti grandinate. Sono sempre più numerose le aziende che ricorrono all&#8217;assicurazione &#8220;all risk&#8221; tramite i Consorzi di Difesa Avversità Atmosferiche  che dispone di una gamma aggiornata e sempre più ampia di soluzioni per tutelare la produzione e il reddito delle imprese agricole. La tendenza alla tropicalizzazione  – conclude Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni con costi per oltre 14 miliardi di euro in tutta Italia nell&#8217;arco di in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle infrastrutture nelle campagne.</p>
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		<title>Coldiretti Veneto fa la conta dei danni dopo il maltempo che ha colpito il litorale veneziano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2017 14:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[grandinate violente]]></category>
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					<description><![CDATA[Vigneti sradicati a Portogruaro, strage di ortaggi del Cavallino, colture di mais atterrate nel rodigino, Coldiretti sta procedendo alla rilevazione dei danni causati dalla tromba d’aria che l&#8217;altro ieri ha colpito il litorale veneto concentrando nelle province di Venezia e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vigneti sradicati a Portogruaro, strage di ortaggi del Cavallino, colture di mais atterrate nel rodigino, Coldiretti sta procedendo alla rilevazione dei danni causati dalla tromba d’aria che l&#8217;altro ieri ha colpito il litorale veneto concentrando nelle province di Venezia e Rovigo tutta la forza distruttiva.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/vigneti.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-6722" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/vigneti.jpg" alt="" width="1600" height="900" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/vigneti.jpg 1600w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/vigneti-300x169.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/vigneti-768x432.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/08/vigneti-1024x576.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a>Interi filari di Merlot, Cabernet, Raboso e Prosecco sono ancora rovesciati a terra nell’area della Doc di Lison Pramaggiore fino alla linea del Piave. Nel cuore produttivo del comune di Jesolo fino a Bibione serre di pomodori, peperoni e melanzane distrutte, annessi rustici scoperchiati e frutteti compromessi. Il bilancio non è ancora definitivo, ma Coldiretti parla già di stato di calamità mentre tecnici e agricoltori sono al lavoro anche nel polesine per delimitare le zone ai fini della comunicazione ufficiale agli uffici competenti.</p>
<p>Tetti e strutture rovinati, magazzini e punti vendita divelti,  il mais già pronto per la mietitura è letteralmente disteso al suolo a Rosolina, Porto Viro, Taglio di Po’ e parte di Porto Tolle dove i grandi seminativi caratterizzano l’indirizzo colturale di centinaia di aziende agricole che si vedono vanificato il lavoro di un intero anno. Le precipitazioni peraltro &#8211; continua la Coldiretti &#8211; non hanno peraltro scalfito lo stato di grave siccità dei campi perché l’acqua per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento mentre gli acquazzoni aggravano i danni e pericolo di frane e smottamenti. Il moltiplicarsi di eventi estremi con l’alternarsi di<strong> caldo anomalo</strong>, bombe d’acqua, <strong>grandinate violente</strong> e il divampare di <strong>incendi</strong> che investono non solo boschi ma anche animali allevati, pascoli, uliveti hanno un <strong>impatto devastante</strong> sull’ambiente, l’economia e il turismo.</p>
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		<title>Siccità, danni all&#8217;agricoltura veneta superano i 120 milioni di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/31/siccita-danni-allagricoltura-veneta-superano-120-milioni-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 09:25:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Ammontano tra i 120 e i 170 milioni di euro i danni all’agricoltura veneta causati dalla prolungata siccità del 2017. A effettuare la stima è la Direzione agroalimentare della Regione Veneto, sentiti i soggetti interessati nel territorio delle sette province [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ammontano tra i 120 e i 170 milioni di euro i danni all’agricoltura veneta causati dalla prolungata siccità del 2017. A effettuare la stima è la Direzione agroalimentare della Regione Veneto, sentiti i soggetti interessati nel territorio delle sette province venete. Mancanza di piogge e alte temperature stanno mettendo in crisi le diverse aree del Veneto, senza esclusione alcuna.</p>
<p>“<em>La gestione dell’acqua deve privilegiare gli usi prioritari, quello potabile e quello irriguo, e non il profitto di società che usano la risorsa idrica per scopi diversi e rispondono unicamente agli interessi dei propri azionisti. Non è più tollerabile che la gestione della risorsa idrica sia lasciata in mano a società che tendono ad ottimizzare i ricavi anziché preoccuparsi del corretto uso di una risorsa limitata, indispensabile per la vita umana e la società civile.</em>”. E’ la posizione assunta dalla Regione Veneto, nel confronto con il ministro per l’ambiente Galletti avvenuto nella Conferenza Stato-Regioni.</p>
