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	<title>Gianpaolo Bottacin &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Pfas, secondo il ministro Costa danni per l&#8217;ambiente ammontano a 136 milioni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2019/01/31/pfas-secondo-il-ministro-costa-danni-per-lambiente-ammontano-a-136-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 17:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio Costa]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;Ispra ha comunicato stamani la quantificazione del danno ambientale dei Pfas: 136,8 milioni di euro nelle tre province di Vicenza, Verona e Padova&#8221;. Lo ha detto stamani il ministro dell&#8217;Ambiente, il pentastellato Sergio Costa, in audizione alla Commissione bicamerale Ecomafie. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Ispra ha comunicato stamani la quantificazione del danno ambientale dei Pfas: 136,8 milioni di euro nelle tre province di Vicenza, Verona e Padova&#8221;. Lo ha detto stamani il ministro dell&#8217;Ambiente, il pentastellato Sergio Costa, in audizione alla Commissione bicamerale Ecomafie.<br />
&#8220;In questo modo &#8211; ha spiegato Costa &#8211; il ministero si può costituire in giudizio per quella cifra tramite l&#8217;Avvocatura di Stato nel processo alla proprietà della Miteni di Trissino&#8221;.</p>
<p>A stretto giro è arrivata la replica alle parole del ministro da parte dell&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente Gianpaolo Bottacin: “Ringrazio il ministro Costa che, dopo i vari solleciti che abbiamo fatto al ministero negli ultimi anni, ha tirato le somme grazie al supporto di Ispra e Arpav nella quantificazione del danno ambientale. Sulla questione la Regione ha già deliberato più di un anno fa di costituirsi parte civile, dichiarandosi parte offesa. Adesso il prossimo step che ci attendiamo dal ministero è la fissazione dei limiti ai Pfas. Ricordo infatti che su questa tematica pendono decine e decine di ricorsi contro la Regione, con richieste di risarcimento danni del valore di un centinaio di milioni, per aver posto dei limiti troppo bassi. Abbiamo la necessità di un intervento urgente del ministero sulla questione”.</p>
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		<title>Costabissara, la Regione affida i lavori per l&#8217;invaso sul torrente Orolo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/01/23/costabissara-la-regione-affida-i-lavori-per-linvaso-sul-torrente-orolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 17:47:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Costabissara]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[Isola Vicentina]]></category>
		<category><![CDATA[torrente Orolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Concluse le procedure di gara per l’affidamento dei lavori per il bacino di laminazione sul torrente Orolo, nei Comuni di Costabissara ed Isola Vicentina, ci si avvia ora ad iniziare gli interventi. Lo annuncia l’assessore regionale alla difesa del suolo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Concluse le procedure di gara per l’affidamento dei lavori per il bacino di laminazione sul torrente Orolo, nei Comuni di Costabissara ed Isola Vicentina, ci si avvia ora ad iniziare gli interventi.<br />
Lo annuncia l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin precisando che “dopo le necessarie verifiche di legge, si procederà alla stipula del contratto di appalto, così da poter dare avvio alla progettazione esecutiva delle opere e alla realizzazione delle stesse che, in base al cronoprogramma, dovrebbero prendere avvio entro il mese di settembre e completarsi nell’arco temporale di due anni”.</p>
<p>Da un punto di vista tecnico si tratta di un bacino di 22 ettari, con un volume invasabile massimo di un milione di metri cubi. Le opere di progetto saranno costituite da una cassa di espansione, perimetrata da arginature, con derivazione in sinistra idrografica del torrente Orolo; un manufatto di restringimento per la limitazione delle portate transitanti in alveo, realizzato mediante quinte di restringimento; un manufatto di alimentazione a soglia fissa con parte regolabile presidiata da paratoie; un manufatto di restituzione di emergenza; un manufatto di scarico del bacino di laminazione; arginature per il contenimento dei massimi livelli raggiunti nel bacino in casi di piena</p>
<p>“Stiamo parlando di un altro importantissimo intervento di difesa idraulica – conclude Bottacin &#8211; con cui continuiamo nella nostra opera di messa in sicurezza del territorio veneto e per la realizzazione del quale sono stati impegnati 11 milioni di euro, tra progettazione, realizzazione e costi connessi, tra cui i necessari espropri”.</p>
