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	<title>Donald Trump &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Petrolio, prezzi del diesel alle stelle. In tre mesi aumento del 4 per cento</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/11/13/petrolio-prezzi-del-diesel-alle-stelle-in-tre-mesi-aumento-del-4-per-cento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 09:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La quotazione del petrolio ha subito nell&#8217;ultimo mese una drastica caduta, risultato,però, che non ha inciso nel calo del costo del carburante, anzi registra aumenti continui da 4 mesi ad oggi. Solo un mese fa un barile di Brent era quotato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La quotazione del <strong>petrolio</strong> ha subito nell&#8217;ultimo mese una drastica caduta, risultato,però, che non ha inciso nel calo del costo del carburante, anzi registra aumenti continui da 4 mesi ad oggi. Solo un mese fa un barile di Brent era quotato a 85,92 dollari, oggi lo stesso greggio ha una valutazione al ribasso e il barile si attesta a 70,88 dollari.</p>
<p>Le cause sembrano trovarsi nelle incessanti e pressanti richieste che <strong>Donald Trump</strong> avrebbe fatto all&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, che non solo non ha ceduto ma ha addirittura trovato un valido alleato come la <strong>Russia</strong> a spegnere ogni speranza di accordo. Un altro elemento che preoccupa gli investitori sono le forniture iraniane, giudicate insufficienti. Per questo motivo gli analisti sono allarmati e temono che a breve il prezzo del barile possa arrivare a toccare quota <strong>100 dollari</strong>.</p>
<p>Naturalmente la situazione di incertezza mondiale coinvolge anche l&#8217;Italia, dove i prezzi del diesel sono saliti registrando un <strong>+4%</strong> negli ultimi <strong>tre mesi</strong> ai quali si aggiunge il<strong> +1,8%</strong> registrato dalla <strong>benzina</strong>. La risalita delle quotazioni del petrolio arriva dopo che il ministro dell&#8217;energia dell&#8217;Arabia Saudita, Khalid al-Falih ha aperto alla possibilità di ridurre l&#8217;offerta dell&#8217;<strong>Opec</strong> al vertice di dicembre facendo schizzare l’oro nero verso l’alto con il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord che guadagna 97 cents a 70,86 dollari e il West Texas Intermediate che sale di 38 cents a 60,42 dollari. Quotazioni che si rifletteranno rapidamente, come da “tradizione”, sui prezzi alla pompa con pesanti ripercussioni sui bilanci delle famiglie e sui costi che le imprese devono affrontare ogni giorno per trasporti e spostamenti, visto che l’Italia è nella non invidiabile top ten dei carburanti più cari del mondo con il diesel arrivato in media a 1,57 euro al litro e la benzina in media a 1,66 euro al litro.</p>
<p>In questo panorama di alti prezzi al dettaglio con una forte incidenza delle accise – dichiara Uecoop – qualsiasi variazione in aumento delle quotazioni del petrolio rischia di pesare in modo consistenze sulle tasche delle famiglie e sui bilanci delle imprese.</p>
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		<title>Dazi di Trump, preoccupazione dei sindacati: &#8220;Rischi per le aziende venete&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/venezia/2018/07/09/dazi-di-trump-preoccupazione-dei-sindacati-rischi-per-le-aziende-venete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 17:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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		<category><![CDATA[Fim Cisl]]></category>
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					<description><![CDATA[I dazi minacciati da Trump su acciaio e alluminio preoccupano le organizzazioni sindacali. Molte le aziende venete o con stabilimenti nella nostra regione che rischiano di essere coinvolte. Basti pensare alla Slim Fusina Rolling (che produce alluminio), o all’Ilva (acciaio) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dazi minacciati da Trump su acciaio e alluminio preoccupano le organizzazioni sindacali. Molte le aziende venete o con stabilimenti nella nostra regione che rischiano di essere coinvolte. Basti pensare alla Slim Fusina Rolling (che produce alluminio), o all’Ilva (acciaio) che conta un centinaio di dipendenti a Marghera più un’altra quarantina nella sede di Legnaro, o le Acciaierie Beltrame o Valbruna di Vicenza.<br />
I rischi e le possibili soluzioni verranno affrontate nel corso del Consiglio generale della Fim Cisl di Venezia su “Mondo aperto o mondo chiuso il problema dei dazi su acciaio ed alluminio”, in programma martedì 17 luglio presso la Cittadella Dell’Edilizia in via Banchina Dell’Azoto 15, a Marghera.<br />
