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	<title>export &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Vino, l&#8217;intera filiera regge la crisi grazie a grande distribuzione e shop on line. Pesa, però, la chiusura di bar, ristoranti e il calo dell&#8217;export</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/03/vino-lintera-filiera-regge-la-crisi-grazie-a-grande-distribuzione-e-shop-on-line-pesa-pero-la-chiusura-di-bar-ristoranti-e-il-calo-dellexport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 09:47:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;emergenza Covid19 ha colpito l&#8217;intera filiera vitivinicola italiana. Pesa la chiusura di bar, ristoranti e il calo dell&#8217;export. Gli italiani che in queste settimane hanno acquistato vino lo hanno fatto negli unici canali di vendita aperti: la Distribuzione Moderna, i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;emergenza <strong>Covid19</strong> ha colpito l&#8217;intera <strong>filiera vitivinicola</strong> italiana. Pesa la chiusura di bar, ristoranti e il calo dell&#8217;<strong>export</strong>. Gli italiani che in queste settimane hanno acquistato vino lo hanno fatto negli unici <strong>canali di vendita</strong> aperti: la Distribuzione Moderna, i negozi alimentari e lo <strong>shop on line</strong>. Per quanto riguarda la Distribuzione Moderna, l&#8217;istituto di ricerca IRI ha elaborato per Vinitaly (<em>riprogrammato dal 18 al 21 aprile 2021</em>) i dati relativi al periodo che va da gennaio al 19 aprile 2020, dunque comprese le settimane di Pasqua.</p>
<p>Nei primi 3 mesi e mezzo dell&#8217;anno le vendite di vino nella Distribuzione Moderna (<em>Iper, Super, Libero Servizio Piccolo, Discount</em>) hanno registrato una <strong>crescita a volume del 7,9%</strong> (+ 6,9% a valore) rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel dettaglio i vini Doc e Docg sono cresciuti del 6,8% (+ 7,6% a valore), i vini Igp e Igt del 10,5% (+7,7% a valore), i vini comuni del 7,2% (+4,1% a valore), le bollicine dell&#8217;1,2% (+1,6% a valore).<br />
L&#8217;analisi di questo periodo è complessa perché i primi due mesi non sono stati toccati dall&#8217;emergenza Covid19, al contrario di marzo e aprile, con la variante delle settimane pasquali tra il 6 e il 19 aprile, di norma caratterizzate dai consumi da ricorrenza.<br />
A marzo i <strong>vini Doc e Docg</strong> sono aumentati del 9,9%, mentre i vini Igt del 4,0%. In calo le bollicine che sono scese del 5,4%, mentre il Prosecco è cresciuto dell&#8217;8,3%. In ripresa il vino in brik, che a marzo è cresciuto dell&#8217;8,8%. Il Bag in Box (il formato da due litri e mezzo con il rubinetto) è cresciuto del 36,8% (<em>Iper, Super, Libero Servizio Piccolo</em>).</p>
<p>Nelle due settimane pasquali le vendite di vino sono aumentate del 10,2%, mentre si è verificata una sensibile flessione delle bollicine: -38%.<br />
Prosegue intanto la crescita del vino biologico che nel primo trimestre 2020 ha venduto 1 milione e 559 mila litri, con un aumento del 19%.</p>
<p><em>&#8220;Nella Distribuzione Moderna si è comprato più vino perché il consumo a casa ha sostituito, in parte, quello fuori casa, ma è diminuita la spensieratezza e quindi la volontà di stappare uno spumante – </em>ha commentato <strong>Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI </strong><em>– Da inizio anno la crescita maggiore la fanno registrare il vino IGP ed il vino Comune (da Tavola). La crescita dei vini Doc/Docg, pur sostenuta, è frenata probabilmente dalla minore scelta assortimentale presente nei negozi più piccoli e dal minor tempo dedicato all&#8217;acquisto, conseguenza delle indicazioni fornite dai punti vendita di ridurre i tempi della spesa&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;La crescita degli acquisti di vino nella Grande Distribuzione in regime di lockdown è significativa, in particolare a volume, ma non basta a colmare il gap di domanda che si è creato con la chiusura del canale Horeca, specie per la fascia alta delle etichette – </em>ha osservato <strong>Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere </strong><em>– I dati dimostrano, inoltre, una oggettiva propensione al risparmio, specie nel mese di aprile, da parte dei consumatori in questo momento particolare in cui anche Vinitaly è al fianco del settore per favorire il rilancio attraverso il business in tutte le sue declinazioni&#8221;.</em></p>
