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	<title>disoccupazione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Lavoro, nel primo trimestre 2018 gli occupati in Veneto salgono di 53mila unità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2018 15:57:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo picco dell’occupazione regionale: il primo trimestre 2018 registra l’aumento di 53 mila posti di lavoro, secondo l’Osservatorio di Veneto Lavoro.  Da gennaio a marzo 2018 si sono registrate in Veneto circa 225 mila assunzioni, il 17% in più rispetto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="0Titolo1">Nuovo picco dell’occupazione regionale: il primo trimestre 2018 registra l’aumento di 53 mila posti di lavoro, secondo l’Osservatorio di Veneto Lavoro.  Da gennaio a marzo 2018 si sono registrate in Veneto circa 225 mila assunzioni, il 17% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e 172 mila cessazioni (+22,7%), per un saldo complessivo di +53.200 posti di lavoro, il risultato migliore dal 2009 a oggi relativamente a questo periodo dell’anno.</p>
<p class="0Titolo1">La ‘Bussola’, il report periodico dell’ente regionale deputato a monitorare il mercato del lavoro, conferma  la prosecuzione della fase di crescita in atto ormai da qualche anno. La crescita occupazionale coinvolge tanto i lavoratori più anziani (+30%) quanto i giovani under 30 (+18%) e interessa in maniera diffusa tutti i settori produttivi. Saldi positivi si registrano infatti per l’agricoltura, l’industria e i servizi, con metalmeccanico e turismo a fare ancora da traino. Si conferma anche la ripresa del settore delle costruzioni (assunzioni aumentate del 18%) che, con un incremento di oltre 3 mila posti di lavoro, tocca il livello occupazionale più elevato degli ultimi dieci anni. L’unico comparto che mostra ancora un saldo negativo, seppure lievemente, è quello dei servizi finanziari.</p>
<p class="0Titolo1">A livello territoriale, l’occupazione dimostra saldi particolarmente positivi nelle province di Verona (+16.300), Treviso (+9.200) e Padova (+7.700). Segno più anche a Venezia (+9.900), Vicenza (+7.200) e Rovigo (+3.300), che però peggiorano il risultato del 2017, mentre nel Bellunese si è registrata la perdita di circa 500 posti di lavoro.</p>
<p class="0Titolo1">Circa il 60% dei nuovi posti di lavoro è a tempo determinato. Ma dopo oltre un anno tornano a crescere anche i contratti a tempo indeterminato (+10.500), anche per l’effetto congiunto di diversi fattori: da un lato, l’aumento delle trasformazioni di contratti a termine, proporzionale all’incremento delle assunzioni a tempo determinato cui si assiste da diverso tempo; dall’altro i nuovi incentivi in vigore nel 2018 per gli under 35, attesi dai datori di lavoro e che potrebbero averli spinti a posticipare al nuovo anno assunzioni già programmate.</p>
<p class="0Titolo1">Quanto agli incentivi, con l’avvio del 2018 ha iniziato a esaurirsi l’agevolazione triennale prevista dalla legge di stabilità 2015 per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato, che ha assicurato al datore di lavoro un risparmio fino a 8.060 euro l’anno. Secondo l’analisi di Veneto Lavoro, scadute le agevolazioni,  non è avvenuta la temuta ondata di licenziamenti: anzi i contratti che hanno usufruito dell’esonero sembrano dimostrarsi più stabili, con un tasso di sopravvivenza del 55%, a fronte di una percentuale inferiore al 50% registrata dai contratti non agevolati.</p>
<p class="0Titolo1">Tra le altre tipologie contrattuali, infatti, continua la crescita dell’apprendistato (+26%), dei contratti di somministrazione (+18%), a conferma di un mercato del lavoro regionale dinamico ma ancora caratterizzato dall’incertezza, e del lavoro intermittente (+49%), come effetto diretto dell’abolizione dei voucher. Lo scarso ricorso agli strumenti introdotti in sostituzione dei voucher per le prestazioni di lavoro occasionale (Libretto Famiglia e PrestO) dimostra come molte imprese abbiano dirottato verso altre tipologie contrattuali (lavoro intermittente e tempo determinato) rapporti di lavoro precedentemente regolati da forme di lavoro accessorio.</p>
