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	<title>fatturato &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Brexit, allarme di Coldiretti: &#8220;Porto franco per falsi e tarocchi, intervenga l&#8217;UE&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/02/12/brexit-allarme-di-coldiretti-porto-franco-per-falsi-e-tarocchi-intervenga-lue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 14:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ il Prosecco Dop (+11% di export) a spingere il fatturato del vino sul mercato inglese: 800 i milioni di euro nel 2019 mentre al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna c’è l’ortofrutta fresca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ il <strong>Prosecco Dop</strong> (+11% di export) a spingere il <strong>fatturato</strong> del <strong>vino</strong> sul mercato inglese: <strong>800 i milioni di euro</strong> nel 2019 mentre al secondo posto tra i <strong>prodotti agroalimentari</strong> italiani più venduti in <strong>Gran Bretagna</strong> c’è l’<strong>ortofrutta fresca</strong> e trasformata come i derivati del pomodoro con <strong>250 milioni di euro</strong>. Rilevante è anche il ruolo della <strong>pasta</strong>, dei <strong>formaggi</strong> e dell’<strong>olio d’oliva</strong>. Il flusso di <strong>Grana Padano</strong> e <strong>Parmigiano Reggiano</strong>, l’anno scorso ha superato  il valore di <strong>100 milioni di euro</strong>.<u></u><u></u></p>
<p>Secondo Coldiretti senza accordo sulle regole con l’<strong>Unione Europea</strong>, il <strong>Regno Unito</strong> rischia di diventare il porto franco del falso <strong>Made in Italy</strong> in <strong>Europa</strong> per la mancata tutela giuridica dei marchi dei prodotti italiani a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) che rappresentano circa il 30% sul totale dell’export agroalimentare tricolore. A sottolinearlo è anche Antonio Tajani, presidente della commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, che nel suo intervento nella plenaria a Strasburgo ha detto che l’UK &#8220;Non può rientrare nel mercato unico come un cavallo di Troia, senza rispettare regole e standard”.<u></u><u></u></p>
<p>Il pericolo che l’Inghilterra diventi un porto franco per l’italian sounding c’è tutto. Il valore del tarocco è di 100 miliardi e tra i maggiori contraffattori ci sono gli Usa, il Canada e l’Australia che fanno parte del Commonwealth.  Si tratta purtroppo di un rischio reale come dimostrano – continua la Coldiretti – le vertenze UE del passato nei confronti della Gran Bretagna con i casi della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino ai kit per produrre in casa finti Barolo e Valpolicella o la più recente apertura del distributore automatico di calici di prosecco (“Automatic prosecco machine Apm), installato a Londra su iniziativa di una vineria della capitale, Vagabond Wines,<u></u><u></u></p>
<p>Sui rapporti commerciali c’è anche la minaccia di ostacoli amministrativi alle esportazioni, che scatterebbero con il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’Unione Europea dopo che le forniture agroalimentari Made in Italy stimate nel 2019 sono state pari a circa 3,4 miliardi di euro e classificano la Gran Bretagna al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese nel settore preceduta da Germania, Francia e Stati Uniti. Tra i rischi anche una legislazione sfavorevole come ad esempio l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi.</p>
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		<title>Cantina Valpantena di Verona entra in Montresor spa con il 25% di quote</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/01/09/cantina-valpantena-di-verona-entra-in-montresor-spa-con-il-25-di-quote/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 08:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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		<category><![CDATA[Verona]]></category>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;assemblea dei soci di Cantina Valpantena Verona ha approvato all&#8217;unanimità il bilancio 2017-2018, per