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	<title>FIVI &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Agricoltura biologica a rischio per l&#8217;utilizzo del rame. La Fivi scrive al Ministro Centinaio</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/10/03/agricoltura-biologica-a-rischio-per-lutilizzo-del-rame-la-fivi-scrive-al-ministro-centinaio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 15:29:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[La FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti &#8211; chiede al Ministro Centinaio di prendere posizione a livello europeo e di opporsi alla decisione dell’abbassamento dell’utilizzo di rame in agricoltura. Nei giorni scorsi in seno alla DG Agri della Commissione Europea è stata infatti redatta una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> FIVI</strong> – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti &#8211; chiede al <strong>Ministro Centinaio</strong> di prendere posizione a livello europeo e di opporsi alla decisione dell’abbassamento dell’utilizzo di <strong>rame in agricoltura</strong>.<br />
Nei giorni scorsi in seno alla DG Agri della Commissione Europea è stata infatti redatta una proposta di accordo che prevede la <strong>riduzione</strong> dell&#8217;attuale limite di 6 kg/ettaro a soli 4, mantenendo la modalità della media quinquennale. Questo significa che il totale dei chili di rame metallo utilizzabili per ettaro in cinque anni saranno 20 e non più 30 a partire da febbraio 2019.</p>
<p>“Questa notizia si abbatte sulla viticoltura italiana in un anno in cui le sue coltivazioni hanno richiesto un livello di protezione contro la peronospora molto superiore a quello dello scorso anno e anche del precedente – dichiara la presidente FIVI <strong>Matilde Poggi</strong> – Inoltre riteniamo che la posizione assunta dall&#8217;Europa non risulti suffragata da un consenso scientifico adeguato”. In molti areali l&#8217;attuale limite di 6 kg/ettaro è stato raggiunto nel 2018 e solo grazie al meccanismo della media quinquennale è stato possibile difendere le colture in modo efficace. In talune aree limitate si è dovuti addirittura arrivare a una deroga concessa a livello regionale.<br />
FIVI, pur condividendo nella finalità la scelta operata a Bruxelles, ritiene che la decisione assunta <strong>penalizzi</strong> in particolare i Vignaioli che operano in <strong>regime biologico</strong>, che non possono utilizzare molecole di sintesi alternative al rame.<br />
FIVI chiede dunque al Ministro Centinaio di ribadire l&#8217;<strong>adeguatezza della soglia limite</strong> all&#8217;utilizzo di rame oggi in vigore &#8211; 6 kg/ha &#8211; limitatamente all&#8217;<strong>Agricoltura Biologica</strong> e di proporre una gradualità della riduzione che non pregiudichi le esigenze produttive; consenta alla ricerca scientifica e tecnologica di mettere a punto nuovi strumenti di difesa attiva alternativi al rame e permetta, ai produttori, di adeguare le proprie competenze e pratiche al fine di impiegarli in modo sostenibile per la propria impresa. Un esempio di gradualità potrebbe essere di ridurre il limite a 5 kg/ha per il prossimo quinquennio, con la prospettiva di scendere a 4 a partire dal 2024, sempre calcolati sulla media dei cinque anni.</p>
<p>La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un&#8217;associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del Vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: &#8220;Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta&#8221;.<br />
Attualmente sono circa 1200 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di quasi 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico e per il 49 % secondo i principi della lotta integrata.</p>
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		<title>Viticoltura biologica a rischio, Federazione Vignaioli contraria alla riduzione del rame</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2018/05/23/viticoltura-biologica-a-rischio-federazione-vignaioli-contraria-alla-riduzione-del-rame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 16:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[La FIVI torna a scrivere al Ministero. Questa volta lo fa per chiedere il parere contrario dell’Italia alla nuova ipotesi di riduzione delle dosi di rame utilizzabili in vigna. La Commissione Europea sta infatti valutando in questi giorni il rinnovo della concessione, che scade [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>FIVI</strong> torna a scrivere al Ministero. Questa volta lo fa per chiedere il <strong>parere contrario</strong> dell’Italia alla nuova ipotesi di riduzione delle dosi di rame utilizzabili in vigna.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10894" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-300x200.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-768x511.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-1024x681.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-1320x878.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica-272x182.jpg 272w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/viticoltura-biologica.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La Commissione Europea sta infatti valutando in questi giorni il rinnovo della concessione, che scade il primo gennaio 2019, all’utilizzo del rame in agricoltura. La <strong>commissione PAFF</strong> (Plants, Animals, Food and Feed), nella riunione prevista per <strong>domani 24 maggio</strong>, proporrà di rinnovare la concessione per soli altri 5 anni invece di 7 e chiederà di ridurre la dose massima di rame utilizzabile da 6 kg per ettaro a soli 4 kg per ettaro. Tale dosaggio andrà poi calcolato non più sulla media dei tre anni, opzione che ha permesso fino ad oggi di poter produrre anche in annate particolarmente piovose e difficili, ma su base annua.</p>
