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	<title>Giuseppe Pan &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Agroalimentare, in Veneto corre più degli altri settori e vale il 10% del Pil</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2018 17:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ il settore agroalimentare la ‘lepre’ dell’economia veneta: la filiera dei cibi ‘made in Veneto’ di qualità, dell’industria di trasformazione e commercializzazione e della ristorazione corre più forte dell’economia regionale. Il fatturato delle sue 44 mila imprese supera i 56 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ il settore agroalimentare la ‘lepre’ dell’economia veneta: la filiera dei cibi ‘made in Veneto’ di qualità, dell’industria di trasformazione e commercializzazione e della ristorazione corre più forte dell’economia regionale. Il fatturato delle sue 44 mila imprese supera i 56 miliardi di euro e nel triennio 2013-2015 è cresciuto mediamente del 2,5 per cento, quasi un punto in più rispetto ai ritmi del Pil regionale. A scattare l’istantanea sul ‘core business’ dell’agroalimentare veneto è l’ultimo numero di Statistiche Flash, il focus mensile di approfondimento dell’Ufficio Statistica della Regione Veneto (<a href="http://statistica.regione.veneto.it/pubblicazioni_statistiche_flash.jsp">http://<i>www.regione.veneto.it/web/statistica</i>)</a>. Restringendo l’obiettivo sulla filiera ‘ristretta’, cioè alle sole attività ‘industriali di trasformazione, commercializzazione e ristorazione, la crescita dell’agroalimentare veneto diventa addirittura un ‘galoppo’: più 6,1 per cento annuo. Le imprese venete agroalimentari, che in termini numerici valgono il 7,7 per cento del totale italiano, producono il 13,3 per cento del fatturato italiano di settore.</p>
<p>“Il settore ‘food’ in Veneto è uno dei pilastri della nostra economia – sottolinea l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan – non solo per la capacità di produrre alimenti di qualità certificata, con ben 91 eccellenze tra Dop (<i>Denominazione di origine protetta</i>), Igp (<i>Indicazione geografica protetta</i>) e Stg (<i>Specialità tradizionale garantita</i>), ma soprattutto per la sua componente industriale di lavorazione e di commercializzazione, di cui la ristorazione è un tassello fondamentale.  La mera produzione agricola vale il 20 per cento del settore ‘food’, il resto è dato dal commercio alimentare (35%), dall’industria alimentare e delle bevande (22%) e dalla ristorazione (23%). Nell’anno dedicato al ‘cibo italiano’, il Veneto dimostra di essere uno dei leader nella buona tavola, nell’export e nella capacità di coniugare cibo, turismo e occupazione. Il cibo è sempre più un prodotto culturale, un brand, un elemento di identità e di orgoglio e un motore di sviluppo economico da valorizzare in tutti i suoi aspetti: a scuola, nella formazione, nella pianificazione territoriale e negli investimenti infrastrutturali”.</p>
<p>La ‘lepre’ dell’industria agroalimentare veneta corre grazie alla fantasia e alla produttività dei suoi imprenditori e dei suoi addetti:  nel 2015 il valore aggiunto per addetto nel settore è stato di 66 mila euro, quasi 10 mila euro in più rispetto al valore medio nazionale, posizionando il Veneto sul podio delle tre regioni con il maggior valore aggiunto per addetto, alle spalle di Lombardia ed Emilia Romagna. Dal 2008 al 2015 il valore aggiunto per addetto nell’industria agroalimentare veneta è cresciuto di circa 20 mila euro. “Un dato da sottolineare con evidenza &#8211; commenta Pan – perché valorizza la laboriosità dei veneti, ma anche le politiche a sostegno sull’innovazione e della competitività del settore e degli investimenti strutturali nell’agroindustria, nell’agriturismo e nei settori a più alto valore aggiunto, come il vino. Investimenti resi possibili grazie anche alla leva dei fondi del Programma di sviluppo rurale”</p>
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		<title>Lupi, al via la sperimentazione del monitoraggio con radiocollare</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/07/25/lupi-al-via-la-sperimentazione-del-monitoraggio-con-radiocollare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2018 16:52:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Asiago]]></category>
