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	<title>Fisascat Cisl &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Vigilanza privata, proclamate due giornate di sciopero per il rinnovo del contratto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2019/01/31/vigilanza-privata-proclamate-due-giornate-di-sciopero-per-il-rinnovo-del-contratto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 17:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Filcams Cgil]]></category>
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		<category><![CDATA[Uiltucs]]></category>
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					<description><![CDATA[Per domani venerdì 1 febbraio e dopodomani sabato 2 febbraio 2019 le categorie Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato due giornate di sciopero a livello nazionale per il settore della vigilanza privata con manifestazioni a Milano (1 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per domani venerdì 1 febbraio e dopodomani sabato 2 febbraio 2019 le categorie Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato due giornate di sciopero a livello nazionale per il settore della vigilanza privata con manifestazioni a Milano (1 febbraio) e Napoli (2 febbraio). Domani da Vicenza e provincia patiranno alcuni pullman “unitari” per Milano.</p>
<p>“L’ultimo incontro per il rinnovo del contratto Vigilanza Privata si è rivelato completamente improduttivo” spiega Antonio Cunsolo coordinatore regionale della FIlcams Veneto dei lavoratori della sicurezza.<br />
“Le associazioni datoriali hanno dichiarato di non essere in grado di fornire risposte in merito ai temi all’ordine del giorno benché la richiesta dei sindacati fosse stata inoltrata prima di Natale”.</p>
<p>Al centro della trattativa il tema del salario. Su questo le parti rappresentanti i datori di lavoro hanno manifestato un atteggiamento che i sindacati hanno definito &#8220;ingiustificatamente dilatorio dei tempi della trattativa&#8221; avendo dichiarato che “vi è la disponibilità a riconoscere un aumento, a ben determinate condizioni, per un valore che non siamo in grado di determinare”.</p>
<p>Un atteggiamento irriguardoso verso i lavoratori e i sindacati loro rappresentanti &#8211; sostengono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs &#8211; sintomo di fragilità strutturale e scarsa sintonia delle associazioni datoriali che insistono nel perseguire una politica incurante delle condizioni del settore e dei problemi dei lavoratori, grave anche perché sono passati tre anni dalla scadenza del precedente contratto (il 31 dicembre 2015).</p>
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		<title>Pubblici esercizi, nuovo contratto per 150mila lavoratori veneti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/02/12/pubblici-esercizi-contratto-150mila-lavoratori-veneti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 18:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Fisascat Cisl]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizia Rizzo]]></category>
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					<description><![CDATA[A quattro anni e mezzo dalla sua scadenza, è stato rinnovato il contratto nazionale per i dipendenti dei pubblici esercizi, ristorazione collettiva, commerciale e turistica, valido fino a dicembre 2021. Molte le novità dell’intesa: dall’aumento a regime di 100 euro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=" text-justify">A quattro anni e mezzo dalla sua scadenza, è stato rinnovato il contratto nazionale per i dipendenti dei pubblici esercizi, ristorazione collettiva, commerciale e turistica, valido fino a dicembre 2021. Molte le novità dell’intesa: dall’aumento a regime di 100 euro in busta paga all’incremento, a carico dei datori di lavoro, di 1 euro (con la previsione di raddoppio) destinati all’assistenza sanitaria integrativa. Oltre a questo, è stato concordato un premio di risultato di garanzia (140 euro) per i lavoratori non coperti dalla contrattazione di secondo livello, convertibile in welfare previo accordo aziendale o territoriale (si apre anche l’opportunità per il lavoratore di destinare la somma alla previdenza complementare). Introdotto inoltre l’orario multi periodale: nei periodi di maggior carico lavorativo l’azienda potrà programmare un massimo di 20 settimane da 48 ore lavorative, cui corrisponderanno altrettante settimane di orario ridotto così da garantire l’orario medio contrattuale di 40 ore. Per quanto riguarda le ore di permesso, 72 saranno programmabili dall’azienda, le restanti 32 saranno invece a totale disposizione dei dipendenti: i permessi non goduti verranno retribuiti. Ad ogni modo è stata respinta la pretesa delle imprese di abrogare ore di permesso che rimangono le loro totale 104. Confermati anche gli scatti di anzianità  che avverranno ogni quattro anni.</p>
<p class=" text-justify">«Dopo una lunga e faticosa negoziazione l’intesa raggiunta ha permesso di definire un nuovo impianto contrattuale che in Veneto riguarderà 150mila addetti del settore – spiega Maurizia Rizzo Fisascat Veneto – che finalmente potranno avere un aumento economico in busta paga e un miglioramento negli interventi di welfare contrattuale come per l’assistenza sanitaria integrativa o la previdenza complementare».</p>
