<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>dazi &#8211; Accade In Zona</title>
	<atom:link href="https://www.accadeinzona.it/tag/dazi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.accadeinzona.it</link>
	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Feb 2020 14:21:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100502015</site>	<item>
		<title>L&#8217;Italia perde il 7 per cento dell&#8217;export Usa nel settore vinicolo a causa dei dazi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/02/07/litalia-perde-il-7-per-cento-dellexport-usa-nel-settore-vinicolo-a-causa-dei-dazi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 16:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[caos]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[dogana]]></category>
		<category><![CDATA[dogane Usa]]></category>
		<category><![CDATA[export del vino]]></category>
		<category><![CDATA[guerra commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Monitor]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.accadeinzona.it/?p=15704</guid>

					<description><![CDATA[I dazi aggiuntivi statunitensi mettono nel caos l’export del vino. E a farne le spese, a dicembre, non sono solo i Paesi penalizzati in dogana ma anche l’Italia. È quanto rilevato dall’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, che ha elaborato i nuovi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I<strong> dazi</strong> aggiuntivi statunitensi mettono nel <strong>caos</strong> l’<strong>export del vino</strong>. E a farne le spese, a dicembre, non sono solo i Paesi penalizzati in <strong>dogana</strong> ma anche l’<strong>Italia</strong>. È quanto rilevato dall’<strong>Osservatorio</strong> Vinitaly-Nomisma <strong>Wine Monitor</strong>, che ha elaborato i nuovi dati delle <strong>dogane Usa</strong> sui 12 mesi del 2019.</p>
<p>Secondo l’Osservatorio, la <strong>guerra commerciale</strong> Usa-Ue ha creato negli ultimi mesi una serie di dinamiche negative, e a farne le spese è stata anche l’Italia che a dicembre ha perso il 7% a valore rispetto al pari periodo dello scorso anno, con un -12% per i suoi vini fermi. In questo circuito vizioso i produttori Ue segnano il passo, con la Francia che negli ultimi 2 mesi vede i propri fermi cadere a -36% e la Spagna a -9%. Per contro, volano le forniture da parte del Nuovo Mondo produttivo, con la Nuova Zelanda che sale a +40% a valore e il Cile, a +53%.</p>
<p><em>«Assistiamo a un mercato confuso</em><em>», </em>ha detto il direttore generale di Veronafiere <strong>Giovanni Mantovani</strong>, <em>«contrassegnato prima da una corsa alle scorte e poi da grandi incertezze. Un clima che certo non giova agli scambi, fin qui molto positivi, e che speriamo possa cambiare il prima possibile. Per questo confidiamo nell’odierna missione negli Usa del commissario al Commercio, Phil Hogan, e nell’ottimismo rappresentato in questi giorni dal commissario all’Economia, Paolo Gentiloni. La speranza è poter arrivare al prossimo Vinitaly in un rinnovato regime di pace commerciale con il nostro storico partner</em><em>».</em></p>
<p>Secondo il responsabile dell’Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor, <strong>Denis Pantini</strong>: <em>«Ciò che emerge è uno scenario di forte incertezza sui principali mercati mondiali della domanda di vino, e questo è un fattore chiave da affrontare nell’anno in corso. Gli Stati Uniti ci consegnano un mercato che nel 2019 è aumentato nell’import globale &#8211; probabilmente anche più di quanto sia la reale crescita dei consumi – per effetto di aumento scorte a scopo precauzionale. Anche l’Italia chiude in crescita, sebbene continui a mantenere un prezzo medio nei fermi più basso della media, e con un traino forte degli spumanti</em><em>».</em></p>
<p>È di <strong>5,55 miliardi di euro</strong> il valore complessivo del <strong>vino importato dagli Usa</strong> nel 2019, in crescita del 5,7% sull’anno precedente grazie alla corsa della domanda di spumanti (+11,1%). Tra i principali fornitori, è sempre testa a testa tra la Francia, a 1,92 miliardi di euro (+7,7%), e l’Italia (+4,2%) a 1,75 miliardi di euro, mentre è ottima la performance della Nuova Zelanda anche nei 12 mesi (+11,9). Tra le tipologie, faticano ancora i fermi&amp;frizzanti italiani, in positivo dell’1,7% mentre sono convincenti una volta di più gli sparkling tricolori, anche lo scorso anno in doppia cifra a +13,7%.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15704</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dazi di Trump, preoccupazione dei sindacati: &#8220;Rischi per le aziende venete&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/venezia/2018/07/09/dazi-di-trump-preoccupazione-dei-sindacati-rischi-per-le-aziende-venete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 17:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[acciaierie Beltrame]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaierie Valbruna]]></category>
		<category><![CDATA[acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Fim Cisl]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=11280</guid>

