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	<title>fattorie sociali &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Fattorie sociali del Veneto, ideata una targa per segnalare la qualità del servizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 15:41:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[fattorie sociali]]></category>
		<category><![CDATA[produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[Consegnate oggi le insegne ufficiali per le fattorie sociali iscritte all’albo della Regione Veneto. Presenti anche le realtà di Coldiretti che hanno potuto ritirate targa con il nuovo logo proposto dalla scuola vincitrice del concorso emanato dall’amministrazione regionale che ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Consegnate oggi le insegne ufficiali per le fattorie sociali iscritte all’albo della Regione Veneto. Presenti anche le realtà di Coldiretti che hanno potuto ritirate targa con il nuovo logo proposto dalla scuola vincitrice del concorso emanato dall’amministrazione regionale che ha indetto una vera e propria gara per studiare uno stemma identificativo. Ha vinto una studentessa dell’Istituto “Carlo Rosselli” di Castelfranco Veneto che oggi a Venezia insieme ai suoi compagni, i professori e l’Assessore regionale Giuseppe Pan ha festeggiato la sua creatività anche con un assegno.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli operatori agricoli sociali da ora potranno esporre il simbolo seguendo le disposizioni di un disciplinare attento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Coldiretti ricorda con l’occasione il grande contributo di queste esperienze diffuse sul territorio. “Si tratta di una delle nuove frontiere della multifunzionalità – ha spiegato Chiara Bortolas vice presidente di Donne Impresa – se solo in ventidue hanno ottenuto la regolare iscrizione al registro, centinaia di aziende hanno manifestato interesse per questa vocazione frequentando corsi di formazione ad hoc  – che ricorda Bortolas – . Meritano tutti di avere strumenti legislativi più semplici per meglio operare al servizio e a favore della collettività”.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Nella famiglia rurale l’accoglienza e l’integrazione non è un fatto straordinario. Nell’ambito aziendale c’è spazio per l’anziano, per il figlio in difficoltà e il principio della cura per il prossimo è insito nella quotidianità. Un patrimonio di valori spontaneo che trova nell’ospitalità in campagna di diversamente abili, carcerati e malati psichici ed emarginati un’attività naturale. Il lavoro dei campi e l’impegno delle fasi di semina, raccolta, trasformazione dei prodotti coinvolge in eguale misura tutti, senza differenze. Questa dimensione piace a genitori e assistenti che cercano nell’offerta sanitaria anche la possibilità di sperimentare l’agricoltura come soluzione alternativa ai centri specializzati sfruttando agrinidi, ospizi green, orti didattici, ludoteche, giardini terapeutici e tanto altro messo a disposizione. Il Veneto, prima regione ad aver legiferato in questo senso paga lo scotto di aver anticipato e regolamento il settore – conclude Chiara Bortolas – serve più convinzione politica e apertura verso norme più evolute per allargare ulteriormente il potenziale del welfare agricolo. Riscrivere i provvedimenti su misura rispetto alle situazioni d’avanguardia magari concedendo l’inserimento nell’elenco della legge socio sanitaria significherebbe perfezionare quanto finora lodevolmente fatto al di là di una scritta appesa al muro”.</p>
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		<title>Edipo Re, il peschereccio di Pasolini solca l’Adriatico per promuovere le fattorie sociali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 16:25:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Edipo Re]]></category>
		<category><![CDATA[fattorie sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Zigaina]]></category>
		<category><![CDATA[laguna veneta]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Paolo Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[A bordo ci sono i valori della solidarietà, i prodotti  delle fattorie sociali e tutte le buone intenzioni di sviluppare un progetto ponte tra Friuli, Veneto e il resto d’Italia che metta insieme tante realtà che si occupano di marginalità. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A bordo ci sono i valori della <strong>solidarietà</strong>, i prodotti  delle <strong>fattorie sociali</strong> e tutte le buone intenzioni di sviluppare un progetto ponte tra Friuli, Veneto e il resto d’Italia che metta insieme tante realtà che si occupano di marginalità. E’ diventato questo il destino di un ex peschereccio che fu del pittore <strong>Giuseppe Zigaina</strong> e del suo grande amico <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>.</p>
<p>“<strong>Edipo Re</strong>” è il nome di una barca speciale di 16 metri a vela e motore, attrezzata per essere una casa viaggiante. Grazie alla famiglia Righetti che l’ha restaurata e tolta dall’oblio l’imbarcazione solca la<strong> laguna veneta</strong> spingendosi fino ai vicini confini friulani quale ambasciatrice di un turismo utile e lento ricco di bontà realizzate dagli ultimi. Insieme alle testimonianze di molti artisti del ‘900 come <strong>Moravia</strong>, la <strong>Morante</strong> e la divina <strong>Maria Callas</strong>, con il giovane capitano (anche chef) Enrico Vianello, è possibile fare tappa a<strong> Torcello</strong> nella Casa dell’artista Lucio Andrich, oppure incontrare Domenico Rossi a <strong>Burano</strong> intento nell’attività di pesca delle “moeche”, visitare gli orti dei dogi di Sant’Erasmo, addirittura approdare ai casoni gli stessi teatro delle riprese del film “Medea”.</p>
<p>Il merito è di Sibylle regista e sceneggiatrice che insieme al padre Angelo Righetti direttore sanitario del Centro Don Orione di Chirignago (Ve) hanno investito le loro energie per recuperare e rigenerare un veicolo adatto alla promozione del lavoro delle svariate cooperative impegnate ogni giorno ad integrare in società le persone emarginate che proprio con il lavoro dei campi hanno saputo riscattarsi. Il cibo, il vino è fornito da imprese agricole che da nord a sud della Penisola hanno scelto di percorrere una vocazione parallela all’indirizzo agronomico realizzando quello che viene definito “agriwelfare” italiano.</p>
<p>“<em>Siamo difronte alla punta più avanzata della mulifunzionalità</em> – spiega Coldiretti che abbraccia il progetto con una propria rete fatta di un tesoretto di <strong>937 fattorie sociali</strong> di cui quasi un centinaio in Veneto &#8211;  <em>conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale e la valorizzazione della persona è una svolta epocale&#8221;</em>.</p>
<p>Queste realtà rappresentano secondo il Rapporto sull’ <strong>Agricoltura Sociale</strong> del Ministero per le<strong> Politiche Agricole e Forestali</strong> un settore in continua espansione con una crescita dell’80% in dieci anni e <strong>1.200 realtà totali</strong> operanti in Italia. Secondo la mappa dell’agricoltura sociale di Campagna Amica  la metà delle aziende ha sede in Piemonte Veneto ed Emilia Romagna come regioni con più esperienze, il 16 % è collocato nelle regioni centrali con Lazio, Marche e Abruzzo come capofila e il restante 34% nel meridione con la Puglia protagonista nel Mezzogiorno. “Edipo Re” si candida a far veleggiare questo concetto offrendo servizi non solo di degustazione, esaltazione della biodiversità e del turismo minore, ma sostenendo anche interventi educativi e formativi di team building.</p>
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