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	<title>Gerda Stevenson &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Dalla Scozia, Gerda Stevenson per Poetry Vicenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2016/04/15/dalla-scozia-gerda-stevenson-poetry-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 13:26:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Alle Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari in contra’ Santa Corona proseguono gli incontri con scrittori, poeti e artisti per la rassegna Poetry Vicenza.Martedì 19 aprile, alle ore 18.00, il sesto appuntamento della rassegna Poetry Vicenza, a cura di Marco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alle Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari in contra’ Santa Corona proseguono gli incontri con scrittori, poeti e artisti per la rassegna Poetry Vicenza.<span id="more-1737"></span><strong><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/04/Gerda-Stevenson.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1738" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/04/Gerda-Stevenson-300x199.jpg" alt="Gerda Stevenson" width="300" height="199" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Gerda-Stevenson-300x199.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Gerda-Stevenson-768x509.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Gerda-Stevenson-600x397.jpg 600w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/04/Gerda-Stevenson.jpg 782w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Martedì 19 aprile, alle ore 18.</strong>00, il <strong>sesto</strong><strong> appuntamento</strong> della rassegna <em><strong>Poetry Vicenza</strong></em>, a cura di Marco Fazzini, promossa da Gallerie d’Italia &#8211; Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, e Comune di Vicenza, in collaborazione con l’associazione culturale TheArtsBox, con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati di Ca’ Foscari (Venezia) e con Vicenza Jazz, <strong>propone una singolare voce da un paese che ha da poco riavuto, dopo quasi tre secoli, un suo parlamento e una sua esclusiva autonomia:</strong> <strong>la Scozia</strong>.</p>
<p>Paese da sempre trilingue, la Scozia annovera grandi scrittori e grandi poeti che scrivono in gaelico, scots e inglese. <strong>Gerda Stevenson</strong>, moglie di uno dei grandi poeti gaelici viventi, Aonghas Macneacail, scrive in scots e in inglese e contiene in sé tutta la musicalità che le deriva non solo da un’eredità strettamente familiare ma anche da un’intera tradizione nazionale. In lei si concentrano la liricità e la ritmicità delle migliori canzoni di Robert Burns, una vena esclusivamente autobiografica nella linea di Iain Crichton Smith e una modernità compositiva che attinge da alcuni dei grandi protagonisti della rinascita del folk scozzese nel mondo, prima fra tutti la <em>Incredible String Band</em>.</p>
<p><strong>Gerda Stevenson è un prodigio della contemporaneità</strong>: quando recita le sue poesie fa sentire al pubblico i ritmi della Scozia sia anglosassone sia gaelica; quando canta profonde poeticità con la voce e con il corpo. Si tratta di una <strong>perfetta commistione di estro teatrale, doti canore e profondità di scrittura</strong>. Gerda Stevenson sa scrivere parimenti su di un bimbo appena nato strappato alla vita, sul fuoco e sulle fiamme del vulcano in Islanda che blocca il traffico aereo in Europa per settimane, su di un soldato di ritorno dalla guerra che gli ha cambiato per sempre amicizie e sentimenti, sullo scorrere del tempo e della giovinezza, sul genocidio di Srebrenica. <strong>La sua voce è toccante, la sua professionalità indiscussa</strong>, <strong>la sua profondità di scrittura unica</strong>.</p>
<p>La lettura in programma alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari avrà l’<strong>accompagnamento musicale del polistrumentista norvegese Kyrre Slind</strong>. Sarà di sicuro un grande evento capace di ricordare che l’onestà della scrittura, la lirica poeticità e la professionalità nello stare su un palco possono risvegliare le emozioni e i sentimenti che, molte volte, la fretta e le brutture della contemporaneità ci fanno per un attimo dimenticare.</p>
<p><strong>Ingresso libero e fino a esaurimento dei posti disponibili.</strong></p>