					<description><![CDATA[I dazi minacciati da Trump su acciaio e alluminio preoccupano le organizzazioni sindacali. Molte le aziende venete o con stabilimenti nella nostra regione che rischiano di essere coinvolte. Basti pensare alla Slim Fusina Rolling (che produce alluminio), o all’Ilva (acciaio) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dazi minacciati da Trump su acciaio e alluminio preoccupano le organizzazioni sindacali. Molte le aziende venete o con stabilimenti nella nostra regione che rischiano di essere coinvolte. Basti pensare alla Slim Fusina Rolling (che produce alluminio), o all’Ilva (acciaio) che conta un centinaio di dipendenti a Marghera più un’altra quarantina nella sede di Legnaro, o le Acciaierie Beltrame o Valbruna di Vicenza.<br />
I rischi e le possibili soluzioni verranno affrontate nel corso del Consiglio generale della Fim Cisl di Venezia su “Mondo aperto o mondo chiuso il problema dei dazi su acciaio ed alluminio”, in programma martedì 17 luglio presso la Cittadella Dell’Edilizia in via Banchina Dell’Azoto 15, a Marghera.<br />
“Tante, però – avvisa Stefano Boschini, segretario Fim Cisl Venezia &#8211; sono anche le imprese dell’automotive che potranno risentire in maniera indiretta del provvedimento del presidente americano. In provincia di Venezia, ad esempio, la Speedline di Santa Maria di Sala (che produce ruote e cerchi in lega e conta circa 600 dipendenti), la Costampress di Gardigiano di Scorzè (stampi e produzioni di parti pressofuse per il settore automobilistico con circa 150 dipendenti), la Pometon di Maerne di Martellago (polveri per sinterizzatori con circa 170 dipendenti). Ma fare una stima esatta dell’impatto è molto difficile proprio per l’alto numero delle aziende che potrebbero essere interessate dagli effetti indiretti”. “La nostra maggiore preoccupazione – continua Boschini &#8211; è l’incertezza che viene prodotta dall’applicazione dei dazi, come questa scelta può cambiare il mercato, creando ad esempio una competizione più forte con i cinesi (tra i principali destinatari del provvedimento di Trump). Allarmanti sono soprattutto gli effetti indiretti, più pericolosi proprio perché più difficili da individuare: basti pensare ai dazi sulle auto europee che rischiano inevitabilmente di coinvolgere aziende italiane che producono componentistiche per le vetture. Da considerare anche – conclude il segretario Fim &#8211; che la situazione economica produttiva di molte imprese che verranno coinvolte è positiva, il mercato al momento va bene, ma questa incertezza rischia di frenare lo sviluppo in atto. La speranza è che la conferenza di martedì 17 possa dare un contributo utile a comprendere la portata del fenomeno”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11280</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Trump e i dazi, Confindustria Vicenza: &#8220;Colpite anche le nostre aziende. UE si faccia sentire&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/03/13/trump-e-i-dazi-confindustria-vicenza-colpite-anche-le-nostre-aziende-ue-si-faccia-sentire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 16:19:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[imprese vicentine]]></category>
		<category><![CDATA[mercati esteri]]></category>
		<category><![CDATA[metallo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.accadeinzona.it/?p=9949</guid>

					<description><![CDATA[Preoccupano non poco le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti sulla questione accise per l&#8217;importazione di alcuni prodotti. L’export di metalli di base e prodotti in metallo da Vicenza verso gli Stati Uniti nei primi 9 mesi del 2017 ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Preoccupano non poco le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti sulla questione accise per l&#8217;importazione di alcuni prodotti. L’export di metalli di base e prodotti in metallo da Vicenza verso gli Stati Uniti nei primi 9 mesi del 2017 ha raggiunto la più che soddisfacente cifra di 200 milioni di euro. Ma cosa succederebbe se entrassero in vigore i dazi? A questa domanda risponde Luciano Vescovi di Confindustria Vicenza.</p>
<p>“<em>Si tratta di una decisione che colpisce gravemente le nostre aziende perché non riguarda solo le materie prime, ma anche alcuni semilavorati in cui le nostre imprese eccellono, sia per quanto riguarda il settore dell&#8217;acciaio e dell&#8217;alluminio, sia per quanto riguarda l&#8217;export verso gli USA</em>” commenta Vescovi.</p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono infatti stabilmente nella<strong> top 3</strong> dei paesi di destinazione dell&#8217;<strong>export vicentino</strong>. Per quanto riguarda il settore dei <strong>metalli</strong> di base e prodotti in metallo, si parla, solo a Vicenza, di <strong>194,7 milioni di euro</strong> di export nei primi 9 mesi del 2017.</p>
<p>“<em>Se da una parte</em> – aggiunge Vescovi &#8211;<em> si comprende la necessità di affrontare il dumping, strategia programmatica di alcuni paesi che però subiamo anche noi; queste misure rischiano di colpire indiscriminatamente anche gli operatori sani. Sulla scia dell&#8217;apertura di <strong>Trump</strong> a <strong>Canada</strong> e <strong>Messico</strong>, è necessario e urgente che si arrivi ad un accordo ad hoc per i paesi dell&#8217;UE. È di fronte a queste minacce che si deve vedere la compattezza e il peso specifico </em><em>dell&#8217;<strong>Unione Europea</strong>. E magari anche del prossimo Governo</em>”.</p>
<p>“<em>Preoccupa inoltre il cambio di atteggiamento</em> – conclude il presidente degli Industriali berici –, <em>che si passi da un mondo aperto e liberista ad uno in cui regna un clima di chiusura. Questo cambiamento ideologico è grave tanto quanto quello sostanziale, che con questi dazi iniziamo a toccare con mano”.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9949</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
