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	<title>decessi &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Coronavirus, storia di negligenza, errori e troppi ritardi -VIDEO-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 08:54:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Più di 40 giorni, tanto è passato dal primo caso di Covid-19 riscontrato in Italia. Da allora ad oggi la situazione è nota a tutti. Ma siamo davvero sicuri che tutto sia iniziato il 20 febbraio? A dicembre, tra Lombardia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più di 40 giorni, tanto è passato dal primo caso di Covid-19 riscontrato in Italia. Da allora ad oggi la situazione è nota a tutti. Ma siamo davvero sicuri che tutto sia iniziato il 20 febbraio?</p>
<p>A dicembre, tra Lombardia e Veneto, c’è stato un gran numero di casi (anomali) di polmonite acuta a cui i medici non hanno saputo dare alcuna spiegazione sulla provenienza, troppi pazienti con la stessa patologia. Il Ministero della Salute ha provveduto in data 5 gennaio a redigere in fretta e furia una comunicazione inviata a tutte (ma c’è chi dice di non aver mai ricevuto nulla) le strutture ospedaliere in cui si portava all&#8217;attenzione di un virus che colpisce molti individui. Ora la domanda sorge spontanea, è possibile che dopo i tanti casi riscontrati a dicembre nessuno si sia accorto della gravità della situazione?</p>
<p>E ancora, dopo la comunicazione del Ministero (secondo campanello d&#8217;allarme) del 5 gennaio non era il caso di valutare in maniera diversa il da farsi? Infine, e forse è questo il quesito che maggiormente lascia tanti dubbi, dopo lo stato di emergenza dichiarato dal Governo in data 31 gennaio, non si è perso troppo tempo? Possibile che nessuno abbia avviato immediatamente un protocollo per mettersi ai ripari da un nemico sconosciuto?</p>
<p>Se analizziamo la situazione, scopriamo che ai primi di febbraio con l&#8217;emergenza in corso, per volontà di &#8220;qualcuno&#8221; (Di Maio n.d.r.) è stato inviato un carico importante di materiale sanitario, tra cui mascherine e vari dispositivi di sicurezza, in Cina in soccorso di chi stava già contrastando l’emergenza virus, riducendo al minimo le scorte per il nostro paese che da lì a breve ne avrebbe avuto un gran bisogno.</p>
<p>In sostanza, abbiamo buttato all&#8217;aria due mesi interi prima di capire che il Coronavirus non era una semplice influenza come dichiarato da molti, salvo poi fare dietrofront una volta che gli stessi sono stati contagiati. Ora la domanda sorge spontanea, quanto tempo passerà prima di poter tornare alla normalità? E se lo avessimo combattuto già a dicembre oggi saremmo completamente fuori da ogni pericolo? Purtroppo le domande sono ancora molte e il timore è che non troveranno mai risposta, intanto le aziende italiane sono al collasso, liberi professionisti e piccoli artigiani hanno rasentato il fondo e la situazione futura non prevede nulla di buono. A questo punto non ci resta che sperare.</p>
<p><strong>ALLARME</strong>&#8211; Il 2020 sarà  ricordato come l&#8217;anno della pandemia, una vera e propria guerra che ha coinvolto il mondo intero. Già perchè di guerra si può parlare oggi, contro un nemico vigliacco e invisibile. Ma com’è possibile che già nel 2015 tante voci, troppe, venute a galla solo in questi giorni predicassero l’allerta per un virus letale capace di infettare ed uccidere chiunque e in ogni dove?</p>
<p>Era il 2015 quando Bill Gates in uno dei suoi tanti congressi parlò proprio di questo: &#8220;Ogni governo sta investendo miliardi in armamenti, nella preparazione dei propri eserciti ad una guerra che in realtà non avverrà sul campo. Nei prossimi decenni saremo costretti a fronteggiare un nemico invisibile, un virus che colpirà chiunque e ucciderà senza dare tregua. Nessuno sta investendo abbastanza nello studio di farmaci, la situazione è sottovaluta e quando ci troveremo a fronteggiarla sarà troppo tardi.&#8221;</p>
