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	<title>disuguaglianza sociale &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Economia del Veneto in crescita ma aumenta anche la disuguaglianza sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 12:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ il Veneto dei talenti, delle ‘abilità’ e del ‘saper fare’ quello tratteggiato dall’edizione 2017 del Rapporto Statistico, la puntuale e articolata fotografia delle performances della regione messa a punto dall’Ufficio Statistica del Veneto. Una regione che ha tenuto e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ il Veneto dei talenti, delle ‘abilità’ e del ‘saper fare’ quello tratteggiato dall’edizione 2017 del <strong>Rapporto Statistico</strong>, la puntuale e articolata fotografia delle performances della regione messa a punto dall’<strong>Ufficio Statistica del Veneto</strong>. Una regione che ha tenuto e che cresce nonostante la crisi, ed è tornata ad essere la ‘locomotiva’ del <strong>‘made in Italy</strong>’, dove l’occupazione ha ripreso ad aumentare, grazie anche al talento e alla buona volontà dei suoi giovani e alla tenuta reddituale delle famiglie. Non mancano però le <strong>zone d’ombra</strong>, rivelate dagli indici di<strong> povertà</strong> (in crescita) e di <strong>disuguaglianza sociale.</strong></p>
<p><strong>IL VENETO PRODUCE E CRESCE</strong></p>
<p>I principali indicatori dell’economia confermano che il Veneto nel 2016 ha agganciato la ripresa. E i dati tendenziali sui primi mesi 2017 confermano che l’economia veneta sta crescendo più del contesto nazionale.<br />
Il Pil lo scorso anno è cresciuto dell’1,2%, (a fronte di una media nazionale del +0,9%), grazie all’export, che proprio nel 2016 ha raggiunto il suo massimo storico: con 58,2 miliari di euro di fatturato estero,  in crescita del’1,3% annuo, il Veneto è la seconda regione italiana per interscambio con l’estero.<br />
Il fatturato estero delle produzioni meccaniche cresce del +2,4% e nel 2016 raggiunge un ammontare pari al 20% dell’export regionale. L&#8217;export veneto della moda nel mondo vale una decina di miliardi tra abbigliamento, accessori e calzature, e rimane sui valori dell’anno precedente.<br />
Ma è l’agroalimentare a fare ‘fuochi d’artificio’ con un export che lo scorso anno ha sfiorato i 6 miliardi di euro (+7% nel 2016 e + 10,4% la crescita nel primo trimestre 2017) e il boom del vino, che ha superato per la prima volta il tetto dei 2 miliardi di euro di esportazioni (+9%) . La performance migliore spetta allo spumante che cresce tra il 2011 ed il 2016 del 225% e del 25,1% solamente tra il 2015 ed il 2016, sfiorando il record di 700 milioni di euro.  Il miglior partner commerciale nell’export dei vini è il Regno Unito (+17.7% rispetto al 2015), in crescita del 132,1% negli ultimi sei anni.</p>
<h3></h3>
<h3>IL TURISMO</h3>
<p>Il Veneto ha realizzato un nuovo record storico, per numero di turisti e pernottamenti. Il 2016 si è chiuso, infatti, con 17,9 milioni di arrivi (+3,5% rispetto al 2015) e 65,4 milioni di presenze (+3,4%), cifre mai raggiunte prima.  Il turismo rappresenta il settore più importante per l’economia veneta: i circa 11,3 miliardi di euro prodotti dalla lunga filiera del settore nel 2015, rappresentano l’8,3% del PIL regionale. Nel panorama europeo nel 2015, il Veneto si colloca in 4° posizione tra le regioni europee in quanto ad arrivi di turisti, dopo Île de France, Catalogna e Andalusia e in 6° posizione per numero di pernottamenti (notti trascorse in strutture ricettive). Le prime stime provvisorie dell’andamento del turismo in Veneto nel periodo gennaio-aprile 2017 indicano per l’aggregato alberghi, campeggi e villaggi turistici un incremento di arrivi e presenze attorno al 10%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>IL LAVORO</h3>
<p>Nel 2016 l’occupazione in Veneto torna a salire in modo significativo e la disoccupazione continua a scendere: sono 2.081.205 i veneti occupati, (l’1,4% in più dell’anno scorso) con un tasso del 64,7% contro il 63,6% del 2015, mentre le persone che cercano lavoro sono 151.103, il 3,5% in meno del 2015, con un tasso di disoccupazione pari al 6,8% contro il 7,1% dell’anno prima.  Ben tre province venete rientrano nei primi dieci posti della classifica nazionale per il tasso di disoccupazione più basso (Verona col 5,3%, Vicenza e Belluno col 6,2%). Il 2017 si apre con la crescita dell’occupazione: rispetto ad un anno fa, in Veneto nel primo trimestre, aumentano gli occupati del 3,1% registrando un tasso pari al 65,3%, ovvero quasi 2 punti percentuali in più dell’anno scorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I GIOVANI</h3>
