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	<title>Federalberghi &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Federalberghi crea coordinamento interregionale: &#8220;Sì a Olimpiadi delle Dolomiti&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/03/14/federalberghi-crea-coordinamento-interregionale-si-a-olimpiadi-delle-dolomiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Mar 2018 17:09:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Federalberghi]]></category>
		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[“E’ confortante constatare come importanti categorie economiche del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e delle Province Autonome di Trento e Bolzano abbiano reagito all’unisono, come un sol uomo, alla volontà di avanzare la nostra candidatura per le Olimpiadi invernali del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“E’ confortante constatare come importanti categorie economiche del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e delle Province Autonome di Trento e Bolzano abbiano reagito all’unisono, come un sol uomo, alla volontà di avanzare la nostra candidatura per le Olimpiadi invernali del 2026”.</p>
<p>Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, commenta l’iniziativa degli albergatori delle due Regioni e delle due Province dell’arco orientale alpino di costituire un coordinamento per promuovere il comprensorio sciistico e turistico delle Dolomiti a sede dei giochi olimpici.</p>
<p>“Il coordinamento degli albergatori dei quattro territori deciso oggi – prosegue il governatore del Veneto – risponde proprio a quell’idea di ‘Olimpiade a impatto zero’ che è l’idea fondante e la cifra identificativa della proposta di candidare la corona dolomitica. Chi meglio degli albergatori, titolari di una ramificata ed efficiente rete ricettiva, può interpretare al meglio l’idea di una Olimpiade ‘diffusa’, cioè di una Olimpiade che non necessita di ‘mostri’ in cemento o di mega-strutture, ma che semplicemente mette a disposizione di squadre, delegazioni internazionali e grande pubblico quegli impianti e quelle infrastrutture di cui è già ricco un territorio a vocazione turistica internazionale?”.</p>
<p>“Ringrazio la Federazione degli albergatori dei quattro territori e i loro rappresentanti – conclude Zaia – così come ribadisco il mio grazie al collega Arno Kompatscher per aver dichiarato la volontà di mettere a disposizione l’impiantistica sportiva del proprio territorio, nella speranza che, nei prossimi incontri con lui e con il collega Rossi, possa scaturire una intesa che possa portare l’affascinante spettacolo dei giochi invernali nell’insuperabile scenario naturale delle Dolomiti, patrimonio dell’umanità”.</p>
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		<title>Spiagge dell&#8217;Alto Adriatico, sì al brand unico tra Veneto e Friuli Venezia Giulia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/05/22/spiagge-dellalto-adriatico-si-al-brand-unico-veneto-friuli-venezia-giulia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2017 16:46:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Jesolo]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5475" style="width: 364px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/spiagge_brand.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-5475" class="wp-image-5475" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/spiagge_brand-300x205.jpg" alt="" width="354" height="242" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/spiagge_brand-300x205.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/spiagge_brand-768x525.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/spiagge_brand-1024x700.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/spiagge_brand.jpg 1920w" sizes="(max-width: 354px) 100vw, 354px" /></a><p id="caption-attachment-5475" class="wp-caption-text">da sinistra: Caner, Bolzonello, Forcolin, Michielli</p></div>
<div>Le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia concordano sull’idea di unire le forze per presentare all’estero le loro spiagge sotto un unico brand ispirato all’area geografica di appartenenza: l’Alto Adriatico. Il primo passo sarà uno studio di fattibilità ma in una prospettiva di collaborazione molto più ampia che potrà riguardare la logistica, le infrastrutture, i trasporti, l’ambiente.</div>
<div>Il percorso da seguire è stato delineato oggi nel corso di un incontro a Palazzo Balbi tra il vicepresidente Gianluca Forcolin e l’assessore regionale al turismo del Veneto Federico Caner e il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia Sergio Bolzonello. Era presente anche il presidente di Federalberghi Veneto Marco Michielli.</div>
<div>Il vicepresidente veneto ha ricordato l’incontro a Bibione del marzo scorso sui dati turistici in occasione del quale è stata lanciata l’idea di mettere insieme le forze per promuovere un brand unico per l’Alto Adriatico in una logica europea. “Cominciamo dai dati turistici – ha detto – per affrontare dinamiche che ci vedono interessati in maniera comune e che hanno ricadute sul fronte dell’economia e dell’occupazione. Ora è il momento di accelerare su questi temi per arrivare a risultati che siano utili a tutti ”. Forcolin ha fatto presente che nella legge di stabilità regionale è stato inserito anche un articolo con cui viene istituita la Conferenza dei sindaci del litorale veneto, destinata ad essere momento di coordinamento fra i comuni di San Michele al Tagliamento, Caorle, Eraclea, Jesolo, Cavallino Treporti, Venezia, Chioggia, Rosolina, Porto Tolle e Porto Viro.</div>
