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	<title>decreto &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Epidemia in aumento, il Premier Conte chiude tutte le aziende non strettamente necessarie -VIDEO-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 10:29:43 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Era attesa una nuova stretta da parte del Governo in merito all’emergenza Coronavirus e la stretta alla fine è arrivata. Dopo una intensa giornata di lavoro che ha visto il Premier Giuseppe Conte in video conferenza su più fronti, tra sindacati associazioni di categoria e ministri, l’annuncio alla nazione giunge alle 23.25 di sabato 21 marzo ed è una decisione senza precedenti nella storia recente del nostro Paese.</p>
<p>In diretta nella propria pagina Facebook Giuseppe Conte apre il discorso incoraggiando gli italiani ed invitandoli ad un ulteriore sforzo che si somma a quelli fatti finora. Insiste nel dire che la vittoria su questo invisibile virus può giungere solo se uniti, questione di tempo afferma Conte.</p>
<p>Ma la parte più importante del suo breve discorso riguarda nuovi provvedimenti adottati: “<em>Abbiamo deciso di compiere un altro passo. Da lunedì (23 marzo n.d.r.) resterà chiusa sull’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci i beni e i servizi essenziali</em>.”</p>
<p>Prima di salutare i cittadini ricorda loro che dopo una grande crisi è sempre seguita una ripartenza importante e esorta nel credere in questo: “<em>L’Italia ce la farà, grazie a tutti voi</em>”</p>
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		<title>Confindustria Vicenza sul “Cura Italia”: &#8220;Bene cassa integrazione estesa a tutti, ma su fisco e contributi tante cose da rivedere. Alitalia grida vendetta&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 17:03:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo <strong>decreto Cura Italia </strong>è oramai definito e già entrato in vigore in aiuto alle imprese in grande difficoltà. Il Presidente di<strong> Confindustria Vicenza Luciano Vescovi </strong>alza la voce su alcuni punti che a sua detta non sarebbero sufficienti a far ripartire il polmone produttivo d&#8217;Italia.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7968" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano-200x300.jpg 200w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano-768x1152.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano-683x1024.jpg 683w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano-150x225.jpg 150w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/10/Vescovi-Luciano.jpg 1280w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Queste le sue dichiarazioni: “Siamo i primi ad aver già fattivamente collaborato e ubbidito alle corrette restrizioni indicate dai vari<strong> DCPM</strong>. Lo scorso fine settimana si è anche sottoscritto un importante protocollo per la sicurezza e la salubrità dei luoghi di lavoro e lo stesso <strong>Presidente della Regione Luca Zaia</strong>, che sta giustamente facendo battere a tappeto il territorio dagli Spisal, ha detto che le aziende si stanno comportando bene e a seguito di questi controlli, finora, dalle mie associate che si affidano alle nostre indicazioni, ho ricevuto solo notizie di aziende in regola con lavoratori che si comportano con intelligenza e responsabilità, a cui non posso che fare i complimenti.<br />
Fatta questa premessa sul nostro atteggiamento e sulla volontà di dare il nostro contributo al Paese, leggendo il decreto Cura Italia ci sono tante cose da aggiustare.<br />
Leggendo certi articoli devo dire che hanno ragione quelli che hanno affermato che forse dal centro non si ha la corretta percezione di quel che sta accadendo nel resto d’Italia dove si vive nel mondo<br />
reale. In particolare, non hanno capito cosa sta succedendo nelle regioni più colpite da questa catastrofe che sono anche, e non ho nessuna remora a dirlo, quelle che trainano il Paese, che permettono alla sanità e alla scuola di esistere e di essere gratuite per tutti.<br />
Sappiamo che comporta un grande sforzo, ma era necessario e qui va il nostro massimo plauso al Governo, estendere la cassa integrazione a tutti. Speriamo che i fondi bastino e siamo fiduciosi<br />
che verrà finanziato in caso di insufficienza.<br />
Fa davvero male alle aziende manifatturiere vedere che la sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi vale solo per le imprese con fatturato fino a 2 milioni di euro. Vuol dire escludere quasi tutti e soprattutto escludere quelle aziende che creano occupazione. Ma anche quelle che se ne avvarranno, avranno tempistiche sulla restituzione che rischiano di costringerle comunque a chiudere o di andare in difficoltà perché i termini sono stretti e le piccole aziende, tendenzialmente, hanno dotazione di liquidità limitata.<br />