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		<title>Bacchiglione, via ai lavori di consolidamento degli argini</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/09/08/bacchiglione-via-ai-lavori-di-consolidamento-degli-argini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Sep 2018 14:24:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bacchiglione]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono partiti in questi giorni i lavori di consolidamento delle difese arginali del fiume Bacchiglione, a valle del Ponte in Comune di Longare. Gli interventi, del valore complessivo di circa 200.000 euro, serviranno a contenere le erosioni della scarpata interna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono partiti in questi giorni i lavori di consolidamento delle difese arginali del fiume Bacchiglione, a valle del Ponte in Comune di Longare. Gli interventi, del valore complessivo di circa 200.000 euro, serviranno a contenere le erosioni della scarpata interna sulla sinistra idraulica.<br />
“Per rafforzare la sicurezza del territorio – dice l’assessore alla Difesa del Suolo Gianpaolo Bottacin &#8211; si procederà alla realizzazione di due scogliere in massi ciclopici a secco, ripristinando così i due tratti della sponda interna dell’argine sinistro, attualmente in erosione”.<br />
Dal punto di vista dimensionale, si tratta di due scogliere di 150 metri di lunghezza per 3,40 metri d’altezza e di 30 metri di lunghezza per 4,80 metri di altezza, che garantiranno una solida protezione dei due tratti di sponda, andando a riempire i vuoti che si sono creati nel terreno.<br />
Durante i lavori saranno inoltre rimosse dalle sponde del Bacchiglione una settantina di alberature schiantate, alberi a rischio di caduta in acqua, per evitare che un’eventuale piena li trascini nell’alveo, dalla località Ponte dello Stadio nel Comune di Vicenza fino al limite del circondario idraulico di Vicenza in località Cucca del Comune di Montegaldella, attraversando i territori a valle del Comune di Vicenza, Longare, Montegalda e appunto Montegaldella.<br />
&#8220;L’asportazione degli schianti presenti nell’alveo del fiume consentirà di garantire l’efficienza idraulica – aggiunge Bottacin &#8211; evitando che i rami siano d’ostacolo al libero deflusso delle acque. Ma provvederemo altresì allo sfalcio della vegetazione lungo le arginature sinistre e destre del Bacchiglione per assicurare la pulizia e la visibilità delle opere di difesa idraulica, precisamente da Villa Capra a Vicenza fino alla località Cucca del Comune di Montegaldella per un’estensione di ben 360.000 metri quadrati&#8221;.<br />
&#8220;Tra gli interventi previsti e in fase di realizzazione a cura delle nostre strutture territoriali &#8211; conclude Bottacin -, c’è inoltre il ringrosso e rialzo in terra di un tratto dell’argine sinistro del Bacchiglione a valle del Ponte dello Stadio a Vicenza, così da garantire la transitabilità dei mezzi operativi&#8221;.<br />
In base al cronoprogramma i diversi interventi si dovrebbero concludere entro i primi mesi del 2019.</p>
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		<title>Pfoa nelle vongole del Delta del Po, scontro tra Zanoni e Bottacin</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/06/22/pfoa-nelle-vongole-del-delta-del-po-scontro-tra-zanoni-e-bottacin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2018 20:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanoni]]></category>
		<category><![CDATA[Deta del Po]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
		<category><![CDATA[Pfoa]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; di pochi giorni fa la notizia di uno studio dell’Università di Milano che ha rilevato una concentrazione di Pfoa pari a 31 nanogrammi per ogni grammo di vongole. Una quantità che non ha uguali in Europa e ben superiore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; di pochi giorni fa la notizia di uno studio dell’Università di Milano che ha rilevato una concentrazione di Pfoa pari a 31 nanogrammi per ogni grammo di vongole. Una quantità che non ha uguali in Europa e ben superiore ai 3,6 ‘certificati’ nel 2013 dal CNR per i mitili del Delta del Po.</p>
<p>Sul tema è intervenuto il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, primo firmatario di un’interrogazione a risposta immediata sottoscritta anche dal collega Graziano Azzalin e da Cristina Guarda della Lista AMP.</p>
<p>“Le vongole rappresentano un’attività utile non solo per il Delta del Po, ma per tutta l’economia regionale. Quindi la scoperta di partite contaminate da Pfas, le sostanze perfluoroalchiliche che già hanno contaminato migliaia di cittadini in particolare del Vicentino, ci preoccupa non poco. Quali controlli e monitoraggi intende fare la Regione, che su Pfoa e Pfas si è mossa con un imbarazzante ritardo?”, chiede Zanoni.</p>
