<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>dati &#8211; Accade In Zona</title>
	<atom:link href="https://www.accadeinzona.it/tag/dati/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.accadeinzona.it</link>
	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Apr 2019 17:44:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100502015</site>	<item>
		<title>Crollo delle nascite in Italia. Il 2018 sarà ricordato come il peggiore di sempre</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/04/02/crollo-delle-nascite-in-italia-il-2018-sara-ricordato-come-il-peggiore-di-sempre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2019 17:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[crollo nascite]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[nascite]]></category>
		<category><![CDATA[natalità]]></category>
		<category><![CDATA[neonati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=14053</guid>

					<description><![CDATA[Storico crollo nascite in Italia nel 2018 che diventa l’anno peggiore di sempre con 9mila neonati in meno rispetto al minimo segnato nel 2017 e un trend negativo che riguarda anche gli stranieri. E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Storico <strong>crollo nascite</strong> in Italia nel 2018 che diventa l’<strong>anno peggiore di sempre</strong> con 9mila neonati in meno rispetto al minimo segnato nel 2017 e un trend negativo che riguarda anche gli stranieri. E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, sugli ultimi dati demografici Istat in relazione all’annuncio del vice premier Di Maio che contro la denatalità nel Def saranno inserite misure di aiuto alle famiglie sul modello francese con 50% sconto sui pannolini, 50% sulle spese per la baby sitter e un coefficiente famigliare che abbatte l&#8217;Irpef a seconda del numero dei figli.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Con appena <strong>449mila nuovi nati</strong> nel 2018 – sottolinea Uecoop – la situazione demografica italiana è influenzata da cambiamenti sociali, ritmi quotidiani sempre più frenetici, spese crescenti per asili, istruzione e tempo libero, oltre alla tendenza a fare figli dopo i 40 anni accorciando il tempo biologico per la procreazione. E se una volta era il sud a guidare le nascite con le famiglie più numerose – evidenzia Uecoop – adesso la “linea della culla” si è spostata sempre più a nord con il record della provincia di Bolzano che è l’area più prolifica del Paese con 1,76 figli per donna contro 1,32 della media nazionale, seguita dalla provincia di Trento con 1,50, dalla Lombardia con 1,38, dall’Emilia Romagna con 1,37 e dal Veneto con 1,36 figli per donna mentre nelle regioni del Mezzogiorno ci si ferma a 1,29 e precipita a 1,16 in Basilicata, a 1,13 in Molise e a 1,06 in Sardegna. Nelle aree dove il welfare è più sviluppato – sottolinea Uecoop – le famiglie fanno più figli perché sono più sicure rispetto al futuro, sanno di poter contare su servizi pubblici e privati dedicati non solo ai figli ma anche agli anziani considerato l’aumento della speranza di vita che per gli uomini sfiora ormai gli 81 anni (80,8) mentre per le donne supera gli 85 (85,2).</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Si tratta di un contesto sociale dove il welfare pubblico e privato deve affrontare una doppia sfida: da una parte asili e scuole per i figli e dall’altra assistenza domiciliare o in residenze specializzate per gli anziani con il mondo cooperativo socio assistenziale che ogni anno segue oltre 7 milioni di famiglie grazie a 355mila addetti sul territorio nazionale. E mentre le spese crescono non è un caso che – rileva Uecoop su dati Eurispes &#8211; proprio 7 genitori su 10 si augurino che i figli una volta cresciuti si impegnino subito nel mondo del lavoro con un picco di oltre l’85% in Sicilia e Sardegna mentre nel nord ovest dell’Italia il 72,1% si aspetta che il figlio o la figlia resti in famiglia in attesa di trovare una sistemazione in linea con le proprie aspirazioni. Ma con una disoccupazione giovanile che in Italia raggiunge il 31,9% – conclude Uecoop &#8211;  quella di restare a casa senza potersi creare una propria famiglia sembra essere sempre più spesso quasi una scelta obbligata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14053</post-id>	</item>
		<item>