Il punto non è se l’azienda fattura più o meno di 2 milioni, ma se l’azienda, con l’emergenza, va in crisi o no. La valutazione va fatta su questo e anche se fattura più di 2 milioni e ha difficoltà deve essere messa nelle condizioni di posticipare certi adempimenti per poter stare in piedi e continuare a mantenere attive le proprie lavorazioni e quindi l’occupazione. Se invece, e per fortuna ci sono<br />
questi casi, un’azienda, piccola o grande, lavora e riesce a sopperire con i suoi mezzi a questo periodo difficile, che versi normalmente il dovuto.<br />
Incredibile anche che la moratoria automatica con le banche valga solo per le micro, piccole e medie imprese, ovvero sotto i 250 dipendenti. Vale lo stesso discorso di prima: le aziende che<br />
creano occupazione e che magari sono capofila di filiere corte italiane, rischiano di andare in crisi di liquidità, tanto più che non possono nemmeno accedere al Fondo Centrale di Garanzia, e di<br />
interrompere, così, una filiera intera. Perché? Perché per loro c’è la Cassa Depositi e Prestiti? Ma se la dotazione è di soli 500 milioni, parliamo di qualcosa che fondamentalmente non c’è.<br />
Si estenda alle imprese oltre i 250 dipendenti quello che è garantito alle piccole aziende, eventualmente mettendo un altro tipo di parametro per impedire a chi non ne ha davvero bisogno di accedere alla moratoria.  E questo parametro non può essere la dimensione. Il differimento dei versamenti alla PA da lunedì 16 marzo fino al 20 marzo con un decreto che è uscito dopo la scadenza originaria, non è nemmeno commentabile. Tanto valeva non farlo.<br />
L’articolo inserito su Alitalia grida vendetta al cospetto di tutte le attività che chiuderanno dopo questo disastro. È una vergogna gravissima di cui i contribuenti italiani si dovranno ricordare perché si<br />
stanno togliendo risorse al paese, a favore di pochi privilegiati, nel momento del bisogno più grande.<br />
Ci rendiamo conto che il momento sia delicato e ogni decisione sia difficile, che in primis le risorse devono essere destinate all’emergenza sanitaria e a salvare le vite delle persone (aspetto<br />
che pare il decreto assolva a pieno, sinceramente), ma non possiamo che aspettarci dei correttivi, nel decreto aprile o prima, perché così, pensare ad una ripartenza è davvero difficile”.</p>
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		<title>Bassano, violazione delle direttive emesse dall’Autorità. Sette persone denunciate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 15:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il nuovo decreto sull&#8217;emergenza Coronavirus sono iniziati anche serrati controlli da parte delle forze dell&#8217;ordine che sono chiamate a far rispettare le norme di sicurezza al fine di garantire la sicurezza dei cittadini. L’attività di controllo dei carabinieri di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il nuovo decreto sull&#8217;emergenza Coronavirus sono iniziati anche serrati controlli da parte delle forze dell&#8217;ordine che sono chiamate a far rispettare le norme di sicurezza al fine di garantire la sicurezza dei cittadini.</p>
<p>L’attività di controllo dei carabinieri di Bassano, ha portato in poche ore, alla denuncia di 7 persone per violazione delle direttive emesse dall’Autorità, un reato punito dall’art. 650 del Codice Penale. Sono stati sanzionati i proprietari di due locali pubblici risultati ancora aperti dopo le ore 18. Altre due denunce sono state emesse nei confronti di avventori dei due locali sanzionati e tre persone sono state fermate fuori dal territorio di loro residenza, senza una comprovata necessità.</p>
<p>I due titolari degli esercizi commerciali, un bar ed una pizzeria sono entrambi italiani <strong>B.G. di 55 anni e B.N. di 33 anni</strong>, mentre i due avventori sono un brasiliano di 37 anni <strong>F.F.O. e il 54enne C.C.</strong> di nazionalità italiana. I clienti sono stati deferiti perché fuori dai loro comuni di residenza senza giustificato motivo. Oltre alla denuncia penale, per gli esercenti scatta la segnalazione al Prefetto per la sospensione dell’attività commerciale. Le altre persone deferite sono italiane, <strong>D.M.A. e R.V., rispettivamente 71 e 72 anni</strong>, a passeggio non nel loro comune ed un giovane che era andato a trovare la fidanzata <strong>P.E. 21enne</strong>.</p>
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