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<p><strong>ANCHE L’ITALIA SAPEVA</strong>&#8211; Nei giorni scorsi sui social girava un altro video che oggi fa gridare allo scandalo. Il servizio della trasmissione Leonardo, programma scientifico di punta della rete nazionale Rai 3,  portava a conoscenza di un virus costruito in un laboratorio cinese. Ci sono state varie smentite, si è detto che non c’è nessuna associazione tra quel filmato e il reale problema del Coronavirus, fatto sta che da quanto si apprende sembra corrispondere ogni elemento. Purtroppo nessuno ci dirà mai cos’è successo veramente e, vista la pandemia attuale, chissà cosa ci riserverà il futuro.</p>
<div style="width: 680px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-16193-2" width="680" height="383" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Coronavirus-2015.mp4?_=2" /><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Coronavirus-2015.mp4">https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Coronavirus-2015.mp4</a></video></div>
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<p><strong>CRISI SANITARIA ED ECONOMICA</strong>&#8211; Intanto l&#8217;Italia piange per i decessi, che sfiorano 15 mila unità in tutto il paese e le strutture ospedaliere prese d&#8217;assalto con medici e infermieri costretti a turni massacranti. Il primo spiraglio di luce arriva, fortunatamente, dal numero di pazienti guariti, quasi 20 mila. Una volta superata l&#8217;emergenza Covid-19 bisogna pensare alla ripartenza economica, l&#8217;attuale DPCM in vigore fino al 13 aprile non sarà probabilmente l&#8217;ultimo in ordine cronologico ma visti i numeri, che ancora oggi sono elevati, c&#8217;è il rischio di dover prolungare la quarantena con conseguente chiusura di gran parte delle attività. Ma se così fosse come potrebbero sopravvivere le piccole e medie imprese? Sarà fondamentale continuare ad ispirarsi al vecchio detto &#8220;La speranza è l&#8217;ultima a morire&#8221;</p>
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<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-16204" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Dati-coronavirus-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Dati-coronavirus-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/Dati-coronavirus.jpg 593w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Cina domina il Coronavirus, nessun nuovo caso interno. Battaglia durata oltre 3 mesi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/19/la-cina-domina-il-coronavirus-nessun-nuovo-caso-interno-battaglia-durata-oltre-3-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 09:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Nessun nuovo caso registrato in Cina in riferimento al Covid-19. La situazione appare oggi sotto controllo ma attenzione, se la battaglia è vinta in realtà la guerra è ancora lunga. Si perchè la mancanza di nuovi contagi è riferita solo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun nuovo caso registrato in Cina in riferimento al Covid-19. La situazione appare oggi sotto controllo ma attenzione, se la battaglia è vinta in realtà <strong>la guerra è ancora lunga</strong>.</p>
<p>Si perchè la mancanza di nuovi contagi è riferita solo alla popolazione interna, la preoccupazione arriva per tutti i cittadini che fanno rientro al proprio paese di origine e qui, purtroppo i dati non sono così rassicuranti. Ma se non altro la strada intrapresa per debellare il virus sembra quella giusta. Dopo mesi did dura lotta al Coronavirus il dato che fa gridare vittoria è lo <strong>zero, </strong>nessun positivo nella giornata di ieri a fronte di 34 nuovi pazienti positivi provenienti dall&#8217;estero.</p>
