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	<title>Decreto Dignità &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Lavoro, cresce il tempo indeterminato. Donazzan: &#8220;Effetti positivi del Decreto Dignità&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2019/05/29/lavoro-cresce-il-tempo-indeterminato-donazzan-effetti-positivi-del-decreto-dignita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2019 16:21:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[In Veneto nel primo trimestre 2019 cresce l’occupazione, trainata dal tempo indeterminato, e mostra segnali di rallentamento dei rapporti di lavoro a termine. È quanto emerge dalla Bussola di Veneto Lavoro relativa al primo trimestre dell’anno. Prosegue quindi la crescita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Veneto nel primo trimestre 2019 cresce l’occupazione, trainata dal tempo indeterminato, e mostra segnali di rallentamento dei rapporti di lavoro a termine. È quanto emerge dalla Bussola di Veneto Lavoro relativa al primo trimestre dell’anno.</p>
<p>Prosegue quindi la crescita dell’occupazione stabile: i contratti a tempo indeterminato e di apprendistato interessano oggi il 37% delle assunzioni (erano il 25% un anno fa) e costituiscono oltre la metà dei nuovi posti di lavoro (contro il 23% del 2018). Particolarmente rilevante l’incremento delle trasformazioni di contratti a termine, quasi raddoppiate rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (24.600 contro 14.000). Complessivamente i posti di lavoro dipendente sono aumentati in regione di 50 mila unità, per effetto di 206 mila assunzioni e 156 mila cessazioni. Il dato, anche se inferiore all’analogo periodo del 2018, consente di ipotizzare un saldo positivo su base annua di 30.500 posizioni di lavoro</p>
<p>La crescita del tempo indeterminato è riconducibile prevalentemente all’incentivo strutturale per l’assunzione e la stabilizzazione dei giovani under 35 e all’elevato numero di assunzioni a termine effettuate nel 2017, che a un anno di distanza hanno determinato un corrispondente incremento delle trasformazioni. Ad aver influito anche gli effetti del Decreto Dignità, particolarmente evidenti nei mesi a cavallo tra il 2018 e il 2019.</p>
<p>Nel primo trimestre dell’anno le assunzioni a tempo indeterminato sono aumentate del 21% e le trasformazioni del 73%. Mentre i contratti a tempo determinato registrano un saldo negativo su base annua (-14.400) e inferiore allo scorso anno nel trimestre (+16.700 contro +34.000), in particolare per quanto riguarda proroghe (-28%) e rinnovi (-15%).</p>
<p>La crescita dell’occupazione è diffusa a tutti i settori: in agricoltura il saldo trimestrale delle posizioni di lavoro è addirittura superiore a quello dello scorso anno (+13.500 contro +11.700), mentre nell’industria e nei servizi si evidenziano segnali di rallentamento. Tra i singoli comparti vanno bene in particolare l’edilizia (+4.100), alcuni settori del Made in Italy, tessile-abbigliamento e occhialeria su tutti, il terziario avanzato (+3.200) e i servizi alla persona (+5.200). Segno meno,invece, nel commercio e nei servizi finanziari, che mostrano un saldo negativo sia nel trimestre che su base annua.</p>
<p>A livello territoriale le province di Verona e Venezia registrano gli incrementi occupazionali più elevati (rispettivamente +14.700 e +10.800), anche se entrambe in flessione rispetto al 2018. Positive ma in rallentamento anche Treviso (+8.900), Padova (+7.900) e Vicenza (+5.600), che mostra il calo più marcato in confronto a un anno fa. In controtendenza Rovigo, che migliora leggermente il risultato dello scorso anno (+3.600 a fronte di +3.500), e Belluno, unica provincia con saldo negativo sia nel trimestre (-1.500) che su base annua (-400).</p>
<p>“Il monitoraggio periodico di Veneto Lavoro offre una lettura ragionata e scientificamente attendibile dei trend in atto nel mercato del lavoro- commenta l’assessore al lavoro, Elena Donazzan – Ciò costituisce una base oggettiva di riflessione che conferma gli attesi effetti positivi del Decreto Dignità sull’occupazione, come pronosticato dalle nostre strutture. E’ un dato che va riconosciuto, al netto di qualunque valutazione politica, in nome dell’interesse comune dei veneti”.</p>