<p>“<em>Siamo molto preoccupati</em> – dichiara la Presidente FIVI <strong>Matilde Poggi</strong> – <em>perché, ad oggi, per i produttori biologici non ci sono <strong>valide alternative</strong>al rame. Ci sono per i produttori convenzionali, ma sono prodotti chimici di sintesi molto invasivi e residuali. Alcune di queste molecole di sintesi hanno, inoltre, perso la loro efficacia, mentre il rame continua a dimostrare la sua capacità di contrasto alla <strong>peronospora</strong>. C’è il serio rischio che non si riesca più a fare viticoltura biologica in Europa”.</em></p>
<p>La <strong>FIVI</strong>, per la natura stessa delle sue imprese (piccole aziende gestite molto spesso a livello familiare) e per il contatto diretto con i <strong>consumatori</strong>, è da sempre particolarmente attenta all’ambiente e alla salute delle persone, tant’è che un socio FIVI su due lavora in regime biologico o biodinamico, con una tendenza in netta crescita.<br />
La FIVI chiede a chi rappresenterà l’Italia alla riunione di domani di esprimere parere contrario alle nuove proposte, in modo da mantenere la dose attuale di 6 kg per ettaro sulla media dei tre anni, nell’attesa che la ricerca trovi delle valide alternative all’utilizzo del rame in vigneto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FIVI &#8211; Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti</strong><br />
La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un&#8217;associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: &#8220;Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta&#8221;.<br />
Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 39% secondo la viticoltura convenzionale.</p>
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		<title>Etichettatura del vino, la Commissione Europea disposta al dialogo. Troppe difficoltà nell&#8217;applicare la nuova normativa</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/enogastronomia/2017/10/25/etichettatura-del-vino-la-commissione-europea-disposta-al-dialogo-troppe-difficolta-nellapplicare-la-nuova-normativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 07:25:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[CEVI]]></category>
		<category><![CDATA[Etichettatura del vino]]></category>
		<category><![CDATA[FIVI]]></category>
		<category><![CDATA[obbligo dell’etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[piccoli produttori]]></category>
		<category><![CDATA[Vignaioli Indipendenti]]></category>
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					<description><![CDATA[La Commissione Europea lascia aperto uno spiraglio per i piccoli produttori nei confronti dell’etichettatura nutrizionale del vino. È questo quanto emerso dall’audizione pubblica del 18 ottobre a Bruxelles organizzata dai due parlamentari europei Renate Sommer e Herbert Dorfmann sul tema dell’etichettatura delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione Europea lascia aperto uno spiraglio per i <strong>piccoli produttori</strong> nei confronti dell’etichettatura nutrizionale del vino. È questo quanto emerso dall’audizione pubblica del 18 ottobre a Bruxelles organizzata dai due parlamentari europei Renate Sommer e Herbert Dorfmann sul tema dell’etichettatura delle bevande alcoliche, in cui Alexandra Nikolakopoulou ha dichiarato che la commissione è disposta a valutare se ci potranno essere eventuali esenzioni o deroghe.</p>
<p>L’importanza dell’affermazione deriva dal fatto che la Nikolakopoulou è stata responsabile del rapporto CE rilasciato lo scorso marzo, in cui veniva ribadito l’<strong>obbligo dell’etichettatura</strong> e veniva lasciato un anno alle associazioni di categoria per elaborare una proposta di normativa.<br />
In rappresentanza della <strong>CEVI</strong> (Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti) era presente la Vicepresidente <strong>Matilde Poggi</strong>, che in Italia è anche Presidente <strong>FIVI</strong> (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti). Tanti gli intervenuti all’incontro: i rappresentanti della Commissione europea (DG AGRI e DG Salute), deputati, rappresentanti delle<strong> organizzazioni europee di vino, birra e liquori,</strong> nonché organizzazioni non governative (Eurocare, BEUC).<br />
Poggi ha ribadito la posizione FIVI e CEVI che ritiene l’etichettatura dei vini un<strong> inutile aggravio</strong> <strong>per i produttori</strong>, in particolare per quelli <strong>di piccole dimensioni</strong>. Le stesse perplessità sono state sollevate dai rappresentanti dei piccoli distillatori e dei piccoli birrifici artigianali.</p>