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					<description><![CDATA[Radiocollare in arrivo per i lupi nelle aree comprese tra Lessinia, Monte Carega a Altopiano di Asiago. E’ quanto ha annunciato oggi l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, al tavolo regionale per la gestione del lupo e dei grandi carnivori, convocato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Radiocollare in arrivo per i lupi nelle aree comprese tra Lessinia, Monte Carega a Altopiano di Asiago. E’ quanto ha annunciato oggi l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, al tavolo regionale per la gestione del lupo e dei grandi carnivori, convocato a Venezia. La cattura di alcuni esemplari e la loro geolocalizzazione mediante radiocollare permanente (con sgancio da remoto) è la nuova proposta presentata dalla Regione Veneto, e già approvato in via preliminare dal Ministero dell’Ambiente e dall’Ispra, per una gestione ‘proattiva’ dell’animale carnivoro che da qualche anno ha ripopolato l’area montana del Veneto. Potranno essere catturati e anestetizzati fino a 10 esemplari (l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha specificato tecniche, modalità e presidi ai fini di garantire l’incolumità) tra la metà dell’estate e sino alla fine dell’inverno, al fine di dotarli di collari GPS-VHF per monitorarne con precisione abitudini di vita, spostamenti e attività.</p>
<p>“Si tratta della prima esperienza in Europa dell’utilizzo della telemetria per la mitigazione del conflitto tra uomo e lupo”, spiega l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan. “I sistemi di cattura e di immobilizzazione farmacologica sono già stati sperimentati con successo in Toscana e nel parco della Maiella. Ora, grazie al supporto scientifico del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Sassari e alla collaborazione tra polizia provinciale, personale della Regione, personale del Parco, agenti dei Carabinieri Forestale, sarà possibile gestire un progetto di stretto monitoraggio degli spostamenti, di conoscenza dettagliata della consistenza e delle attività dei branchi, ma soprattutto di allerta agli allevatori: quando il lupo si avvicinerà alle aree di allevamento e di pascolo scatteranno ‘barriere virtuali’ e segnali di allerta in modo da avvisare l’allevatore e da scoraggiare il predatore con luci stroboscopiche e avvisi acustici”.</p>
<p>L’utilizzo congiunto di videotrappole, sistemi di rilevazione telemetrica e di analisi genetiche – sottolinea Pan – saranno determinanti per consentire di intervenire prontamente e adeguare gli interventi di prevenzione anche in base agli spostamenti degli animali. “L’obiettivo – specifica l’assessore &#8211; è superare una gestione meramente passiva dei danni inferti con le predazioni e sposare invece un nuovo approccio, proattivo, di gestione del conflitto e quindi della convivenza tra zootecnìa e presenza del lupo”.</p>
<p>Negli ultimi tre anni – ha ricordato l’assessore &#8211; la Regione è intervenuta a tutela degli allevatori con ogni mezzo consentito, nel rispetto del regime di protezione: monitoraggio dei branchi, indennizzo dei capi predati, fornitura di 200 recinti elettrificati, consegna di 10 pastori maremmani abruzzesi come cani da guardianìa, formazione e supporto agli allevatori per gestire correttamente mandrie e greggi. “Ora, la sperimentazione della telemetria satellitare aggiunge un ulteriore e innovativo strumento di prevenzione”, rimarca Pan.</p>
<p>Il progetto – specifica l’assessore &#8211; servirà anche per lo studio scientifico e la mappatura genetica dei branchi favorendo una migliore conoscenza della specie in un territorio che, nel secolo scorso, ha perso confidenza con la presenza del lupo e si trova impreparato a difendere il proprio patrimonio zootecnico. La mappatura genetica servirà anche ad individuare eventuali esemplari ibridi (la cui presenza per ora non è stata rilevata in Veneto), e a favorirne la cattura. Per la realizzazione del progetto si preventiva una spesa di circa 150 mila euro nell’arco del biennio.</p>
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		<title>Protocollo anti-lupi, la firma a Venezia tra Regione, Coldiretti e Arav</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/ambiente/2018/07/09/protocollo-anti-lupi-la-firma-a-venezia-tra-regione-coldiretti-e-arav/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 17:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Flora e fauna]]></category>
		<category><![CDATA[Arav]]></category>
