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	<title>fisco &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>“La verifica fiscale in azienda”, se ne parla in un convegno nella sede di Confindustria Vicenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2020/01/21/la-verifica-fiscale-in-azienda-se-ne-parla-in-un-convegno-nella-sede-di-confindustria-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 14:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[La verifica fiscale in azienda]]></category>
		<category><![CDATA[visita fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[Si terrà venerdì 24 gennaio, dalle ore 14.00 alle ore 18.30, nella sede di Confindustria Vicenza a Palazzo Bonin Longare, il convegno “La verifica fiscale in azienda” promosso dall&#8217;Associazione Magistrati Tributari organizzato in collaborazione con gli Industriali berici. Relatori di chiara fama offriranno la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">Si terrà <b>venerdì 24 gennaio</b>, dalle ore 14.00 alle ore 18.30, nella sede di <b>Confindustria Vicenza </b>a Palazzo Bonin Longare, il convegno “<b>La verifica fiscale in azienda</b>” promosso dall&#8217;<b>Associazione Magistrati Tributari </b>organizzato in collaborazione con gli Industriali berici.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">Relatori di chiara fama offriranno la propria esperienza professionale e accademica per affrontare i molteplici aspetti del <b>rapporto tra fisco e contribuenti</b>, nella cruciale fase della verifica in azienda.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">Dopo l&#8217;apertura del Presidente Regionale dell&#8217;Associazione Magistrati Tributari del Veneto <b>Alfredo Riondino </b>e gli interventi di <b>Maria De Cono </b>(Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria), <b>Massimo Scuffi </b>(Presidente Commissione Tributaria Regionale del Veneto) e <b>Gianmaria Pietrogrande </b>(Presidente Commissione Tributaria Regionale di Vicenza); il convegno, presieduto dalla Presidente Associazione Magistrati Tributari <b>Daniela Gobbi </b>inizierà con l&#8217;intervento del C.te del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza <b>Crescenzo Sciaraffa </b>sulla selezione dei contribuenti e l’analisi del rischio.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">Seguiranno gli interventi di <b>Eduardo Margarita</b>, funzionario Area Imprese Minori della Direzione provinciale dell&#8217;Agenzia delle Entrate; <b>Andrea Giovanardi</b>, Professore di Diritto Tributario dell&#8217;Università di Trento; <b>Michele Tiengo</b>, Presidente Uncat Veneto e <b>Ennio Attilio Sepe</b>, Direttore “Rassegna Di Giurisprudenza E Dottrina On Line”.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">La seconda parte vedrà quindi un focus sulla giurisprudenza locale con gli interventi di <b>Pierantonio Fadel</b>, Vice Segretario Nazionale Amt; <b>Mauro Trivellin</b> Professore di Diritto Tributario dell&#8217;Università di Padova e Gianmaria Pietrogrande.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">Le conclusioni saranno affidate a Maria De Cono.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del <b>Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributario</b>, dei Consigli vicentini dell’<b>Ordine degli Avvocati </b>e dell’<b>Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Vicenza,</b> dell&#8217;</span><span style="color: #212100; font-family: Helvetica; font-size: medium;"><b>Unione Nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi</b> e dell&#8217;<b>Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti.</b></span></p>
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		<title>Partite IVA al collasso. Liberiprofessionisti e PMI  tartassati dal Fisco</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/07/partite-iva-al-collasso-liberiprofessionisti-e-pmi-tartassati-dal-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 10:19:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
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		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
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					<description><![CDATA[Quelle che una volta erano la spina dorsale dell’Italia sono a “rischio estinzione”. O, quanto meno, la loro situazione va via via peggiorando, tanto che da più parti vengono periodicamente lanciati appelli per la loro “salvaguardia”. Le partite IVA italiane, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quelle che una volta erano la spina dorsale dell’Italia sono a “rischio estinzione”. O, quanto meno, <strong>la loro situazione va via via peggiorando</strong>, tanto che da più parti vengono periodicamente lanciati appelli per la loro “salvaguardia”. Le partite IVA italiane, che si tratti di liberi professionisti o piccole e piccolissime aziende, sono ormai davanti a un baratro.</p>