<div></div>
<div>Da parte sua l’assessore al turismo Caner ha sottolineato l’importanza di costruire un percorso che punti ad una promozione turistica unica per le spiagge. L’esempio che può fare da guida è quello del lago di Garda che si presenta in forma unitaria sul mercato turistico e sta crescendo in maniera esponenziale. “Un brand unico per l’Alto Adriatico – ha aggiunto – significa avere una potenza di fuoco maggiore e la possibilità di una presenza capillare a livello internazionale”.</div>
<div>Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia Bolzonello, che ha messo l’accento su aspetti importanti che si collegano a questa opportunità, come la logistica e i trasporti: tra sei mesi l’aeroporto di Ronchi dei Legionari sarà l’unico in Italia ad avere la stazione ferroviaria. “E’ arrivato il momento di partire – ha aggiunto – e lo studio di fattibilità ci aiuterà a capire come posizionarci e a metterci nelle condizioni di operare in modo rapido le scelte strategiche da fare”.</div>
<div>“Sono felice che sia stata imboccata questa strada a regìa regionale – ha detto il presidente di Federalberghi Veneto, Michielli – di cui la base dell’imprenditoria è convinta e va oltre la mera promozione delle spiagge”. “L’indagine concordata – ha aggiunto &#8211; permetterà di avere un quadro più preciso delle potenzialità di questa scelta e di individuare i target turistici su cui agire, a partire dal mercato tedesco che ha ancora ampie possibilità di crescita, per ampliare poi la collaborazione”.</div>
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		<title>L&#8217;allarme di Federalberghi: &#8220;Sul web mercato senza regole per il settore turistico&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/17/lallarme-federalberghi-sul-web-mercato-senza-regole-settore-turistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2017 13:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Bernabò Bocca]]></category>
		<category><![CDATA[Federalberghi]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Michielli]]></category>
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					<description><![CDATA[Shadow Economy: la dama nera prospera anche nel turismo e crea non poche difficoltà al settore più vitale dell&#8217;economia italiana (che vale l&#8217;11% del Pil) con l&#8217;abusivismo e la concorrenza sleale. E&#8217; stata lei la grande protagonista negativa della 67/a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<article class="testo">Shadow Economy: la dama nera prospera anche nel turismo e crea non poche difficoltà al settore più vitale dell&#8217;economia italiana (che vale l&#8217;11% del Pil) con l&#8217;<strong>abusivismo e la concorrenza sleale</strong>. E&#8217; stata lei la grande protagonista negativa della <strong>67/a assemblea nazionale di Federalberghi</strong> che si è svolta quest&#8217;anno a Rapallo. A tuonare contro il sommerso che ha superato il livello di guardia, determinando gravi conseguenze per i consumatori, per la collettività e per il mercato è il presidente degli albergatori italiani <strong>Bernabò Bocca</strong>: &#8220;Ad aprile 2017, erano disponibili su Airbnb <strong>214.483 alloggi italiani</strong>, con una <strong>crescita esponenziale che non accenna a fermarsi</strong> (42.804 alloggi in più nel corso del 2016, pari ad un incremento del 25,6%). Le strutture di natura analoga (appartamenti in affitto e bed and breakfast) censite dall&#8217;Istat sono invece solo 103.459. Si può pertanto certificare ufficialmente l&#8217;esistenza di almeno 110.000 alloggi che sfuggono a ogni controllo&#8221;.</p>
<p>Tra le città italiane maggiormente interessate sono <strong>Roma</strong> con 25.743 alloggi, <strong>Milano</strong> con 14.523, <strong>Firenze </strong>con 6.992 e <strong>Venezia</strong> con 5.973. Per quanto riguarda le regioni, la pole position spetta alla Toscana, con 34.595 alloggi, seguita dal Lazio (32.663), Lombardia (25.148) e Sicilia (23.020). &#8220;Il fenomeno &#8211; sottolinea Bocca &#8211; danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza. Entrambe le categorie sono esasperate dal <strong>dilagare della concorrenza sleale che inquina il mercato</strong>&#8220;.</p>
<div id="attachment_5389" style="width: 270px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Marco-Michielli.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-5389" class="size-medium wp-image-5389" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Marco-Michielli-260x300.jpg" alt="" width="260" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Marco-Michielli-260x300.jpg 260w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Marco-Michielli-195x225.jpg 195w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/05/Marco-Michielli.jpg 442w" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" /></a><p id="caption-attachment-5389" class="wp-caption-text">Marco Michielli</p></div>