<p>Per capire la peculiarità dei dati sulle vendite di vino nella Distribuzione Moderna nei primi mesi del 2020, può essere utile confrontarli con quelli dell&#8217;anno 2019.</p>
<p>Nell&#8217;anno passato sono stati venduti quasi 670 milioni di litri nella Distribuzione Moderna (<em>super, iper, libero servizio e discount)</em> per un valore di poco superiore ai 2 miliardi di euro. Con un aumento in volume dell&#8217;1,2% e in valore dell&#8217;1,8%. Le bottiglie di vini a denominazione d&#8217;origine (<em>Doc, Docg e Igt</em>) hanno venduto 303 milioni di litri con una crescita del 2,8% sull&#8217;anno precedente. Il prezzo medio (<em>al litro</em>) è di 4,66 euro, con un aumento dell&#8217;1,3%. Dunque il 2019 può essere archiviato come un anno di crescita moderata, in cui prosegue la ridefinizione verso l&#8217;alto del valore del prodotto vino.</p>
<p>Le tipologie più vendute sono il rosso fermo (in calo dello 0,5%), il bianco fermo (che cresce dell&#8217;1,8%) e le bollicine (aumentate del 9,5%).</p>
<p>La classifica dei vini più venduti vede nell&#8217;ordine: Lambrusco, Montepulciano d&#8217;Abruzzo, Chianti Docg, Sangiovese, Barbera. Va sottolineata la crescita del Chianti Docg: +6,9%.<br />
Analizzando i vini con maggior tasso di crescita, invece, la classifica vede ai primi posti: Lugana (con una crescita notevole del 30%), Ribolla, Pinot Grigio, Valpolicella, Aglianico.</p>
<p>Le vendite di vino e spumante biologico raggiungono i 5 milioni di litri (con una crescita del 10,5%) per un valore di 31 milioni di euro.</p>
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		<title>Coronavirus, Coldiretti presenta il “Piano Salva Vigneti”. Al via #iobevoitaliano per sostenere il Made in Italy</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/04/24/coronavirus-coldiretti-presenta-il-piano-salva-vigneti-al-via-iobevoitaliano-per-sostenere-il-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 12:45:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Distillazione volontaria per i vini generici e vendemmia verde per quelli di qualità. Sono queste le misure prioritarie individuate nel “Piano Salva Vigneti” di Coldiretti dove il Veneto ha voce in capitolo per i numeri rappresentati a livello nazionale. Con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Distillazione volontaria per i vini generici e vendemmia verde per quelli di qualità. Sono queste le misure prioritarie individuate nel “<strong>Piano Salva Vigneti</strong>” di <strong>Coldiretti</strong> dove il <strong>Veneto</strong> ha voce in capitolo per i numeri rappresentati a livello nazionale.</p>
<p>Con quasi <strong>100mila ettari</strong> coltivati a vigneti, <strong>10 milioni di ettolitri</strong> realizzati su base annua, di cui il 96% a denominazione,  che valgono più di <strong>2.2 miliardi</strong> di export il Veneto  detta le linee per il settore vitivinicolo affinchè la crisi sanitaria non diventi strutturale. Sulla disponibilità economica di 100milioni messa in campo dal Mipaf occorre dare delle priorità – spiega Giorgio Polegato presidente della consulta regionale – in particolare in Veneto che rappresenta 1/4 della produzione italiana. Nel pacchetto degli interventi previsti – continua Polegato – si tiene conto della distillazione dei vini di livello qualitativo più basso e della vendemmia verde, ovvero la riduzione ragionata dei potenziale produttivo, diminuendo il carico dell’uva nei vigneti favorendo l’aumento della qualità”. Le analisi di Coldiretti Veneto portate al Tavolo Verde convocato oggi con tutti i rappresentanti della filiera confermano le stesse criticità  manifestate nei mesi scorsi per il perdurare dell’emergenza sanitaria.  