<p class="0Titolo1">I disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego del Veneto erano 312 mila al 31 marzo 2018, tra persone effettivamente in cerca di lavoro, disponibili e occupati di breve durata. Si tratta per la maggior parte di donne (55%), adulti tra i 30 e i 55 anni (53%) e persone in possesso del solo titolo di licenza media (35%). Circa il 30% dei disoccupati amministrativi percepisce la Naspi o un altro ammortizzatore sociale.</p>
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		<title>Lavoro, dalla Regione 10 milioni per reinserimento disoccupati over 30</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/05/22/lavoro-dalla-regione-10-milioni-per-reinserimento-disoccupati-over-30/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2018 16:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[“Se il Veneto ha recuperato tutti i posti di lavoro persi dal 2008 negli anni della ‘grande crisi’ e, anzi, ha visto aumentare gli occupati di oltre 13 mila unità lo scorso anno, il merito è anche dei percorsi professionalizzanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Se il Veneto ha recuperato tutti i posti di lavoro persi dal 2008 negli anni della ‘grande crisi’ e, anzi, ha visto aumentare gli occupati di oltre 13 mila unità lo scorso anno, il merito è anche dei percorsi professionalizzanti e specialistici che dal 2012 la Regione ha proposto alle persone senza un lavoro o disoccupate da lungo tempo e prive di ammortizzatori”. Così l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan presenta il provvedimento di rifinanziamento del programma “<em>work experience</em>”, cioè di orientamento e tirocinio per l’inserimento lavorativo, appena approvato dalla Giunta.</p>
<p>Dal 2015 al 2017 la Regione Veneto ha stanziato 28 milioni di euro del Fondo sociale europeo per finanziare progetti di inserimento lavorativo: sono stati coinvolti 4300 inoccupati o disoccupati, di cui oltre 2300 donne. Uno su tre ha trovato lavoro stabile, oltre il 50 per cento ha avuto almeno una esperienza di lavoro nei sei mesi successivi.</p>
<p>Ora la Giunta veneta riapre i bandi per finanziare nuovi progetti di ‘avviamento’ al lavoro. Il budget complessivo stanziato ammonta 10 milioni di euro nel biennio 2019-20, che saranno assegnati agli enti di formazione che presenteranno i progetti migliori per orientare, formare e far fare esperienza diretta di lavoro a persone adulte (over 30) disoccupate e inoccupate, che hanno più difficoltà a trovare impiego.</p>
<p>I progetti dovranno essere articolati in tre fasi, orientamento, formazione e tirocinio in azienda (da 2 a 6 mesi) e dovranno coinvolgere almeno un datore di lavoro privato (impresa o studio professionale), nonché una associazione di categoria o agenzia per il lavoro o Camera di commercio o università. I tirocinanti  riceveranno una indennità dai 3 ai 6 euro l’ora, e saranno loro garantite le coperture assicurative.</p>
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		<title>Lavoro a tempo determinato, cresce il numero dei contratti. Da inizio anno sono più di 400 mila</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2018/03/21/lavoro-a-tempo-determinato-cresce-il-numero-dei-contratti-da-inizio-anno-sono-piu-di-400-mila/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 16:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[contratto di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro a tempo determionato]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[tempo determinato]]></category>
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					<description><![CDATA[Il quarto trimestre 2017 conferma la tendenza, seppure lieve, all&#8217;incremento congiunturale dell&#8217;occupazione ma conferma anche l&#8217;aumento di lavoro a termine su quello stabile: se il tasso di occupazione destagionalizzato è risultato pari al 58,1% in crescita di un decimo di punto sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il quarto trimestre 2017 conferma la tendenza, seppure lieve, all&#8217;incremento congiunturale dell&#8217;occupazione ma conferma anche <b>l&#8217;aumento di lavoro a termine </b>su quello stabile: se il tasso di occupazione destagionalizzato è risultato pari al 58,1% in crescita di un decimo di punto sul trimestre precedente, i posti di lavoro a tempo determinato sono saliti per il settimo trimestre di fila di 108mila posizioni sul mese precedente e di<b> 403 mila in più su base annua </b>mentre i contratti a tempo indeterminato sono calati per la seconda volta in 10 trimestri di 34mila sul trimestre precedente. E&#8217; la fotografia del mercato del lavoro scattata da Istat, ministero del lavoro, Inps, Inail e Anpal.</p>