<p>Gli fa eco <strong>Marco Michielli</strong>, presidente regionale di Federalberghi: “Il web rivela la sua doppia faccia: abbatte le barriere comunicative, ma insieme instaura un <strong>regime di mercato senza più regole che annienta il principio della concorrenza</strong>, a danno dello Stato e dei consumatori prima ancora che delle imprese”. A guardare i dati il <strong>fenomeno</strong> è <strong>in costante crescita anche nel Veneto</strong>. Ad aprile 2017 (settimana di Pasqua), nella regione  risultavano disponibili su Airbnb 12.259 alloggi, di cui 8.448 (68,91%) riferiti a interi appartamenti; &#8211; 8.988 (73,31%) disponibili per più di sei mesi;  7.785 (63,50%) gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio <em>(fonte: elaborazioni Federalberghi / Incipit srl su dati Inside Airbnb).</em></p>
<p>La provincia di <strong>Verona</strong> <strong>risulta la più ‘assediata’</strong>, con una concentrazione massiccia attorno al <strong>Lago di Garda</strong>, insieme a <strong>Venezia</strong> e al suo <strong>litorale</strong>. Ma il fenomeno è presente in tutte le province, da <strong>Padova</strong> a Treviso, da Belluno a Vicenza e, anche se in misura meno preponderante, a Rovigo.</p>
<p><strong>“Abbiamo contattato tutti i parlamentari veneti</strong> – conclude il presidente Michielli &#8211; <strong>affinché</strong> durante la discussione della cosiddetta &#8220;manovrina&#8221; (decreto legge n. 50 del 2017) <strong>vengano irrobustite le disposizioni relative al regime fiscale delle locazioni brevi</strong>, con l&#8217;obiettivo di far pagare le tasse a tutti e di proteggere i consumatori, i lavoratori, la collettività. Confidiamo – prosegue &#8211; che il Parlamento per le sue competenze mostri di aver acquisito la stessa sensibilità e comprensione del fenomeno che ormai ha la Regione Veneto. Auspichiamo che anche i sindaci inizino a fare la loro parte”.</p>
</article>
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		<title>Stop ai voucher, ecco le alternative contrattuali in attesa di una nuova legge</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/23/stop-ai-voucher-le-alternative-contrattuali-attesa-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2017 10:41:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Federalberghi]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rebecca]]></category>
		<category><![CDATA[voucher]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Governo ha cancellato a metà marzo l’intera normativa sul lavoro accessorio “Voucher” . Non sarà, quindi,  più possibile pagare con i voucher le prestazioni di impiego occasionale-temporaneo. Il Decreto, entrato in vigore lo scorso 18 marzo 2017, ha  previsto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo ha cancellato a metà marzo l’intera normativa sul lavoro <strong>accessorio “Voucher</strong>” . Non sarà, quindi,  più possibile pagare con i voucher le prestazioni di impiego occasionale-temporaneo. Il Decreto, entrato in vigore lo scorso 18 marzo 2017, ha  previsto un periodo  transitorio – fino al 31 dicembre 2017 – durante il quale si potrà continuare ad utilizzare i <strong>“buoni lavoro” acquistati entro il 17 marzo 2017</strong>.<br />
“E’ l’ennesimo pastrocchio all’italiana – è stato l’immediato e  duro commento di Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza alla decisione del Governo – non si può trattare una materia così delicata con un decisionismo improvvido, chiaramente influenzato da una visione demagogica”.<br />
Va sottolineato che <strong>Confcommercio – Fipe – Federalberghi</strong> si sono attivate nei mesi scorsi incontrando numerosi esponenti politici per sostenere l’assoluta necessità di preservare i “buoni lavoro”. Si sono, inoltre, rese disponibili ad apportare alcuni correttivi per  evitare forme di abuso,  difendendo sempre quello che considerano uno strumento utile e funzionale ad un mercato del lavoro flessibile.<br />
La decisione del Governo di abolirli, dunque, ha spiazzato tutte le categorie economiche che  si sono impegnate  a sostegno dei  voucher. A fronte di questa abolizione, vediamo però da vicino quali altri strumenti contrattuali possono fungere da alternativa alle esigenze di flessibilità delle nostre imprese.<br />
Il contratto più simile al voucher è il “<strong>Lavoro intermittente</strong>”, così detto “<strong>a chiamata</strong>”. In sostanza, il datore di lavoro può richiedere la prestazione al lavoratore solo quando ne ha bisogno e ciò consente di effettuare prestazioni saltuarie distanziate nel tempo. E’ utilizzabile per lavoratori con età inferiore a 24 anni  oppure superiore a 55 anni . Oppure in tutti i casi previsti dal Regio Decreto 2657/1923, senza limiti di età, tra cui rientrano per esempio camerieri, personale di servizio e cucine negli alberghi e ristoranti, custodi, portinai, commessi. Anche il lavoro intermittente necessita di una comunicazione obbligatoria al Ministero del lavoro prima di ogni chiamata.<br />
Un’altra alternativa è il <strong>contratto a tempo determinato</strong>, che può sostituire i voucher soprattutto nei casi di attività da svolgere con continuità in un periodo definito (stagionalità – periodo natalizio – saldi …). Tale forma contrattuale non può superare i 36 mesi complessivi, tra proroghe e rinnovi, con lo stesso datore di lavoro e dipendente.<br />
Infine veniamo al <strong>contratto a orario ridotto</strong>, che copre esigenze di impiego continuative nel tempo,  ma per poche ore al giorno, oppure in determinati giorni  della settimana o del mese. E’ possibile anche  una combinazione delle due soluzioni, in tal caso si parla di orario misto. L’orario ridotto può comunque essere incrementato in caso di necessità, per ottenere ulteriore flessibilità.</p>
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