Continuano le perdite intorno all’80%  per le piccole e medie aziende che lavorano nel settore Ho.re.ca a queste si aggiungono i mancati introiti dell’enoturismo. Coldiretti ricorda che la vendita diretta per le migliaia di cantine è uno degli sbocchi più importanti con una percentuale di vendite che raggiunge anche il 30% nelle aree più vocate al turismo. “E se le grandi realtà tengono nella Gdo e sul mercato internazionale –conclude Polegato – occorre metterle in condizioni di essere competitive perché la pandemia non risparmia i contraccolpi. Una strategia di rilancio è utile a due velocità imprenditoriali che caratterizzano una terra generosa dove la vigna è espressione del territorio. La forte spinta all’indirizzo biologico e sostenibile per Prosecco e Pinot Grigio, insieme a varietà identitarie fanno della produzione veneta un vanto per il Made in Italy riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo”.</p>
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		<title>Chiusura delle frontiere, export agroalimentare in difficoltà. A rischio un mercato che vale 5,2 miliardi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 09:08:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[I vincoli alle frontiere di alcuni paesi confinanti sta creando non poche difficoltà logistiche con conseguente calo della domanda estera. Questo incide pesantemente nell&#8217;export agroalimentare regionale &#8211; che vale 5,2 miliardi &#8211; e che, ad oggi, risulta essere in forte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I vincoli alle <strong>frontiere </strong>di alcuni paesi confinanti sta creando non poche difficoltà logistiche con conseguente calo della domanda estera. Questo incide pesantemente nell&#8217;<strong>export</strong> <strong>agroalimentare</strong> regionale &#8211; che vale 5,2 miliardi &#8211; e che, ad oggi, risulta essere in forte rischio.</p>
<p>E’ quanto emerge da una analisi della <strong>Coldiretti</strong> in relazione moltiplicarsi dei limiti ai valichi posti da un numerosi Paesi. I tecnici dell&#8217;osservatorio regionale raccolgono segnalazioni di <strong>aziende</strong> con problematiche di mercato in <strong>Austria, Germania e Svizzera</strong>. Nelle ultime ore arrivano le prime criticita&#8217; anche dalla <strong>Polonia</strong>.  La situazione e&#8217; confermata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che hanno attivato una casella di posta elettronica (<a href="mailto:coronavirus.merci@esteri.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coronavirus.merci@esteri.it</a>) dove riportare casi di restrizioni e discriminazioni verso i<strong> prodotti italiani</strong>.</p>
<p>La stretta più pericolosa è al <strong>Brennero</strong> ed interessa i <strong>Paesi dell’Unione Europea</strong>. Ma limitazioni ai passaggi transfrontalieri sono state decise a nord anche dalla Svizzera, che ha deciso di chiudere alcuni posti di collegamento con l’Italia mentre a est coinvolgono due tradizionali porte di passaggio delle merci <strong>Made in Italy</strong> verso l’<strong>Europa</strong> orientale, come la Slovenia sulla sua frontiera terrestre e la Croazia che ha sospeso i collegamenti via mare fra Ancona e Spalato.</p>
<p>Con l’88% delle merci che in Italia viaggia su gomma – precisa la Coldiretti – le difficoltà delle esportazioni sono amplificate dalla rinuncia dei trasportatori stranieri per questioni sanitarie e strumentalizzazioni. Un quadro che invita Coldiretti a chiedere ai supermercati, ipermercati e discount di aderire con atti concreti alla campagna di mobilitazione #MangiaItaliano privilegiando negli approvvigionamenti sugli scaffali le mozzarelle con il latte italiano al posto di quelle ottenute da cagliate straniere, salumi ottenuti con la carne dagli allevamenti italiani, frutta e verdura nazionale ed extravergine Made in Italy al 100%.</p>