<p>Come rilevato da Federcontribuenti, nell’arco di appena 3 anni il loro numero si è ridotto del 40% circa, passando da oltre 8,5 milioni a poco più di 5 milioni. <strong>Diversi i fattori che hanno inciso su questo calo</strong> tanto repentino quanto preoccupante: la situazione economica stagnante; la forte concorrenza interna; i controlli dello stato e gli adempimenti burocratici necessari al “mantenimento in vita” dell’attività produttiva. Il ruolo principale, però, è stato probabilmente giocato da una <strong>pressione fiscale sempre più pesante</strong>, che è arrivata a toccare il 64% dei profitti di una piccola partita IVA.</p>
<p>Il dato emerge da un’analisi del Centro Studi di Unimpresa, secondo il quale il <strong>total tax rate di PMI e professionisti</strong> è di gran lunga superiore al 60%. Tra tasse (sia acconti dell’anno fiscale successivo, sia saldi dell’anno fiscale in corso), <strong>contributi previdenziali</strong> (anche in questo caso si devono tenere in conto saldi e acconti), e pagamenti vari (come quelli nei confronti della Camera di Commercio e altri oneri obbligatori), sono dunque più i soldi che finiscono nelle casse dello Stato rispetto a quelli che restano nelle tasche di professionisti e artigiani.</p>
<div id="amelie_container"></div>
<p>“È una situazione che vale la pena <strong>riproporre al centro dell’attenzione e al centro dell’agenda politica</strong> – afferma il Presidente di Unimpresa Giovanna Ferrara – a pochi giorni dall’approvazione dell’ennesima legge di bilancio che si proponeva di essere come la svolta, proprio sul fronte della riduzione della pressione fiscale, e <strong>invece non ha cambiato alcunché</strong>. Perché sarà pur vero che è stata evitata la stangata da oltre 20 miliardi di euro con l’aumento delle aliquote Iva (e comunque è solo un rinvio, quindi fra 12 mesi ci risiamo), <strong>ma il peso delle tasse sui contribuenti, sia famiglie sia imprese, non è cambiato</strong> <strong>affatto</strong>“.</p>
<p>Nello specifico, dai conti fatti dal Centro Studi di Unimpresa emerge che una <strong>partita IVA che fattura 50 mila euro</strong> deve pagare:</p>
<ul>
<li>13.625 euro di saldo Irpef</li>
<li>5.241 di acconto Irpef</li>
<li>956 euro di addizionale regionale Irpef</li>
<li>236 euro di addizionale comunale Irpef</li>
<li>71 euro di acconto addizionale comunale Irpef</li>
<li>53 euro come diritti alla Camera di commercio</li>
<li>1.689 euro di Irap</li>
<li>797 euro di acconto Irap</li>
<li>7.191 euro di contributi previdenziali</li>
<li>3.779 di acconto contributi previdenziali.</li>
</ul>
<p>Il totale da pagare a fine anno sarà dunque di 33.248 euro, ossia il 64,5% rispetto a quanto guadagnato. Nelle tasche del professionista restano 16.752 euro, ossia <strong>1382 euro al mese</strong>. (Fonte quifinanza)</p>
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		<item>
		<title>Fisco, entrate salite del 63% in dieci anni. Evasione porta via 113 miliardi</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/09/08/fisco-entrate-salite-del-63-in-dieci-anni-evasione-porta-via-113-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Sep 2018 14:17:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 1997 al 2017 il peso delle tasse in capo ai contribuenti italiani è salito di 198 miliardi, la media dell&#8217;evasione fiscale è al 16,3% che ha tolto al fisco 113 miliardi. Così la Cgia: se l&#8217;inflazione in questi 2 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1997 al 2017 il peso delle tasse in capo ai contribuenti italiani è salito di 198 miliardi, la media dell&#8217;evasione fiscale è al 16,3% che ha tolto al fisco 113 miliardi. Così la Cgia: se l&#8217;inflazione in questi 2 decenni è salita del 43%, le entrate tributarie sono cresciute del 65%, il 22,5% in più del costo della vita. La media nazionale dell&#8217;evasione è al 16,3%, con punte del 24,7% in Calabria, 23,4% in Campania e 22,3% in Sicilia. L&#8217;armamentario fiscale italiano è formato da oltre 100 voci: una sequela di addizionali e bolli, canoni, contributi, diritti, imposte, ritenute. Non mancano tasse, tributi e sovraimposte; senza contare che paghiamo anche le tasse sulle tasse. Come quando si fa il pieno all&#8217;auto. La base imponibile su cui si applica l&#8217;Iva è fatta anche dalle accise sui carburanti. Con un giorno di lavoro in più rispetto al 2018, nel 2016 gli italiani hanno lavorato per il fisco fino al 2 giugno (154 giorni lavoro), +4 giorni della media dei Paesi area euro e 9 con la media dei 28 Paesi Ue.</p>