<p>“<em>Il rischio</em> – dichiara <strong>Matilde</strong> <strong>Poggi</strong> –<em> è quello di mettere fuori mercato le produzioni dei piccoli vignaioli, soffocati da un incremento dei costi dovuti all’obbligo dell’etichettatura. Questo porterebbe a una standardizzazione della produzione del vino in Europa, tutta a favore dei grandi produttori. Cosa che è già successa a tanti piccoli macelli o caseifici artigianali che hanno dovuto chiudere perché schiacciati da norme e regolamenti troppo onerosi da adempiere per chi ha piccole dimensioni”</em>.</p>
<p>“<em>Non riteniamo</em> – prosegue Poggi &#8211; <em>che il modello industriale sia quello che il pubblico vuole in questo momento. La gente oggi preferisce sapere da dove arriva quel che mangia o beve e acquistare i prodotti di chi ci mette personalmente la faccia, come i <strong>Vignaioli Indipendenti</strong>”.</em></p>
<p>La CEVI ha quindi richiesto che sia prevista una legislazione diversa per i Vignaioli.<br />
L&#8217;approccio pragmatico del CEVI, arricchito da esempi concreti, è stato particolarmente ascoltato dai deputati europei e dalla Commissione. Quest&#8217;ultima, è stata anche molto attenta e più flessibile del solito in materia.</p>
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		<title>Chiusa la sesta edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti. Nel segno  del rispetto della terra</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/12/03/chiusa-la-sesta-edizione-del-mercato-dei-vini-dei-vignaioli-indipendenti-nel-segno-del-rispetto-della-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 08:09:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Conegliano]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[FIVI]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Gregoletto]]></category>
		<category><![CDATA[Valdobbiadene]]></category>
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					<description><![CDATA[“Sopra la stessa zolla. Sotto la stessa goccia. Nello stesso letame”: è questo il messaggio lanciato dalla FIVI nel corso della sesta edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che ha chiuso con più di 9.000 ingressi la due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Sopra la stessa zolla. Sotto la stessa goccia. Nello stesso letame”: è questo il messaggio lanciato dalla FIVI nel corso della sesta edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che ha chiuso con più di 9.000 ingressi la due giorni di Piacenza.<span id="more-2810"></span></p>
<p>Un messaggio che si trovava stampato sulla retro etichetta delle bottiglie di Prosecco di <strong>Luigi Gregoletto</strong> presenti sul tavolo di ogni regione tra gli stand di Piacenza Expo. Un segnale forte in un periodo in cui il vino e i vignaioli sono sotto accusa, in particolare nella zona di <strong>Conegliano-Valdobbiadene</strong>. In un&#8217;arena piena di colleghi il vignaiolo di Miane, premiato come Vignaiolo dell&#8217;anno, ha commosso i presenti con il suo discorso. Un inno alla terra e al suo rispetto.</p>
<p>“Dalla mia vita e dalle mie esperienze –<strong> ha raccontato Gregoletto</strong> &#8211; posso dire che la terra va rispettata, va amata, perché la terra è madre e sa ricompensare. Anche oggi che produrre molto è facile e produrre poco è altrettanto facile. Produrre equilibrato nel rispetto della terra, della sua conservazione e della qualità del prodotto, è molto più difficile. Ma sono convinto che questa sia la via da affrontare e sono altrettanto convinto che la terra non delude. La terra ti può fare meno ricco, ma sicuramente più signore”.</p>
<p>Questa sesta edizione chiude i battenti con un afflusso di pubblico superiore del 50% rispetto alla precedente. Il successo della manifestazione è stato tale che alcuni vignaioli si son trovati già sabato sera ad aver esaurito le bottiglie. Significativa anche la presenza di stranieri: da tutta Europa (Francia, Portogallo, Norvegia; Svizzera, Austria, Slovenia, Svizzera e Germania) ma anche dall&#8217;Australia e dal Giappone. Segno che l&#8217;amore per i Vignaioli non ha confini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <strong>Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti</strong> (FIVI) è un&#8217;associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: &#8220;Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta&#8221;.</p>
<p>Attualmente sono quasi 1000 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa <strong>10.000 ettari di vigneto</strong>, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. <strong>70 sono i milioni di bottiglie</strong> commercializzate e il fatturato totale supera <strong>0,7 miliardi di euro</strong>, per un valore in termini di export di 240 milioni di euro. I 10.000 ettari di vigneto sono condotti per il 49 % in regime biologico/biodinamico, per il 20 % secondo i principi della lotta integrata e per il 31 % secondo la viticoltura convenzionale.</p>
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