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	<title>festività &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Saldi al via con previsioni stabili per i commercianti di Vicenza. Ecco il vandemecum per un corretto acquisto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2020 17:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Nemmeno il tempo di fare un bilancio delle vendite natalizie &#8211; che quest’anno non sembrano essere state particolarmente brillanti anche nel Vicentino, in particolare per i negozi dei centri storici &#8211; e i dettaglianti dell’abbigliamento-calzature sono già alle prese con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nemmeno il tempo di fare un bilancio delle vendite natalizie &#8211; che quest’anno non sembrano essere state particolarmente brillanti anche nel Vicentino, in particolare per i negozi dei centri storici &#8211; e i dettaglianti dell’abbigliamento-calzature sono già alle prese con il cambio dei prezzi dei cartellini. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Sì perché il 4 gennaio <strong>iniziano i saldi</strong> e tanta parte della merce rimasta sugli scaffali dei negozi sarà posta in vendita con sconti che, presumibilmente, inizieranno già con una forbice del 30-50%. “I ribassi dovrebbero spingere in particolare la vendita dei capispalla più pesanti, che spesso sono anche gli articoli più impegnativi sul fronte del prezzo e più influenzati anche dall’andamento meteo, piuttosto clemente nelle settimane scorse – è il commento di Marisa Lunardon, consigliere di Federmoda-Confcommercio Vicenza, l’associazione dei dettaglianti del settore tessile e abbigliamento-. Per i clienti i saldi rappresenteranno sempre un buon affare, anche perché, come segnaliamo oramai da anni, arrivano molto presto, permettendo ai consumatori di rinnovare il guardaroba in piena stagione. Una situazione che influenza però negativamente le politiche commerciali dei negozi e che snatura questo genere di vendite, chiamate, a questo punto impropriamente, “di fine stagione”. In questo senso – aggiunge Marisa Lunardon &#8211; l’auspicio della maggioranza degli operatori è che si trovi un accordo tra le Regioni e che nel 2020 si arrivi ad un posticipo delle date, riportando i saldi alla loro vera natura”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Nel frattempo, anche per questo inverno, i consumatori vicentini metteranno mano al portafogli per accaparrarsi abiti, intimo, calzature, accessori e quant’altro a prezzi scontati. L’Ufficio Studi di Confcommercio nazionale calcola che l’acquisto medio a persona nei saldi invernali 2020 sarà di 140 euro a persona, mentre quello familiare sarà di 324 euro. “Praticamente gli stessi importi previsti nel 2019, che possiamo tranquillamente sottoscrivere anche per il Vicentino &#8211; sottolinea la rappresentante provinciale di Federmoda Confcommercio -, a dimostrazione che gli acquisti in questo periodo si sono abbastanza stabilizzati, anche se non possiamo ignorare l’impatto di certe “fughe in avanti” di alcuni operatori con i messaggini ai clienti fidelizzati e soprattutto la crescita della pressione concorrenziale dell’on line”.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">L’invito di Federmoda-Confcommercio Vicenza ai consumatori è in questo senso di privilegiare il dettaglio tradizionale: “Tutti amiamo vivere in città con un tessuto commerciale ricco e vivace – afferma Marisa Lunardon &#8211; e apprezziamo la comodità di trovare quel che cerchiamo vicino a noi, con la possibilità, ad esempio, di provare i capi e di non avere incombenze in caso di resi o disguidi. Senza contare la sensazione di sicurezza quando camminiamo nelle vie dove si affacciano le vetrine dei negozi. Spero che i consumatori vicentini si rendano conto che tutto ciò è garantito dai negozi, che offrono un essenziale servizio di prossimità e che vanno dunque, anche per questo loro essenziale ruolo, privilegiati quando ci apprestiamo a fare acquisti. Compriamo quindi nei nostri negozi, che sono il cuore pulsante delle nostre città e dei nostri paesi”. Per dire che “scegliere bene”, durante i saldi e non solo, non riguarda solo ciò che compriamo, ma anche come e dove lo facciamo.<b></b></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio Vicenza ricorda alcuni principi di base:</b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b> </b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>1</b>. <b>Cambi</b>: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.Lgs n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b> </b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>2</b>. <b>Prova dei capi</b>: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b> </b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>3</b>. <b>Pagamenti</b>: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b> </b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>4</b>. <b>Prodotti in vendita</b>: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b> </b></span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><b>5.</b> <b>Indicazione del prezzo</b>: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.</span></p>
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		<title>Uecoop lancia l&#8217;allarme su aumento carburanti in vista della Pasqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 15:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[automobili]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