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		<title>Export berico, superati 17 miliardi di euro. Accordo Confindustria-Intesa San Paolo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/06/01/export-berico-superati-17-miliardi-di-euro-accordo-confindustria-intesa-san-paolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 14:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[intesa san paolo]]></category>
		<category><![CDATA[mercati esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[L’accordo servirà per potenziare l’export berico che nel 2017 ha superato i 17,7 miliardi di euro di valore. Informazione, aggiornamento sui mercati esteri e missioni internazionali nei principali mercati sono i punti di inizio della collaborazione. Confindustria Vicenza e Intesa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’accordo servirà per potenziare l’export berico che nel 2017 ha superato i <strong>17,7 miliardi di euro</strong> di valore. Informazione, aggiornamento sui mercati esteri e missioni internazionali nei principali mercati sono i punti di inizio della collaborazione.</p>
<p>Confindustria Vicenza e Intesa Sanpaolo hanno siglato un accordo triennale, operativo dal 2018 fino al 2020, per potenziare gli strumenti a disposizione delle aziende vicentine in ambito export e internazionalizzazione.<br />
L’accordo prevede la collaborazione tra la struttura operativa di <strong>Confindustria Vicenza</strong>, dall’<strong>Area Mercati Esteri</strong> al desk Farexport, con il team di professionisti e ricercatori del Gruppo bancario, che vanta una presenza internazionale strategica in <strong>40 Paesi</strong> e accordi di collaborazione con primari istituti finanziari in oltre 80<br />
Paesi per offrire supporto operativo e servizi sui principali mercati di interesse delle imprese vicentine.<br />
Questo accordo coinvolge gli aspetti riguardanti il supporto finanziario e commerciale oltre confine, compresi, business strategy, incrocio domanda-offerta tramite piattaforme digitali e gestione del rischio. E’ prevista, inoltre, una stretta collaborazione per l’organizzazione di incontri ed eventi con focus su mercati specifici o<br />
aree geografiche tradizionalmente meno esplorate dal business vicentino, pubblicazioni e organizzazione di incontri tra i referenti degli Italian Desk delle filiali e delle Banche estere del Gruppo Intesa Sanpaolo e gli imprenditori associati a Confindustria Vicenza interessati ai servizi di Farexport, in concomitanza con missioni commerciali organizzate e coordinate dall’Associazione.</p>
<p>“<em>Nel 2016, quando Confindustria Vicenza ha dato il via ad una nuova fase di sviluppo nell’approccio ai mercati internazionali</em> – spiega il Vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega ai Mercati Esteri<br />
Remo Pedon &#8211; <em>ci siamo dati, in primis, l’obiettivo di crescere. E nel 2017 ci siamo riusciti tanto è vero che, rispetto al 2016, Vicenza ha esportato il 5,6% in più, toccando la cifra record di 17,7 miliardi di euro. Ora dobbiamo fare un ulteriore passo per superare i nostri limiti e per farlo non possiamo prescindere dal fare rete con i partner</em><br />
<em>importanti che fanno parte della filiera delle nostre imprese. In questo senso nasce l’accordo con Intesa Sanpaolo che può offrire alle nostre associate dei potenti strumenti di conoscenza e operatività sul campo che sono assolutamente complementari a quelli già offerti dall’Associazione”.</em></p>
<p>“<em>L’accordo di collaborazione con Confindustria Vicenza ha l’obiettivo di valorizzare le potenzialità della manifattura vicentina, che si colloca ai primi posti in Italia, e di facilitarne l’accesso ai mercati internazionali attraverso prodotti e servizi innovativi</em> &#8211; dichiara Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige –. <em>Le imprese associate a Confindustria Vicenza potranno usufruire di consulenza e formazione, partecipare a eventi di approfondimento sui mercati dei paesi in cui Intesa Sanpaolo è</em><br />
<em>presente e ricevere supporto da parte dei nostri operatori in occasione di missioni o fiere internazionali; inoltre avranno a disposizione la nostra gamma di servizi di supporto finanziario e commerciale per tutti gli aspetti operativi e finanziari. La nostra missione è quella di essere banca per l’economia reale al servizio</em><br />
