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	<title>Fipe &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Ristorazione, mancano 50mila tra cuochi, camerieri e baristi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/08/03/ristorazione-mancano-50mila-tra-cuochi-camerieri-e-baristi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Aug 2018 11:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Fipe]]></category>
		<category><![CDATA[ristorazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella in corso si sta rivelando un&#8217;estate caratterizzata dalla carenza di personale qualificato nel settore della ristorazione. Sono circa <strong>50mila</strong> i cuochi, camerieri e baristi dei quali le imprese del settore avrebbero bisogno, ma che fanno fatica a trovare: è quanto emerge dalle<strong> elaborazioni fatte dall&#8217;Ufficio Studi di Fipe-Federazione Italiana Pubblici Esercizi</strong> sulla base dei dati provenienti dall&#8217;analisi Excelsior-Unioncamere. Il motivo principale di tale gap? L&#8217;inadeguatezza dei profili professionali, ovvero la mancanza delle competenze necessarie per ricoprire questi ruoli nei pubblici esercizi del Bel Paese da Nord a Sud.<br />
Per un&#8217;assunzione su cinque, infatti, questa è la causa delle difficoltà di reclutamento. Nello specifico, secondo i dati elaborati da Fipe, in estate sarà difficile trovare 27.310 camerieri, 14.153 cuochi, 4.032 baristi, 988 gelatai e 485 pizzaioli. Per quanto riguarda l&#8217;età del personale da assumere. per il 49% deve essere giovane (meno di 29 anni) mentre per un&#8217;impresa su tre è indifferente. Ma non va trascurato quel 17% di imprese che cerca personale meno giovane perché è qui che prevale l&#8217;esperienza e dunque la competenza. Analizzando il profilo del personale, dall&#8217;analisi emerge che quasi una persona su due deve avere una qualifica professionale, per il 26% dei casi è sufficiente un diploma, mentre la formazione scolastica obbligatoria riguarda meno di un lavoratore su tre, a dimostrazione della necessità di percorsi di formazione professionale per quei giovani che ambiscono ad intraprendere un carriera nel settore.</p>
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		<title>Tariffa plateatico in centro storico, si pagherà il 90% in più rispetto a Verona ed oltre il 100% in più rispetto a Treviso</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/04/04/tariffa-plateatico-centro-storico-si-paghera-90-piu-rispetto-verona-ed-oltre-100-piu-rispetto-treviso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 10:46:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio di Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cosap]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Boschiero]]></category>
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		<category><![CDATA[pubblici esercizi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’assemblea degli operatori della Fipe-Confcommercio respinge la proposta del Comune di Vicenza. Con le nuove tariffe in centro storico si pagherebbe oltre il 90% in più rispetto alla “turistica” Verona ed oltre il 100% in più rispetto a Treviso. I [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">L’assemblea degli operatori della Fipe-Confcommercio respinge la proposta del <strong>Comune di Vicenza</strong>. Con le nuove tariffe in centro storico si pagherebbe oltre il <strong>90% in più rispetto alla “turistica” Verona ed oltre il 100% in più rispetto a Treviso</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">I titolari dei <strong>pubblici esercizi</strong> di Vicenza non ci stanno e chiedono all’Amministrazione Comunale di non aumentare la<strong> Cosap</strong>, vale a dire il canone sui plateatici. E’ questa la sintesi di quanto emerso ieri pomeriggio dall’assemblea, svoltasi nella sede della<strong> Confcommercio di Vicenza</strong> e convocata dalla <strong>Fipe</strong>, la Federazione che riunisce a livello cittadino e provinciale gli operatori del settore. I toni sono pacati – considerato l’apertura dell’assessore <strong>Filippo Zanetti</strong> alla concertazione &#8211; ma irremovibili, come sintetizza il Direttore della Confcommercio <strong>Ernesto Boschiero</strong>: “Conti alla mano  le attività situate tra piazza Biade, piazza dei Signori e piazzetta Palladio, dove si concentrano tanti locali, pagherebbero ben il 35% in più di ciò che versano attualmente e quelle nelle altre vie e piazze del centro storico subirebbero un rincaro del 7%. Un  aumento che riteniamo ingiustificato in questo contesto  economico – continua Boschiero -. Il turn over nelle gestioni di tanti locali della zona  è infatti lì a dimostrare la “vulnerabilità” di queste imprese: incrementare la Cosap, e quindi aggravare il carico tributario, potrebbe mettere a rischio la loro sopravvivenza”. Insomma, sostiene la Confcommercio di Vicenza, i locali  in centro stanno rifiorendo grazie ai plateatici, così come la città è del resto molto più viva di un tempo, ma gli equilibri economici sono ancora troppo fragili, e qualsiasi aumento dei costi di gestione può mandare “gambe all’aria” quanto si sta facendo per il rilancio, anche turistico di Vicenza. </span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Un concetto, questo, ribadito nei giorni scorsi dal presidente provinciale della Confcommercio  <strong>Sergio Rebecca</strong> in una lettera spedita al sindaco Achille Variati e all’assessore Filippo Zanetti. Oltre a ritenere gli aumenti proposti “ingiustificati in una congiuntura decisamente sfavorevole”,  il presidente Rebecca sottolinea come “<strong>le nuove tariffe non sembrano in linea con le altre città turistiche</strong>”. Da un calcolo effettuato dagli uffici dell’Associazione, infatti, risulta che le attività situate nelle piazze più centrali (Biade, Signori, Palladio), pagherebbero, con l’ipotizzato aumento del canone,  ben il 96% in più rispetto ad un collega con il plateatico nella zona più centrale di Verona e il 102% in più rispetto alle attività di Treviso. </span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Considerevoli anche le differenze per chi ha locali in tutte le altre vie del centro storico, che pagherebbero mediamente il 95% in più rispetto a Verona e il 167% in più rispetto a Treviso. Inoltre, già oggi i pubblici esercizi delle piazze più centrali di Vicenza corrispondono un importo per la Cosap superiore di circa il 45% rispetto a Verona e del 50% rispetto a Treviso. Situazione analoga nel resto del centro storico, dove gli importi oggi corrisposti per la Cosap possono essere anche superiori dell’80% rispetto a quelli di Verona.</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“Difficile giustificare gli aumenti proposti dal Comune  se già oggi gli operatori cittadini pagano un canone sui plateatici ben più alto di città a forte vocazione turistica &#8211; sottolinea il direttore Boschiero -. Capiamo che per un Comune far quadrare i bilanci sia sempre più difficile, tra tagli dei trasferimenti statali e il blocco dei tributi e delle addizionali, però non possiamo parlare di rilancio turistico della città, se poi si va a colpire una categoria strategica per l’accoglienza, che ha anche già molto investito proprio nelle strutture destinate a plateatico”.</span></p>
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