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					<description><![CDATA[Domani martedì 10 luglio, alle ore 10.15, a palazzo Balbi (sala Pedenin) l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, sottoscriverà, a nome del presidente della Regione, con Coldiretti  Veneto e l’Associazione regionale allevatori del Veneto, rappresentate rispettivamente da Martino Cerantola e da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domani martedì 10 luglio, alle ore 10.15, a palazzo Balbi (sala Pedenin) l’assessore regionale all’Agricoltura, <strong>Giuseppe Pan</strong>, sottoscriverà, a nome del presidente della Regione, con Coldiretti  Veneto e l’Associazione regionale allevatori del Veneto, rappresentate rispettivamente da <strong>Martino Cerantola</strong> e da <strong>Floriano De Franceschi</strong>,  il protocollo d’intesa per fronteggiare i danni arrecati dalla presenza del lupo. Il documento sarà sottoscritto anche dai rappresentanti delle centrali della cooperazione lattiero-casearia dell’area montana e pedemontana veneta.</p>
<p>Il documento impegna la Regione a proseguire il monitoraggio sulla presenza del grande carnivoro sulle montagne venete, a coprire integralmente i costi sostenuti dagli allevatori per recinti elettrificati e cani da guardianìa e a contribuire all’adozione di ulteriori sistemi di protezione del bestiame. La Regione Veneto si impegna, inoltre, ad erogare gli indennizzi per le predazioni subìte  entro tre mesi dalla data dell’accertamento del danno e a promuovere iniziative di informazione e formazione degli allevatori per prevenire le perdite.</p>
<p>Nel 2017 la Regione Veneto ha pagato agli allevatori 137 mila euro a ristoro dei danni causati delle predazioni. Nel 2018 il bilancio regionale ha stanziato 200 mila euro di aiuti per allevatori e pastori che investono  in recinti elettrificati e in dissuasori  faunistici.</p>
<p>“Il protocollo – spiega l’assessore Pan – intende valorizzare tutti gli strumenti e le strategie di prevenzione e responsabilizza allevatori e categorie economiche ad avvalersi di tutte le misure messe in campo dalla Regione per contenere al massimo i danni causati dal ritorno del lupo nell’area alpina, dopo secoli di assenza.”.</p>
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		<title>Pesca, 21 milioni dalla Regione per le imprese ittiche del Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 17:17:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il via libera da parte della terza commissione consiliare può decollare in Veneto il terzo bando regionale rivolto alle imprese ittiche venete della pesca professionale e dell’acquacoltura, nell’ambito della programmazione FEAMP 2014-2020.  “Il bando, che vale 21 milioni di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il via libera da parte della terza commissione consiliare può decollare in Veneto il terzo bando regionale rivolto alle imprese ittiche venete della pesca professionale e dell’acquacoltura, nell’ambito della programmazione FEAMP 2014-2020.  “Il bando, che vale 21 milioni di euro &#8211; ricorda l’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca, Giuseppe Pan &#8211;   mira a dare sostegno alle imprese che ammodernano, innovano e diversificano le proprie attività in un ottica di maggior tutela ambientale e un uso più efficiente delle risorse naturali secondo i principi fissati dalle normative comunitarie di settore. Sono 24 le misure finanziate, 20 per la pesca e 4 per l’acquacoltura”.</p>
<p>Le risorse messe a bando sono pari a 21.229.160 euro, che unitamente alle risorse rese disponibili nei due precedenti bandi (15 milioni di euro) e ai 6,4 milioni destinati ai due Gruppi di azione costiera (FLAG) veneti, il GAL Venezia Orientale  (VEGAL) e il GAC di Chioggia e Delta del Po, rappresentano l’intera disponibilità finanziaria del fondo FEAMP, in capo alla Regione del Veneto, destinata al comparto ittico.</p>
<p>“Lo stato di avanzamento del programma risulta in linea con quanto previsto dalle disposizioni comunitarie e con il programma operativo nazionale FEAMP &#8211; sottolinea Pan &#8211; e colloca il Veneto tra le regioni più virtuose a livello nazionale”. “Mancano ancora oltre due anni alla conclusione del ciclo settennale della programmazione comunitaria &#8211; ricorda l’assessore – e la Regione Veneto, dati i tempi ancora disponibili, potrà apportare eventuali rimodulazioni finanziarie, mirate in particolare ad integrare quelle misure di intervento che si sono rivelate di maggior interesse per le imprese ittiche del territorio”.</p>
