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	<title>femminicidio &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Guarda (AMP): &#8220;Femminicidio a Lonigo: escalation che esige interventi fermi e progetti concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/09/07/guarda-amp-femminicidio-a-lonigo-escalation-che-esige-interventi-fermi-e-progetti-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2018 17:17:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lonigo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colpi di pistola]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Guarda]]></category>
		<category><![CDATA[donna uccisa]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[uccisione]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha destato grande sgomento a Lonigo la notizia della donna uccisa a colpi di pistola dal marito, già arrestato e fuggito dai domiciliari. Interviene sulla questione anche il consigliere della regione Veneto Cristina Guarda che chiede interventi per arginare eventi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha destato grande sgomento a Lonigo la notizia della donna uccisa a colpi di pistola dal marito, già arrestato e fuggito dai domiciliari. Interviene sulla questione anche il consigliere della regione Veneto Cristina Guarda che chiede interventi per arginare eventi di cronaca come quello odierno.</p>
<p>“Come politici non possiamo che accogliere l&#8217;urlo di dolore che la comunità esprime di fronte a omicidi simili, ma senza rimanere inerti di fronte all’ennesima tragedia. I femminicidi sono una vera emergenza e vanno affrontati come tale, con un’azione a 360 gradi”<b>.</b> Queste le dichiarazioni a caldo della Consigliera regionale della Lista AMP Cristina Guarda<b> </b>commentando l’uccisione di una 33enne a Lonigo, da parte del marito, già ai domiciliari per violenze nei suoi confronti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>“</b>Dopo il caso Pfas, purtroppo i riflettori sulla mia Città si accendono per un altro episodio negativo e sconvolgente. Non è sufficiente esprimere a posteriori il cordoglio, occorre agire soprattutto sulla prevenzione facendo un lavoro culturale. Devono essere garantite adeguate risorse e rafforzate tutte quelle realtà che operano al servizio delle donne vittime di violenza, specialmente per quanto riguarda l’aspetto legale. La maggior parte degli episodi avviene all’interno delle mura domestiche o in un ambito familiare, per cui è complicato per le vittime denunciare: esiste una violenza sommersa che non riusciamo ancora a raggiungere e superare. Compito delle istituzioni è sostenere le realtà che possono aiutare le donne vittime e garantirne il radicamento territoriale. Ma il lavoro di prevenzione va fatto anche nei confronti degli uomini, con un’attività di sostegno già sperimentato per fronteggiare le difficoltà psicologiche in caso di abbandono o separazione” continuua la Consigliera Guarda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cristina Guarda conclude<b>:“</b>Chiederò alla Regione di monitorare e andare a verificare le esigenze espresse dai Centri antiviolenza e da tutte le associazioni che si occupano di questa drammatica emergenza. Ma non solo. Mi auguro che il Veneto faccia da apripista, indossando una virtuale maglia rosa, spronando la politica nazionale a un intervento legislativo serio ed efficace. È assurdo che persone certificate come violente, siano condannate semplicemente agli arresti domiciliari con le conseguenze che purtroppo abbiamo visto anche oggi”<b>.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lonigo, uccide la moglie a colpi di pistola e tenta il suidicio</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/09/07/lonigo-uccide-la-moglie-a-colpi-di-pistola-e-tenta-il-suidicio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2018 16:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lonigo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[assassinio]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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		<category><![CDATA[suicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; stata dichiarata la morte cerebrale per Zoran Lukijanovic, 40 anni, che in mattinata ha ucciso con tre colpi di pistola la moglie, 33enne, prima di sparare un ultimo colpo nella sua bocca. L&#8217;uomo, trasferito in elicottero da Arino (Venezia) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata dichiarata la morte cerebrale per Zoran Lukijanovic, 40 anni, che in mattinata ha ucciso con tre colpi di pistola la moglie, 33enne, prima di sparare un ultimo colpo nella sua bocca. L&#8217;uomo, trasferito in elicottero da Arino (Venezia) all&#8217;ospedale di Padova si trova ricoverato in gravissime condizioni, con poche speranze di sopravvivenza.</p>