<p>I casi di positività arrivati dall&#8217;estero, stando ai dati delle autorità, hanno così raggiunto i 189. Tutti i numeri comunque stanno dimostrando come la pandemia sia sotto controllo sia a Wuhan, dove il virus ha fatto la sua comparsa a dicembre, che nella provincia di Hubei. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati otto decessi – tutti a Hubei – che portano il bilancio delle vittime a 3.245, un numero che l&#8217;Italia sembra essere destinato a superare in tempi purtroppo brevi. In Cina ci sono stati complessivamente 81 mila casi di infezione, ma solo 7.263 persone sono ancora malate di covid-19.</p>
<p>Ora che all&#8217;interno la situazione cinese è sotto controllo la preoccupazione resta quella di una seconda ondata di infezioni, causata da persone che tornano dall&#8217;estero. &#8220;Se non imponiamo misure più severe in questa fase, i nostri precedenti sforzi per prevenire la diffusione della malattia in questi due mesi potrebbero essere completamente sprecati&#8221;, ha dichiarato l&#8217;amministratrice delegato di Hong Kong, <strong>Carrie Lam</strong>. Mercoledì a Singapore sono state segnalate 47 nuove infezioni, di cui 33 importate.</p>
<p><strong>PREOCCUPAZIONE IN COREA. </strong>Dopo un momento di speranza in Corea del Sud ci sono 152 nuovi casi, per un totale di 8.565 casi. Si è dunque rotta la serie di 4 giorni di fila sotto quota 100. I dati aggiornati a mercoledì del Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) indicano anche 7 nuovi decessi, a 91 complessivi. Il 60% dei contagi fa capo alla Chiesa di Gesù Shincheonji, setta religiosa di Daegu. I timori di contagio sono ora legati a casi specifici come un call center di Seul e alcune chiese protestanti della provincia di Gyeonggi. Sono 407 i guariti per totali 1.947.</p>
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		<title>Popolazione di Vicenza, crescita minima negli ultimi 12 mesi. In 5 anni meno 2,4 per cento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 17:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il dato della popolazione residente a Vicenza dimostra un trend positivo che annulla la decrescita iniziata nel 2011, con +154 abitanti a fronte dei dati negativi degli ultimi tre anni: -755 nel 2016, -578 nel 2017 e -830 nel 2018. Al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western">Il dato della <strong>popolazione</strong> residente a <strong>Vicenza</strong> dimostra un trend positivo che annulla la decrescita iniziata nel 2011, con <strong>+154 abitanti</strong> a fronte dei dati negativi degli ultimi tre anni: -755 nel 2016, -578 nel 2017 e -830 nel 2018.</p>
<p class="western">Al 31 dicembre 2019 i residenti risultano essere  <strong>110.944</strong>, con un incremento dello 0,1%, dato non sufficiente, però, a recuperare la decrescita di popolazione riferita agli ultimi 5 anni, pari a 2,4%.</p>
<p class="western">“La decrescita della popolazione iniziata nel 2011 si annulla con un aumento di popolazione residente attraverso un dato positivo di +154 residenti, anche se tale dato non riesce a colmare la lacuna &#8211; ha dichiarato l&#8217;assessore ai servizi demografici <strong>Valeria Porelli</strong> che ha presentato i dati oggi in sala Stucchi a Palazzo Trissino -. Risulta in aumento il dato delle famiglie composte da una sola persona o da due persone. Altrettanto interessante è il dato che riguarda le due macro-aree di età 0-14 anni e over 75, dove si riconferma che gli over 75 continuano ad essere più numerosi.&#8221;</p>
<p class="western">&#8220;Ringrazio l&#8217;ufficio statistica per l&#8217;elaborazione dei dati sulla popolazione residente – ha concluso l&#8217;assessore  –: grazie alla loro analisi possiamo mettere a disposizione i dati elaborati per i compiti istituzionali e all&#8217;amministrazione per meglio scegliere ed adeguare i servizi necessari ai cittadini a seconda delle diverse fasce d&#8217;età e alle diverse zone di residenza, permettendo di pianificare e programmare interventi mirati alle esigenze”.</p>
