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	<title>Enti locali &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Enti locali, in 7 anni si sono impoveriti di 22 miliardi di euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/economia/2018/04/28/enti-locali-in-7-anni-si-sono-impoveriti-di-22-miliardi-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2018 10:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia di Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra il 2010 e il 2017 le manovre di finanza pubblica a carico delle autonomie locali hanno comportato una contrazione delle risorse disponibili pari a 22 miliardi di euro. A sostenerlo la Cgia di Mestre che sottolinea come i più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra il 2010 e il 2017 le manovre di finanza pubblica a carico delle autonomie locali hanno comportato una contrazione delle risorse disponibili pari a 22 miliardi di euro. A sostenerlo la Cgia di Mestre che sottolinea come i più colpiti siano stati i Comuni. Se nelle casse dei sindaci la &#8220;sforbiciata&#8221; ha raggiunto l&#8217;anno scorso gli 8,3 mld di euro &#8211; rileva la Cgia -, alle Regioni a Statuto ordinario le minori entrate si sono stabilizzate sui 7,2 mld. Salvate dagli italiani con la bocciatura del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, le Province, invece, hanno subito una diminuzione delle risorse pari a 3,5 mld, mentre le Regioni a Statuto speciale formalmente non hanno sopportato alcuna contrazione, anche se lo Stato centrale ha imposto loro di accantonare ben 2,9 mld di euro.</p>
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		<title>Enti locali, firmato il nuovo contratto per dipendenti di Regione e comuni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/02/21/enti-locali-firmato-contratto-dipendenti-regione-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 15:21:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
		<category><![CDATA[FP Cgil]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato firmato il 21 febbraio il rinnovo contrattuale per i 467 mila dipendenti di Regioni, Città Metropolitane, Comuni, Province e Camere di Commercio. L’accordo, arrivato quasi dopo dieci anni di attesa, prevede un aumento di 85 euro mensili (pari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato firmato il 21 febbraio il rinnovo contrattuale per i 467 mila dipendenti di Regioni, Città Metropolitane, Comuni, Province e Camere di Commercio.<br />
L’accordo, arrivato quasi dopo dieci anni di attesa, prevede un aumento di 85 euro mensili (pari al 3,4%) che saranno versati a partire dallo stipendio di marzo. Ad esso si aggiungono un incremento delle risorse destinate alla contrattazione integrativa e la rivalutazione del sistema indennitario.</p>
<p><span id="more-4951"></span>“Il nuovo contratto – afferma il segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca – prevede un’ulteriore categoria economica per ogni area, la definizione delle sezioni speciali per la Polizia locale, la previsione della costituzione della sezione per il settore educativo, nonché un rinvio per poter rivedere il sistema di classificazione. Inoltre, rimane la normativa di miglior favore sul turno festivo infrasettimanale”. Per quanto riguarda specificamente la Polizia locale, viene dato più valore ai lavoratori del comparto grazie all’introduzione di un’indennità di funzione legata al grado.</p>
<p>La Fp Cgil evidenzia come sia stato realizzato “un reale e visibile aumento dei diritti dei lavoratori, con un avanzamento complessivo negli istituti del rapporto di lavoro: permessi, congedi, ferie, malattia”. Le ferie, ad esempio, potranno essere sospese in caso di lutto e, in via sperimentale, potranno essere fruite a ore.<br />
Molte le materie che andranno alla contrattazione integrativa, “dando finalmente – dice Bozzanca – più potere alle Rsu”.<br />
La Funzione pubblica della Cgil parla di “un grande risultato che mette insieme salario, diritti e contrattazione”, che “produce un deciso avanzamento e che ci proietta avanti, riconoscendo il valore di chi garantisce servizi pubblici: per tutti, tutti i giorni”.</p>
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		<title>Enti locali, servizi online fermi al palo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/tecnologia/2017/07/01/enti-locali-servizi-online-fermi-al-palo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2017 15:34:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle & Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Zabeo]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
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					<description><![CDATA[Due Pubbliche amministrazioni locali (Pal) su tre non erogano alcun servizio completo tramite il web. La denuncia è sollevata dall’Ufficio studi della CGIA che ha esaminato i dati Istat riferiti all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione da parte dei nostri Enti locali. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Due Pubbliche amministrazioni locali (Pal) su tre non erogano alcun servizio completo tramite il web. La denuncia è sollevata dall’Ufficio studi della CGIA che ha esaminato i dati Istat riferiti all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione da parte dei nostri Enti locali. I risultati di questa analisi sono sconfortanti: tra tutte le Regioni, le Province, i Comuni e le Comunità montane presenti in Italia la percentuale di enti che offre la possibilità di avviare e concludere per via telematica l’intero iter di almeno un servizio richiesto dall’utenza è pari al 33,8: praticamente solo 1 su 3 è in grado di espletarla. La tipologia di Pal maggiormente in “ritardo” è la Provincia: solo il 27,1 per cento è in grado di “dialogare” e concludere on line la procedura richiesta dai cittadini o dalle imprese; sale al 28 per cento per le Comunità montane, si attesta al 33,9 per cento nei Comuni (con punte del 63 per cento per quelli con più di 60.000 abitanti) per toccare il 59,1 per cento tra le Regioni e le Province autonome.</p>
<p>“Se il nostro settore manifatturiero – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – è chiamato ormai quotidianamente a misurarsi con gli effetti della 4° rivoluzione industriale che sta diffondendo sempre più l’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate a internet, in buona parte degli enti locali, invece, il deficit tecnologico che sconta il personale è disarmante”. &#8220;Il forte ritardo nell’ utilizzo delle tecnologie informatiche della nostra Pubblica amministrazione locale deve costituire uno stimolo per recuperare il ritardo accumulato in questi ultimi anni. Altrimenti&#8221; conclude Zabeo, &#8220;rischiamo che il sistema paese perda quote di competitività che, a seguito dei cambiamenti in atto, potrebbero allontanarci dai nostri principali competitori stranieri”.</p>
<div>Per quanto riguarda il dato nazionale riferito ai Comuni, la media è pressoché la stessa di quella registrata dalla Pal: solo il 33,9 per cento delle Amministrazioni comunali è in grado di avviare/concludere via web il servizio richiesto dall’utente. A livello territoriale i Comuni più virtuosi sono quelli ubicati nella Provincia autonoma di Bolzano, nel Veneto, in Emilia Romagna e in Toscana.</div>
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