<p><strong>Gerda Stevenson</strong> è attrice, scrittrice, regista, cantante e poeta. Si è formata presso la Royal Academy of Dramatic Art di Londra, vincendo il Vanbrugh Award. Ha lavorato per la radio e la televisione. Ha vinto, tra gli altri, il Premio BAFTA come migliore attrice nel film <em>Blue Black Permanent</em> di Margaret Tait, e ha ricoperto un ruolo chiave nel film <em>Braveheart-Cuore impavido</em> di Mel Gibson. Nel 2014 la Saltire Society l’ha nominata una delle “Outstanding Women” della Scozia. Proveniente da una famiglia di musicisti – il padre era il famoso compositore Ronald (1928-2015), la sorella Savourna è una delle migliori arpiste scozzesi, mentre la nipote Anna-Wendy è una splendida compositrice-violinista – ha di recente pubblicato un CD di sue musiche e composizioni, <em>Night Touches Day</em> (2014), mentre le sue poesie migliori sono riunite nel volume <em>If This Were Real</em> (Smokestack Books, 2013).</p>
<p>A disposizione del pubblico, nelle sedi che ospitano gli eventi della rassegna, un volume antologico (<em>Poetry Vicenza 2016</em>, Pisa: Edizioni ETS) con una scelta bilingue di testi a cura di vari traduttori, note bio-bibliografiche per ogni singolo autore, e una sezione speciale sulla <em>Beat Generation</em> fatta di contributi in prosa e in poesia e di materiali inediti sui protagonisti di quell’America degli anni Cinquanta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>COME DIRGLIELO </strong></p>
<p><em>alla notizia della morte di mia suocera</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rimetto il telefono al suo posto,</p>
<p>la notizia adagiata all’orecchio.</p>
<p>Come portarla alla bocca,</p>
<p>farmi levatrice di parole che taglieranno</p>
<p>il cordone che intreccia i loro anni?</p>
<p>Come dirglielo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lui leva gli occhi dal giornale</p>
<p>come un bambino da sopra una siepe –</p>
<p>di lei il devoto e unico prodigo.</p>
<p>Riesco a sentire l’orologio sul caminetto</p>
<p>a duecento miglia di distanza, quel ticchettio</p>
<p>un pulsare nella musica dei suoi giorni:</p>
<p>il chiocciare sommesso delle galline sulla porta della cucina,</p>
<p>il gorgoglìo e il risucchio della cisterna d’acqua calda</p>
<p>mentre il fuoco della torba infiamma il bollitore;</p>
<p>il rombo dei traghetti alla punta del molo,</p>
<p>il gemito del vento sul versante del podere<em>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È ancora viva, fin quando glielo dirò,</p>
<p>ci invierà le uova la settimana prossima, come sempre,</p>
<p>fasciando ogni fragile ovale</p>
<p>tra le pieghe del <em>Press &amp; Journal</em>;</p>
<p>la pentola con l’arrosto di domani è sulla stufa,</p>
<p>un omaggio allo Shabbat, quando,</p>
<p>come prescritto, si riposerà;</p>
<p>e sarà intenta a pelare patate <em>Golden Wonders</em>,</p>
<p>a scolare aringhe salate da un secchio di plastica,</p>
<p>i loro ventri squamati un arcobaleno nel suo palmo –</p>
<p>fin quando glielo dirò.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RITORNO A CASA </strong></p>
<p><em>(un soldato ritorna dall’Afghanistan) </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A casa, a casa, a casa, sul camion,</p>
<p>stridono le ruote con aria sinistra,</p>
<p>a casa, da mia madre, mio padre, dalla mia ragazza,</p>
<p>ma non posso più tornare a casa con il cuore,</p>
<p>ora che i miei amici giacciono sotto terra,</p>
<p>e il sole del deserto mi ha offuscato la vista,</p>
<p>polvere di memoria da quel fiore cremisi</p>
<p>a soffocare il dolore, sul campo e per strada,</p>
<p>no, non posso, non posso tornare a casa con il cuore</p>
<p>dopo aver fatto ciò che ho fatto</p>
<p>(gli ordini sono ordini, fai ciò che devi fare),</p>
<p>e aver visto ciò che ho visto:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>oh, il sangue le sgorgava dalla pelle</p>
<p>come un fiore dal suo bocciolo, quel bimbo</p>
<p>che si unì correndo, piroettando, ridendo, strillando</p>
<p>alla danza della gioia di famiglia,</p>
<p>li facemmo saltare in aria in una pioviggine di coriandoli spettrali;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e ora io sono qui, a casa, sul camion,</p>
<p>i miei amici sotto terra, ma non posso più tornare a casa</p>
<p>con il cuore, ché non esiste un posto chiamato casa</p>
<p>se il tuo cuore è morto – non più afflitto – morto davvero</p>
<p>per il dolore e il peso del sangue, e cade come i fiori,</p>
<p>fiori cremisi, che sopprimono il dolore e soffocano la mente,</p>
<p>morto, morto, stridono le ruote.</p>
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