		<title>In Veneto crescono Turismo ed Export. Rafforzamento dell&#8217;economia nel Bollettino socio-economico</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/04/30/in-veneto-crescono-turismo-ed-export-rafforzamento-delleconomia-nel-bollettino-socio-economico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2018 07:54:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[bollettino socio-economico]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia veneto]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=10573</guid>

					<description><![CDATA[L’Ufficio di statistica della Regione del Veneto ha emanato il primo numero del 2018 del &#8220;Bollettino socio-economico del Veneto &#8211; I principali dati congiunturali&#8221;, il periodico trimestrale che analizza gli indicatori di congiuntura maggiormente rappresentativi della situazione veneta.  Dai dati emerge [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ufficio di statistica della Regione del Veneto ha emanato il primo numero del 2018 del &#8220;<strong>Bollettino socio-economico del Veneto</strong> &#8211; I principali dati congiunturali&#8221;, il periodico trimestrale che analizza gli indicatori di congiuntura maggiormente rappresentativi della situazione veneta.  Dai dati emerge che il Veneto registra un andamento migliore rispetto al dato complessivo nazionale; si stima  un <strong>PIL</strong> veneto nel 2017 <strong>in crescita dell’1,7%</strong>, un tasso leggermente superiore alla media nazionale. Tra i settori con performance migliori brilla il turismo:<strong> +7,4%</strong> degli arrivi <strong>rispetto al 2016 e + 5,8 delle presenze</strong>; i cittadini, italiani e stranieri, scelgono il Veneto per trascorrere una vacanza, ma anche per motivi d’affari, di cura, e per partecipare ad eventi culturali o sportivi, ecc. Riguardo all’export agroalimentare è il prosecco il prodotto leader che conquista sempre di più i mercati esteri.</p>
<p><strong>DATI GENERALI: </strong>I <strong>consumi</strong> delle famiglie <strong>salgono dell’1,5%</strong> e per gli<strong> investimenti</strong> si stima un<strong> rialzo del 3,7%</strong>. Il risultato del 2017 è attribuibile ad una buona performance dell’industria veneta, che rimane competitiva e registra un aumento del <strong>valore aggiunto del 2,2%</strong>, ad una buona <strong>crescita dei servizi, +1,6%</strong>, e alla ripresa del settore edilizio, +2,1%. An¬cora segnali incoraggianti arrivano sul fronte dei fallimenti d’impresa: nel 2017 si riducono del 12,5% rispetto al 2016.Nel 2017 in Veneto il tasso di occupazione passa dal 64,7% del 2016 al 66% e quello di disoccupazione dal 6,8% al 6,3%. Sempre meno i lavoratori equivalenti in cig, nel 2017 poco più di 17mila, il 47% in meno di un anno prima.</p>
<p><strong>VENETI:</strong> Nel confronto nazionale, le condizioni economiche in Veneto sono migliori: le<strong> famiglie guadagnano e spendono di più</strong> e c’è, secondo l’analisi della Regione, una maggiore equità. Il recupero reddituale favorisce la ripresa dei consumi. Abitazione, alimenti e trasporti assorbono il 64% della spesa totale, andando a <strong>incidere</strong> di più nel bilancio delle<strong> famiglie con meno possibilità economiche</strong>. Non mancano le rinunce, anche importanti: quasi la metà delle famiglie rinuncia, in quantità o qualità, a generi alimentari di base e il 14% taglia addirittura le spese mediche.Un dato rilevante è che i ragazzi veneti presentano tra i ri¬sultati più brillanti nell’apprendimento alle superiori: si distinguono arrivando ad inserirsi nelle prime posizioni nella classifica regionale per i punteggi più elevati, sia in italiano che in matematica.</p>
<p><strong>TURISMO:</strong> Il Veneto ha raggiunto nel 2017 risultati da record. Il <strong>2017 si è chiuso con 19,2 milioni di arrivi</strong> (+7,4% rispetto al 2016) e <strong>69,2</strong> milioni di <strong>presenze</strong> (+5,8%). Gli ottimi risultati rispecchiano una buona annata del turismo nazionale (arrivi +5,2% e presenze +3%) e di quello internazionale (+8,6% degli arrivi, +7,1% delle presenze e +5,7% della spesa). Tutte le tipologie d’offerta hanno aumentato la propria attrattività: le <strong>città d’arte</strong>, che accolgono oltre la metà dei turisti, hanno registrato l’incremento più rilevante (+9,3%), ma gli arrivi aumentano considerevolmente anche al <strong>mare e alle terme</strong> (oltre il 6%) e pure nelle <strong>località lacuali e montane</strong> (+3,6%).</p>