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		<title>Aperture domenicali, i sindacati ribadiscono il no e chiedono accordo quadro regionale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/05/26/aperture-domenicali-sindacati-ribadiscono-no-chiedono-accordo-quadro-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2017 16:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[Confesercenti]]></category>
		<category><![CDATA[Federdistribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Filcams Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Fisascat Cisl]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo le dichiarazioni dell’Assessore regionale al Commercio, Marcato (che aveva parlato sulla stampa di stop alle aperture domenicali indiscriminate e di 20 aperture festive all&#8217;anno), i Segretari Generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil del Veneto, Cecilia de’ Pantz, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le dichiarazioni dell’Assessore regionale al Commercio, Marcato (che aveva parlato sulla stampa di stop alle aperture domenicali indiscriminate e di 20 aperture festive all&#8217;anno), i Segretari Generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil del Veneto, Cecilia de’ Pantz, Maurizia Rizzo e Luigino Boscaro, lanciano la proposta di un accordo quadro regionale cui si debbano attenere tutte le parti e che deve essere assunto dalle Province. “Sappiamo – dicono – di avere il sostegno di Confcommercio e Confesercenti” e chiedono a Federdistribuzione di aderire, tanto più che anche alcune grandi aziende hanno ripensamenti sulle aperture indiscriminate.</p>
<p><span id="more-4153"></span>Questa la loro dichiarazione:<br />
“Da anni Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil denunciano gli effetti negativi che le aperture domenicali hanno prodotto sul commercio, gli incassi non hanno sostenuto le aziende che sempre di più sono costrette a chiudere. Città svuotate, serrande abbassate, professionalità perse. Il commercio è oramai in una fase di declino ed ha bisogno del sostegno delle istituzioni, alla politica chiediamo di sostenere l’occupazione ed il giusto diritto al riposo con una regolamentazione che modifichi il decreto Monti per riportare a 20 le aperture domenicali annuali.<br />
Alla Regione che con la Legge 30 nel 2011 aveva già trovato il giusto equilibrio chiediamo di sostenere con un Accordo Quadro Regionale le linee guida a cui si devono attenere tutte le Parti Sociali. L’accordo poi dovrebbe essere assunto da tutte le Province come Patto sociale da cui ripartire per promuovere la buona occupazione, un impegno sul consumo eccessivo del suolo ed un sostegno ai negozi di prossimità per rivitalizzare i centri storici.<br />
Sappiamo di avere il sostegno ed un impegno comune con le Associazioni Confcommercio e Confesercenti e la contrattazione territoriale ci può portare a soluzioni positive. Ora è necessario che anche Federdistribuzione, che rappresenta le principali multinazionali e grandi gruppi presenti nel paese, eserciti il suo ruolo politico e decida di sostenere il commercio sostenendo la richiesta di limitazione delle aperture.<br />
Oramai anche le multinazionali sono in difficoltà, i licenziamenti collettivi diventano una costante del nostro lavoro, questo modello non è più sostenibile. Sono le stesse aziende che chiedono che si riveda il decreto Monti per dare un futuro al commercio in Italia. Non ascoltare le proprie aziende e le necessità dei dipendenti pesa in modo negativo sul modello che Federdistribuzione ha in mente per il commercio nel nostro paese, le aperture indiscriminate come modello per distruggere le attività commerciali di vicinato alla lunga ha prodotto solo costi aggiuntivi per le stessi grandi gruppi.<br />
Come Segretari Regionali assumiamo le richieste di tutti i territori per ripartire da un Patto Sociale per un Terziario Sostenibile per un’occupazione stabile ed un recupero dei centri storici”.</p>
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		<title>Aperture pasquali, i sindacati invitano ad astenersi dal lavoro festivo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/04/14/aperture-pasquali-sindacati-invitano-ad-astenersi-dal-lavoro-festivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 12:02:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Filcams Cgil]]></category>
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					<description><![CDATA[Alle porte dei quattro “week end lunghi” che caratterizzano questo periodo dell’anno, torna il problema di chi, non solo il fine settimana, ma anche nei giorni di festività di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno dovrà lavorare. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alle porte dei quattro “week end lunghi” che caratterizzano questo periodo dell’anno, torna il problema di chi, non solo il fine settimana, ma anche nei giorni di festività di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno dovrà lavorare. «Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil del Veneto invitano quindi i lavoratori del commercio e gli addetti di tutte le attività svolte nei centri commerciali ad astenersi dal lavoro nelle suddette festività – si legge nel comunicato stampa diffuso oggi – la disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera ed autonoma». Sotto accusa la liberalizzazione degli orari introdotta nel 2011  con il Decreto “Salva Italia” che ha eliminato ogni vincolo di orario e che ora necessita, dicono i sindacati del commercio, di essere rivisto. «Su questi temi non abbiamo intenzione di mollare la battaglia – ribadisce Maurizia Rizzo Fisascat Veneto – si tratta di un problema che non solo incide negativamente nel vivere quotidiano delle famiglie, ma impatta anche con lo scarso sviluppo economico sociale che la liberalizzazione ha prodotto».</p>
