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	<title>etichettatura &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Etichetta parlante per prodotti florovivaistici, sarà possibile sapere tutto su ciò che si acquista</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/04/06/etichetta-parlante-per-prodotti-florovivaistici-sara-possibile-sapere-tutto-su-cio-che-si-acquista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 15:34:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[Fdai]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<category><![CDATA[progetto pilota]]></category>
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					<description><![CDATA[Rosmarino, salvia, menta, origano e timo sono da oggi “parlanti”, ovvero per la prima volta in Italia chi acquisterà un prodotto florovivaistico avrà a disposizione tutti gli strumenti necessari per apprendere e conoscere non solo la provenienza o la specificità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Rosmarino, salvia, menta, origano e timo sono da oggi “parlanti”, ovvero per la prima volta in Italia chi acquisterà un prodotto florovivaistico avrà a disposizione tutti gli strumenti necessari per apprendere e conoscere non solo la provenienza o la specificità della pianta, ma anche tutta una serie di dati, filmati ed informazioni relative alle aziende e ai produttori.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Etichetta-parlante.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10298" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Etichetta-parlante-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Etichetta-parlante-169x300.jpg 169w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Etichetta-parlante-768x1365.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Etichetta-parlante-576x1024.jpg 576w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Etichetta-parlante-127x225.jpg 127w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/04/Etichetta-parlante.jpg 1080w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a>Sarà pure possibile conoscere gli utilizzi e le proprietà organolettiche specifiche grazie anche a nuovi parametri di misurazione quali ad esempio i profili sensoriali. Una rivoluzione a favore del consumatore, grazie ad un nuovo ed originale metodo di etichettatura che Filiera Agricola Italiana spa (Firmato dagli Agricoltori Italiani), Coldiretti Veneto e SILabel propongono. Il <strong>progetto pilota</strong> è stato abbracciato dal Garden Flover di Bussolengo in provincia di Verona che oggi ha presentato l’innovazione durante una conferenza stampa negli spazi aziendali a cui hanno partecipato il direttore regionale di Coldiretti Pietro Piccioni e il referente FdAI Adolfo Giannicchini.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le piante aromatiche hanno ciascuna un’etichetta che garantisce la loro tracciabilità per comprendere, non solo ciò che le contraddistingue, ma fornire anche strumenti atti a conoscere il prodotto stesso attraverso informazioni precise e verificabili. L’esplorazione della conoscenza comprende il territorio di coltivazione e le tipicità specifiche della zona, i modi d’utilizzo e di posizionamento in casa e all’esterno. Le novità che l’etichetta apporta sono: l’identificazione del produttore grazie ad una foto alla quale si aggiungono i dati relativi alla sua azienda, così il consumatore potrà vedere chi ha “creato” il prodotto attraverso la sua immagine.  Il luogo d’origine è strutturato in cinque livelli: nazione &#8211; regione &#8211; provincia &#8211; comune &#8211; zona vocata, il sistema di sicurezza tracciata da Silabel è stabilito da firme digitali certificate a livello europeo. Un modello che per la prima volta garantisce al cliente la verità dei dati riportati e visibili leggendo il <strong>Qr-code</strong> con un qualsiasi smartphone.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ettore Prandini, Presidente di <strong>Fdai</strong> ha voluto sottolineare l’importante tappa: “<em>Il florovivaismo è un settore che in Italia vale complessivamente oltre 2,5 miliardi di euro e conta 100mila addetti in 27mila aziende, con un saldo commerciale positivo di oltre <strong>180 milioni di euro</strong>. Questa iniziativa si pone come un valore aggiunto sia per i florovivaisti che per i consumatori e rafforza il legame di fiducia con le vere produzioni 100% Made in Italy”</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Silvano Girelli, Presidente Gruppo Flover, pioniere dell’operazione spiega: &#8220;<em>Abbiamo aderito con convinzione a questo importante progetto pilota che permette di raccontare i prodotti in maniera estremamente semplice. Il mondo del florovivaismo ha bisogno di strumenti di facile comprensione ed efficacia per essere divulgato al grande pubblico per valorizzare le grandi potenzialità e peculiarità delle piante italiane oltre che delle sue Regioni&#8221;</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>**FDAI</em></strong><em> (Firmato dagli agricoltori italiani) è il marchio che garantisce valori etici legati alla produzione agricola, per sostenere, promuovere e diffondere il prodotto fatto dagli agricoltori italiani. I “valori agricoli” che FDAI sostiene sono imprescindibili dalla tracciabilità della filiera produttiva, affinché sia chiara e trasparente, dal rispetto delle identità produttive dei territori, per un mantenimento delle tradizioni naturali di produzione delle singole zone, dall’equa distribuzione del valore lungo l’intera filiera. In questo modo si garantisce, il giusto riconoscimento del lavoro agricolo partendo dalla condotta etica e legale del lavoratore per sfociare nel rispetto dell’uomo nella sua attività lavorativa</em></p>
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		<title>Pasta e riso avranno l&#8217;etichetta obbligatoria, spesa alimentare ancora con molti prodotti anonimi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/02/13/pasta-riso-avranno-letichetta-obbligatoria-spesa-alimentare-ancora-molti-prodotti-anonimi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 15:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>
		<category><![CDATA[riso]]></category>