“Tante, però – avvisa Stefano Boschini, segretario Fim Cisl Venezia &#8211; sono anche le imprese dell’automotive che potranno risentire in maniera indiretta del provvedimento del presidente americano. In provincia di Venezia, ad esempio, la Speedline di Santa Maria di Sala (che produce ruote e cerchi in lega e conta circa 600 dipendenti), la Costampress di Gardigiano di Scorzè (stampi e produzioni di parti pressofuse per il settore automobilistico con circa 150 dipendenti), la Pometon di Maerne di Martellago (polveri per sinterizzatori con circa 170 dipendenti). Ma fare una stima esatta dell’impatto è molto difficile proprio per l’alto numero delle aziende che potrebbero essere interessate dagli effetti indiretti”. “La nostra maggiore preoccupazione – continua Boschini &#8211; è l’incertezza che viene prodotta dall’applicazione dei dazi, come questa scelta può cambiare il mercato, creando ad esempio una competizione più forte con i cinesi (tra i principali destinatari del provvedimento di Trump). Allarmanti sono soprattutto gli effetti indiretti, più pericolosi proprio perché più difficili da individuare: basti pensare ai dazi sulle auto europee che rischiano inevitabilmente di coinvolgere aziende italiane che producono componentistiche per le vetture. Da considerare anche – conclude il segretario Fim &#8211; che la situazione economica produttiva di molte imprese che verranno coinvolte è positiva, il mercato al momento va bene, ma questa incertezza rischia di frenare lo sviluppo in atto. La speranza è che la conferenza di martedì 17 possa dare un contributo utile a comprendere la portata del fenomeno”.</p>
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		<title>Esclusione UE dai dazi di Trump. Confindustria Vicenza: &#8220;Permangono timori su guerra commerciale&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/03/28/esclusione-ue-dai-dazi-di-trump-confindustria-vicenza-permangono-timori-su-guerra-commerciale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2018 13:42:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Donald Trump ha deciso di sospendere i dazi sull&#8217;import di acciaio ed alluminio che sarebbero dovuti entrare in vigore la scorsa settimana nei rapporti con l’Europa e con altri Paesi alleati degli Usa. Un’esenzione che tuttavia non riguarda Pechino, colpita da un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Donald Trump ha deciso di sospendere i dazi sull&#8217;import di acciaio ed alluminio che sarebbero dovuti entrare in vigore la scorsa settimana nei rapporti con l’Europa e con altri Paesi alleati degli Usa. Un’esenzione che tuttavia non riguarda Pechino, colpita da un pacchetto di ulteriori sanzioni per <strong>60 miliardi di dollari</strong> su vari prodotti e da una restrizione degli investimenti nel settore tecnologico americano.</p>
<p>Il presidente Usa ha annunciato un’esenzione temporanea anche per Messico, Canada, Australia, Brasile, Argentina e Corea del Sud. Pechino chiede un accordo ma minaccia: &#8220;<em>Replicheremo senza esitazione</em>&#8220;.</p>
<p>“<em>Nonostante si tratti, ad ora, di una misura temporanea, è un bene che ci sia stata una sospensione dei dazi per i paesi membri UE come fortemente richiesto dal mondo Confindustriale, a partire da Vicenza”</em>, afferma Remo Pedon, Vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega ai Mercati Esteri, in riferimento ai dazi posti da<br />
Donald Trump su acciaio e alluminio importati negli USA.</p>
<p>“<em>Permangono, e le indicazioni dei mercati finanziari di oggi lo testimoniano purtroppo, i timori per la guerra commerciale che si sta affacciando all’orizzonte tra due giganti come USA e Cina, che non sarebbe priva di conseguenze neppure per l’Europa</em> – aggiunge il vicepresidente di Confindustria Vicenza -.<em> Il rischio concreto che le</em><br />
<em>merci cinesi non più esportabili negli Stati Uniti vengano dirottate sui nostri mercati, con evidenti implicazioni per quanto riguarda il dumping sui prezzi, è forte”.</em></p>
<p>“<em>È paradossale</em> – conclude Pedon &#8211; <em>che un paese campione di liberismo come gli USA adotti politiche protezionistiche mentre, negli stessi giorni, ben <strong>44 stati africani</strong> hanno firmato un trattato per formare un mercato unico con l’obiettivo di eliminare i dazi sul <strong>90% delle merci</strong> scambiate al loro interno, formando così un mercato di </em><em><strong>1,2 miliardi di persone</strong>. Resta quindi valida la nostra indicazione nei confronti di chi esporta: è necessario diversificare e puntare anche ai mercati meno esplorati, tanto è vero che l’ultima guida per gli esportatori l’abbiamo dedicata ad <strong>Algeria, Marocco e Tunisia</strong>, tutti paesi facenti parte questa nuova union</em>e”.</p>