<p>Nel pomeriggio è arrivata la risposta dell’assessore all’ambiente della Regione del Veneto Gianpaolo Bottacin. &#8220;Fa piacere che il consigliere Zanoni abbia finalmente capito quanto andiamo ripetendo invano da anni in tutte le sedi e cioè che le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS e PFOAS) sono presenti lungo tutta l’asta del Po, con picchi di inquinamento non diversi da quelli registrati nelle zone del vicentino. Lo diciamo noi ma lo diceva con grande chiarezza e autorevolezza scientifica uno studio del CNR del 2013”.</p>
<p>“Nessuna Regione, a parte la nostra, è intervenuta – sottolinea l’assessore – con il risultato che i PFAS pare siano diventati un fenomeno esclusivamente veneto. La realtà, invece, è che la Regione del Veneto è l’unica ad aver reagito con screening di massa sulla popolazione, filtri agli acquedotti e addirittura con la progettazione di un nuovo acquedotto”.</p>
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		<title>Numero unico 112, Bottacin: &#8220;Serve cautela, dobbiamo essere certi che funzioni&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/uncategorized/2018/06/22/numero-unico-112-bottacin-serve-cautela-dobbiamo-essere-certi-che-funzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2018 16:55:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[112]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Balzanelli]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[“Serve cautela. Prima di attivare il numero unico per le emergenze 112 bisogna essere certi che funzioni”. A dirlo è l’assessore alla protezione civile della Regione del Veneto Gianpaolo Bottacin, commentando le preoccupazioni espresse dal presidente nazionale della Società Italiana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Serve cautela. Prima di attivare il numero unico per le emergenze 112 bisogna essere certi che funzioni”. A dirlo è l’assessore alla protezione civile della Regione del Veneto Gianpaolo Bottacin, commentando le preoccupazioni espresse dal presidente nazionale della Società Italiana Sistema 118 Mario Balzanelli sulla scelta dell’Italia di procedere all’introduzione del numero unico di emergenza 112, invece che affiancarlo al 118 come indicato dall’Unione Europea. Secondo Balzanelli nello smistamento delle telefonate si perde tempo prezioso nel soccorso salva-vita.</p>
<p>“La Regione del Veneto – aggiunge l’assessore &#8211; sta osservando il funzionamento del 112 presso chi lo ha istituito. Ma siamo sempre stati cauti proprio perché il doppio passaggio allunga i tempi, con i rischi che ne conseguono. E quindi prima di attivarlo in Veneto la verifica deve darci sicurezze almeno su due fronti: da un lato che siamo assolutamente certi che non si allunghino i tempi di risposta all’emergenza; dall’altro che lo Stato ci riconosca risorse congrue, in considerazione del fatto che quasi il 60 percento delle chiamate non sono relative a soccorso sanitario ma a strutture facenti capo allo Stato (vigili del fuoco, carabinieri e polizia) non alla Regione”.</p>
<p>“Costa circa 5 milioni all&#8217;anno attivare il servizio in Veneto – conclude l’assessore &#8211; ma prima di attivarlo dobbiamo assolutamente essere certi che funzioni perfettamente e non metta a rischio la vita di chi si rivolge a questo servizio”.</p>
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		<title>Presentata la nuova App che informa sull&#8217;arrivo dei temporali in Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/clima/2018/06/05/presentata-la-nuova-app-che-informa-sullarrivo-dei-temporali-in-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 16:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[temporali]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo sistema per il monitoraggio e la segnalazione in tempo reale dell’arrivo di temporali o, in generale, di precipitazioni intense è stato messo a punto da ARPAV ed è ora disponibile per chiunque, scaricando una specifica “App Temporali” sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo sistema per il monitoraggio e la segnalazione in tempo reale dell’arrivo di temporali o, in generale, di precipitazioni intense è stato messo a punto da ARPAV ed è ora disponibile per chiunque, scaricando una specifica “App Temporali” sul proprio smartphone. L’applicazione è stata presentata oggi a Venezia dall’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin, coadiuvato da Alberto Luchetta Direttore del Dipartimento Sicurezza del territorio di ARPAV.</p>