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		<title>Bando regionale per cucine negli ospedali, i sindacati lanciano l&#8217;allarme</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/23/bando-regionale-cucine-negli-ospedali-sindacati-lanciano-lallarme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2017 10:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Filcams Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Fisascat Cisl]]></category>
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		<category><![CDATA[Maria Elena Donazzan]]></category>
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					<description><![CDATA[Chiusura delle cucine negli ospedali, centinaia di posti di lavoro cancellati, migliaia e migliaia di pasti trasportati quotidianamente su camion per le strade della regione: questo lo scenario che si profila, a detta dei sindacati, a fronte del nuovo bando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiusura delle cucine negli ospedali, centinaia di posti di lavoro cancellati, migliaia e migliaia di pasti trasportati quotidianamente su camion per le strade della regione: questo lo scenario che si profila, a detta dei sindacati, a fronte del nuovo bando regionale per l’assegnazione dei servizi di ristorazione nelle Ulss che scadrà entro il mese ed introduce il sistema del cook and chill al posto della lavorazione dei pasti in loco.<br />
Fortemente allarmate, <strong>Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil </strong>hanno organizzato una manifestazione regionale a Venezia, davanti al Palazzo Grandi Stazioni per venerdì 31 marzo (ore 10), in concomitanza con lo sciopero nazionale del settore per il contratto.</p>
<p><span id="more-3850"></span>Con l’occasione (come hanno spiegato in una conferenza stampa i segretari di Filcams, Fisascat e Uiltucs, Grigolato, Rizzo e Boscaro assieme ai segretari di Cgil e Cisl, Righetti e Scomparin) chiederanno un incontro con gli Assessori regionali al Lavoro, Donazzan, e alla Sanità, Coletto, nella stessa giornata di venerdì, mentre Cgil Cisl Uil a livello confederale hanno chiesto un incontro con il Presidente della Regione, Luca Zaia, partendo dal protocollo regionale sugli appalti in sanità firmato dalla Giunta nel 2014 che ora viene incredibilmente stravolto.</p>
<p>In quell’intesa, infatti, si prevedeva nei cambi di appalto il rispetto della clausola sociale con la garanzia non solo del mantenimento del posti di lavoro ma anche delle condizioni contrattuali acquisite, oltre che la comunicazione preventiva alle rappresentanze dei lavoratori.<br />
Invece il 28 dicembre la Regione ha emanato – senza nessuna informazione alle organizzazioni sindacali – un bando (300 milioni di euro per 5 anni), diviso in 6 lotti, per la produzione dei pasti destinati a pazienti e dipendenti negli ospedali, nei Ceod e nelle strutture sanitarie di tutto il Veneto (sono esclusi gli ospedali di Mestre e di Treviso in quanto in project financing) che prevede la preparazione del cibo in centri esterni di proprietà delle ditte vincitrici la gara, senza limiti di distanza dagli ospedali e di fatto senza vincoli di riassorbimento occupazionale visto che il rispetto della clausola sociale è subordinato, oltre che alla disponibilità del lavoratore a spostarsi (ma di quanti chilometri?) anche alla condizione che il numero dei lavoratori e la loro qualificazione siano “armonizzabili con l’organizzazione” dell’impresa subentrante.</p>
<p>Secondo il sindacato ciò porterà ad un taglio di centinaia di posti di lavoro (gli addetti attuali sono 890) facendo pagare ai lavoratori un prezzo altissimo, mentre la produzione dei pasti sarà molto probabilmente accentrata in un unico punto per tutta la regione con conseguenze pesanti sulla rete viaria e la qualità ambientale (si parla di 18.000 pasti da erogare mezzogiorno e sera) e con non poche perplessità circa un cibo prodotto – magari giorni prima – a livello industriale, raffreddato e riscaldato al momento del consumo, con buona pace per il primato della longevità detenuto dall’Italia grazie alla freschezza dei suoi alimenti.</p>
<p>A fronte di ciò Cgil Cisl Uil hanno diffidato la Regione dal completamento di questo iter e sollecitano un incontro con il Presidente Zaia per l’applicazione ed il rispetto del protocollo d’intesa del 2014 sugli appalti estendendone per altro il campo di applicazione all’intera gamma di attività (oggi riguarda solo ristorazione e pulizie). Il timore è infatti quello che, sulla scia di questa vicenda, si proceda a largo raggio con gare in cui vengano sempre meno le garanzie per il lavoro e la qualità del servizio.</p>
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