<p>Il report di Veneto Lavoro evidenzia anche la ripresa del lavoro domestico (+8%) che, anche per effetto delle difficoltà economiche generate dalla crisi coinvolge sempre di più lavoratrici e lavoratori di nazionalità italiana.</p>
<p>I tirocini diminuiscono del 4%, soprattutto tra i giovani, che continuano a rappresentare il 68% dei destinatari di tali esperienze di lavoro.</p>
<p>Tra le cause di cessazione dei rapporti di lavoro dipendente, stabili i licenziamenti, complessivamente 10.400 nel trimestre, in aumento le dimissioni (+5%) e in diminuzione le cessazioni di rapporti di lavoro a termine (-13%), come logica conseguenza del calo delle stipule.</p>
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		<title>Lavoro, nel 2018 in Veneto crescono i rapporti a tempo indeterminato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2019 16:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2018 i posti di lavoro sono aumentati in Veneto di circa 25.000 unità, confermando una crescita del mercato del lavoro regionale che dura ormai da quattro anni e che ha consentito di compensare ampiamente le perdite registrate durante la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2018 i posti di lavoro sono aumentati in Veneto di circa 25.000 unità, confermando una crescita del mercato del lavoro regionale che dura ormai da quattro anni e che ha consentito di compensare ampiamente le perdite registrate durante la crisi. La crescita è sostenuta soprattutto dai rapporti a tempo indeterminato e in apprendistato (in totale +30.700) a fronte di una contrazione del lavoro a termine (-5.400), particolarmente evidente nella seconda metà dell’anno. È quanto emerge dai primi dati dell’Osservatorio di Veneto Lavoro sulla dinamica del lavoro dipendente nell’anno appena trascorso.</p>
<p>L’analisi, che anticipa i dati che saranno resi pubblici con il trimestrale “La Bussola”, consente inoltre di valutare i primi effetti del Decreto Dignità, approvato nell’estate 2018 e pienamente operativo da novembre. La norma, che ha introdotto forti restrizioni nell’utilizzo dei contratti a termine, sarebbe infatti tra le cause del significativo incremento delle trasformazioni di contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, più che raddoppiate rispetto all’anno precedente (60 mila contro 30 mila) e che nel quarto trimestre del 2018 hanno raggiunto una quota del 50% sul totale delle attivazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato.</p>
<p>“Il Veneto è la prima regione in Italia a poter fornire dati così tempestivi e dettagliati sul 2018 e a poter dare qualche indicazione sugli effetti concreti del Decreto Dignità – evidenzia l’assessore al lavoro Elena Donazzan &#8211; I dati mostrano come la nuova normativa abbia contribuito a far aumentare i contratti a tempo indeterminato, anche se non possiamo stabilire con esattezza in quale misura. Sarà possibile ricavare indicazioni più precise solo tra qualche mese, ma intanto apprendiamo con soddisfazione che i posti a tempo indeterminato sono tornati a crescere e che il lavoro non è più solo o prevalentemente a termine”.</p>
<p>Tra gli altri fattori determinanti per la crescita dei rapporti a tempo indeterminato ci sono gli incentivi previsti dalla legge di bilancio 2018 per l’assunzione di giovani under 35, che in Veneto hanno interessato almeno 10 mila rapporti di lavoro, e l’alto volume di contratti di lavoro a tempo determinato attivati tra il 2017 e il 2018, che nel medio periodo hanno comportato, fisiologicamente, anche un più elevato numero di trasformazioni a tempo indeterminato.</p>
<p>All’aumento dei contratti a tempo indeterminato è corrisposta una significativa contrazione dei rapporti a termine, crollati soprattutto nella seconda parte dell’anno. A diminuire sono in particolare i contratti a tempo determinato di durata superiore all’anno, così come le proroghe e i rinnovi. Un segnale circa la volontà delle aziende di evitare, per quanto possibile, il problema della causale, resa obbligatoria dal Decreto Dignità per contratti superiori ai 12 mesi.</p>
