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	<title>Federdistribuzione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Patto tra Regione e Federdistribuzione contro gli sprechi alimentari</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/10/06/patto-regione-federdistribuzione-gli-sprechi-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 15:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Banco Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[eccedenze alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Federdistribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Cobolli Gigli]]></category>
		<category><![CDATA[manuela lanzarin]]></category>
		<category><![CDATA[Spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Veneto è regione ‘laboratorio’ nel contrasto agli sprechi e alla redistribuzione delle eccedenze alimentari in chiave solidaristica. Con il protocollo sottoscritto oggi a Venezia tra la Regione, rappresentata dagli assessori al Sociale e allo Sviluppo economico, e Federdistribuzione, il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Veneto è regione ‘laboratorio’ nel contrasto agli sprechi e alla redistribuzione delle eccedenze alimentari in chiave solidaristica. Con il protocollo sottoscritto oggi a Venezia tra la Regione, rappresentata dagli assessori al Sociale e allo Sviluppo economico, e Federdistribuzione, il ‘sindacato’ della Grande distribuzione organizzata, con la controfirma di Banco Alimentare, Federalimentare e Unione Consumatori,  nasce una ‘filiera’ perché il cibo non debba mai finire nella spazzatura. Alla firma l’intesa istituzionale che dà il via ad progetto organico di educazione alla solidarietà e di recupero delle eccedenze alimentari è intervenuta anche l’on. Maria Chiara Gadda, relatrice della legge 166/2016 che sburocratizza, incentiva e agevola le donazioni di alimenti.</p>
<p>Il Politecnico di Milano ha calcolato in 5,6 tonnellate l’ammontare delle eccedenze alimentari annue nella penisola, delle quali solo 480 mila riescono ad essere recuperate e utilizzate. Ogni italiano, infatti, spreca ogni anno almeno un quintale di cibo, e solo l’8,6 per cento viene recuperato per l’alimentazione umana. Il resto è spreco.</p>
<p>Il Protocollo mira a promuovere iniziative informative, formative e di raccordo di filiera nel quadro del programma europeo “Life-Food.Waste.StandUp”, finanziato dall’Unione europea. Sono coinvolte 20 mila imprese alimentari, 12 mila punti vendita e le associazioni dei consumatori, la rete degli enti e associazioni del terzo settore che si occupano di solidarietà e sostegno ai più poveri: l’obiettivo è aumentare almeno del 10 per cento il recupero di derrate alimentari da redistribuire in funzione sociale.</p>
<p>Il Veneto è la prima regione in Italia a diventare partner istituzionale del progetto, in virtù della propria consolidata storia ed esperienza in materia di Banco Alimentare, Empori della solidarietà e restituzione di una ‘seconda vita’ al cibo non consumato.</p>
<p>“Il Veneto investe da anni nel circuito virtuoso della ‘seconda vita’ del cibo, con gli ‘empori della solidarietà’, iniziative sperimentali nate sul modello del Banco Alimentare di Verona – ha messo in evidenza l’assessore regionale ai Servizi Sociali – La Regione, con la legge 11 del 2011, ha anticipato le iniziative per il recupero delle eccedenze e sostiene – con propri contributi &#8211;  una rete capillare di 16 empori della solidarietà che assiste oltre 133 mila persone.  Una rete che la Regione sostiene e intende potenziare anche con un apposito provvedimento che adotteremo la settimana prossima&#8221;.</p>
<p>“Ogni anno 12,6 miliardi di euro, il 15,4% del totale dei consumi alimentari, viene buttato – ha spiegato Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione – Numeri impressionanti che vanno imputati a tutti gli attori della filiera: produzione, industria di trasformazione, distribuzione e consumatori, a cui spetta la parte più rilevante dello spreco. Da anni ormai le imprese della distribuzione sono impegnate in programmi di recupero delle eccedenze con accordi con onlus e associazioni di solidarietà, tuttavia siamo convinti che si possa fare ancora di più. Federdistribuzione ha scelto di cominciare ad attuare il progetto ‘Food’ del programma europeo Life partendo da una realtà dove le donazioni in funzione sociale sono già una realtà”</p>
<p><em> </em>Il progetto europeo LIFE-Food.Waste.StandUp, mette in moto un milione e mezzo di euro (per il 60% di fonte comunitaria) coinvolgendo tutta la filiera su scala nazionale, dall’industria alimentare al consumatore finale, per una corretta valorizzazione del cibo in tutte le sue fasi, il contrasto agli sprechi e la redistribuzione delle eccedenze.</p>