<p>Il numero di <b>lavoratori a chiamata o intermittenti </b>(Inps-Uniemens) nel quarto trimestre 2017 continua infatti a crescere anche se a tassi leggermente meno forti (+69,2%) rispetto ai due trimestre precedenti (+79,3% nel terzo e 75,9% nel secondo) quando il forte incremento era iniziato a seguito dell’abrogazione del lavoro accessorio (voucher).</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper"></div>
<p>Analogamente prosegue il significativo aumento del numero dei <b>lavoratori in somministrazione </b>(+26,9% nel quarto trimestre 2017), in crescita tendenziale dal secondo trimestre 2013, con una forte accelerazione a partire dal primo trimestre 2017 (+22,5%) e confermata nel secondo e nel terzo trimestre del 2017 (+24,4% e +23,8%, rispettivamente).</p>
<p>Le dinamiche del mercato del lavoro, spiega ancora il rapporto, si sono sviluppate all&#8217;interno di una ripresa economica &#8220;significativa e persistente&#8221; a cui però <b>la dinamica del lavoro è stato &#8220;più debole rispetto a quella del Pil&#8221;</b>. La crescita tendenziale dell&#8217;occupazione comunque, si legge ancora, è interamente determinata dalla componente del lavoro dipendente che si concentra essenzialmente nel settore dei servizi mentre quella indipendente continua a diminuire sia a livello tendenziale che congiunturale.</p>
<p>Continua a crescere, dunque, nel IV trimestre 2017 sebbene con una tendenza lieve, l&#8217;occupazione e , secondo i dati Istat, anche a livello tendenziale (+279mila) mentre diminuiscono le persone in cerca di lavoro, -247mila, e gli inattivi -118mila.<b>Aumenta l&#8217;occupazione anche per i giovani</b> ma solo in termini tendenziali mentre viene definitio &#8220;significativo&#8221; l&#8217;impatto dell&#8217;invecchiamento della popolazione sul mercato del lavoro che spiega così &#8220;la crescita del numero degli ultracinquantenni indotta anche dall&#8217;allungamento dell&#8217;età pensionabile&#8221;.</p>
<p>In calo del 2,4% tra ottobre e dicembre 2017 anche<b> gli infortuni </b>sul lavoro a quota 132 mila (111 mila in occasione di lavoro e 21 mila in itinere) con una diminuzione di 3.312 denunce sull&#8217;anno precedente. Stabili invece le denunce di morti sul lavoro, aumentate di 1 sola unità (da 180 a 181) nei trimestri a confronto. (Fonte AdnKronos)</p>
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		<title>Lavoro, sono 23 milioni gli occupati. Mai così tanti dal 2008 ad oggi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/09/01/lavoro-23-milioni-gli-occupati-mai-cosi-tanti-dal-2008-ad-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2017 17:11:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa]]></category>
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					<description><![CDATA[Fanno ben sperare i numeri dichiarati dall&#8217;Istat. I lavoratori occupati crescono, piccoli segnali di una ripresa che, lentamente, fanno ben sperare per l&#8217;autunno alle porte. Sembra un controsenso ma allo stesso tempo  torna a salire anche il tasso di disoccupazione che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fanno ben sperare i numeri dichiarati dall&#8217;Istat. I lavoratori occupati crescono, piccoli segnali di una ripresa che, lentamente, fanno ben sperare per l&#8217;autunno alle porte.</p>
<p>Sembra un controsenso ma allo stesso tempo<strong>  torna</strong><b> a salire anche il tasso di disoccupazione</b> che a luglio cresce di (solo) 0,2 punti sul mese precedente e tocca l&#8217;11,3%. Ma allo stesso tempo &#8211; comunica l&#8217;Istat &#8211; <b>cresce dello 0,3% anche il numero degli occupati</b>. Con l&#8217;incremento di 59 mila unità in un mese &#8211; spiega l&#8217;istituto &#8211; si conferma &#8220;la persistenza della fase di espansione occupazionale: <b>negli ultimi due mesi il numero di occupati ha superato il livello di 23 milioni di unità, soglia oltrepassata solo nel 2008&#8243;</b>. Il tasso di occupazione sale al 58,0% (+0,1 punti percentuali).</p>