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		<title>Tav: avanti tutta. Rucco: “Andremo a Roma a sostenere l’opera”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/02/13/tav-avanti-tutta-rucco-andremo-a-roma-a-sostenere-lopera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 17:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infrastrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[Sì alla Tav: il sindaco e presidente della Provincia di Vicenza Francesco Rucco lo ribadisce con decisione, confermando di considerare l’opera “strategica per il nostro territorio e per il collegamento veloce delle merci con l’Europa, fondamentale per una Regione che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western">Sì alla <strong>Tav</strong>: il sindaco e presidente della <strong>Provincia di Vicenza</strong> Francesco Rucco lo ribadisce con decisione, confermando di considerare l’opera “strategica per il nostro territorio e per il collegamento veloce delle merci con l’Europa, fondamentale per una Regione che fattura oltre <strong>60miliardi di euro</strong> di export e conta quasi <strong>29mila operatori</strong> che effettuano vendite di beni all’estero”.</p>
<p class="western">Nei prossimi giorni si saprà quale peso ha il dossier costi-benefici sia sul tratto preso in esame, che va da Torino a Lione, sia per quello che interessa Vicenza, da Torino a Venezia.</p>
<p class="western">“Premesso che consideriamo l’opera fondamentale nella sua interezza &#8211; afferma Rucco &#8211; siamo del parere che comunque, qualunque sia la decisione sul tratto sottoposto ad analisi, il tratto di nostro interesse vada fatto”.</p>
<p class="western">A breve, dopo che si sarà insediato il nuovo consiglio provinciale, verrà convocato il tavolo tecnico costituito lo scorso dicembre in Provincia con i sindaci dei Comuni vicentini interessati al passaggio dell’AV/AC. “Inviteremo anche parlamentari e categorie economiche &#8211; conclude Rucco &#8211; per organizzare un incontro a Roma e far sentire forte la voce e le esigenze del territorio vicentino.”</p>
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		<title>Export, i distretti del Veneto crescono del 2,3% nel primo trimestre 2018</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/07/23/export-i-distretti-del-veneto-crescono-del-23-nel-primo-trimestre-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jul 2018 15:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[I distretti del Triveneto nel I trim. 2018 hanno avuto una nuova crescita toccando 8,3 mld di export (+2,7% pari a +218,7 mln), di poco sopra la crescita media distrettuale italiana (+2,4%), anche se in lieve rallentamento sul 2017(+3,9%). Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I distretti del Triveneto nel I trim. 2018 hanno avuto una nuova crescita toccando 8,3 mld di export (+2,7% pari a +218,7 mln), di poco sopra la crescita media distrettuale italiana (+2,4%), anche se in lieve rallentamento sul 2017(+3,9%). Lo rileva Intesa Sanpaolo su dati Istat. Miglior I trim. di sempre quello del 2018 per il Veneto che con 6,3 mld (+144,8 mln,+2,3%) hanno superato del 17% i valori d&#8217;export dello stesso periodo 2008.9 distretti sono tra i primi 30 in Italia per crescita del valore d&#8217;export: distretti di metalmeccanico (Meccanica strumentale Vicenza, Termomeccanica Padova, Termomeccanica Verona), sistema casa (Elettrodomestici e Mobili Treviso), sistema moda (Tessile-abbigliamento Thiene -Schio-Valdagno, Calzature del Brenta), Materie plastiche Padova -Treviso, Vicenza e al Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. Dei 25 distretti, 16 hanno avuto un aumento di vendite all&#8217;estero, mentre dei rimanenti con calo tendenziale 4 sono del settore moda tra cui Occhialeria Belluno e Oreficeria Vicenza. (ANSA)</p>
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		<title>Decreto dignità, il presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi scrive ai parlamentari vicentini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 15:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[A seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del cosiddetto “Decreto dignità”, il presidente degli Industriali vicentini Luciano Vescovi ha scritto ai senatori e agli onorevoli della provincia di Vicenza che dovranno convertire il decreto in Parlamento dove ci sarà la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del cosiddetto “<strong>Decreto dignità</strong>”, il presidente degli Industriali vicentini <strong>Luciano Vescovi</strong> ha scritto ai senatori e agli onorevoli della provincia di Vicenza che dovranno convertire il decreto in Parlamento dove ci sarà la possibilità, ed è questo l’auspicio e la richiesta del presidente, di apportare importanti modifiche.</p>