<p>“Si tratta di un servizio in più reso al cittadino – ha spiegato l’assessore – perché sia informato in anticipo su possibili fenomeni intensi e programmare così le sue attività, soprattutto quelle all’aria aperta. Nasce dalla possibilità data dai radar meteo in gestione all’ARPAV, che forniscono dati elaborati in modo automatico e in tempi molto brevi. E’ un sistema realizzato completamente in casa e le uniche spese vive sono quelle per l’utilizzo dei server necessari a consentire agli utenti di accedere al servizio”.</p>
<p>Lucchetta ha fatto presente che sul Veneto si registrano in media da 10 a 30 giorni con piogge intense (superiori a di 10 mm) nei mesi da maggio a settembre. Nel periodo dal 1993 al 2016 la media è salita localmente di 1 o 2 giorni nella parte settentrionale della regione. Le precipitazioni intense e di breve durata (con quantitativi massimi maggiori) interessano invece soprattutto le zone costiere, come è avvenuto, ad esempio il 26 settembre 2007 a Mestre con 250 mm. in 3 ore e oltre 300 mm. a Valle Averto. Questa App non ha finalità di protezione civile ma rappresenta un utile ausilio per rimanere informati sull&#8217;evoluzione meteorologica nelle aree di interesse dell&#8217;utente.</p>
<p>Il sistema è basato sul telerilevamento dei radar ARPAV di Teolo e Concordia Sagittaria e anche sui dati forniti da quello di Monte Macaion (in Trentino Alto Adige), che vengono poi elaborati dai server. L’App una volta scaricata sullo smartphone consente di visualizzare le immagini e ricevere le notifiche per i comuni scelti dall’utente (fino a tre) con la possibilità di scegliere l’estensione dell’area (da 10 a 50 km.) entro la quale si vuole ricevere l’avviso. Il sistema offre la possibilità di selezionare anche l&#8217;intensità della precipitazione (intensa o molto intensa) e l&#8217;intervallo tra le notifiche. Funziona anche su Bot Telegram ma si può selezionare un solo comune.</p>
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		<title>Dalla Regione nuovi contributi per la rottamazione delle vecchie auto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/05/30/dalla-regione-nuovi-contributi-per-la-rottamazione-delle-vecchie-auto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2018 11:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[rottamazione]]></category>
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					<description><![CDATA[La Giunta regionale ha riproposto anche per il 2018 un bando dedicato a chi decide di acquistare nuovi autoveicoli rottamando il proprio vecchio mezzo inquinante. “Dopo aver soddisfatto tutte le richieste pervenute lo scorso anno, nella delibera che ho portato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>La Giunta regionale ha riproposto anche per il 2018 un bando dedicato a chi decide di acquistare nuovi autoveicoli rottamando il proprio vecchio mezzo inquinante.</div>
<div></div>
<div>“Dopo aver soddisfatto tutte le richieste pervenute lo scorso anno, nella delibera che ho portato in votazione questa settimana – afferma l’assessore all&#8217;ambiente Gianpaolo Bottacin – abbiamo infatti approvato un nuovo bando che per l’anno corrente mette a disposizione dei soggetti privati residenti nel Veneto mezzo milione di euro di contributi per la rottamazione di veicoli inquinanti e la loro sostituzione con veicoli a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione”.</div>
<div></div>
<div>Rottamando autovetture adibite al trasporto persone, che appartengano alle classi emissive benzina Euro 0 ed Euro 1 o gasolio Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3, potrà essere assegnato ai beneficiari un contributo variabile a seconda del tipo di nuovo mezzo acquistato. Il contributo sarà pari a 3.500 euro per autoveicoli elettrici o per autoveicoli ibridi (benzina/elettrica) a classe emissiva Euro 6, a 2.000 euro per autoveicoli bifuel (benzina/GPL o benzina/metano) sempre a  classe emissiva Euro 6. Le domande, il cui modulo sarà pubblicato sul BUR nei prossimi giorni, dovranno pervenire alla Direzione Regionale Ambiente entro il 31 luglio 2018. Oltre al reddito si terrà conto dell’ordine cronologico di arrivo delle domande, fino ad esaurimento delle disponibilità finanziarie.</div>