<p class="western">L&#8217;incremento di <strong>154 residenti </strong>risulta dalla somma dei fattori naturali e migratori.</p>
<p class="western">Il saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) è in negativo di quasi 400 unità (-380): nel 2019 si sono verificati 1.169 decessi a fronte di 789 nascite.</p>
<p class="western">Il saldo migratorio (iscritti per immigrazione-cancellati per emigrazione) è positivo  (+534),  frutto di 4.675 iscrizioni da altri Comuni o dall’estero e di 4.141 cancellazioni per cambi di residenza fuori Vicenza che sana il dato negativo della popolazione per minori nascite e decessi.</p>
<p class="western">
<p class="western"><strong>Nascite</strong></p>
<p class="western">Il numero di nati nel 2019, 789, conferma, se pur di poco, il dato negativo dal 1987 (760).</p>
<p class="western">Rispetto al 2018 la diminuzione è di 3 nati e le nascite di bambini da genitori stranieri sono aumentate rispetto a quelle da genitori italiani (245 contro le 223 del 2018).</p>
<p class="western">Si evidenzia che tale dato raffrontato alle nascite del 2017 dimostra un trend negativo passando da 256 a 245. Delle nascite di bambini stranieri, oltre l&#8217;80% sono provenienti da paesi extra UE (30% di nazionalità asiatica, 26% africana, 26% europea non UE, 4% americana).</p>
<p class="western">Il tasso medio di natalità (nati ogni mille abitanti) a Vicenza rimane stabile a 7,1, con notevoli differenze da zona a zona: il tasso sale a oltre 10 in località Gogna per scendere a 1,3 a Laghetto.</p>
<p class="western">
<p class="western"><strong>Decessi</strong></p>
<p class="western">I decessi tra i residenti a Vicenza nel 2019 sono stati 1.169: 122 in meno rispetto al 2018. Il mese con la mortalità più elevata è stato gennaio (131) seguito da febbraio (109).</p>
<p class="western">Il tasso di mortalità a Vicenza risulta essere di 10,5 decessi ogni 1000 abitanti: come per le nascite anche i decessi sono distribuiti in modo disuguale in città. Il tasso di mortalità, infatti, varia da oltre 17 per mille residenti della zona di via Quadri ai poco più di 5 per Polegge.</p>
<p class="western">Si precisa che l’Istat certifica per il 2018 (ultimo dato disponibile pubblicato) una speranza di vita pari a 85,9 anni per le donne e 81,2 anni per i maschi a fronte di medie nazionali di 85,2 e 80,9.</p>
<p class="western">
<p class="western"><strong>Immigrazioni</strong></p>
<p class="western">Le persone che, nel corso del 2019, sono state iscritte nei registri anagrafici di Vicenza per immigrazione sono 4.675: 2.363 maschi e 2.312 femmine. Di questi 2.851 sono italiani, 1.824 di nazionalità straniera.</p>
<p class="western">Provengono in gran parte dalla prima cintura di Vicenza (1.020) o da altro Comune della provincia (772) e solo 469 arrivano da altre provincie del Veneto. Per 808 di loro Vicenza rappresenta il primo Comune italiano di iscrizione, poichè provengono dall’estero. I restanti sono stati iscritti a seguito di regolarizzazione di pratiche anagrafiche sospese o per cessata irreperibilità.</p>
<p class="western">I cittadini americani residenti a Vicenza al 31 dicembre 2019 sono 107 (67 maschi e 40 femmine).</p>
<p class="western">
<p class="western"><strong>Emigrazioni</strong></p>
<p class="western">Sono stati 4.141 (2.041 maschi e 2.100 femmine) le persone che hanno scelto di cambiare residenza: 337 in più dell’anno precedente. Tra queste 1.709 sono di cittadinanza straniera.</p>
<p class="western">Le destinazioni hanno riguardato i comuni della cintura (1.171), o della provincia (671), mentre 345 persone si sono trasferite in altri comuni veneti e 549 in un&#8217;altra regione.</p>
<p class="western">I Comuni di destinazione più scelti sono stati:  Torri di Quartesolo (184), Monticello Conte Otto (135), Caldogno (128), Creazzo (118), Arcugnano (110).</p>