<p>“Regione e operatori del mondo ittico guardano tuttavia con grande preoccupazione alla ventilata riduzione dei fondi Ue per il prossimo ciclo finanziario 2021-2017 – avverte l’assessore – consapevoli del rilevante interesse economico che il comparto ittico riveste nelle regioni adriatiche.  La prospettiva di un taglio del 5 per cento alle risorse Feamp rischia di mettere a repentaglio l’attività delle nostre flotte e, soprattutto, la competitività delle piccole e piccolissime imprese che sinora stanno garantendo l’equilibrio tra istanze produttive e commerciali e sostenibilità ambientale. Sono in contatto diretto con il ministro dell’Agricoltura  Centinaio perché, in sede europea, il governo italiano si batta al fine di definire con chiarezza i criteri utilizzati per la distribuzione dei fondi e per introdurre più flessibilità per gli aiuti alle flotte tenute a rispettare fermi temporanei . In particolare, per le flotte della piccola pesca, c’è bisogno di semplificare e alleggerire gli obblighi e di promuovere di più e meglio le possibilità di integrare attività ittiche e turismo”.</p>
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		<title>Caccia, approvato il calendario venatorio: si parte il 16 settembre</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/06/13/caccia-approvato-il-calendario-venatorio-si-parte-il-16-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2018 12:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Flora e fauna]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pan]]></category>
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					<description><![CDATA[La Giunta regionale del Veneto ha approvato, su proposta dell’assessore alla caccia,  il calendario venatorio 2018-2019. La stagione aprirà il 16 settembre 2018 e si chiuderà il 31 gennaio 2019. Il calendario indica anche specifici periodi a seconda della specie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta regionale del Veneto ha approvato, su proposta dell’assessore alla caccia,  il calendario venatorio 2018-2019. La stagione aprirà il 16 settembre 2018 e si chiuderà il 31 gennaio 2019. Il calendario indica anche specifici periodi a seconda della specie cacciabili. Il calendario prevede alcune giornate di preapertura (1, 2, 3, 9 e 10 settembre) per le specie merlo, ghiandaia, gazza, cornacchia nera e cornacchia grigia. La preapertura per la caccia alla specie tortora è limitata a solo due giornate, 1 e 2 settembre. Per la caccia da appostamento a ghiandaia, gazza, cornacchia nera e cornacchia grigia sono previste, inoltre, alcune giornate di posticipo (il 2, 3, 4, 6, 7, 9 e 10 febbraio 2019).</p>
<p>“Anche quest’anno – sottolinea l’assessore Giuseppe Pan – il lungo e approfondito lavoro istruttorio, che ha coinvolto Regione, Province e Ispra, ha prodotto un calendario equilibrato, rispettoso dell’ambiente, delle normative europee e nazionali e del diritto dei cacciatori ad esercitare la loro passione”.</p>
<p>Rispetto alla passata stagione le uniche novità di rilievo riguardano i tempi di prelievo delle specie moretta e combattente (entrambe specie in stato di conservazione sfavorevole)  il cui prelievo non sarà consentito prima del 1° ottobre e avrà termine di chiusura anticipata: la caccia alla moretta si concluderà il 20 gennaio, mentre per il combattente, al pari della precedente stagione, il termine sarà il 31 ottobre.</p>
<p>Il provvedimento contiene, come ogni anno, uno specifico limite quantitativo dei carnieri, norme specifiche per le aziende agri-turistico-venatorie, regole per l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia, limitazioni nelle zone di protezione speciale (ZPS). In particolare, per le allodole, il calendario venatorio 2018-2019 prevede che il carniere massimo giornaliero e stagionale per cacciatore sia rispettivamente pari a 10 e 50 capi, in attuazione al piano di gestione nazionale per questa specie.</p>
<p>“Per quanto riguarda la selvaggina stanziale – sottolinea l’assessore &#8211; l’amministrazione regionale ripropone un calendario unico a livello regionale, senza differenziazioni tra Provincie e tra ambiti territoriali di caccia. Questa scelta consente di semplificare e razionalizzare l’attività venatoria nel territorio regionale”.</p>
<p>La caccia agli ungulati (daino, camoscio alpino, capriolo, cervo, muflone) è autorizzata e regolamentata dalle Province il cui territorio ricade in tutto o in parte nella Zona faunistica delle Alpi, così come previsto dalla Giunta regionale del 6 marzo scorso.</p>