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		<title>Trump e i dazi, Confindustria Vicenza: &#8220;Colpite anche le nostre aziende. UE si faccia sentire&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/03/13/trump-e-i-dazi-confindustria-vicenza-colpite-anche-le-nostre-aziende-ue-si-faccia-sentire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 16:19:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accise]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[Preoccupano non poco le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti sulla questione accise per l&#8217;importazione di alcuni prodotti. L’export di metalli di base e prodotti in metallo da Vicenza verso gli Stati Uniti nei primi 9 mesi del 2017 ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Preoccupano non poco le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti sulla questione accise per l&#8217;importazione di alcuni prodotti. L’export di metalli di base e prodotti in metallo da Vicenza verso gli Stati Uniti nei primi 9 mesi del 2017 ha raggiunto la più che soddisfacente cifra di 200 milioni di euro. Ma cosa succederebbe se entrassero in vigore i dazi? A questa domanda risponde Luciano Vescovi di Confindustria Vicenza.</p>
<p>“<em>Si tratta di una decisione che colpisce gravemente le nostre aziende perché non riguarda solo le materie prime, ma anche alcuni semilavorati in cui le nostre imprese eccellono, sia per quanto riguarda il settore dell&#8217;acciaio e dell&#8217;alluminio, sia per quanto riguarda l&#8217;export verso gli USA</em>” commenta Vescovi.</p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono infatti stabilmente nella<strong> top 3</strong> dei paesi di destinazione dell&#8217;<strong>export vicentino</strong>. Per quanto riguarda il settore dei <strong>metalli</strong> di base e prodotti in metallo, si parla, solo a Vicenza, di <strong>194,7 milioni di euro</strong> di export nei primi 9 mesi del 2017.</p>
<p>“<em>Se da una parte</em> – aggiunge Vescovi &#8211;<em> si comprende la necessità di affrontare il dumping, strategia programmatica di alcuni paesi che però subiamo anche noi; queste misure rischiano di colpire indiscriminatamente anche gli operatori sani. Sulla scia dell&#8217;apertura di <strong>Trump</strong> a <strong>Canada</strong> e <strong>Messico</strong>, è necessario e urgente che si arrivi ad un accordo ad hoc per i paesi dell&#8217;UE. È di fronte a queste minacce che si deve vedere la compattezza e il peso specifico </em><em>dell&#8217;<strong>Unione Europea</strong>. E magari anche del prossimo Governo</em>”.</p>
<p>“<em>Preoccupa inoltre il cambio di atteggiamento</em> – conclude il presidente degli Industriali berici –, <em>che si passi da un mondo aperto e liberista ad uno in cui regna un clima di chiusura. Questo cambiamento ideologico è grave tanto quanto quello sostanziale, che con questi dazi iniziamo a toccare con mano”.</em></p>
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		<title>Vescovi su Trump e i dazi: &#8220;Sono preoccupato, loro in posizione di forza. L&#8217;Europa si renda più competitiva&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/finanza/2017/04/03/vescovi-trump-dazi-preoccupato-posizione-forza-leuropa-si-renda-piu-competitiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 08:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[luciano vescovi]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente degli Stati Uniti.]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi, in una nota, esprime la propria preoccupazione per  l&#8217;export vicentino a seguito delle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti. La minaccia di dazi &#8220;punitivi&#8221; per i prodotti europei che Donald Trump ha lasciato presagire negli ultimi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;">Il Presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi, in una nota, esprime la propria preoccupazione per  l&#8217;export vicentino a seguito delle dichiarazioni del <strong>Presidente degli Stati Uniti.</strong> </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;">La minaccia di </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>dazi &#8220;punitivi</b></span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;">&#8221; per i prodotti europei che </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>Donald Trump</b></span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"> ha lasciato presagire negli ultimi giorni suscitano le reazioni di tutto il mondo economico italiano. </span></p>
