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	<title>enrico cappelletti &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Banche venete, la protesta dei risparmiatori: &#8220;Non ci stiamo, faremo la guerra&#8221;  &#8211; VIDEO-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2017 10:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Sono tornati in piazza a Vicenza i coordinamenti dei soci e dei risparmiatori delle banche venete: erano in alcune centinaia i manifestanti ieri <strong>venerdì 30 giugno in Piazza dei Signori, riuniti dal</strong> Coordinamento associazioni soci banche popolari venete <strong>“Don Enrico Torta”</strong><b>,</b> già protagonista delle manifestazioni del 2016 contro il dissesto e il crollo del valore azionario delle ex popolari.</p>
<p>L’appuntamento è stato convocato «per difendere i diritti dei cittadini e dei risparmiatori dall’arroganza della grande finanza, per bloccare il colpo di stato operato dal governo che favorisce gli amici banchieri e che scarica il debito pubblico sulle spalle di tutti gli italiani, specialmente del ceto medio» come si legge sul blog del coordinamento presieduto dall’avvocato <strong>Andrea Arman</strong><b>.</b> A Vicenza sono confluiti pullman con manifestanti dalla zona del trevigiano, storica area di insediamento di Veneto Banca, ma anche da Ferrara (sede di CariFe).</p>
<p>Tutti decisamente contrari alla soluzione adottata dal <strong>governo Gentiloni</strong> che prevede la cessione al prezzo simbolico di 1 euro delle parti sane di BpVi e Veneto Banca a Intesa Sanpaolo, con la <strong>liquidazione coatta amministrativa</strong> dei due vecchi istituti con “in pancia” i crediti deteriorati e le passività, e 17 miliardi complessivi messi dallo Stato a copertura dell’operazione (5,2 come contributo diretto a Intesa e 12 sotto forma di garanzie sugli impegni che si riveleranno non esigibili).</p>
<p>Dalla piazza molti hanno gridato la loro indignazione e la loro preoccupazione per il rischio di non vedersi risarciti a fronte delle forti perdite subite, ma anche per incitare gli inquirenti a proseguire nella loro opera, visto il timore espresso da molti che le inchieste giudiziarie possano finire in un nulla di fatto.</p>
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