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		<title>Assalto di lupi ad un gregge a Gallio, assessore Pan: &#8220;Recinti non erano adeguati&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/05/24/assalto-di-lupi-ad-un-gregge-a-gallio-assessore-pan-recinti-non-erano-adeguati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 15:12:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Flora e fauna]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Gallio]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pan]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione Veneto ha inviato i propri tecnici a Gallio, sull’altopiano di Asiago, in sopralluogo all’allevamento preso di mira martedì scorso dall’assalto dei lupi, per verificare modalità della predazione e quantificare il danno subito . “Purtroppo l’allevatore dell’altopiano non aveva [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Veneto ha inviato i propri tecnici a Gallio, sull’altopiano di Asiago, in sopralluogo all’allevamento preso di mira martedì scorso dall’assalto dei lupi, per verificare modalità della predazione e quantificare il danno subito .</p>
<p>“Purtroppo l’allevatore dell’altopiano non aveva adottato le misure di prevenzione suggerite e finanziate dalla Regione – dichiara l’assessore Giuseppe Pan, dopo aver preso visione della relazione tecnica e delle foto scattate – Il recinto in questione non era elettrificato, come quelli forniti dalla Regione, ma solo una rete di contenimento fatta con materiali non specifici, peraltro non allestita correttamente, viste le falle che hanno offerto un facile varco al passaggio del lupo. Anziché proteggere il gregge dal lupo, si è rivelata una gabbia mortale per le sue prede”.</p>
<p>“Capisco la paura, lo sconforto e la rabbia degli allevatori e dei malgari di fronte alle pecore sgozzate, ma ancora una volta – sottolinea l’assessore – devo rilevare l’incauto comportamento di chi non ha adottato le più elementari regole di prevenzione, né ha ritenuto opportuno  chiedere di avvalersi dei nostri dispositivi, cioè recinti  elettrificati e correttamente posizionati e cani da guardanìa”.</p>
<p><span style="text-decoration: line-through;">&#8220;</span>Ricordo che il lupo è una specie protetta, tutelato allo stato attuale dalla legislazione nazionale ed europea – conclude l’assessore &#8211;  In attesa che si costituisca il nuovo governo, al quale chiederemo di  rivedere il piano nazionale di protezione del predatore almeno per le aree montane storicamente vocate alla pastorizia e all’allevamento, non resta che adottare le opportune misure di prevenzione. Misure che hanno dimostrato, là dove correttamente  applicate, di essere un efficace deterrente di attacchi e predazioni”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Viticoltura, 16,5 milioni dalla Regione per riconversione dei vigneti</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/05/16/viticoltura-165-milioni-dalla-regione-per-riconversione-dei-vigneti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 16:38:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pan]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Ammontano a poco più di 16 milioni e mezzo di euro i contributi a disposizione dei viticoltori del Veneto previsti per il 2019 dalla Giunta regionale del Veneto per riconversione e reimpianto dei vigneti. L’esecutivo veneto, su proposta dell’assessore all’agricoltura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ammontano a poco più di 16 milioni e mezzo di euro i contributi a disposizione dei viticoltori del Veneto previsti per il 2019 dalla Giunta regionale del Veneto per riconversione e reimpianto dei vigneti. L’esecutivo veneto, su proposta dell’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, ha approvato l’apertura del bando, che ora passa al vaglio della terza commissione consiliare e sarà successivamente pubblicato sul Bollettino ufficiale della regione: le imprese interessate avranno tempo sino al 30 giugno per presentare domanda ad Avepa per accedere al sostegno pubblico per i costi sostenuti  per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti.</p>
