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	<title>debito con la giustizia &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Carceri: situazione di sovraffollamento, solo una su tre è in regola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2018 15:59:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Solo 1 carcere su 3 in Italia rispetta la capienza prevista per i detenuti mentre nel 67,6% dei casi le strutture sono sovraffollate e hanno più reclusi di quelli che in teoria potrebbero ospitare creando situazioni di disagio e a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Solo 1 carcere su 3 in Italia rispetta la capienza prevista per i detenuti mentre nel 67,6% dei casi le strutture sono sovraffollate e hanno più reclusi di quelli che in teoria potrebbero ospitare creando situazioni di disagio e a volte di tensione nelle realtà più gremite.</p>
<p>E’ quanto emerge da un’analisi su dati forniti dal <strong>Ministero della Giustizia</strong> in relazione all’allarme lanciato dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Mauro Palma, per il picco di<strong> 53 detenuti suicidi</strong> dall&#8217;inizio del 2018. Il mondo dietro le sbarre – sottolinea Uecoop – è uno dei più complessi da gestire sia per quanto riguarda la vita dei reclusi che per il rapporto con l’esterno e i percorsi di reinserimento sociale sui quali la cooperazione sociale è da sempre in prima linea. In Italia – rileva Uecoop – a fronte di una capienza di 50.622 posti ci sono 59.275 detenuti dei quali 1 su 3 straniero.</p>
<p>Gli <strong>istituti di pena</strong> più grandi quelli con maggiori problemi di sovraffollamento sono quelli di Napoli con Poggioreale dove si trovano 2.286 detenuti il 37,8% in più della capienza prevista e Secondigliano con 1.394 reclusi pari al 37,7% di “esuberi”, mentre un vero e proprio boom si registra nel carcere di Lecce con quasi il 74% in più dei detenuti previsti: 1.061 contro i 610 previsti dalla capienza. Ma i problemi sono anche al nord con San Vittore a Milano che ha 1.103 detenuti con il 22,3% in più rispetto alla disponibilità e Opera dove con 1.352 reclusi lo sforamento supera il 47% e alle Vallette a Torino con 1.383 reclusi si arriva al 30% in più.</p>
<p>La cooperazione è uno strumento strategico per la <strong>gestione dei detenuti</strong> negli <strong>istituti di pena</strong> dove si paga il proprio <strong>debito con la giustizia</strong> ma dove in alcuni casi si può anche avere la possibilità – sottolinea Uecoop &#8211; di ricrearsi un percorso nella legalità attraverso progetti di istruzione, reinserimento lavorativo e sociale come già avviene per oltre <strong>50mila persone</strong> alle quali si applicano misure alternative al carcere. In Italia infatti – spiega Uecoop – ci sono oltre<strong> 16mila condannati</strong> che hanno l’affidamento in prova ai servizi sociali, quasi 4 mila in libertà vigilata e controllata e più di <strong>7mila impiegati</strong> in lavori di pubblica utilità. “Il percorso di reinserimento – conclude Gherardo Colombo il Presidente di Uecoop – è importante per ridurre il rischio di recidiva e per dare una prospettiva di futuro e quindi di vita non solo ai detenuti ma anche alle loro famiglie e per indicare ai figli la via delle regole e del rispetto della società piuttosto che la legge della strada”.</p>
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