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	<title>Fondazione Symbola &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Design, simbolo del Made in Italy. Veneto terza regione per numero d&#8217;imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2017 14:25:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Ermete Realacci]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Symbola]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il marchio di fabbrica del made in Italy è il design. La storia del design italiano percorre tutto il XX secolo, dalla nascita della Triennale di Milano agli anni di Zanuso e Castiglioni, Magistretti, Albini a Scarpa, dall’istituzione del Premio Compasso d’Oro  alla fondazione dell’ADI, Associazione per il Disegno Industriale, fino alla nascita del Salone del Mobile di Milano o alla mostra del 1972 che il MOMA di New York volle dedicare ai nuovi fermenti progettuali italiani. A quasi cinquant’anni da quei giorni epici, in occasione della “Giornata del design italiano nel mondo” voluta dalla Farnesina, come sta il design italiano?</p>
<p>Come spiega il report “Design economy” di Fondazione Symbola, che, rientrando tra le iniziative della Farnesina, verrà presentato all&#8217;Istituto italiano di cultura di <a href="https://www.facebook.com/hashtag/madrid?source=feed_text&amp;story_id=10154971982690786">Madrid</a> dal direttore di Symbola  <strong>Domenico Sturabotti</strong>, il design si è dimostrato in negli  anni di crisi come una delle più solide strategie anticrisi: le oltre 175.000 imprese di design europee hanno prodotto nel 2015 una ricchezza di circa 26 miliardi di euro, il 49,4% in più del 2010. E il nostro Paese, in questo quadro, mantiene un ruolo di leadership. A cominciare dal numero di imprese: 29 mila, meno delle 34mila francesi, ma più delle 23mila tedesche, delle 21mila inglesi, delle 5mila spagnole. Con 4,4 miliardi di euro di fatturato del design (poco meno dello 0,3% del Pil nazionale) l’Italia è seconda tra le grandi economie europee dopo la Gran Bretagna (8,8 miliardi), davanti a Germania (3,6), Francia (1,9) e Spagna (1,0). Da podio anche la specializzazione del Paese: l’Italia è seconda, sempre dietro il Regno Unito (0,17%), per incidenza del fatturato del design sul totale dell’economia: 0,15%, quasi il doppio della media dell’Unione europea (0,09%), molto più della Germania (0,06%) e di Francia e Spagna (0,05%). In Europa, quasi un addetto nel design su cinque (17,4%) è italiano. Se osserviamo il valore aggiunto per addetto negli ultimi anni (2013 – 14), la sola Spagna (+23,8%, che parte però da livelli molto più bassi dell’Italia) evidenzia performance migliori del nostro Paese (+7,8%), mentre sono negative la media dei risultati dell’Unione europea (-1,0%) e il risultato di Regno Unito (-5,2%), Germania (-11,7%) e Francia (-13,7%).</p>
<p>“Il design – spiega il presidente di Symbola, <strong>Ermete Realacci</strong>  &#8211; non è legato solo all’estetica ma anche alla capacità di risolvere problemi complicati, che vale oro nella complessità contemporanea: dall’ideazione di nuovi prodotti all’individuazione di nuovi mercati, fino alla ricerca di nuovi significati. Ieri come oggi il design è l’infrastruttura immateriale del made in Italy, e non è un caso se le imprese di design prosperano lì dove  ci sono le Pmi che fanno il made in Italy”.  Oggi il design, prosegue Realacci, serve a rispondere a nuovi bisogni: “Ad esempio è un elemento essenziale nella progettazione dei prodotti hi-tech: non è un caso se Google per i suoi <em>glass</em> si è rivolto ad un’impresa italiana; non è un caso se Giugiaro oggi ha iniziato a disegnare anche auto elettriche per grandi aziende cinesi. E siccome il design rinnova l’idea di progetto e risponde ai bisogni e alle vocazioni dei tempi, oggi assume e veicola nei prodotti anche i dettami dell’economia circolare: efficienza, minore impiego di materia ed energia, riciclabilità”.</p>
<p>Le performance del nostro Paese vanno oltre il fatturato e la specializzazione: l’Italia è uno dei leader anche nei brevetti. Il Registered Community Design, lo strumento comunitario di registrazione dei progetti e disegni in ambito industriale, vede il nostro Paese secondo dopo la Germania. Nel complesso, sulle 32 categorie aggregate previste nella classificazione, in 22 casi ci collochiamo tra i primi tre Paesi per numero assoluto. Siamo sul podio in 4 casi come primi (cibo, articoli di ornamento, strumenti musicali, loghi), in 8 come secondi (tessile, articoli da viaggio, tessili artificiali, arredamento, articoli per la casa, impianti pubblicitari e insegne, impianti sanitari, di distribuzione, riscaldamento e condizionamento, apparecchi di illuminazione) e in 10 casi come terzi (articoli per la pulizia, pacchetti e contenitori, orologeria, mezzi di trasporto, macchinari, strumenti fotografici, cinematografici e ottici, stampa e macchine per ufficio, articoli per la caccia e la pesca, costruzione ed elementi per le costruzioni, macchine per la preparazione di cibi).</p>
<p>La ricerca è <a title="Design Economy" href="http://fe-mn1.mag-news.it/nl/link?c=h1n&amp;d=55&amp;h=rn3nlnj0a5rq71kab9ddi0m0b&amp;i=5c7&amp;iw=1&amp;p=H164428709&amp;s=lp&amp;sn=2j&amp;z=22d" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://fe-mn1.mag-news.it/nl/link?c%3Dh1n%26d%3D55%26h%3Drn3nlnj0a5rq71kab9ddi0m0b%26i%3D5c7%26iw%3D1%26p%3DH164428709%26s%3Dlp%26sn%3D2j%26z%3D22d&amp;source=gmail&amp;ust=1488549673327000&amp;usg=AFQjCNGCNtvqpShb97LjBv8-QbNu5O0q_A">leggibile e scaricabile qui</a>.</p>
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