<p class="western">Le cancellazioni a seguito di espatri sono state 483 (i casi rimanenti riguardano cancellazioni per irreperibilità o per altro procedimento amministrativo).</p>
<p class="western">
<p class="western"><strong>Caratteristiche della popolazione residente</strong></p>
<p class="western">I 110.944 residenti a Vicenza sono in maggioranza femmine. L&#8217;età media è di 46,3 anni (44,1 per i maschi, 48,2 per le femmine). L’invecchiamento della popolazione emerge chiaramente dall’indice di vecchiaia (il rapporto percentuale tra la popolazione over 65 e quella in età 0-14 anni) che per il 2019 attesta 201 anziani ogni 100 giovani con un leggero aumento sull’anno precedente che era di 197.</p>
<p class="western">I bambini (0-14 anni) sono 13.579 con una leggera prevalenza maschile (7.087 maschi e 6.492 femmine) rappresentando il 12,2% del totale dei residenti. I bambini in questa fascia di età, che hanno cittadinanza straniera, sono 3.270; tra questi la gran parte (2.483), pur mantenendo la cittadinanza straniera, è nato a Vicenza e 343 in un altro comune d’Italia; solo 444 sono nati all’estero.</p>
<p class="western">
<p class="western"><strong>Cittadini stranieri</strong></p>
<p class="western">La popolazione di cittadinanza straniera (17.099) contro 16.766 aumenta se pur di poco e rappresenta il 15,4% del totale dei residenti.</p>
<p class="western">Il 36,7% degli stranieri ha cittadinanza di Paesi Europei extra UE (Serbia 13,4%, Moldavia 7,4%), il 22,9% proviene da Paesi dell’Asia (Cina 5,4%, Filippine 4,5%), 18,5% da Paesi UE (in gran parte Romania 14,5%) e 17,7% dall’Africa (4,8 Nigeria, 3,4 Marocco)</p>
<p class="western">Nel corso del 2019 sono stati complessivamente 522 i residenti che hanno acquisito la cittadinanza italiana (230 maschi e 292 femmine)</p>
<p class="western">Gli stranieri che arrivano in città sono giovani e non anziani; questo contribuisce ad abbassare l&#8217;età media della popolazione.</p>
<p class="western">
<p class="western"><strong>Le famiglie</strong></p>
<p class="western">Al 31 dicembre 2019 è aumentato leggermente il numero di famiglie rispetto ad un anno prima, pari a poco più di 52.246 nuclei (+307) e si riconferma il numero medio di componenti per famiglia, pari a 2,10.</p>
<p class="western">Quanto alla composizione, se l&#8217;anno scorso si è confermato il trend al ribasso delle famiglie sia con tre che con quattro componenti, è continuato ad aumentare il numero delle famiglie composte da una sola persona(42,8%), e da due persone passate da 22.074 del 2018 a 22.347 del 2019 (+273).</p>
<p class="western">Le famiglie con figli si riconfermano essere un quarto del totale pari a  12.476.</p>
<p class="western">
<p class="western"><strong>I matrimoni</strong></p>
<p class="western">Sono ulteriormente diminuiti, sia quelli con rito civile che gli ormai pochi celebrati con rito religioso: 243 in tutto quelli registrati l&#8217;anno scorso (erano 355 un decennio prima), con una diminuzione di celebrazioni pari a 36 unità rispetto al 2018. Nel dettaglio sono stati 181 quelli celebrati con rito civile (74%), 62 con rito religioso (26%).</p>
<p class="western">Su 181 celebrazioni civili quasi il 26% (47 matrimoni misti) è tra italiani e stranieri.</p>
<p class="western">Dai dati registrati, risulta infine che l’età media al primo matrimonio torna lievemente a salire, attestandosi a 35,3 anni per lo sposo e a 32,6 per la sposa.</p>
<p class="western">Le unioni civili nel 2019 sono state 11 (8 tra uomini, 3 tra donne).</p>
<p class="western">Tutti i dati e grafici relativi alla popolazione residente Comune di Vicenza nell&#8217;anno 2019 si possono consultare alla pagina <a href="https://www.comune.vicenza.it/uffici/staff/statistica/popolazione.php">Popolazione</a></p>
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