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		<title>Pfas, ora è ufficiale: Dell&#8217;Acqua nominato commissario</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/salute/2018/05/29/pfas-ora-e-ufficiale-dellacqua-nominato-commissario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 16:57:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Dell'Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Con ordinanza del Capo del Dipartimento nazionale della protezione civile, il direttore generale di ARPAV, Nicola Dell’Acqua, è stata nominato commissario delegato per le problematiche connesse alla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas) nelle falde idriche delle province di Vicenza, Verona [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con ordinanza del Capo del Dipartimento nazionale della protezione civile, il direttore generale di ARPAV, Nicola Dell’Acqua, è stata nominato commissario delegato per le problematiche connesse alla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas) nelle falde idriche delle province di Vicenza, Verona e Padova. La nomina è conseguente alla dichiarazione dello stato di emergenza del 21 marzo scorso da parte del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>“Si tratta dell’atto formale – commenta l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin  – con cui viene affidata la gestione commissariale ad una persona esperta e pragmatica, che peraltro ha già ricoperto il ruolo di commissario anche in altre situazioni emergenziali a livello nazionale”.</p>
<p>“Il dott. Dell’Acqua – aggiunge l’assessore – conosce bene la problematica dei Pfas, essendo tra l’altro anche Coordinatore della Commissione regionale “Ambiente e Salute”, e saprà affrontarla ora anche in questa sua nuova veste nel miglior modo possibile, soprattutto per accelerare i tempi delle fasi successive degli interventi”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Pfas, ampliati i confini geografici per le aree a rischio. Potenziati i filtri della centrale idrica di Lonigo</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/ambiente/2018/05/22/pfas-ampliati-i-confini-geografici-per-le-aree-a-rischio-potenziati-i-filtri-della-centrale-idrica-di-lonigo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2018 10:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Acque Veronesi]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[Lonigo]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Con una delibera approvata ieri lunedì 21 maggio la Giunta Regionale ha apportato importanti modifiche al “Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta a sostanze perfluoroalchiliche (PFAS)”, varato nel 2016, che prevede un percorso di prevenzione, diagnosi precoce e presa in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una delibera approvata ieri lunedì 21 maggio la Giunta Regionale ha apportato importanti modifiche al “Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta a sostanze perfluoroalchiliche (PFAS)”, varato nel 2016, che prevede un percorso di prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico delle patologie cronico-degenerative potenzialmente associate a PFAS.<br />
Con l’atto approvato ieri sono state ridefinite l’Area di impatto (Area Rossa A e B), l’Area riferita alle captazioni autonome ad uso potabile (Area Arancione) e l’Area di attenzione (Area Gialla), ricomprendendo al loro interno nuovi Comuni o parti di Comuni rispetto a quelli già individuati con la delibera 2133/2016, individuati sulla base dei limiti geografici comunali, ma con un metodo più preciso basato sulla identificazione della rete idrica di distribuzione .<br />
Nella nuova “Area Rossa A” sono compresi: Alonte (VI), Asigliano Veneto (VI), Brendola (VI), Cologna Veneta (VR), Lonigo (VI), Montagnana (PD), Noventa Vicentina (VI), Orgiano (VI-nuovo), Poiana Maggiore (VI), Pressana (VR), Roveredo di Guà (VR), Sarego (VI), Zimella (VR).<br />
Nella nuova “Area Rossa B” sono, invece, ricompresi: una frazione minima del Comune di Agugliaro (VI-nuovo), Albaredo d’Adige (VR), Arcole (VR), Bevilacqua (VR), Bonavigo (VR), parzialmente il Comune di Borgo Veneto (PD-nuovo), Boschi Sant’Anna (VR), parzialmente il Comune di Casale di Scodosia (PD-nuovo), Legnago (VR), una frazione minima del Comune di Lozzo Atestino (PD-nuovo), una frazione minima (Catena) del Comune di Megliadino San Vitale (PD-nuovo), una frazione minima del Comune di Merlara (PD-nuovo), Minerbe (VR), Terrazzo (VR), Urbana (PD), parzialmente il Comune di Val Liona (VI-nuovo), Veronella (VR).</p>
<p>Intanto la Regione ha fatto sapere che la centrale di produzione idrica di Madonna di Lonigo (Vicenza), gestita dalla società Acque Veronesi, e che provvede all’approvvigionamento idrico di comuni delle province di Vicenza, Verona e Padova, ha potenziato il processo di trattamento dell’acqua potabile con ulteriori 10 filtri carbone attivo (GAC), che vanno ad aggiungersi ai 5 filtri rapidi a sabbia (potenzialità 500 l/s) e ai 10 filtri GAC già attivi per l’abbattimento dei composti PFAS. “Acque Veronesi va ringraziata – ha detto l’assessore veneto all&#8217;ambiente Gianpaolo Bottacin – per la velocità con cui i lavori sono stati eseguiti e la chiarezza delle idee. Come Regione ci eravamo attivati fin dall’inizio di questa emergenza e quando l’Istituto Superiore di Sanità ci ha detto di decidere noi i limiti per i PFAS, abbiamo indicato il valore “zero” per la “zona rossa”. Sono state ulteriormente potenziate le azioni di filtraggio che sono ora le più avanzate a livello europeo&#8221;.</p>