<p>In Veneto il progetto sosterrà campagne informative nei punti vendita, nelle scuole e nei media, azioni di formazione nelle aziende, campagne di sensibilizzazione nei comuni e nelle scuole e verso i consumatori finali, per promuovere corretti abitudini nella spesa e nella fruizione di mense e ristorazione collettiva e aiutare le aziende a dotarsi di linee guida per una migliore gestione delle eccedenze. Partner del progetto sono il Banco Alimentare, che redistribuisce ogni anno in Veneto 67 mila tonnellate di derrate garantendo ad oltre 100 mila persone in media 40-60 kg l’anno di spesa gratis, gli Empori della solidarietà, le associazioni del volontariato organizzato (dalla San Vincenzo alla Croce Rossa),  marchi storici della grande distribuzione come Despar, Famila, Cash&amp;Carry, Emisfero, A&amp;O, i comuni capoluogo, Arpav, l’università di Venezia.</p>
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		<title>Aperture domenicali, i sindacati ribadiscono il no e chiedono accordo quadro regionale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/05/26/aperture-domenicali-sindacati-ribadiscono-no-chiedono-accordo-quadro-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2017 16:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[Confesercenti]]></category>
		<category><![CDATA[Federdistribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Filcams Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Fisascat Cisl]]></category>
		<category><![CDATA[Uiltucs Uil]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo le dichiarazioni dell’Assessore regionale al Commercio, Marcato (che aveva parlato sulla stampa di stop alle aperture domenicali indiscriminate e di 20 aperture festive all&#8217;anno), i Segretari Generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil del Veneto, Cecilia de’ Pantz, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le dichiarazioni dell’Assessore regionale al Commercio, Marcato (che aveva parlato sulla stampa di stop alle aperture domenicali indiscriminate e di 20 aperture festive all&#8217;anno), i Segretari Generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil del Veneto, Cecilia de’ Pantz, Maurizia Rizzo e Luigino Boscaro, lanciano la proposta di un accordo quadro regionale cui si debbano attenere tutte le parti e che deve essere assunto dalle Province. “Sappiamo – dicono – di avere il sostegno di Confcommercio e Confesercenti” e chiedono a Federdistribuzione di aderire, tanto più che anche alcune grandi aziende hanno ripensamenti sulle aperture indiscriminate.</p>
<p><span id="more-4153"></span>Questa la loro dichiarazione:<br />
“Da anni Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil denunciano gli effetti negativi che le aperture domenicali hanno prodotto sul commercio, gli incassi non hanno sostenuto le aziende che sempre di più sono costrette a chiudere. Città svuotate, serrande abbassate, professionalità perse. Il commercio è oramai in una fase di declino ed ha bisogno del sostegno delle istituzioni, alla politica chiediamo di sostenere l’occupazione ed il giusto diritto al riposo con una regolamentazione che modifichi il decreto Monti per riportare a 20 le aperture domenicali annuali.<br />
Alla Regione che con la Legge 30 nel 2011 aveva già trovato il giusto equilibrio chiediamo di sostenere con un Accordo Quadro Regionale le linee guida a cui si devono attenere tutte le Parti Sociali. L’accordo poi dovrebbe essere assunto da tutte le Province come Patto sociale da cui ripartire per promuovere la buona occupazione, un impegno sul consumo eccessivo del suolo ed un sostegno ai negozi di prossimità per rivitalizzare i centri storici.<br />
Sappiamo di avere il sostegno ed un impegno comune con le Associazioni Confcommercio e Confesercenti e la contrattazione territoriale ci può portare a soluzioni positive. Ora è necessario che anche Federdistribuzione, che rappresenta le principali multinazionali e grandi gruppi presenti nel paese, eserciti il suo ruolo politico e decida di sostenere il commercio sostenendo la richiesta di limitazione delle aperture.<br />
Oramai anche le multinazionali sono in difficoltà, i licenziamenti collettivi diventano una costante del nostro lavoro, questo modello non è più sostenibile. Sono le stesse aziende che chiedono che si riveda il decreto Monti per dare un futuro al commercio in Italia. Non ascoltare le proprie aziende e le necessità dei dipendenti pesa in modo negativo sul modello che Federdistribuzione ha in mente per il commercio nel nostro paese, le aperture indiscriminate come modello per distruggere le attività commerciali di vicinato alla lunga ha prodotto solo costi aggiuntivi per le stessi grandi gruppi.<br />
Come Segretari Regionali assumiamo le richieste di tutti i territori per ripartire da un Patto Sociale per un Terziario Sostenibile per un’occupazione stabile ed un recupero dei centri storici”.</p>
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