<em>della crescita, che crede e investe nelle imprese e nelle famiglie: nel 2017 la direzione regionale Triveneto ha registrato un aumento delle attività finanziarie pari a 1,8 miliardi, in crescita del 4% rispetto al 2016 e nuove erogazioni a medio e lungo termine a imprese e famiglie per<strong> 4,75 miliardi</strong>, in crescita del <strong>4,3% rispetto al 2016</strong></em>.”</p>
<p>“<em>In un ambito in cui Confindustria Vicenza eccelle a livello nazionale</em> – conclude Pedon -, <em>aggiungiamo un importante tassello, dotando così le aziende del territorio di nuovi strumenti per dare concretezza</em><br />
<em>al potenziale enorme che per tante di loro, specialmente PMI, è ancora inespresso”.</em></p>
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		<title>Città più tassate d&#8217;Italia, a Venezia fisco &#8220;light&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/venezia/2017/12/31/citta-piu-tassate-ditalia-venezia-fisco-light/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Dec 2017 16:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<category><![CDATA[Unimpresa]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso le città &#8216;più tassate&#8217; d&#8217;Italia. Sono i capoluoghi di regione con le aliquote fiscali più alte relative a Irap, Irpef, Imu e Tasi. Queste sette città hanno, in tre casi su quattro, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso <b>le città &#8216;più tassate&#8217; d&#8217;Italia</b>. Sono i capoluoghi di regione con le aliquote fiscali più alte relative a <b>Irap, Irpef, Imu e Tasi</b>. Queste sette città hanno, in tre casi su quattro, i livelli più alti di imposte sulle imprese e sulle famiglie, sui capannoni industriali e sulle case. Con due &#8220;punti&#8221;, nella classifica dei tributi territoriali, figurano poi Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Potenza, Trieste e Catanzaro. Un solo &#8216;punto&#8217;, invece, per Milano, Cagliari, L&#8217;Aquila, Aosta, Trento e Bolzano. Fisco light a Venezia, unica città che non risulta mai tra quelle con aliquote elevate. E&#8217; quanto risulta dalla &#8216;Mappa del fisco locale in Italia&#8217; realizzata dal Centro studi di Unimpresa. L&#8217;analisi dell&#8217;associazione, basata su dati dell&#8217;Agenzia delle Entrate, della Corte dei conti e del Dipartimento Finanze, prende in considerazione le aliquote Iperf (definite dalle regioni), il totale delle addizionali Irpef (regioni e comuni), l&#8217;Imu e la Tasi.</p>
<p>La classifica è stata realizzata sulla base di &#8220;punti&#8221; attribuiti alle città e alle relative regioni che applicano aliquote particolarmente elevate nei quattro principali tributi pagati anche su base territoriale. In totale sono stati assegnati 41 &#8220;punti&#8221; in relazione alle aliquote dello scorso anno: più è alto il punteggio, più è elevato il livello del prelievo tributario a carico dei contribuenti (cittadini e imprese).</p>
<p>Venezia (che ha zero &#8220;punti&#8221;) è l&#8217;unica città dove il prelievo è sempre sotto le soglie più alte: nel capoluogo della regione Veneto fisco leggero perché si paga il 3,90% di Irap, il 2,03% di addizionali Irpef (1,23% regionale e 0,80% comunale), lo 0,81% di Imu e lo 0,29% di Tasi.</p>
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		<title>A Natale tutti più buoni&#8230; anche l&#8217;Agenzia delle Entrate</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/12/27/natale-tutti-piu-buoni-anche-lagenzia-delle-entrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 19:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[A Natale si è tutti più buoni, si usa dire. Anche l&#8217;Agenzia delle Entrate ha deciso di avere un occhio di riguardo per i contribuenti veneti nel periodo delle feste, comunicando che anche nella regione sarà sospesa la spedizione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Natale si è tutti più buoni, si usa dire. Anche l&#8217;Agenzia delle Entrate ha deciso di avere un occhio di riguardo per i contribuenti veneti nel periodo delle feste, comunicando che anche nella regione sarà sospesa la spedizione e la notifica di 22.230 mila atti, che resteranno &#8220;congelati&#8221;, ad eccezione di circa un migliaio di casi cosiddetti inderogabili che saranno comunque notificati, per la maggior parte con la pec (posta elettronica certificata). L&#8217;operazione &#8220;zero cartelle&#8221; a Natale interessa quindi anche il Veneto. Il provvedimento, messo in atto dagli uffici dell&#8217;ente di riscossione, ha l&#8217;obiettivo di non creare inutili disagi durante le festività natalizie evitando il recapito di richieste di pagamento durante questo periodo particolare dell&#8217;anno. Per quanto riguarda i dati provinciali, al primo posto per numero di atti sospesi c&#8217;è Verona, con 4.484 cartelle e avvisi &#8216;congelati&#8217; durante le feste di Natale, seguita da Padova (4.339), Treviso (3.962), Vicenza (3.802), Venezia (3.707), Rovigo (1.244) e infine Belluno (692).</p>