		<category><![CDATA[spesa alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la decisione di accelerare sull’etichettatura di origine obbligatoria anche per la pasta e per il riso di fronte alle incertezze comunitarie si realizza un passo determinante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui però [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Con la decisione di accelerare sull’<strong>etichettatura</strong> di origine <strong>obbligatoria</strong> anche per la <strong>pasta</strong> e per il <strong>riso</strong> di fronte alle incertezze comunitarie si realizza un passo determinante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai <strong>consumatori</strong> in una situazione in cui però ancora<strong> 1/4 della spesa degli italiani resta anonima</strong>. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in occasione del<strong> Pasta Day</strong> organizzato alla scadenza dei 180 giorni per l’entrata in vigore dei due decreti interministeriali sull’ indicazione dell’<strong>origine obbligatoria</strong> del <strong>riso</strong> e del grano per la <strong>pasta</strong> in etichetta pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">“<em>Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’etichetta per la carne fresca, ma non per quella trasformata in salumi, per la frutta fresca, ma non per i succhi, l’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie”</em>, ha precisato Moncalvo nel sottolineare che <em>“in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">L’iniziativa dell’<strong>Italia</strong> ha spinto la <strong>Commissione Europea</strong> – sottolinea la Coldiretti – ad avviare con quattro anni di ritardo una consultazione pubblica sulle modalità di indicazione dell’origine in etichetta come previsto dal regolamento europeo sulle informazioni ai consumatori n.1169/2011, entrato in vigore nel dicembre 2013. Per soddisfare le esigenze dei propri cittadini Italia, Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania – spiega la Coldiretti &#8211; hanno adottato decreti nazionali per disciplinare l’obbligo di indicazione dell’origine per diversi alimenti, un chiaro successo della mobilitazione di cittadini e organizzazioni sensibili ai temi della qualità del cibo.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">“<em>Adesso occorre vigilare affinché la normativa comunitaria risponda realmente agli interessi dei consumatori e non alle pressioni esercitate dalle lobbies del falso Made in Italy prodotto in Italia che non si arrendono ai pronunciamenti della Giustizia e vogliono continuare ad ingannare i cittadini cercando subdolamente di frenare nel nostro Paese l’entrata in vigore di norme di trasparenza e di grande civiltà”</em>, ha dichiarato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “<em>le prossime battaglie per il Made in Italy riguardano l’obbligo di indicare in etichetta l’origine della frutta utilizzata nelle bevande e quello della carne impiegata nei salumi”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la<strong> raccolta di un milione di firme</strong> alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. L’Italia, sotto il pressing della Coldiretti, ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario – continua la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Cibi con l’indicazione origine                   E quelli senza</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Carne di pollo e derivati                               Salumi</p>
<p style="font-weight: 400;">Carne bovina                                                 Carne di coniglio</p>
<p style="font-weight: 400;">Frutta e verdura fresche                               Carne trasformata</p>
<p style="font-weight: 400;">Uova                                                                Frutta e verdura trasformata</p>
<p style="font-weight: 400;">Miele                                                                Pane</p>
<p style="font-weight: 400;">Passata di pomodoro</p>
<p style="font-weight: 400;">Pesce</p>
<p style="font-weight: 400;">Extravergine di oliva</p>
<p style="font-weight: 400;">Latte/Formaggi</p>
<p style="font-weight: 400;">Pasta</p>
<p style="font-weight: 400;">Riso</p>
<p style="font-weight: 400;">Derivati del pomodoro diversi da passata e sughi pronti in itinere</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">FONTE ELABORAZIONI COLDIRETTI</p>
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		<title>Etichetta latte stop agli inganni, da domani in vigore il nuovo decreto &#8220;Salva le stalle&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/alimentazione/2017/04/18/etichetta-latte-stop-agli-inganni-domani-vigore-decreto-salva-le-stalle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2017 14:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti veneto]]></category>
		<category><![CDATA[decreto legge]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[Martino Cerantola]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;etichetta d&#8217;origine stop agli inganni. Per Coldiretti è un provvedimento dal triplice effetto, salva le stalle, riconosce i produttori e tutela i consumatori. “L’etichetta d’origine del latte  salva le stalle, riconosce il lavoro dei produttori e tutela i consumatori. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;etichetta d&#8217;origine stop agli inganni. Per Coldiretti è un provvedimento dal triplice effetto, salva le stalle, riconosce i produttori e tutela i consumatori.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/etichetta-latte.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4866" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/etichetta-latte-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/etichetta-latte-169x300.jpg 169w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/etichetta-latte-126x225.jpg 126w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/etichetta-latte.jpg 344w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a>“L’etichetta d’origine del latte  salva le stalle, riconosce il lavoro dei produttori e tutela i consumatori.  Un triplice effetto destinato a valorizzare il prodotto italiano perché lo distingue da quello straniero”.  Sono le parole di <strong>Martino Cerantola</strong> presidente di <strong>Coldiretti Veneto</strong> alla vigilia dell’importante data di domani che decreterà una svolta storica per il comparto lattiero caseario.  L’importanza dell’atto legislativo è stato riconosciuto dall’intera filiera – spiega Cerantola – tanto che da un’indagine di Coldiretti si rileva che due confezioni a lunga conservazione su tre sono già in regola con le nuove disposizioni che consentono di smascherare il latte straniero spacciato per “Made in Italy”.<u></u><u></u></p>
<p>Coldiretti ha raccolto in questi giorni i <strong>campioni in vendita nei principali supermercati e negozi</strong> italiani, in occasione dell’<strong>entrata in vigore dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari</strong> prevista dal decreto “Indicazione dell&#8217;origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011” firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, pubblicato nella <strong>Gazzetta Ufficiale </strong>n.15 del 19 gennaio 2017.</p>
<p><strong>La situazione</strong> – sottolinea la Coldiretti &#8211; <strong>è piu’ variegata per yogurt e formaggi</strong> anche perché il provvedimento prevede che sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, smaltire le scorte con il sistema di etichettatura precedente anche per tenere conto della stagionatura.” Con questo atto si dice finalmente basta agli inganni – insiste Cerantola – e si conclude positivamente una lunga battaglia della Coldiretti che risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del Ministero delle politiche agricole, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione” .</p>
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