<p>“Da tempo le nostre rilevazioni congiunturali rilevano che le aziende vicentine e venete stanno consolidando un importante trend di crescita, soprattutto sul fronte dell&#8217;export”, scrive Vescovi.<br />
“Lo stile di questo decreto – continua -sembra reintrodurre una logica neo-dirigista basata sulla convinzione che a creare il lavoro non siano le imprese, ma le leggi e le regole. Una logica anacronistica che speravamo finalmente superata. Perché non può essere un decreto d&#8217;urgenza ad affrontare e risolvere temi e questioni che richiedono riflessione, confronto e disponibilità all&#8217;ascolto.<br />
Il risultato delle nuove norme, qualora non venissero riviste, non sarà quello di contrastare la precarietà (l’incidenza dei contratti a termine sul totale degli occupati, in Italia, è in linea con la media europea), ma quello di contrastare il lavoro. Non sarà tanto la Waterloo del precariato, come il decreto è stato definito, quanto la Caporetto del lavoro.<br />
Le aziende vedranno colpita la loro capacità competitiva, trovandosi sulla strada nuovi ostacoli proprio nel momento in cui la congiuntura sembra meno favorevole ed è quindi necessario accelerare in investimenti, innovazione, internazionalizzazione ed anche occupazione”.</p>
<p>Oltre agli aspetti più marcatamente giuslavoristici, Vescovi fa riferimento anche al contesto economico globale: “È pienamente condivisibile la volontà di colpire determinate situazioni che favoriscono la delocalizzazione, purché si agisca specificamente in questa direzione e non si torni a confondere delocalizzazione ed internazionalizzazione, penalizzando tutto il vasto mondo delle imprese che, specie nel nostro territorio, da decenni sono campioni dell&#8217;export e danno un contributo determinante alla crescita del nostro Paese.<br />
Le aziende vicentine sopravvissute alla crisi gravissima del 2009- 2010 sono rimaste in Italia e in questi anni hanno investito moltissimo in innovazione e formazione, conoscendo oggi una nuova stagione di successi. Questo modello funziona perchéin Veneto i nostri imprenditori sono profondamente legati ai propri collaboratori ed il contesto territoriale si è sempre dimostrato favorevole all&#8217;impresaed alla libera iniziativa.<br />
Per rimanere competitive, proiettate all&#8217;export e di conseguenza per creare lavoro,le imprese hanno bisogno di tutto tranne che di un clima politico che le consideri con diffidenza”.</p>
<p>Il presidente di Confindustria Vicenza cita, infine, alcune righe giunte da un collega imprenditore: “Tra i messaggi che ho ricevuto in questi giorni da colleghi associati – scrive Vescovi -, ne sottolineo uno che mi sembra riassuma efficacemente il clima di disappunto che si respira tra gli imprenditori: ‘Sembra che si debba essere oggetto di<br />
nuove punizioni atte a identificarci come illegali, disonesti, criminali nella nostra azione quotidiana. Sembra sia meglio darci nuove restrizioni anziché aiutarci a liberare il nostro spirito produttivo e costruttivo. Questo non migliora e stimola la nostra azione, ma la ridimensiona. Vogliono stancarci, non motivarci’. Sono convinto da<br />
sempre – aggiunge &#8211; che una forte motivazione sia fondamentale in chiunque, per poter ottenere risultati positivi. In qualsiasi campo, ma in special modo per chi fa impresa”.</p>
<p>“Per questo – conclude con un appello &#8211; mi permetto di chiedervi di dare ascolto alle parole di questo imprenditore, che rappresenta la voce genuina delle nostre imprese, di valutare appieno la reale portata negativa del decreto e di sostenere, nella sua azione parlamentare, la necessità di una diversa linea di politica economica, che parta dal presupposto che colpire le imprese significa colpire il Paese”.</p>
