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	<title>fondi regionali &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Tagli alla zootecnia, allevatori sul piede di guerra.</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/06/23/tagli-alla-zootecnia-allevatori-sul-piede-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2017 16:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[coldiretti veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[sostegno imprese]]></category>
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					<description><![CDATA[Levata di scudi contro il Mipaaf che ha annunciato un taglio alle risorse destinate alle regioni dal Piano nazionale dei controlli sulla produttività animale. I finanziamenti passano infatti  da 22,5 a soli 7 milioni di euro. La lettera recapitata alle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Levata di scudi contro il Mipaaf che ha annunciato un taglio alle risorse destinate alle regioni dal Piano nazionale dei controlli sulla produttività animale. I finanziamenti passano infatti  da 22,5 a soli 7 milioni di euro. La lettera recapitata alle amministrazioni regionali sta provocando reazioni dure anche tra gli <strong>allevatori veneti.</strong></p>
<p>“<em>A fronte di una spesa complessiva che supera abbondantemente i 50 milioni di euro ci è stata fatta l’elemosina</em> – dichiara Martino Cerantola presidente di Coldiretti Veneto che ritiene i tagli inconcepibili.<em> “Con che logica sono state assunte queste decisioni – si chiede Cerantola se si fa un gran parlare dell’esigenza di tutelare il Made in Italy, con le sue aziende e le produzioni di nicchia ? Sul piano pratico assistiamo a continue e pesanti sforbiciate che costringono le associazioni di categoria e produttive, nonché gli stessi imprenditori, a svolgere il proprio lavoro con sempre maggiori difficoltà”</em>.</p>
<p>Ad esser danneggiate non sarebbero solo le strutture ed il personale collegato ma il patrimonio zootecnico italiano con tutte le razze protette e in via d’estinzione, oltre a quelle tipiche che fanno degli allevamenti italiani il fiore all’occhiello della produzione zootecnica.</p>
<p>“<em>Coldiretti è già impegnata in un faticosissimo processo di riorganizzazione del comparto</em>  &#8211; spiega Cerantola – <em>ora tutto ciò che è stato messo in campo per gli allevatori italiani per la qualità e salubrità delle produzioni per la sicurezza alimentare verso i cittadini viene messo in discussione</em>”.</p>
<p>La voce di Coldiretti si unisce al coro degli agricoltori aderenti all’ Arav e Aia,  le realtà a livello regionale e nazionale legate alla custodia dei libri genealogici, dei servizi di assistenza tecnica e sanitaria nelle stalle che precisano che non si tratta solo di una questione di finanziamenti tolti ma di una credibilità del sistema-Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PER ALITALIA TROVATI SOLDI IN 10 GIORNI, AGLI ALLEVATORI FONDI QUASI AZZERATI</strong></p>
<p>“<em>In dieci giorni hanno trovato i soldi per Alitalia e in due anni non si sono trovati quelli per il sostegno al sistema delle associazioni degli allevatori italiani che ha garantito qualità e sicurezza ai consumatori, la crescita delle aziende zootecniche e il lavoro di oltre tremila persone con famiglia. Mi sembra il segnale che in questo Paese qualcosa non va per il verso giusto</em>” così Ettore Prandini, vice presidente nazionale di Coldiretti e Presidente di Coldiretti Lombardia commenta il taglio dei fondi statali che garantivano il sistema dei controlli nelle stalle italiane. “<em>Quello che lascia perplessi è che in due anni di confronto sul problema dei finanziamenti non si sia riusciti a trovare una soluzione per tutelare un interesse che non è solo del settore zootecnico, ma di tutti i consumatori</em> &#8211; continua Prandini – <em>adesso ci aspettiamo che dal ministero arrivino risposte concrete per superare questa situazione che rischia di mettere in ginocchio una parte importante del comparto zootecnico italiano</em>”.</p>
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		<title>Contributi ad attività ittiche e di acquacoltura, in arrivo 1,5 milioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2017 17:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[acquacoltura]]></category>
		<category><![CDATA[bandi]]></category>
		<category><![CDATA[Feamp]]></category>
		<category><![CDATA[fondi regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pan]]></category>
		<category><![CDATA[ittica]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[La Giunta regionale ha dato il definitivo via libera – su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alla Pesca Giuseppe Pan &#8211; alla riapertura dei termini per contributi Feamp alla pesca e all’acquacoltura sostenibili. Sono messi a bando 1.470.387 euro della programmazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta regionale ha dato il definitivo via libera – su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alla Pesca Giuseppe Pan &#8211; alla riapertura dei termini per contributi Feamp alla pesca e all’acquacoltura sostenibili. Sono messi a bando<strong> 1.470.387 euro</strong> della programmazione comunitaria di settore 2014-2020, di cui <strong>220.558 euro di fonte regionale</strong> e <strong>514.635 di fonte statale</strong>, a sostegno di 13 misure che puntano all’innovazione, efficienza energetica, occupazione e sviluppo delle attività ittiche.<br />
Queste risorse vanno ad aggiungersi a quelle attivate con la precedente delibera n. 213 del 28 febbraio 2017 per <strong>euro 7.219.427</strong>.</p>
<p>“Con l’attivazione dei nuovi bandi – commenta l’assessore regionale alla pesca Pan &#8211; sono rese disponibili le risorse Feamp ad esaurimento delle disponibilità per l’esercizio 2017. In precedenza,  sono stati approvati altri<strong> 15 bandi</strong> per l’attivazione di 23 misure di intervento, per un totale di risorse pubbliche pari a <strong>7,2 milioni</strong>. In totale, quindi, quest’anno la Regione ha messo in moto <strong>8,7 milioni per il settore ittico</strong>”.</p>
<p>Le domande di contributo dovranno essere presentate alla Direzione regionale agroambiente, caccia e pesca, che ne curerà l’istruttoria, entro 45 giorni dalla pubblicazione dei bandi sul Bollettino ufficiale della Regione. La relativa modulistica è disponibile sul sito della Giunta, http://www.regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/programmazione-2014-2020-feamp.</p>
<p>Potranno concorrere all’assegnazione dei contributi gli interventi volti all’innovazione nel settore pesca; alla creazione di posti di lavoro e alla promozione del capitale umano; di diversificazione del reddito attraverso lo sviluppo di attività complementari; avviamento di giovani pescatori; protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini; di miglioramento dell’efficienza energetica dei pescherecci; di miglioramento della qualità del pescato nonché di miglior utilizzo delle catture indesiderate; e – infine – di miglioramento dell’efficienza energetica delle imbarcazioni e delle infrastrutture nei siti di sbarco per i pescatori che operano in laguna e nei laghi e fiumi della regione. Quattro dei tredici bandi sono riservati al settore acquacoltura con queste finalità: creazione di servizi di gestione e consulenza alle imprese; ingresso di nuovi operatori; sviluppo di colture biologiche e di sistemi di ecogestione; miglioramento dell’ambiente e della biodiversità.</p>
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