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		<title>Inquinamento, Legambiente: &#8220;Emergenza smog cronica in tutto il Veneto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 16:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Lazzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[Aria sempre più irrespirabile in Veneto. Nel 2017 tutti i capoluogo di provincia del Veneto, si salva solo Belluno, si confermano fuorilegge con livelli di Pm10 alle stelle: Padova 102, Venezia 94, Vicenza 90, Treviso 83, Rovigo 80, Verona 73, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aria sempre più irrespirabile in Veneto. Nel 2017 tutti i capoluogo di provincia del Veneto, si salva solo Belluno, si confermano fuorilegge con livelli di Pm10 alle stelle: <strong>Padova 102, Venezia 94, Vicenza 90, Treviso 83, Rovigo 80, Verona 73, Belluno 18</strong>. &#8220;Situazione critica in tutta la Pianura Padana e in tutto il territorio veneto&#8221;, denuncia Legambiente, &#8220;dove non si registra alcun accenno a miglioramenti anzi peggio, si configura l’abbandono della cabina di regia da parte della Regione Veneto&#8221;.<br />
Il rapporto veneto sull’inquinamento atmosferico regionale di Legambiente è stato presentato oggi a Padova per fare il punto sulla grave situazione dell’inquinamento atmosferico che affligge i polmoni dei cittadini della regione.</p>
<p>É un dato di fatto quanto l’emergenza smog sia sempre più cronica in Veneto: anche nei primi tre mesi del 2018 abbiamo iniziato molto male: a Padova, nei primi 90 giorni del 2018 sono stati 37 i giorni oltre la soglia per la salute umana. A Venezia 33, Vicenza 28, Treviso 27, Rovigo e Verona 23 (Belluno 4).<br />
Insomma un inizio anno da “codice rosso” a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili, al quale nessuna Amministrazione Locale ha saputo rispondere adeguatamente ma solo con deboli ordinanze derivanti dall’accordo padano e misure tampone che non hanno sortito alcun effetto.</p>
<p>“Tutto sommato questo non ci deve allarmare più di quanto lo possiamo già essere – commenta Andrea Casazza di Legambiente, estensore del rapporto – visto che il trend degli ultimi anni è circa un giorno su tre oltre il limite di legge, fissato a 50 μg/ m3 dall’ organizzazione mondiale della sanità. Non dobbiamo allarmarci più di quanto lo siamo già, ma dobbiamo proprio esserlo, e davvero molto”. Infatti è bene ricordare che stiamo parlando di un problema sanitario che incide enormemente sulla salute dei veneti: sono oltre 60 mila l’anno le morti per smog in Italia e la situazione continua ad essere drammatica dato che il problema, diffuso principalmente in pianura padana, ha costretto le regioni del nord italia e il Ministero all’Ambiente all’avvio di un tortuoso accordo di programma anti-smog sovra regionale.</p>
<p>Secondo Legambiente è chiaro che l’accordo di programma nasce dalla necessità di dare una risposta alle procedure di infrazione europee contro l’Italia per i frequenti superamenti dei limiti di qualità dell’aria negli anni passati (dal 2006) e poi ancora per la non corretta applicazione della direttiva del 2008 che imponeva all’Italia politiche efficaci per ridurre drasticamente e in poco tempo le emissioni inquinanti. “Un accordo dunque – commenta Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – che risponde alle esigenze di equilibrismo della politica ma non alle esigenze sanitarie dei cittadini. È infatti molto evidente, come emerge da questo rapporto, che le misure intraprese non sono affatto sufficienti neppure per farci uscire rapidamente dall’emergenza, figuriamoci se ci proponessimo di rendere l’inquinamento nella Pianura Padana privo di rilevanza sanitaria, secondo i valori guida suggeriti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità&#8221;.</p>
<p>L’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin ha voluto commentare nel pomeriggio il rapporto sull&#8217;inquinamento atmosferico in Veneto presentato oggi da Legambiente. “La criticità per quanto riguarda la situazione dell’aria in Veneto c’è, ma va anche detto che i livelli degli inquinanti negli ultimi dieci anni sono calati del 40% grazie agli interventi messi in campo. Ciò nonostante si registrano ancora troppi sforamenti e la Regione resta attivamente impegnata su questo fronte”.</p>
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