<p><strong>Rispetto a giugno</strong>, sottolinea l&#8217;Istat, la crescita dell&#8217;occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49 enni ed è interamente dovuta alla componente maschile, mentre per le donne, dopo l&#8217;incremento del mese precedente, si registra un calo. A luglio 2017 crescono rispetto al mese precedente sia i lavoratori dipendenti (+0,2%, +42 mila) sia gli indipendenti (+0,3%, +17 mila). Tra i dipendenti l&#8217;aumento interessa sia i lavoratori permanenti (+0,2%, +23 mila) sia quelli a termine (+0,7%, +19 mila). Sul fronte opposto, dopo il calo di giugno, la stima delle persone in cerca di occupazione a luglio cresce del 2,1% (+61 mila). L&#8217;aumento della disoccupazione è attribuibile esclusivamente alla componente femminile e interessa tutte le classi di età, mentre si registra una stabilità tra gli uomini.</p>
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		<title>Pensioni, disoccupazione, salute: boom spesa sociale, +27,2 mld</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/21/pensioni-disoccupazione-salute-boom-spesa-sociale-272-mld/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 May 2017 21:15:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Boom delle spese per pensioni, disoccupazione, salute. La somma delle uscite che rientrano nella voce &#8216;prestazioni sociali&#8217; è passata da 354,8 miliardi di euro nel 2012 a 382 miliardi nel 2016, con un incremento di 27,2 miliardi. Nello stesso periodo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Boom delle spese per pensioni, disoccupazione, salute</b>. La somma delle uscite che rientrano nella voce &#8216;prestazioni sociali&#8217; è passata da 354,8 miliardi di euro nel 2012 a 382 miliardi nel 2016, con <b>un incremento di 27,2 miliardi</b>. Nello stesso periodo tutte le altre uscite delle pubbliche amministrazioni registrano variazioni contenute, con due eccezioni rilevanti: la seconda riguarda il calo della spesa per interessi passivi che è passata da 83,6 miliardi a 66,4 miliardi (-17,2 mld). La riduzione non è bastata a compensare l&#8217;incremento della spesa sociale, che fa lievitare il totale della spesa di 10,8 miliardi: da 818,9 mld a 829,7 mld. I dati sono contenuti nelle <b>tabelle pubblicate dall&#8217;Istat </b>nell&#8217;ultimo rapporto annuale.</p>
<p>Le prestazioni sociali vengono suddivise in due sottocategorie: &#8216;prestazioni sociali in denaro&#8217; che da 311,4 miliardi salgono a 337,5 mld (+26,1 mld) e &#8216;prestazioni sociali in natura acquistate direttamente sul mercato&#8217; che da 43,3 miliardi passano a 44,5 miliardi (+1,2 mld). Dalle voci contenute nel conto economico consolidato delle P.a. emerge che la spesa per i redditi da lavoro dipendente, che nel 2012 ammontava a 166,1 miliardi, è scesa gradualmente arrivando a 162 miliardi nel 2015, per risalire lo scorso anno a 164,1 miliardi (-2 mld rispetto al 2012). In lieve crescita la somma destinata ai consumi intermedi, che passa da 87 miliardi a 91,1 miliardi (+4,1 mld). Mentre <b>gli investimenti fissi lordi, che partivano da 41,4 miliardi, si riducono a 34,7 miliardi (-6,7 mld)</b>, per effetto di un calo costante registrano nei quattro anni.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper"></div>
<p>Le entrate totali passano da 771,6 miliardi a 788,9 miliardi (+17,3 miliardi). La voce principale per il finanziamento delle spese, le imposte, passa da 486,5 miliardi a 490,6 miliardi (+4,1 mld), per effetto di un aumento della tassazione diretta che è riuscita anche a compensare la riduzione del gettito da imposte indirette. Dai tributi sul reddito (come Irpef, Ires, Irap) sono stati incassati 239,8 miliardi nel 2012 che sono saliti a 248,4 miliardi nel 2016 (+8,6 mld). Mentre dall&#8217;imposizione sul valore aggiunto e sul patrimonio (come Iva e Imu) nel 2012 sono stati incassati 246,7 miliardi nel 2012 che sono scesi a 242,2 miliardi nel 2016 (-4,5 mld). Alcune &#8216;differenze&#8217; nei risultati sono dovute agli arrotondamenti.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: AdnKronos</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Garanzia Giovani, in Veneto lavoro per 80mila in tre anni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/05/11/garanzia-giovani-veneto-lavoro-80mila-tre-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2017 15:55:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