<p>L&#8217;uomo ha ucciso la moglie con vari colpi di pistola in mezzo alla strada, nella zona industriale di Lonigo, ed è poi fuggito. Era evaso lo scorso luglio dagli arresti domiciliari, misura disposta dall&#8217;autorità giudiziaria per violenze contro la moglie di 33 anni.</p>
<p>La donna è stata soccorsa da un&#8217;ambulanza del Suem 118, giunta dal vicino ospedale di Lonigo, ma per lei non c&#8217;era più nulla da fare. (Ansa)</p>
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		<title>Ma quale amore, tra le mura domestiche c&#8217;è tanta violenza. Una persona su 3 ne è vittima</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/opinioni/2017/07/24/quale-amore-le-mura-domestiche-ce-tanta-violenza-persona-3-ne-vittima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Gaias]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2017 08:26:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[Musile di Piave]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
		<category><![CDATA[violenza su donne]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ennesimo caso di femminicidio compiuto ieri a Musile di Piave riapre un tema assai delicato e dal quale difficilmente si riuscirà a trovare una soluzione. Dati impietosi rivelano che in Italia 1 persona su 3 è vittima di violenza fisica, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ennesimo caso di <strong>femminicidio</strong> compiuto ieri a <strong>Musile di Piave</strong> riapre un tema assai delicato e dal quale difficilmente si riuscirà a trovare una soluzione. Dati impietosi rivelano che in Italia <strong>1 persona su 3 è vittima di violenza fisica, psicologica o sessuale</strong>.</p>
<p>Quella più atroce, logorante e disarmante è quella domestica, quella che ogni giorno si consuma in silenzio tra le <strong>mura di casa</strong>, quella che nella notte porta con se<strong> sconforto e paura</strong>, quella che lotta per un giorno migliore, quella che spera in un futuro sereno per i propri<strong> figli</strong>, quella che crede che sia solo un<strong> attimo di follia</strong>, quella che si sente in colpa perché tutto ciò che accade.<br />
Più volte in questi ultimi anni mi sono chiesta cosa porti un uomo a <strong>infliggere una forma di violenza</strong> contro una donna, colei che per caratteristiche fisiche appare più fragile e delicata ma tanto forte nel soccombere, nascondere , sopportare in silenzio ogni tipo di sopruso per tenere in piedi una famiglia, una relazione, un rapporto malato che alcune volte si consuma in tragedia.</p>
<p>Tenere in piedi un legame dove i bambini diventano le <strong>vittime silenziose</strong> di un film violento che li usa come protagonisti invisibili. La storia ci insegna che la figura della donna , i ruoli all’interno della società sono sempre stati determinanti nella storia, tutte le tappe fondamentali della nostra evoluzione sono state affiancate dalle donne. Mogli, compagne, amiche, condottiere, martiri, serve, ogni tipo di ruolo è stato ricoperto dal popolo rosa. Se si fà un passo indietro nel tempo ci si scontra con un modello<br />
patriarcale dove la prevalenza dell’uomo sulla donna era la normalità del vivere quotidiano in casa e fuori, il dovere di assoluta obbedienza da parte della donna e la sua sottomissione al marito. Oggi, ha ceduto il passo ad un modello paritario dove entrambi i generi possono contribuire in base alla propria forza al sostentamento della famiglia seguendo i propri modelli e le proprie ambizioni, i desideri e i requisiti culturali che ognuno matura nel corso della sua vita, dove ognuno può esprimere il<br />
suo parere e la sua volontà.</p>