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		<item>
		<title>Distillati colpiti da fisco e contraffazione, si salva la grappa</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2017/06/05/distillati-colpiti-fisco-contraffazione-si-salva-la-grappa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2017 20:57:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
		<category><![CDATA[distillati]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[grappa]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Pesano il fisco e le frequenti contraffazioni sulle grappe prodotte in Italia, e in generale sui distillati. Eppure sono oltre 500 le aziende che lavorano nel settore mentre gli occupati sono 4800, con alcuni indicatori finanziari positivi, ma fisco, frodi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pesano il fisco e le frequenti contraffazioni sulle grappe prodotte in Italia, e in generale sui distillati. Eppure sono oltre 500 le aziende che lavorano nel settore mentre gli occupati sono 4800, con alcuni indicatori finanziari positivi, ma fisco, frodi e scarso rispetto delle regole incidono in negativo sui fatturati.</p>
<p>Un settore che sarebbe in buona salute, che cerca di cogliere i segnali di ripresa, ma che il mancato rispetto delle regole spesso mette in difficoltà. Il fisco, è ancora molto oneroso per le piccole imprese del settore, la concorrenza sleale, quest’ultima soprattutto nei Paesi dove i controlli sono assenti e poco efficaci.</p>
<p>Tuttavia, nonostante le difficoltà, emergono alcuni importanti indicatori, che descrivono un settore pronto a ripartire. Secondo l’Osservatorio congiunturale elaborato dalla società di ricerche Format, in Italia ci sono oltre 500 aziende operanti nel comparto dei distillati, che danno lavoro a 4800 persone su tutto il territorio nazionale. In particolare, a Nord si concentra il maggior numero delle aziende e dei dipendenti (53% degli occupati). Il 31,4% lavora a Nord-Est, il 21,6% a Nord-Ovest, al Centro il 9,6 e a Sud il 37,4%. La maggior parte delle imprese è a conduzione familiare, con una tradizione storica sul territorio di grande rilievo: soltanto il 4%% delle aziende è dimensioni medio-grandi.</p>
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		<title>Da oggi si smette di lavorare per il fisco</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/economia/2017/06/02/oggi-si-smette-lavorare-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2017 16:23:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Oggi è l’ultimo giorno dell’anno che lavoriamo per il fisco; da domani, infatti, scatta il tanto sospirato giorno di liberazione fiscale”. A dare la buona notizia ai contribuenti italiani è il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo, che, assieme ai colleghi ricercatori, ha calcolato anche per l’anno in corso la data in cui iniziamo a lavorare per noi stessi: il 3 giugno, per l’appunto. “Incluse le festività  – prosegue Zabeo – nel 2017 sono stati necessari 153 giorni per scrollarci di dosso la morsa del fisco; ben 38 giorni in più rispetto al dato registrato nel 1980”.</p>
<p>L’Ufficio studi della CGIA ha preso in esame il dato di previsione del Pil del 2017 e lo ha suddiviso per i 365 giorni dell’anno, ottenendo così un dato medio giornaliero. Dopodichè, ha considerato il gettito di imposte, tasse e contributi che gli italiani verseranno quest’anno e lo ha “frazionato” per il Pil giornaliero. Il risultato di questa operazione determina la data media, cioè il 3 giugno, a partire dalla quale nel 2017 gli italiani “salutano” il fisco e iniziano a lavorare per sé. Un puro esercizio teorico che, comunque, ci permette di dimensionare un fenomeno ormai noto a tutti: le tasse in Italia sono troppe. “Lavorare 5 mesi su 12 per lo Stato – conclude Zabeo – ci dà l’idea di quanto eccessivo sia il nostro fisco. Al netto del peso dell’economia sommersa, sui contribuenti fedeli al fisco grava una pressione fiscale reale che sfiora il 50 per cento, un car ico che non ha eguali in Europa”.</p>