		<category><![CDATA[Garanzia Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Neet]]></category>
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					<description><![CDATA[Nei tre anni di attività di Garanzia Giovani la Regione Veneto ha intercettato quasi 80 mila giovani senza un’occupazione e un impegno di studio, offrendo a 33 mila di loro una opportunità di formazione e di impiego superiore ai 6 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei tre anni di attività di Garanzia Giovani la Regione Veneto ha intercettato quasi 80 mila giovani senza un’occupazione e un impegno di studio, offrendo a 33 mila di loro una opportunità di formazione e di impiego superiore ai 6 mesi. Il Veneto risulta essere, secondo il report dell’Anpal (l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, la prima regione in Italia per numero di giovani presi in carico e per percentuali di occupati al termine del patto di servizio.</p>
<p>L’assessore regionale al lavoro e alla formazione Elena Donazzan mette in luce la ‘performance’ del Veneto nell’attuazione del programma nazionale di ‘politica attiva’ rivolto ai giovani dai 18 ai 29 anni che ancora non studiano nè lavorano (i cosiddetti ‘neet’). Un programma finanziato a livello nazionale con un miliardo e mezzo di euro di fonte comunitaria e che ha registrato sinora – stando al report dell’Anpal e alla recente relazione alla Corte dei conti europei &#8211; l’iscrizione di poco più un milione di giovani inoccupati. Ottenendo però risultati diversi nelle diverse aree del paese.</p>
<p>“A chi parla di un presunto flop di Garanzia Giovani – sottolinea l’assessore regionale – rimando i dati del Veneto: in totale, su 79 mila ragazzi iscritti, 98 su 100 sono stati presi in carico nel giro di due mesi (20 punti percentuali in più della media nazionale); addirittura, 77 su 100 risultano essere stati presi in carico dai centri per l’impiego o dalle agenzie per il lavoro entro una settimana. Oltre la metà dei giovani che hanno concluso il patto di servizio (precisamente il 52 per cento, a fronte di una media nazionale del 42,5 per cento) risultano occupati al termine dell’intervento di ‘politica attiva’. E non si tratta solo di impieghi precari, di ‘tirocini’ o di ‘servizio civile’, come denunciano i detrattori di Garanzia Giovani: 3 su 10 in Veneto sono stati assunti con un contratto a tempo indeterminano o determinato, uno su 4 ha ottenuto un contratto di apprendistato”.</p>
<p>In ogni caso – fa notare l’assessore – al termine del percorso proposto da Garanzia Giovani il 70,3 per cento degli iscritti in Veneto risultano aver avuto una o più esperienze di lavoro, a fronte di una media nazionale del 58,7%.</p>
<p>“I numeri parlano chiaro – conclude la referente regionale per le politiche del lavoro e della formazione – Là dove opera una rete di centri e agenzie per le politiche attive e dove è radicato un sistema di formazione professionale e avviamento al lavoro strettamente interconnesso con le imprese, tutte prerogative della realtà veneta, i risultati ci sono e si vedono. Come possono testimoniare i 33 mila ragazzi usciti dal limbo dell’inoccupazione grazie alla declinazione veneta di Garanzia Giovani”.</p>
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		<item>
		<title>Disoccupazione in calo, nel mese di febbraio 83 mila nuovi occupati</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/04/03/disoccupazione-calo-nel-mese-febbraio-83-mila-nuovi-occupati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 09:41:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro donne]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[Dati importanti quelli riguardanti il mese di febbraio. Un balzo in avanti che fa ben sperare per una ripresa che ormai si aspetta da molti anni. Secondo le stime dell’Istat il tasso di disoccupazione è sceso all’11,5% (-0,3 punti percentuali) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dati importanti quelli riguardanti il mese di febbraio. Un balzo in avanti che fa ben sperare per una ripresa che ormai si aspetta da molti anni.</p>