<p>“Il vino è il fiore all’occhiello non solo del settore agroalimentare ma dell’intera economia veneta – sottolinea l’assessore regionale – La competitività delle nostre cantine e dell’intera filiera vitivinicola nelle produzioni a denominazione d’origine (Doc e Igt) è quindi un obiettivo prioritario per il Veneto. Lo scorso anno il programma di sostegno regionale ha erogato 12,3 milioni di euro di contributi a 918 imprese, accogliendo tutte le domande in graduatoria. Per il prossimo anno ci sono circa 4 milioni di euro in più di finanziamento per chi produce vini di alta qualità ed è autorizzato all’impianto di nuovi vigneti”.</p>
<p>Il  programma di sostegno prevede la corresponsione di un contributo in conto capitale per la copertura (sino al 40 %) dei costi sostenuti dagli imprenditori agricoli per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti al fine di aumentare la competitività delle aziende viticole. Gli interventi sono destinate a vigneti atti a produrre vini di qualità (DOC e IGT) e i richiedenti devono essere in possesso delle specifiche autorizzazioni per l’impianto dei vigneti.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Vino, dalla Regione nuovo bando di sostegno alle aziende: &#8220;Rischio che fondi restino inutilizzati&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/05/10/vino-dalla-regione-nuovo-bando-di-sostegno-alle-aziende-rischio-che-fondi-restino-inutilizzati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 15:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Piuttosto che lasciare giacenze inutilizzate, e di dover restituire i soldi a Bruxelles, la Regione Veneto apre in gran velocità un nuovo bando per il settore vitivinicolo. Le risorse stanziate con i tre bandi 2018 di sostegno al settore vitivinicolo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Piuttosto che lasciare giacenze inutilizzate, e di dover restituire i soldi a Bruxelles, la Regione Veneto apre in gran velocità un nuovo bando per il settore vitivinicolo. Le risorse stanziate con i tre bandi 2018 di sostegno al settore vitivinicolo (OCM vino), infatti, non sono state utilizzate del tutto, complice la riduzione delle domande da parte delle aziende. Così la Regione Veneto ha deciso di intraprendere una gara contro il tempo e di mettere a bando le ‘economie di spesa’, pari a 3,7 milioni di euro, a patto di riuscire ad impegnarli e a spenderli tutti entro il prossimo 15 ottobre.</p>
<p>A spiegare i termini dell’operazione è l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan: “Si sono verificate delle economie sulle disponibilità che ci erano state assegnate dal ministero per l’anno 2018 sul piano nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo – riepiloga &#8211; Tali economie sono derivate dalla riduzione delle domande relative alla linea di aiuto riguardante il piano di ristrutturazione e riconversione viticola (aiuti ai rinnovi degli impianti viticoli) causato da fattori contingenti e, speriamo, occasionali”.</p>
<p>“Dopo aver finanziato tutte le 1160 domande presentate nella misura di ristrutturazione (918 domande finanziate per 12.386.000 euro), in quella della promozione per i paesi terzi  (48 finanziamenti per 13.100.000 euro) e per gli investimenti nella trasformazione (194 domande finanziate per 8.454.000 euro), si sono resi disponibili  3.723.096,75 da dover impegnare e liquidare entro il 15 ottobre 2018, a pena della loro perdita e restituzione all’Unione europea. A questo punto, avuto l’ok dal Ministero per l’agricoltura, abbiamo previsto un nuovo bando per investimenti nella trasformazione, perché in questa misura ci sono maggiori garanzie di poter completare entro la data indicata l’istruttoria delle domande, presentare le polizze fideiussorie per l’anticipo pari all’80% del finanziato ed effettuare il pagamento da parte di Avepa”.</p>
<p>Le domande, pertanto, dovranno essere presentate entro il 30 giugno, nei mesi di luglio ed agosto seguiranno le istruttorie. Grazie al meccanismo della fideiussione, la Regione – tramite Avepa &#8211; potrà concedere ed erogare subito il finanziamento. Il bando resterà aperto per 30 giorni. Sono previste due graduatorie, entrambe con una disponibilità finanziaria di 1.861.548,37 euro, una riservata alle aziende trasformatrici (spesa massima ammissibile 400.000) e l’altra per le aziende agricole (spesa massima ammissibile 200.000).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agricoltura, in Veneto crescono occupati (+15%) e imprese under 40</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2018 15:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[fondi Feasr]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pan]]></category>