<p>“Per ridurre strutturalmente le tasse dobbiamo in misura corrispondente tagliare la spesa pubblica  improduttiva – segnala il Segretario della CGIA Renato Mason &#8211; e nonostante gli effetti della spending review siano stati relativamente modesti, il carico fiscale complessivo ha iniziato a scendere. Certo, se da qualche anno avessimo abbracciato la strada del federalismo fiscale, molto probabilmente la contrazione sarebbe stata maggiore. Le esperienze europee, infatti, ci dicono che gli stati federali – come la Germania e la Spagna &#8211; hanno una spesa pubblica nettamente inferiore ai paesi unitari e una qualità/quantità dei servizi offerti ai cittadini molto superiore a quella degli altri”.</p>
<p>Con l’introduzione in particolar modo del cosiddetto bonus Renzi (maggio 2014), l’eliminazione dell’Irap dal costo del lavoro (2015) e la cancellazione della Tasi (2016), la pressione fiscale in Italia ha cominciato a scendere. Oltre a questa misura, nel 2017 hanno concorso alla contrazione del peso fiscale e contributivo la riduzione dell’Ires (imposta sui redditi delle società di capitali) dal 27,5 al 24 per cento; i super-ammortamenti (al 140 per cento); l’aumento delle deduzioni Irap; l’innalzamento delle soglie per accedere al regime dei minimi e la proroga del parziale esonero contributivo a carico delle imprese che hanno assunto personale a tempo indeterminato.</p>
<p>Se dal 2011 abbiamo subito un costante aumento del prelievo fiscale, a partire dal 2014 si è invertita la tendenza anche se la stragrande maggioranza dei benefici introdotti dal governo Renzi non ha interessato il popolo delle partite Iva. “Ancora una volta – conclude il Segretario Mason &#8211; l’insensibilità della classe politica di questo Paese ha prevalso sugli interessi dei piccoli produttori. Su quel mondo di lavoratori autonomi, costituito in particolar modo da ex operai, da giovani free lance e da liberi professionisti che, inspiegabilmente, continuano a non ricevere alcuna attenzione ai loro problemi”. Per l’anno in corso, fa sapere la CGIA, il gettito complessivo di imposte, tasse e contributi che gli italiani verseranno allo Stato sarà, secondo il DEF, di 723,6 miliardi di euro. La voce più importante riguarda le imposte dirette (Irpef, Ires, Irap, etc.) che peserà sulle tasche di imprese e cittadini per 249 miliardi; seguono le imposte indirette (Iva, accise, imposte catastali, etc.) con 247,1 miliardi, i contributi sociali con 224,5 miliardi e, infine, le imposte in conto capitale (successioni, donazioni, etc.) che ammonteranno a 2,9 miliardi di euro.</p>
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		<title>Dichiarazione dei redditi, arriva il 730 precompilato e con tanti sconti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2017 14:33:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione dei redditi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[modello 730]]></category>
		<category><![CDATA[sgravi fiscali]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà più semplice adempiere alla prossima dichiarazione dei redditi. Grazie, infatti, al modello precompilato sarà anche possibile &#8220;allegerire&#8221; l&#8217;importo dovuto se si ha diritto agli sconti. Ma quanti, e soprattutto, quali sono questi sgravi? La dichiarazione precompilata del 2017, sarà [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà più semplice adempiere alla prossima dichiarazione dei redditi. Grazie, infatti, al modello precompilato sarà anche possibile &#8220;allegerire&#8221; l&#8217;importo dovuto se si ha diritto agli sconti. Ma quanti, e soprattutto, quali sono questi sgravi?</p>
<p>La dichiarazione precompilata del 2017, sarà acompagnata da una ricca dote di dati &#8211; circa 800 milioni di informazioni &#8211; che in molti casi si tradurranno in &#8216;sconti&#8217; per i contribuenti.</p>
<p><b>Dal 18 aprile &#8211; riferisce l&#8217;Agenzia delle entrate &#8211; sarà possibile accedere alla dichiarazione precompilata 2017 </b>(il 15 aprile è sabato e il 16 e il 17 sono festivi).</p>
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<p>Quest&#8217;anno, come riporta Adkronos,  i termini per presentare il 730 precompilato scadranno il 7 luglio nel caso di presentazione al sostituto d&#8217;imposta oppure al Caf o al professionista, e il 23 luglio nel caso di presentazione diretta all&#8217;Agenzia delle entrate. I lavoratori dipendenti e i pensionati (in possesso di determinati redditi) possono presentare la dichiarazione con il modello 730, che a partire dal 18 aprile verrà messo a disposizione sul sito internet dell&#8217;Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it.</p>