<p>Secondo le stime dell’Istat il tasso di disoccupazione è sceso all’11,5% (-0,3 punti percentuali) riportandosi così sui livelli di agosto 2016. Ai minimi da cinque anni anche la disoccupazione giovanile, scesa di 1,7 punti e attestata al 35,2%. Si tratta del dato più basso dall’agosto del 2012 quando era al 34,8%.</p>
<p>La stima delle persone in cerca di occupazione a febbraio registra un forte calo su base mensile (-2,7%, pari a -83 mila).</p>
<p>Il calo interessa uomini e donne ed è più accentuato tra i 15-24enni e gli over 50. L’esercito dei disoccupati si attesta a quota 2 milioni 984mila.</p>
<p>Quanto agli inattivi tra i 15 e i 64 anni, la stima, nell’ultimo mese è in crescita (+0,4%, pari a +51 mila). L’aumento si concentra tra gli uomini, mentre calano leggermente le donne e coinvolge tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di inattività è pari al 34,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali su gennaio.</p>
<p>Su base annua calano sia i disoccupati (-0,6%, pari a -18 mila) sia gli inattivi (-2,7%, pari a -380 mila).</p>
<p>Dunque il 2017 potrebbe essere veramente l&#8217;anno della svolta, una ripresa per l&#8217;intero paese ma soprattutto per il Veneto, vero e proprio motore trainante dell&#8217;economia nazionale.</p>
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		<title>Assegni ricollocazione, al via domani &#8216;bonus&#8217; fino a 5mila euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/15/assegni-ricollocazione-al-via-domani-bonus-5mila-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 21:25:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[assegni collocazione]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[mondo del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[paolo gentiloni]]></category>
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					<description><![CDATA[Al via domani i primi assegni di ricollocazione: erogati dall&#8217;Anpal presieduta da Maurizio Del Conte, i bonus saranno destinati a 30mila disoccupati e saranno di un&#8217;entità tra i mille e i 5 mila euro a seconda delle condizioni di partenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al via domani i primi assegni di ricollocazione: erogati dall&#8217;Anpal presieduta da Maurizio Del Conte, i bonus saranno destinati a 30mila disoccupati e saranno di un&#8217;entità tra i mille e i <strong>5 mila euro</strong> a seconda delle condizioni di partenza più o meno favorevoli del senza lavoro: più alti per i disoccupati che hanno più difficoltà a trovare un impiego.<span id="more-4138"></span></p>
<p>A presentare quello che si configura come il primo intervento di politica attiva nazionale mai realizzato in Italia, sarà lo stesso Del Conte con il premier <strong>Paolo Gentiloni</strong> in occasione di un incontro al centro per l&#8217;Impiego di Avellino.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper">L&#8217;assegno in questa prima fase sperimentale è destinato dunque ad un tredicesimo della platea potenziale di beneficiari, scelti random su scala nazionale e andrà al centro per l&#8217;impiego o all&#8217;agenzia privata (e non al disoccupato, che percepisce la Naspi) che potranno incassarlo solo se trovano un contratto all&#8217;aspirante lavoratore. &#8220;L&#8217;assegno è condizionato al risultato e dunque al posto di lavoro&#8221;, commenta <strong>Maurizio Del Conte</strong>, presidente <strong>Anpal</strong>, spiegando che se il centro per l&#8217;impiego o l&#8217;agenzia privata trovano al disoccupato &#8220;un contratto a tempo indeterminato percepiranno l&#8217;assegno per intero, in caso di contratti a tempo determinato, ma che siano superiori a 6 mesi, prenderà il <strong>50% del bonus</strong>&#8220;. E incalza: &#8220;così diciamo basta ai bazar dei colloqui fine a se stessi e stimoliamo la ricerca attiva di un posto&#8221;.</div>
<p>Al termine della fase pilota la misura entrerà subito a regime per tutti i disoccupati che faranno richiesta. Di certo dalla sperimentazione l&#8217;Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro ricaverà indicazioni importanti: sulla filiera dei servizi per l&#8217;impiego; sul tasso di risposta e quindi sull&#8217;atteggiamento culturale verso il lavoro e, infine sulla reale efficacia della misura.</p>
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