<p>“Bene la crescita del tempo indeterminato – plaude l’assessore &#8211; ma attenzione a non considerare il lavoro a termine un fattore di per sé negativo. Nel medio periodo più contratti a tempo determinato si traducono in più posti di lavoro a tempo indeterminato. Alla lunga, quindi, la contrazione del lavoro a termine, se dovesse perdurare su questi ritmi, potrebbe avere effetti negativi anche sull’occupazione stabile. L’obiettivo deve essere quello di incentivare il ricorso al tempo indeterminato senza necessariamente andare a discapito dei contratti a termine, che spesso rappresentano il primo passo verso la stabilizzazione o un’occupazione più duratura”.</p>
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		<title>&#8220;Decreto Dignità una sciagura per imprese e lavoratori&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jul 2018 11:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Moretti]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvini]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">
<p>“Un provvedimento sciagurato, che rappresenta una sostanziale retromarcia per quanto riguarda il sostegno alle imprese e al lavoro. Le misure annunciate dal Governo rischiano di aumentare la precarietà incentivando le aziende a non rinnovare i contratti e a cambiare continuamente i propri dipendenti”. È quanto afferma <strong>Alessandra Moretti</strong>, Consigliera regionale del Partito Democratico a proposito del Decreto dignità in discussione la prossima settimana in Parlamento. “Questa regressione avrà un costo pesante per tutti: con le rigidità che introduce, paralizzerà il processo di riforma del mercato del lavoro e porterà a una consistente perdita di posti, così come denunciato dal presidente dell’Inps Boeri ma anche da Confindustria e associazioni di categoria, economiche e sociali. Temo che, anziché semplificare, il Governo complicherà la vita delle aziende andando ad incrementare le cause nei tribunali. Su questo la Lega di Salvini e Zaia non dice niente, tradendo imprese e lavoratori e riportando l’Italia indietro anni luce, appiattendosi sulle posizioni dei Cinque Stelle in cambio di un’ulteriore stretta sull’immigrazione”, continua la consigliera dem.</p>
<p>“A ciò bisogna aggiungere il disastro sulle infrastrutture con un ministro che sta bloccando tutte le opere, senza preoccuparsi delle conseguenze: danni calcolati in centinaia di milioni di euro e migliaia di posti di lavoro che se ne andranno. L’avventurismo dei grillini &#8211; conclude Moretti &#8211; non è quello che serve al Paese: adesso che stiamo vivendo una ripresa economica, seppure timida, rischiamo di precipitare nuovamente nel baratro per colpa di un manipolo di dilettanti allo sbaraglio”.</p>
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		<title>Decreto dignità, il presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi scrive ai parlamentari vicentini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 15:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[contratti a termine]]></category>
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					<description><![CDATA[A seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del cosiddetto “Decreto dignità”, il presidente degli Industriali vicentini Luciano Vescovi ha scritto ai senatori e agli onorevoli della provincia di Vicenza che dovranno convertire il decreto in Parlamento dove ci sarà la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del cosiddetto “<strong>Decreto dignità</strong>”, il presidente degli Industriali vicentini <strong>Luciano Vescovi</strong> ha scritto ai senatori e agli onorevoli della provincia di Vicenza che dovranno convertire il decreto in Parlamento dove ci sarà la possibilità, ed è questo l’auspicio e la richiesta del presidente, di apportare importanti modifiche.</p>