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		<title>Alta Velocità, Confindustria Vicenza: “Preoccupante che il Governo stia valutando le penali per rescissione del contratto”.</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/07/16/alta-velocita-confindustria-vicenza-preoccupante-che-il-governo-stia-valutando-le-penali-per-rescissione-del-contratto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2018 10:34:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“È davvero preoccupante che si stia facendo una valutazione sulla precisa entità di penali per la rescissione dei contratti riguardanti il progetto dell’Alta Velocità sulla tratta Brescia-Verona il cui stop, inevitabilmente, coinvolgerebbe anche il restante tratto veneto che comprende Vicenza”, Gaetano Marangoni, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega alle Strategie del territorio, commenta così la nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti riportata venerdì 13 luglio dalla stampa.</p>
<p>Pur riconoscendo la competenza del Ministro Toninelli ad effettuare tutte le indagini e valutazioni che spettano al MIT su un tema così importante, avviato e sviluppato dai governi precedenti, questa nota in cui si citano esplicitamente le penali di rescissione mette in allarme gli <strong>Industriali di Vicenza</strong> sul pericolo di stop all’opera.</p>
<p>“L’<strong>Alta Velocità</strong> è una necessità non solo per il Nordest, che è direttamente interessato dall’infrastruttura, ma per tutto il Paese – prosegue Marangoni -. Si tratta di dotare un territorio che trascina il PIL nazionale e che porta un contributo determinante ai conti dello Stato, visto che la bilancia commerciale è fortemente positiva, di<br />
un’infrastruttura vitale per il trasporto delle persone e delle merci, che sempre più hanno bisogno di spostarsi con efficienza e velocità per essere competitivi con il resto dei Paesi europei e non. L’ennesimo slittamento dei tempi di inizio lavori o, peggio, il drammatico stop all’opera comporterebbero un danno inimmaginabile sia lungo l’intera <strong>tratta Milano-Venezia</strong>, sia per le negative ricadute a pioggia sull’<strong>asse del Brennero</strong> e sulla mobilità locale dell’intera pianura e<strong> pedemontana veneta</strong>”.</p>
<p>Marangoni aggiunge: “Per ciò che non è già in fase esecutiva, oppure oggetto imminente apertura dei cantieri, penso alla <strong>tratta Verona-Vicenza</strong>, sono immaginabili eventuali adeguamenti progettuali dal punto di vista infrastrutturale, ambientale ed economico. Ma quello che a nostro avviso non è assolutamente ammissibile è che si rimetta in discussione il quadruplicamento della <strong>linea ferroviaria</strong> <strong>Milano-Venezia</strong>, realizzata oltre <strong>150 anni fa</strong> e non più in grado di fornire un servizio adeguato alla <strong>domanda di mobilità</strong> di un territorio che fa dell’export un punto di forza”.</p>
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		<title>Distretti del Nordest, crescita continua con un export da 32 miliardi</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2018 17:24:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[distretti]]></category>
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		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[Nordest]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ininterrotta da 9 anni, la crescita continua: l&#8217;export del Nordest tocca il record di 32,1 miliardi e registra un avanzo commerciale di 20,5 mld, circa un terzo del totale distrettuale italiano, grazie soprattutto agli scambi commerciali con Francia (+201,1 milioni), Cina (165,7 milioni), Polonia e Russia (+152,3 milioni per entrambe). Il dato emerge dal Monitor sul quarto trimestre 2017 dei distretti industriali del Triveneto, curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo. Il Veneto registra una crescita di 874,3 milioni (+3,6%) e un avanzo commerciale di 15,9 miliardi, sviluppato soprattutto dall&#8217;occhialeria di Belluno (2,5 miliardi), dalla concia di Arzignano e dall&#8217;oreficeria di Vicenza. I distretti del Trentino Alto Adige sono cresciti del 7,1% (+240 milioni) grazie all&#8217;accelerazione della Metalmeccanica dell&#8217;Alto Adige (+15,7%) e di Trento (+9%). Quelli del Friuli Venezia Giulia sono cresciuti del 6% (+109 milioni) soprattutto grazie alla filiera del Sistema casa. (ANSA)</p>
