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	<title>dpcm &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Agroalimentare veneto in crisi, nel primo trimestre perdite per 30 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 08:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercato agroalimentare veneto in grande difficoltà, l&#8217;emergenza Coronavirus ha causato ai ristoratori della nostra regione ingenti perdite e, da quanto emerge dall&#8217;ultimo DPCM, la strada che porta alla normalità sembra essere ancora molto lunga. Lunedì 4 maggio segna una data [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercato <strong>agroalimentare</strong> veneto in grande difficoltà, l&#8217;emergenza <strong>Coronavirus</strong> ha causato ai ristoratori della nostra regione<strong> ingenti perdite</strong> e, da quanto emerge dall&#8217;ultimo <strong>DPCM</strong>, la strada che porta alla normalità sembra essere ancora molto lunga. Lunedì 4 maggio segna una data importante per il ritorno alla vita quotidiana, che inevitabilmente non sarà più come quella pre <strong>Covid-19</strong>, ad eccetto però della categoria della <strong>ristorazione</strong> ancora bloccata ai box.</p>
<p>Ecco allora che il <strong>crollo dei consumi</strong> fuori casa con la chiusura forzata di <strong>bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi</strong> ha effetti negativi sull’<strong>agroalimentare</strong> che in veneto fattura <strong>5,7 miliardi di euro</strong>. Dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità da quando è cominciata la pandemia oltre la metà delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% come per l’agriturismo dove sono chiuse per le misure anti contagio oltre mille strutture regionali.</p>
<p>Nel trimestre gli operatori segnalano perdite di <strong>30 milioni di euro</strong> – spiega Coldiretti Veneto – dunque una anticipazione dell’apertura è necessaria. Le imprese agrituristiche sono situate in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse – sottolinea la Coldiretti – i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa anche evitare il pericoloso rischio di affollamenti  – conclude la Coldiretti – aprendo  i cancelli delle fattorie, i percorsi naturalistici, le visite agli animali con la pet therapy, proposte ricreative e sportive, significa dare una spinta alla ripresa e sostenere il Made in Italy.</p>
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		<title>I centri sportivi di Padova e provincia rischiano il tracollo: bisogna riaprire il prima possibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 16:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Niente da fare: con il DPCM sulla &#8220;fase 2&#8221;, non emergono date indicative per la riapertura di palestre, centri sportivi, piscine e centri benessere: il Governo, sulla base delle indicazioni del comitato scientifico e degli esperti, considera ancora ad alto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Niente da fare: con il DPCM sulla &#8220;fase 2&#8221;, non emergono date indicative per la riapertura di palestre, centri sportivi, piscine e centri benessere:</strong> il Governo, sulla base delle indicazioni del comitato scientifico e degli esperti, considera ancora ad alto rischio di contagio l&#8217;espletamento di queste attività che, per loro natura e vocazione, determinano grandi assembramenti sociali. Per i gestori di palestre e preparatori atletici la luce in fondo al tunnel &#8211; anzi, in fondo allo spogliatoio &#8211; sembra ancora lontana. <strong>Lo scenario è molto difficile in tutta Padova e provincia</strong>. Le associazioni dilettantistiche affiliate al Coni sono 900 e di queste sono oltre 500 quelle che si servono di una palestra. Le strutture private coperte sono oltre un centinaio, a cui si aggiungono tutte quelle pubbliche (spesso scolastiche).</p>
<p>Il <strong>Coni Veneto</strong> è perennemente &#8220;bersagliato&#8221; da domande sulla probabile data di riapertura, vista la situazione, per certi versi, disastrosa sul piano economico di alcune associazioni e società sportive.<br />
Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti e i collaboratori in ambito sportivo, bisogna fare una distinzione. La maggior parte figura come collaboratore sportivo e ha ottenuto per il mese di marzo i <strong>600 euro di indennizzo</strong> previsti da una società legata al Coni chiamata<strong> Sport e Salute</strong>; <strong>per aprile e maggio, il Governo ha promesso la distribuzione di 800 euro mensili</strong>. Per i classici dipendenti, come per esempio chi lavora in segreteria, i datori di lavori sono costretti a ricorrere a strumenti canonici come la cassa integrazione<br />
Padova conta <strong>oltre 50 palestre</strong>, di cui poco più di 20 private e il resto pubbliche. Per la riapertura &#8211; si spera il più presto possibile &#8211; è previsto il ricorso a dispositivi di protezione e prevenzione come <strong>termo-scanner</strong> all&#8217;ingresso e continue operazioni di <strong>sanificazione</strong> dei locali, con ingenti investimenti a livello economico. Non tutti potranno sostenere queste spese e pertanto, <strong>metà delle palestre rischiano di rimanere chiuse</strong>. Il Comune di Padova non ha la possibilità di intervenire a loro sostegno, ma <strong>lo sport è una pietra miliare</strong> da cui ripartire. <strong>Lo Sport non è solo attività fisica, ma è anche crescita personale, in tutti i sensi.</strong><br />
<a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/palestre.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16392" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/palestre.jpg" alt="" width="275" height="183" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/palestre.jpg 275w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/palestre-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bassano, violazione delle direttive emesse dall’Autorità. Sette persone denunciate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 15:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassano del Grappa]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il nuovo decreto sull&#8217;emergenza Coronavirus sono iniziati anche serrati controlli da parte delle forze dell&#8217;ordine che sono chiamate a far rispettare le norme di sicurezza al fine di garantire la sicurezza dei cittadini. L’attività di controllo dei carabinieri di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il nuovo decreto sull&#8217;emergenza Coronavirus sono iniziati anche serrati controlli da parte delle forze dell&#8217;ordine che sono chiamate a far rispettare le norme di sicurezza al fine di garantire la sicurezza dei cittadini.</p>
<p>L’attività di controllo dei carabinieri di Bassano, ha portato in poche ore, alla denuncia di 7 persone per violazione delle direttive emesse dall’Autorità, un reato punito dall’art. 650 del Codice Penale. Sono stati sanzionati i proprietari di due locali pubblici risultati ancora aperti dopo le ore 18. Altre due denunce sono state emesse nei confronti di avventori dei due locali sanzionati e tre persone sono state fermate fuori dal territorio di loro residenza, senza una comprovata necessità.</p>
<p>I due titolari degli esercizi commerciali, un bar ed una pizzeria sono entrambi italiani <strong>B.G. di 55 anni e B.N. di 33 anni</strong>, mentre i due avventori sono un brasiliano di 37 anni <strong>F.F.O. e il 54enne C.C.</strong> di nazionalità italiana. I clienti sono stati deferiti perché fuori dai loro comuni di residenza senza giustificato motivo. Oltre alla denuncia penale, per gli esercenti scatta la segnalazione al Prefetto per la sospensione dell’attività commerciale. Le altre persone deferite sono italiane, <strong>D.M.A. e R.V., rispettivamente 71 e 72 anni</strong>, a passeggio non nel loro comune ed un giovane che era andato a trovare la fidanzata <strong>P.E. 21enne</strong>.</p>
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