<p>“Da tempo le nostre rilevazioni congiunturali rilevano che le aziende vicentine e venete stanno consolidando un importante trend di crescita, soprattutto sul fronte dell&#8217;export”, scrive Vescovi.<br />
“Lo stile di questo decreto – continua -sembra reintrodurre una logica neo-dirigista basata sulla convinzione che a creare il lavoro non siano le imprese, ma le leggi e le regole. Una logica anacronistica che speravamo finalmente superata. Perché non può essere un decreto d&#8217;urgenza ad affrontare e risolvere temi e questioni che richiedono riflessione, confronto e disponibilità all&#8217;ascolto.<br />
Il risultato delle nuove norme, qualora non venissero riviste, non sarà quello di contrastare la precarietà (l’incidenza dei contratti a termine sul totale degli occupati, in Italia, è in linea con la media europea), ma quello di contrastare il lavoro. Non sarà tanto la Waterloo del precariato, come il decreto è stato definito, quanto la Caporetto del lavoro.<br />
Le aziende vedranno colpita la loro capacità competitiva, trovandosi sulla strada nuovi ostacoli proprio nel momento in cui la congiuntura sembra meno favorevole ed è quindi necessario accelerare in investimenti, innovazione, internazionalizzazione ed anche occupazione”.</p>
<p>Oltre agli aspetti più marcatamente giuslavoristici, Vescovi fa riferimento anche al contesto economico globale: “È pienamente condivisibile la volontà di colpire determinate situazioni che favoriscono la delocalizzazione, purché si agisca specificamente in questa direzione e non si torni a confondere delocalizzazione ed internazionalizzazione, penalizzando tutto il vasto mondo delle imprese che, specie nel nostro territorio, da decenni sono campioni dell&#8217;export e danno un contributo determinante alla crescita del nostro Paese.<br />
Le aziende vicentine sopravvissute alla crisi gravissima del 2009- 2010 sono rimaste in Italia e in questi anni hanno investito moltissimo in innovazione e formazione, conoscendo oggi una nuova stagione di successi. Questo modello funziona perchéin Veneto i nostri imprenditori sono profondamente legati ai propri collaboratori ed il contesto territoriale si è sempre dimostrato favorevole all&#8217;impresaed alla libera iniziativa.<br />
Per rimanere competitive, proiettate all&#8217;export e di conseguenza per creare lavoro,le imprese hanno bisogno di tutto tranne che di un clima politico che le consideri con diffidenza”.</p>
<p>Il presidente di Confindustria Vicenza cita, infine, alcune righe giunte da un collega imprenditore: “Tra i messaggi che ho ricevuto in questi giorni da colleghi associati – scrive Vescovi -, ne sottolineo uno che mi sembra riassuma efficacemente il clima di disappunto che si respira tra gli imprenditori: ‘Sembra che si debba essere oggetto di<br />
nuove punizioni atte a identificarci come illegali, disonesti, criminali nella nostra azione quotidiana. Sembra sia meglio darci nuove restrizioni anziché aiutarci a liberare il nostro spirito produttivo e costruttivo. Questo non migliora e stimola la nostra azione, ma la ridimensiona. Vogliono stancarci, non motivarci’. Sono convinto da<br />
sempre – aggiunge &#8211; che una forte motivazione sia fondamentale in chiunque, per poter ottenere risultati positivi. In qualsiasi campo, ma in special modo per chi fa impresa”.</p>
<p>“Per questo – conclude con un appello &#8211; mi permetto di chiedervi di dare ascolto alle parole di questo imprenditore, che rappresenta la voce genuina delle nostre imprese, di valutare appieno la reale portata negativa del decreto e di sostenere, nella sua azione parlamentare, la necessità di una diversa linea di politica economica, che parta dal presupposto che colpire le imprese significa colpire il Paese”.</p>
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		<item>