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		<title>Bilancio 2017 Asiago DOP: crescono quotazioni, consumi ed export</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2018 15:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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		<category><![CDATA[asiago dop]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Tutela Formaggio Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il bilancio 2017 del Consorzio Tutela Formaggio Asiago certifica un anno di successi, per la specialità veneto-trentina, che vede aumentare le quotazioni di entrambe le tipologie, i consumi e l’export dimostrando l’efficacia del programma di valorizzazione basato sul mettere in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il bilancio 2017 del <strong>Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong> certifica un anno di successi, per la specialità veneto-trentina, che vede aumentare le quotazioni di entrambe le tipologie, i <strong>consumi e l’export</strong> dimostrando l’efficacia del programma di valorizzazione basato sul mettere in evidenza le caratteristiche distintive e l’ecletticità del prodotto intrapreso dal Consorzio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_10653" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Assemblea_soci_Asiago_2017r.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-10653" class="size-medium wp-image-10653" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Assemblea_soci_Asiago_2017r-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Assemblea_soci_Asiago_2017r-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Assemblea_soci_Asiago_2017r-768x512.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Assemblea_soci_Asiago_2017r-1024x683.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Assemblea_soci_Asiago_2017r-1320x880.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Assemblea_soci_Asiago_2017r-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Assemblea_soci_Asiago_2017r.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-10653" class="wp-caption-text"><em>L&#8217;Assemblea dei soci per il bilancio 2017</em></p></div>
<p>Il 2017 chiude, per il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, con un<strong> triplice risultato positivo</strong>, frutto di un approccio proattivo che ha puntato con successo alla <strong>valorizzazione</strong> della qualità distintiva e alla <strong>differenziazione</strong> del prodotto con <strong>proposte</strong> sempre più <strong>diversificate</strong> che vanno dall’Asiago Fresco all’Asiago Stagionato, dall’Asiago bio all’Asiago Prodotto della Montagna. Un primo, significativo risultato è stato l’aumento delle quotazioni per entrambe le tipologie, sostenute da un livello basso delle scorte. Asiago Fresco, da dicembre 2016 a dicembre 2017, ha toccato quotazioni del + 7,5% e Asiago Stagionato (2-3 mesi) ha raggiunto il massimo dell’ultimo decennio, con una percentuale di crescita dell’8%. Complessivamente sono state prodotte 1.571.365 forme di Asiago DOP, 1.338.829 delle quali di Asiago Fresco e 232.536 forme di Asiago Stagionato, tipologia che ha visto un aumento produttivo del 4,8% rispetto al 2016 e ha segnato un aumento record delle vendite del 19%. Contemporaneamente, l’azione del piano di regolazione dell&#8217;offerta ha permesso di immettere sul mercato una quantità di prodotto adeguata alla domanda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia, in un mercato che, nonostante l’aumento del 3,2% della spesa alimentare delle famiglie (stime Ismea-Nielsen), l’acquisto di formaggi ha avuto un incremento di poco superiore allo 0,9%, Asiago DOP ha messo a segno un aumento dei consumi a volume dell’1% (rilevazioni GFK-Eurisko). Significativa anche la crescita dell’8,1% delle famiglie acquirenti e del 4,4% dell’indice di penetrazione di mercato, che raggiunge il 60,3% (dati GFK-Eurisko).