<p>Tante le novità contenute nel modello 730 per il 2017, che vanno dai premi di risultato allo school bonus, come indica l&#8217;Agenzia delle entrate.</p>
<p><b>Premi di risultato &#8211;</b> Da quest&#8217;anno ai dipendenti del settore privato cui sono stati corrisposti premi di risultato d&#8217;importo non superiore a 2mila euro lordi o nel limite di 2.500 euro lordi (se l&#8217;azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell&#8217;organizzazione del lavoro), è riconosciuta una tassazione agevolata. Se i premi sono stati erogati sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore non si applica alcuna tassazione altrimenti si applica un&#8217;imposta sostitutiva dell&#8217;Irpef e delle addizionali, pari al 10% sulle somme percepite.</p>
<p><b>Regime speciale per i lavoratori impatriati &#8211; </b>Per i lavoratori che si sono trasferiti in Italia concorre alla formazione del reddito complessivo soltanto il 70 per cento del reddito di lavoro dipendente prodotto nel nostro Paese.</p>
<p><b>Assicurazioni a tutela delle persone con disabilità grave &#8211; </b>A decorrere dal periodo d&#8217;imposta 2016, per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, è elevato a euro 750 l&#8217;importo massimo dei premi per cui è possibile fruire della detrazione del 19 per cento.</p>
<p><b>Erogazioni liberali a tutela delle persone con disabilità grave &#8211; </b>A decorrere dall&#8217;anno d&#8217;imposta 2016 è possibile fruire della deduzione del 20 per cento delle erogazioni liberali, le donazioni e gli altri atti a titolo gratuito, complessivamente non superiori a 100mila euro, a favore di trust o fondi speciali che operano nel settore della beneficenza.</p>
<p><b>School bonus &#8211; </b>Per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100mila euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti del sistema nazionale d&#8217;istruzione è riconosciuto un credito d&#8217;imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate che sarà ripartito in 3 quote annuali di pari importo;</p>
<p><b>Credito d&#8217;imposta per videosorveglianza &#8211;</b> E&#8217; riconosciuto un credito d&#8217;imposta per le spese sostenute nel 2016 per la videosorveglianza dirette alla prevenzione di attività criminali.</p>
<p><b>Detrazione spese arredo immobili giovani coppie &#8211;</b> Alle giovani coppie, anche conviventi di fatto da almeno 3 anni, in cui uno dei due componenti non ha più di 35 anni e che nel 2015 o nel 2016 hanno acquistato un immobile da adibire a propria abitazione principale, è riconosciuta la detrazione del 50 per cento delle spese sostenute, entro il limite di 16.000 euro, per l&#8217;acquisto di mobili nuovi destinati all&#8217;arredo dell&#8217;abitazione principale.</p>
<p><b>Detrazione spese per canoni di leasing per abitazione principale &#8211;</b> E&#8217;riconosciuta la detrazione del 19 per cento dell&#8217;importo dei canoni di leasing pagati nel 2016 per l&#8217;acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale, ai contribuenti che, alla data di stipula del contratto avevano un reddito non superiore a 55.000 euro.</p>
<p><b>Detrazione Iva pagata nel 2016 per lacquisto di abitazioni in classe energetica A o B &#8211;</b> A chi nel 2016 ha acquistato un&#8217;abitazione di classe energetica A o B è riconosciuta la detrazione del 50 per cento dell&#8217;Iva pagata nel 2016.</p>
<p><b>Detrazione spese per dispositivi multimediali per il controllo da remoto &#8211; </b>E&#8217; riconosciuta la detrazione del 65 per cento delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative.</p>
<p><b>Otto per mille all&#8217;Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG) &#8211; </b>A decorrere dal periodo d&#8217;imposta 2016 è possibile destinare l&#8217;otto per mille dell&#8217;imposta sul reddito delle persone fisiche anche all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG).</p>
<p><b>Utilizzo credito da integrativa a favore ultrannuale &#8211; </b>Da quest&#8217;anno è possibile indicare l&#8217;importo del maggior credito o del minor debito, non già chiesto a rimborso, risultante dalla dichiarazione integrativa a favore presentata oltre il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta successivo.</p>
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