<p><strong>Linda Laura Sabbadini</strong>, che per l’<strong>Istat</strong> da anni sforna numeri e analisi sulle dinamiche sociali del nostro Paese, ha definito quello italiano un «breadwinner modernizzato». Ovvero un <strong>modello patriarcale</strong> aggiustato, dove «l’uomo lavora e, se può, aiuta in casa; mentre la donna, in primis, si fa carico della famiglia e, poi, lavora». Questa “<strong>finta emancipazione femminile</strong>” ha mandato nel baratro il mondo maschile che vedendosi spodestato dal ruolo principale di unico elemento lavorativo degno di lode e onore in ogni suo gesto, ha creato non pochi problemi di adattamento per chi non ha colto che il collaborare per raggiungere un <strong>obiettivo comune</strong> può completare una coppia e non dividerla. Ma questa non è l’unica causa di problemi e <strong>violenza in una coppia</strong>, i motivi che spingono un uomo a usare violenza nei confronti della propria compagna sono da ricercare anche nel passato, nel proprio vissuto, si parla di aspetto transgenerazionale, gli aggressori sono stati molto spesso a loro volta vittime o <strong>spettatori di violenza</strong>. Probabilmente la nostra società che ci cresce con la convinzione di poter decidere, gestire e usare cose e persone a nostro piacimento sia da una parte che dall’altra sfocia in una <strong>mancanza di rispetto</strong> che logora ogni tipo di rapporto, innescando ingiustificata violenza.</p>
<p><strong>Si deve ripartire dai bambini</strong>, proporre una <strong>nuova educazione</strong> sentimentale che modifichi le teste, l’accettazione dei no e delle differenze di genere, questi gli slogan che si sentono spesso nei tavoli di lavoro che devono rappresentare una <strong>svolta concreta</strong>. E ‘ necessaria una consapevolezza della violenza, soltanto il <strong>35% delle donne</strong> che hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita ritiene di essere vittima di un reato, il 44% ritengono che sia una cosa sbagliata ma non lo ritiene un reato, il 19,4% è accaduto, resta molto poco da dire e molto su cui pensare e lavorare.</p>
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		<title>&#8220;Femminicidio: dobbiamo aiutare le donne a denunciare&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/politica/2017/04/14/femminicidio-dobbiamo-aiutare-le-donne-denunciare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 11:34:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Moretti]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;La denuncia è il primo gesto da compiere per sconfiggere la piaga del femminicidio: in un Paese dove i reati violenti sono diminuiti, l&#8217;unico tipo di delitto che resiste, nelle statistiche e nelle cronache, è quello contro le donne. Compito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">&#8220;La denuncia è il primo gesto da compiere per sconfiggere la piaga del femminicidio: in un Paese dove i reati violenti sono diminuiti, l&#8217;unico tipo di delitto che resiste, nelle statistiche e nelle cronache, è quello contro le donne. Compito della politica è far uscire le donne dalle mura delle loro case, portarle a denunciare mariti e compagni violenti, e, una volta fuori, proteggerle” lo dice in una nota la consigliera regionale veneta del Pd Alessandra Moretti, commentando gli episodi odierni di femminicidio.&#8221; Per questo occorre un grande sforzo di prevenzione, cura e sostegno nella fase dell&#8217;accoglienza delle donne che prendono coraggio e denunciano. Medici di primo soccorso, operatori e forze dell&#8217;ordine devono essere formati per ‘leggere’ nel comportamento di una donna la violenza nascosta. Devono usare le giuste parole e le migliori pratiche per aiutarle a liberarsi – continua la Moretti &#8211; Far capire che il femminicidio è il più delle volte l&#8217;atto conclusivo di una lunga sequela di violenze. Una volta superato l&#8217;ostacolo della denuncia, queste donne vanno protette e accompagnate, non dobbiamo lasciarle sole&#8221;.</div>
<div>Per sviluppare una cultura della parità di genere e una consapevolezza degli equilibri tra sessi ci vuole un impegno su tutti i fronti: certamente ha un grande ruolo l&#8217;educazione, sin da bambini, ma nel frattempo quello che c&#8217;è da fare è creare le migliori condizioni per consentire alle donne di fare il primo passo verso la salvezza. Un grande lavoro lo devono fare anche gli uomini cercando di capire quali sono i meccanismi che conducono alla violenza e scegliendo di curarsi, invece che di alzare le mani. Tutto quello che lo Stato può fare lo può fare dal momento della denuncia, ecco perché quella presa di coscienza da parte della donna è fondamentale, soprattutto a tutela dei bambini, che troppo spesso sono le vere vittime di queste tragedie &#8220;, conclude Moretti.</div>
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