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		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[ponte festivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Fermare il caro benzina scattato sulle reti nazionali dei distributori alla vigilia della Pasqua con milioni di italiani pronti a spostarsi e le imprese in piena attività per dribblare la frenata dell’economia. E’ quanto afferma Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fermare il caro benzina scattato sulle reti nazionali dei distributori alla vigilia della Pasqua con milioni di italiani pronti a spostarsi e le imprese in piena attività per dribblare la frenata dell’economia. E’ quanto afferma Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, in relazione all’aumento del costo del pieno salito in media di un centesimo al litro su benzina e diesel nell’ultima settimana mentre le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo non hanno mostrato particolari variazioni.</p>
<p>Un rifornimento self service – spiega Uecoop su dati Quotidiano Energia – costa 1,608 euro al litro per la benzina e 1,502 euro al litro per il diesel, ma ovviamente si tratta di valori medi mentre sul territorio nazionale ci sono prezzi superiori anche di diversi centesimi al litro a seconda che si vada in una stazione servita oppure che si faccia il pieno in autostrada. Quello del pieno – spiega Uecoop – è uno dei costi più pesanti per le famiglie e le imprese con l’Italia che è nella top ten mondiale dei paesi dove il carburante costa di più secondo rilevazioni Globalpetrolprices.com. Negli ultimi venti anni – spiega Uecoop &#8211; i prezzi della benzina sono cresciuti del 75,9%, il diesel ha registrato un rialzo del 47,7% e il GPL del +49,9%. Pesante – sottolinea Uecoop – l’impatto delle tasse che nell’ultimo anno hanno inciso per il 63% sul prezzo al dettaglio della benzina e per il 59,5% per quello del gasolio: in pratica ogni volta che un automobilista si ferma alla stazione di servizio per un pieno da 55 litri lo Stato si mette in tasca oltre 48 euro sul diesel e più di 55 euro sulla benzina, fra accise e Iva. La spesa per i carburanti – conclude Uecoop &#8211; ha pesanti ripercussioni sui bilanci delle famiglie e delle imprese.</p>
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		<title>Chiusure dei negozi nelle festività, la Regione presenta una proposta di legge</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/04/17/chiusure-dei-negozi-nelle-festivita-la-regione-presenta-una-proposta-di-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 17:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[festività]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Marcato]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione del Veneto insiste sulla volontà di modifica della disciplina statale degli orari e delle giornate di apertura degli esercizi commerciali. Dopo aver chiesto nelle scorse settimane un atto di impegno in questo senso a tutti i parlamentari veneti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione del Veneto insiste sulla volontà di modifica della disciplina statale degli orari e delle giornate di apertura degli esercizi commerciali. Dopo aver chiesto nelle scorse settimane un atto di impegno in questo senso a tutti i parlamentari veneti eletti dopo la recente tornata elettorale, l’assessore regionale allo sviluppo economico e al commercio Roberto Marcato annuncia che la giunta veneta ha deciso di prendere un’ulteriore iniziativa e ha licenziato una proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale ai sensi dell’articolo 121 della Costituzione.</p>
<p>“Sulla necessità di limitare le aperture festive – spiega Marcato &#8211; si erano da tempo espressi favorevolmente tutti gli schieramenti politici, ma la precedente legislatura si è conclusa senza risultati. Molte promesse sono state fatte in campagna elettorale e il Veneto non vuole che le acque tornino a ristagnare, visto che anche per le prossime festività del 25 aprile e del 1° maggio molti centri commerciali resteranno aperti. Per questo vogliamo mettere nelle mani del nuovo Parlamento uno strumento legislativo già pronto che introduca alcune limitazioni alla liberalizzazione degli orari, attraverso la previsione di dodici giornate festive, laiche e religiose, in cui gli esercizi commerciali siano tenuti all’osservanza dell’obbligo di chiusura”.</p>
<p>La liberalizzazione, sulla base delle risultanze statistiche, non ha comportato quel generale aumento della produttività, dei fatturati e della competitività delle imprese commerciali. Nel triennio successivo all’entrata in vigore della liberalizzazione (2012-2015) si sono registrate circa 74.000 chiusure di piccole e medie imprese commerciali, mentre c’è stato un spostamento del 3,3 per cento delle quote di mercato dagli esercizi commerciali minori agli esercizi della grande distribuzione; si è determinata una diversa modulazione della spesa delle famiglie, concentrata nei week-end in cui la grande distribuzione, a differenza delle altre tipologie di esercizi commerciali, è in grado di sostenere i maggiori costi derivanti dalle aperture domenicali continuative, ma con turni di lavoro assurdi per il personale dipendente.</p>
<p>La chiusura obbligatoria viene proposta per le seguenti giornate: il 1º gennaio, il 6 gennaio, il 25 aprile, la domenica di Pasqua, il lunedì dopo Pasqua, il 1º maggio, il 2 giugno, il 15 agosto, il 1º novembre, l&#8217;8 dicembre, il 25 dicembre e il 26 dicembre. La proposta prevede sanzioni pecuniarie (da 2 mila a 12 mila euro) in caso di inosservanza dell’obbligo e la chiusura dell’esercizio commerciale fino a 20 giorni in caso di recidiva.</p>
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