<p>Nel 2016 la quota degli abbandoni scolastici si è fermata al 6,9%, la percentuale più bassa in Italia dopo l’Umbria. Nel contempo cresce il numero dei laureati: trai 30-34enni i giovani con istruzione universitaria sono il 29,6%, superando così il target del 26% fissato dal governo italiano per il 2020. Il 60,4% dei diplomati trova lavoro nell’arco di un anno e, tra i laureati, oltre l’89 % ha un lavoro a distanza di 4 anni dal conseguimento del titolo (la percentuale nazionale oscilla tra lì’82 e l’83 per cento). Va anche detto, però, che il 40,4 % dei laureati è sottoinquadrato: pur di lavorare, i giovani accettano anche mansioni che poco o nulla hanno a che fare con il titolo di studio conseguito.<br />
Coerente con questo dato è anche quello relativo ai giovani che non studiano e non lavorano (i cosiddetti Neet): in Veneto sono 109.680, cioè il 15,6% dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni, la seconda percentuale più bassa dopo il Trentino Alto Adige.<br />
Ma per la prima volta nella storia i giovani sono più poveri dei loro padri da giovani, perché l’ascensore sociale non funziona o funziona male: nel confronto con 25 anni fa, i giovani di oggi hanno un reddito inferiore del 26,5% (periodo 1991-2004). Le nuove generazioni continuano ad essere le più penalizzate: i giovani si trovano oggi particolarmente scoperti di opportunità e stanno subendo più di altri i pesanti contraccolpi della crisi. Il rischio povertà ed esclusione sociale sale al 18,1% per i minori e al 18,4% per i giovani 18-34 anni (in Italia rispettivamente il 33,5% e 35,4%), in progressivo aumento negli ultimi anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>GIUSTIZIA SOCIALE E POVERTÀ</h3>
<p>In media le famiglie venete guadagnano più della media nazionale (38.075 euro all’anno vs. 35.017 euro) e il rischio povertà è più contenuto: il 16,8% della popolazione è a rischio, contro una media nazionale del 28,7 ed europea del 23,7%. Ma la disparità rimane un problema preoccupante:  il 10% più ricco della popolazione accumula da solo 5 volte il reddito a disposizione del 10% più povero (8,5 volte in Italia).  Nel 2015 circa 828 mila persone in Veneto avevano un reddito inferire alla cosiddetta ‘minima sociale’ (+ 25 mila rispetto al 2014).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>INFANZIA</h3>
<p>In Veneto è buona l’offerta di servizi sociali alla prima infanzia, che accolgono  il 22% dei bambini sotto i 3 anni, un risultato discreto nel panorama italiano (20,5%), anche se lontano dal 33% del target europeo. Ma il ricorso a nidi e servizi per la prima infanzia è appannaggio soprattutto delle donne con i titoli di studio più elevati. In Veneto una neomamma su 5 (il 20,9 %) lascia o perde il lavoro e, quando si licenzia, nel 70% dei casi è perché le condizioni lavorative sono divenute inconciliabili con la possibilità di prestare le cure alla famiglia.  Massiccio, infatti, il ricorso al part-time da parte delle donne, rispetto alla componente maschile:  in Veneto, il 34% delle occupate lavora in part-time (30% in Europa), il sesto valore più elevato tra le regioni italiane, contro il 6% degli uomini, il valore più basso in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA MOBILITÀ</h3>
<p>Gli studenti e i lavoratori in Veneto utilizzano poco il mezzo pubblico: nel 2016 sono stati il 5,9% (rispetto al’8,5% della media italiana), anche se la domanda di trasporto pubblico locale in Veneto è aumentata negli ultimi sei anni di oltre 23 milioni di passeggeri. Alti gli indici di motorizzazione e di traffico merci su strada: grazie anche ad una dotazione infrastrutturale migliore della media italiana (3 km di autostrada rispetto a 2,2 ogni 100 kmq e 6,5 km di binari rispetto ai 5,6 ogni 100 kmq del resto d’Italia) il Veneto conta 613 veicoli ogni mille abitanti (la media europea è 616), vanta migliori tempi di percorrenza verso i nodi urbani e logistici (40 minuti in media contro i 51,8 italiani), ha un indice di traffico merci su strada è pari a 24,4 tonnellate per abitante, al di sopra della media nazionale di 15,4.  Il sistema aeroportuale veneto è il terzo in Italia per numero di passeggeri (15 milioni) e il porto di Venezia registra un aumento costante di container (+33% tra il 2014 e il 2016) e di crocieristi (+1,5% rispetto al 2015).</p>
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