<p>Con un proprio documento la Regione Veneto ha invitato il ministro ad intervenire per fronteggiare &#8211; a breve, media e lunga scadenza &#8211;  le conseguenze delle scarse precipitazioni dello scorso inverno e primavera e dalle torride temperature di questa estate.</p>
<p>“<em>Tra lo scorso ottobre e giugno 2017 le piogge in Veneto sono diminuite del 25% rispetto alla media stagionale, con punte del 33% nel bacino dell’Adige e del Po, e con effetti particolarmente drammatici anche alle foci del Brenta</em> – ha premesso il referente per le politiche agricole e i consorzi di bonifica della Regione –<em> per la risalita del cuneo salino. Nella sezione di Boara, ed esempio, il fiume Adige ha attualmente una portata di 25-30 metri al secondo, contro gli 80 previsti per il corretto di funzionamento della barriera anti-intrusione salina posta in prossimità della foce”</em>.</p>
<p>L’amministrazione regionale ha già predisposto interventi emergenziali per oltre 7 milioni di euro ed è pronta ad emanare la quarta declaratoria di crisi idrica, protraendo così al 10 agosto lo stato emergenziale per limitare i prelievi irrigui del 50 per cento nel bacino dell’Adige e del 20% negli altri bacini –ma la penuria d’acqua è aggravata dal fatto che a primavera i bacini idroelettrici che afferiscono all’asta dell’Adige erano quasi completamente vuoti, perché si è privilegiata la produzione idroelettrica rispetto ad una corretta gestione degli invasi.</p>
<p>“Appare sempre più urgente  – ha concluso l’assessore &#8211;  varare un piano nazionale di soccorso idrico, in particolare per le pianure del Nord, e realizzare importanti infrastrutture che consentano di diversificare gli approvvigionamenti idropotabili, accumulare l’acqua nei periodi piovosi, in particolare nelle zone montane, e ottimizzarne l’uso nei periodi più secchi.  Il Veneto ha pronti nel cassetto 80 progetti finanziabili per avviare cantieri di interventi idraulico e di bonifica. Ma serve un patto di collaborazione tra Regioni, amministrazione statale e Unione europea che privilegi l’uso idropotabile e irriguo della risorsa acqua, investa sulle strategie di contrasto ai cambiamenti climatici in atto e metta un freno alla produzione idroelettrica. Non ci interessa tutelare gli interessi di azionisti che hanno come unico obiettivo la massimizzazione dei ricavi, anziché il corretto e lungimirante uso di una risorsa che si sta rivelando fragile e non infinita. Il nostro dovere è dare una risposta duratura e sostenibile alle esigenze primarie della popolazione”.</p>
<p>Ecco nel dettaglio, lo stato dei danni provocati da oltre otto mesi di mancate precipitazioni, nella ‘fotografia’ scattata dalla Direzione agroalimentare del Veneto:</p>
<p><strong>Rovigo</strong>. Le coltivazioni estensive di mais e soia vedono dimezzarsi i raccolti. Il mais, là dove è stato precocemente raccolto, è stato svenduto a 2 euro al quintale,  e destinato alla produzione di bioenergia, nei digestori, in quanto inutilizzabile per alimentare il bestiame. Si acuisce, inoltre, il problema della risalita del cuneo salino, in particolare nell’area deltizia.</p>
<p><strong>Padova</strong>. Gravi i danni subiti dalle colture di mais, soia e barbabietole, soprattutto nella parte meridionale della Provincia, dove i raccolti sono compromessi sino al 70%. I bacini d’acqua sono ormai quasi esauriti e difficoltà si registrano anche per i vigneti, in particolare sui Colli Euganei, dove l’irrigazione è più difficile. Né le piogge di questi giorni hanno portato ristoro, visti gli apporti minimi o nulli, in particolare nella parte meridionale della provincia. La portata dell’Adige a Boara Pisani è pari al 53% della media.</p>
<p><strong>Verona</strong>. Colture estensive e orticole sono in ginocchio: i frutteti del Veronese stanno producendo frutta di pezzatura ridotta, poco adeguata alle richieste dei consumatori. In significativa flessione anche la produzione di foraggio nei pascoli di montagna (meno 40%): le mandrie stanno ritardando la monticazione.</p>
<p><strong>Vicenza</strong>. La crisi idrica sta compromettendo i raccolti non solo di ortaggi, cerali e foraggi per l’alimentazione degli animali, ma anche di colture specializzate come il tabacco.</p>
<p><strong>Venezia</strong>. i danni quantificati nelle campagne del litorale si aggirano tra il 25 e il 30% di minor raccolto. I danni maggiori sono provocati dal cuneo salino. A rischio anche il trapianto del radicchio di Chioggia Igp.</p>
<p><strong>Treviso</strong>. Il bacino del Piave gode di riserve sino al 90% della portata idrica e quindi in quest’area le perdite sono per ora limitate. Ma la ‘grande sete’ mette in difficoltà in particolare i produttori di mais, soia e barbabietola.</p>
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