l&#8217;esercizio chiuso lo scorso 31 agosto. Un&#8217;annata che non può certo definirsi fortunata per la cooperativa di Quinto di Verona, che è stata solo marginalmente interessata dalle gelate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;assemblea dei soci di <strong>Cantina Valpantena Verona</strong> ha approvato all&#8217;unanimità il bilancio 2017-2018, per l&#8217;esercizio chiuso lo scorso 31 agosto. Un&#8217;annata che non può certo definirsi fortunata per la cooperativa di Quinto di Verona, che è stata solo marginalmente interessata dalle gelate della primavera del 2017, ma colpita in pieno dalle grandinate dell&#8217;estate successiva che hanno portato a raccogliere poco più di 79.000 quintali di uve, il 26,45% in meno rispetto all&#8217;anno precedente. Produzione poi ripresa in pieno nel 2018 quando le bilance hanno segnato 121.000 quintali.</p>
<p>Nonostante il calo di prodotto disponibile, l&#8217;azienda diretta da <strong>Luca Degani</strong> è riuscita a mantenere stabile il fatturato consolidato chiudendo l&#8217;esercizio a 50.229.824 euro (+0,50). Anche la remunerazione media delle uve ai soci è stata mantenuta a circa 130 euro/quintale (+1%), segno che l&#8217;azienda ha saputo valorizzare al meglio la propria produzione. Nello stesso periodo il patrimonio netto è cresciuto di quasi un milione di euro, arrivando a 20.588.886.<br />
Particolarmente positivi i dati relativi alla produzione di Olio Extravergine, di cui Cantina Valpantena è un importante polo nell&#8217;area della DOP Veneto-Valpolicella. 428 i quintali di olive conferite, che hanno portato ad una resa media ai soci di 117 Euro al quintale. Una produzione che sta incontrando sempre maggior successo, come dimostra anche il recente premio Ercole Olivario, che ha posto l&#8217;<em>Extravergine Torre del Falasco</em> tra i 10 migliori oli d&#8217;Italia.<br />
Sul fronte degli investimenti, l&#8217;esercizio appena concluso sarà ricordato come un anno di svolta per Cantina Valpantena. Sono 6 milioni in totale gli investimenti contabilizzati. Si va dalle nuove attrezzature tecnologiche in cantina, all&#8217;acquisto dello stabile per il punto vendita diretto di San Giovanni Lupatoto e quello del centro di appassimento di Montorio. Importante l&#8217;operazione conclusa nei primi mesi del 2018, quando Cantina Valpantena ha acquisito una quota pari al 25 % della <strong>Giacomo Montresor Spa</strong>, storica azienda vinicola veronese, fondata alla fine dell&#8217;Ottocento e ancora oggi marchio di indiscutibile valore in tutte le principali denominazioni dell&#8217;area. L&#8217;acquisizione, condivisa con altre due importanti realtà cooperative italiane, rientra in una strategia di diversificazione dei brand che punta a penetrare nuove fasce di mercato.<br />
&#8220;Abbiamo vissuto – spiega <strong>Luigi Turco</strong>, presidente di Cantina Valpantena – anni molto prosperi per la nostra denominazione e in particolare per la nostra azienda, che continua ad essere uno dei principali attori nella produzione di Amarone e Ripasso, con una quota di mercato di circa il 10%. In questi anni abbiamo approfittato per consolidare la nostra posizione e differenziare la presenza con altre denominazioni ed altri brand per essere pronti ad affrontare nuovi mercati e nuove sfide&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Cantina Valpantena</strong></h4>
<p>Cantina Valpantena Verona è nata nel 1958 e si è consolidata in breve tempo attirando a sé quasi interamente la produzione del territorio che si estende tra la Valpantena e la Val Squaranto. Oggi conta 250 aziende agricole associate e copre un’estensione di 780 ettari di vigneto. A queste, dal 2003, si sono aggiunte circa 110 aziende olearie con 200 ettari di oliveto, grazie alla fusione con l’Oleificio delle Colline Veronesi che ha dato origine ad un importante polo oleovinicolo con un numero complessivo di 360 aziende associate. La produzione annua supera le 9.500.000 bottiglie per un fatturato che nel 2018 è stato di 50 milioni di Euro, generato per oltre il 60% dall&#8217;export.</p>
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