<p><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/Trump_dazi_vespa.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-4518 alignleft" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/Trump_dazi_vespa-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/Trump_dazi_vespa-300x198.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/Trump_dazi_vespa.jpg 514w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In attesa di riscontri più concreti, ad ora non ci sono decisioni prese né tantomeno azioni da parte del governo USA, </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>Confindustria</b></span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"> fa sentire la sua voce: &#8220;Non c&#8217;è peggior nemico per le aziende del dazio quindi sarebbe una cosa veramente negativa per tutta l&#8217;economia, ma avete visto </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>gli stessi americani che stanno dicendo che questa politica non è da perseguire</b></span> <span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>&#8211;</b></span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"> ha dichiarato la Vicepresidente di Confindustria per l&#8217;internazionalizzazione </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>Licia Mattioli</b></span> <span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>&#8211;</b></span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;">. Potrebbe essere una misura fortemente impattante ma bisogna vedere di cosa si sta parlando perché adesso sono solo annunci. Però il nostro primo paese di esportazione extra UE sono gli Stati Uniti…&#8221;</span></p>
<p><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;">È intervenuto pubblicamente anche il presidente di Confindustria Vicenza </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>Luciano Vescovi</b></span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"> che, da una parte esprime la propria preoccupazione e dall&#8217;altra sprona, nuovamente, le istituzioni internazionali ad agire concretamente: &#8220;In merito ai dazi punitivi verso l&#8217;Europa &#8211; dichiara Vescovi -, non voglio esprimere un giudizio compiuto sull&#8217;ennesima provocazione di Trump, perché altrimenti inseguiamo sempre gli annunci, cadendo nella trappola mediatica </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>di questi nuovi politici che ne sparano una al giorno, per poi dire l&#8217;esatto contrario 24 ore dopo</b></span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;">&#8220;.</span><br />
<span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><br />
&#8220;In ogni caso, sul tema dei dazi e della nuova linea politica commerciale statunitense, sono davvero molto preoccupato, perché </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>la posizione di forza tra USA ed Europa oggi è sicuramente esercitata da loro</b></span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;">. Siamo noi europei ad avere più bisogno di accedere al grande mercato statunitense &#8211; ribadisce Vescovi -. Peraltro, il paese più esposto è la </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>Germania</b></span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;">, nostro primo partner commerciale. Quindi per noi il rischio è duplice e sistemico. E questo rischio è reale e di breve termine&#8221;.</span><br />
<span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><br />
&#8220;Trump, come ho già avuto modo di dire &#8211; conclude il presidente degli Industriali vicentini -, è una specie di doccia gelata che </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>dovrebbe farci risvegliare da una sorta di imbambolamento europeo e italiano</b></span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;">. Noi europei, guardando il mare stiamo a discutere del diametro delle telline, loro ci passano sopra con le portaerei. Se il mondo ha scelto una linea di governance aggressiva e populista, </span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;"><b>noi dobbiamo cercare di unire le forze europee per rendere più competitivo il nostro mercato e le nostre produzioni</b></span><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;">, non dividerci e arroccarci su posizioni autarchiche stile anni 30&#8243;.</span></p>
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