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguardo<strong> l’export</strong>, <strong>Asiago DOP</strong> è l’unico, tra i principali formaggi DOP di latte vaccino a registrare un incremento dei volumi esportati, pari a +2,2%, per un totale di 1.777 tonnellate, il massimo volume storico per questo formaggio. In tutto il mondo, il Consorzio ha proseguito nell’intensa attività di tutela e protezione del marchio e, contestualmente, di promozione, con successi, tra gli altri, in Cina, Giappone e Messico, tre paesi dove sono in corso negoziati bilaterali con l’Unione Europea. A quest’azione istituzionale si affianca l’incidenza delle esportazioni sul totale delle vendite in crescita costante del +71% negli ultimi otto anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il principale mercato per la <strong>specialità veneto-trentina</strong> si conferma quello degli Stati Uniti, seguito dalla Svizzera e dall’Australia, nazione che ha registrato il maggiore tasso di incremento, con un +51,6% a volume. Al quarto posto e primo fra i paesi UE la Germania (+5,2%). A riprova dell’impegno profuso nella diffusione del prodotto all’estero, il Consorzio di Tutela, nel 2017, ha proseguito nell’attività di promozione con due progetti cofinanziati dall&#8217;Unione Europea, per un valore complessivo pari a 5,5 milioni di euro: il primo &#8211; “Uncommon Flavors of Europe”, negli Stati Uniti e in Canada, in partnership con i consorzi del Pecorino Romano e dello Speck Alto-Adige, riconosciuto dalla Ue come caso di successo europeo, il secondo, “Cheese It’s Europe”, insieme ai consorzi del Parmigiano Reggiano e del Gorgonzola, mirato a  promuovere il prodotto in Austria, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Un plauso</em> &#8211; afferma Fiorenzo Rigoni, Presidente del Consorzio di Tutela &#8211; <em>va a tutte le aziende che hanno saputo mostrare la vera qualità dell’Asiago DOP ottenendo importanti riconoscimenti in Italia, a partire dall’Italian Cheese Awards, che lo ha decretato migliore formaggio italiano di montagna fino ad arrivare al “Super Gold”, dei World Cheese Awards di Londra, la più grande competizione al mondo dedicata ai formaggi. Tutto questo a dimostrazione dell’efficacia dell’azione combinata del Consorzio che punta ad una produzione di alta qualità unita ad una valorizzazione basata sugli elementi unici e identitari del prodotto. Una strada vincente che intendiamo proseguire per conquistare e rafforzare la fiducia dei consumatori, sempre più consapevoli e attenti nel riconoscere ed apprezzare la qualità.”</em></p>
<p>Fonte: Roberta Zarpellon &#8211; TRAGUARDI</p>
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		<title>Manifattura, in Veneto boom dell&#8217;export: +5,1% nel 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2018 17:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Più 5,1% per l&#8217;export manifatturiero veneto nel 2017 con una vendita di prodotti di circa 60 mld di euro. Una progressione costante, per Confartigianato Veneto, con +10 miliardi in 5 anni (nel 2012 erano 49 mld).</p>
<p>Ruolo di primo piano lo hanno alimentari, moda, legno, e parte della metalmeccanica che hanno venduto merci per 26 mld, (43,5% del totale). L&#8217;export in Ue a 28 ha raggiunto i 35,3 mld (59,3% totale) con un aumento del 6% superiore a quello generale &#8216;fermo&#8217; al +5,1%. Germania (7,6 mld), Francia (5,6 mld), Regno Unito (3,4 mld) e Spagna (2,6 mld) hanno da soli il 57% del totale UE28. Verso i i paesi extra Ue28 gli Usa con 4,9 mld sono primi; poi Svizzera (2 mld) e Cina (1,6mld). Segnali positivi dalla Russia che dopo vari semestri in calo per l&#8217;embargo su certe produzioni, torna a salire del 12,7% superando il miliardo.</p>
<p>I settori con peso maggiore sull&#8217;export veneto nel 2017 sono i macchinari e apparecchiature che valgono da soli il 20% con 12,1 mld (+4%), poi moda (10,4mld, +3,5%) e food (5,5 mld,+4,4%).</p>
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