<p><strong>COMMERCIO ESTERO:</strong> Bene l’export veneto: nel 2017 il fatturato estero delle imprese venete supera di poco i <strong>61 miliardi di euro</strong>, registrando una crescita superiore ai cinque punti percentuali su base annua. A trainare il comparto sono soprattutto i <strong>settori delle lavorazioni dei metalli</strong>, dei <strong>macchinari</strong>, delle <strong>apparecchiature elettriche</strong>, delle <strong>produzioni chimiche </strong>e delle<strong> produzioni agroalimentari</strong>. Tra i mercati di destinazione, si segnala il sensibile <strong>aumento delle vendite</strong>verso la <strong>Francia, la Polonia e la Germania</strong>. In forte ripresa anche l’export verso il mercato russo: +12,8%.Il 2017 è stato un da record per le esportazioni agroalimentari del  Ve¬neto: il valore esportato ha raggiunto i 6,6 miliardi di euro, con una crescita rispetto all’anno precedente del +4,5%, rappresentando il 16% del totale nazionale. Tra i<strong> prodotti leader</strong>indiscutibilmente il <strong>Prosecco spumante DOP</strong> è alfiere del successo del vino veneto all’estero: gli oltre 800 milioni di euro esportati nel corso del 2017 rap¬presentano il 60% dell’export di vino spumante nazionale. I più grandi appassionati di queste bollicine sono il Regno Unito, che ne acquista ben il 40,2%, gli Stati Uniti, con il 22%, e poi la Germania (5,4%).</p>
<p><strong>SETTORE IMMOBILIARE:</strong> Nel III trimestre 2017 le convenzioni notarili di compravendite per unità immobi-liari in Veneto registrano una lieve flessione (-0,8%) rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Stabili le transazioni immobiliari per le unità ad uso abitativo, mentre <strong>calano</strong> sensibilmente i trasferimenti di <strong>immobili ad uso economico</strong> (-7,7%). Le convenzioni notarili per <strong>mutui con costituzione di ipoteca immobiliare</strong> registrano una <strong>riduzione</strong> che supera di poco i due punti percentuali rispetto al III trimestre del 2016.</p>
<p><strong>PROSPETTIVE:</strong>  Nelle previsioni del <strong>2018 la ripresa economica</strong> dovrebbe proseguire con una variazione <strong>del +1,7% rispetto al 2017</strong>, anche se i primi dati del 2018 su fatturato e ordinativi risultano negativi. Va però evidenziato che queste prime rilevazioni si confrontano con un dicembre 2017 particolarmente performante. Il clima di fiducia dei consumatori rimane positivo, a differenza di quello delle imprese. L’inflazione rimane bassa e il tasso di cambio euro/dollaro è abbastanza stabile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">10573</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Mercato alberghiero in Italia cresce del 14,3% a quota 2,4 mld</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2017/06/20/mercato-alberghiero-italia-cresce-del-143-quota-24-mld/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 21:05:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[mercato alberghiro]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto 2017]]></category>
		<category><![CDATA[turisti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=6009</guid>

					<description><![CDATA[L’onda lunga delle buone performance del mercato immobiliare alberghiero europeo registrate nel 2015 si ripercuote sull’Italia all’incirca un anno dopo: il 2016 è stato per il comparto un anno florido, caratterizzato da una forte attrattività degli investimenti. È quanto emerge [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’onda lunga delle buone performance del mercato immobiliare alberghiero europeo registrate nel 2015 si ripercuote sull’Italia all’incirca un anno dopo: il 2016 è stato per il comparto un anno florido, caratterizzato da una forte attrattività degli investimenti.</p>
<p>È quanto emerge dal “Rapporto 2017 sul mercato immobiliare alberghiero” realizzato da Scenari Immobiliari, in collaborazione con Allegroitalia Hotel &amp; Condo, giunto all’undicesima edizione.</p>
<p>Nel 2016 il fatturato del mercato immobiliare alberghiero italiano è creciuto del 14,3%, raggiungendo quota 2,4 miliardi di euro tra contratti di vendita o locazione. L’attrattività del comparto appare maggiore in confronto alla media europea, grazie a elementi distintivi, quali l’interesse delle catene per l’espansione sia nel settore lusso che economy, la ricchezza degli immobili da valorizzare, la presenza di trophy asset e le ampie possibilità di ulteriore sviluppo, con conseguente creazione di valore del territorio. Lo slancio del mercato si mantiene ancora nel primo semestre del 2017 e le prospettive sono di un mantenimento del trend positivo anche per il 2018.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>Fonte: Askanews</h6>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6009</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