		<title>Decreto dignità, in Veneto coinvolti 80mila lavoratori. Donazzan: &#8220;Medaglia a due facce&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/07/12/decreto-dignita-in-veneto-coinvolti-80mila-lavoratori-donazzan-medaglia-a-due-facce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 12:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo i ricercatori di Veneto Lavoro, se il decreto dignità oggi fosse legge, riguarderebbe circa 80 mila rapporti di lavoro, su un totale di 617 mila rapporti a tempo determinato e di somministrazione attivi nel 2017. La stima di 80 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i ricercatori di Veneto Lavoro, se il decreto dignità oggi fosse legge, riguarderebbe circa 80 mila rapporti di lavoro, su un totale di 617 mila rapporti a tempo determinato e di somministrazione attivi nel 2017. La stima di 80 mila è ottenuta proiettando le novità legislative sulla platea dei 617 mila potenziali destinatari (contratti a termine e contratti di somministrazione).</p>
<p>A conti fatti – calcola Veneto Lavoro – il decreto dignità avrebbe effetti diretti su circa il 26% del lavoro a termine presente in Veneto nel 2017. Il decreto non influirebbe invece sul 74% del lavoro a tempo determinato o in somministrazione registrato in Veneto, in quanto trattasi di contratti di durata inferiore a un anno, o che riguardano operai agricoli o la pubblica amministrazione, o relativi al lavoro stagionale, per ora escluso dalle modifiche introdotte dal governo.</p>
<p>“Il decreto dignità è come una medaglia a due facce – commenta l’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan &#8211; Il Veneto monitorerà passo passo l’impatto di un provvedimento che, se entrerà in vigore nella formulazione attuale, comporterà una significativa modifica del mercato del lavoro”.</p>
<p>“Le ricadute del provvedimento ‘dignità’, che allo stato attuale un quarto dei contratti di lavoro a tempo determinato in essere nella nostra regione, potrebbero essere diametralmente opposte – sottolinea l’assessore &#8211; Se l’impatto fosse quello auspicato dal governo, ci troveremmo di fronte a maggior apprendistato o alla preferenza, da parte delle aziende, di contratti a tempo indeterminato e quindi più stabili; se così fosse, aumenterebbe la forza lavoro interna all’azienda”.</p>
<p>“Ma se gli esiti fossero quelli preconizzati dal mondo imprenditoriale – prosegue l’assessore &#8211; la riduzione del tempo massimo (da 36 a 24 mesi) per un contratto a tempo determinato, potrebbe produrre un turnover spinto, maggiore esternalizzazione di comodo (attraverso cooperative o società altre) e quindi maggiore precarietà&#8221;.</p>
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		<title>DL Dignità, la Cgil del Veneto: &#8220;Ingiustificato allarmismo degli imprenditori&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2018/07/03/dl-dignita-la-cgil-del-veneto-ingiustificato-allarmismo-degli-imprenditori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 16:49:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Dignità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il decreto dignità approvato dal consiglio dei ministri “rappresenta un primo, seppur timido, passo nella direzione giusta”. Lo afferma Christian Ferrari, segretario generale della Cgil Veneto, secondo cui “dopo anni di legislazione del lavoro all’insegna della precarizzazione e della deregulation, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il decreto dignità approvato dal consiglio dei ministri “rappresenta un primo, seppur timido, passo nella direzione giusta”. Lo afferma Christian Ferrari, segretario generale della Cgil Veneto, secondo cui “dopo anni di legislazione del lavoro all’insegna della precarizzazione e della deregulation, il cui prezzo più alto l’hanno pagato le giovani generazioni, siamo di fronte a un primo parziale segnale di inversione di tendenza”.</p>
<p>“Gli allarmismi – aggiunge Ferrari – e le veementi proteste delle organizzazioni datoriali, comprese quelle venete, sulle difficoltà che queste scelte determinerebbero per i lavori stagionali, in particolare nell’ambito del turismo e dell’agricoltura, sono del tutto infondate e strumentali”.</p>
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