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					<description><![CDATA[Il settore primario in Veneto attira i giovani e crea occupazione. Lo dimostrano i numeri, elaborati dalla Direzione dell’autorità di gestione dei fondi Feasr (sviluppo rurale) e diffusi dall’assessorato regionale all’agricoltura, relativi alle domande degli ‘under 40’ di accedere ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il settore primario in Veneto attira i giovani e crea occupazione. Lo dimostrano i numeri, elaborati dalla Direzione dell’autorità di gestione dei fondi Feasr (sviluppo rurale) e diffusi dall’assessorato regionale all’agricoltura, relativi alle domande degli ‘under 40’ di accedere ai finanziamenti del Programma di sviluppo rurale 2014-2020.</p>
<p>“Nei primi tre anni del ciclo settennale di programmazione il Psr ha finanziato 1100 domande di premio al primo insediamento per un totale di 44 milioni di euro di aiuti erogati – fa sapere l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan – confermando il trend in aumento rispetto al precedente ciclo di programmazione 2007-2013. I bandi che si rivolgono ai giovani agricoltori hanno successo e registrano il sold-out ad ogni edizione: nel 2015 sono arrivate 635 domande di premio di insediamento e ne sono state finanziate 400 con 16 milioni di euro; nel 2016 ne sono state finanziate 375 (rispetto alle 522 pervenute) con 15 milioni di euro impegnati e nel 2017 sono in corso di finanziamento 325 domande sulle 419 pervenute, per complessivi 13 milioni di euro”. Inoltre, i medesimi 1.100 giovani hanno ricevuto finanziamenti agli investimenti nelle rispettive aziende agricole per ulteriori 56 milioni di euro.</p>
<p>Allo stato attuale le aziende agricole in Veneto condotte da giovani agricoltori sono 4200 con un trend in costante crescita nell’ultimo triennio come rilevato dal Registro Imprese delle Camere di Commercio: nel 2014 sono state 1.338 le nuove imprese agricole aperte da giovani ‘under 40’, 1.479 nel 2015 e 1.765 nel 2016.</p>
<p>Altro segnale della vitalità del settore primario viene dagli indicatori di nuova occupazione: i contratti di assunzione di ‘under 40’ lo scorso anno sono aumentati del 15 per cento, vale a dire 39 mila neo-assunti, in particolare nel settore enologico, nel biologico e nelle produzioni Dop e Igp, ma anche nel settore delle rinnovabili e delle attività legate al turismo e al sociale. Prevalgono i contratti a termine, ma va detto anche che le assunzioni di giovani valgono oltre la metà delle 74.575 assunzioni in agricoltura registrate in Veneto nel 2017.</p>
<p>“I contratti in agricoltura nel 2017 sono aumentati del 23,7 per cento – fa notare l’assessore regionale – e ciò dimostra che la terra e le attività connesse alla promozione ambientale e agrituristica garantiscono sviluppo, crescita e occupazione con ricadute importanti per l’ambiente e la coesione sociale. Gli indici di risultato della programmazione comunitaria devono far riflettere le autorità nazionali ed europee sulle proposte di ripartizione del nuovo bilancio comunitario. Perché ridurre gli aiuti strutturali ad un settore come il primario, che si dimostra volano di crescita? Mi auguro che la proposta di budget presentata ieri dalla Commissione europea, che prevede riduzioni dal 5 al 10 per cento dei fondi per la politica agricola comunitaria e le politiche regionali, sia attentamente verificata alla luce delle performances ottenute dagli impegni di spesa”.</p>
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		<title>&#8220;Transumanza sia patrimonio Unesco&#8221;, l&#8217;appello di 10 sindaci vicentini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 15:53:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[Bressanvido]]></category>
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		<category><![CDATA[Giuseppe Pan]]></category>
		<category><![CDATA[pozzoleone]]></category>
		<category><![CDATA[Transumanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche il Veneto vuole entrare nella mappa della transumanza a tutela Unesco. Il sindaco di Bressanvido e il presidente dell’Unione montana dell’altopiano di Asiago hanno consegnato nelle mani dell’assessore regionale all’Agricoltura e del presidente della Commissione Affari istituzionali del Consiglio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche il Veneto vuole entrare nella mappa della transumanza a tutela Unesco. Il sindaco di Bressanvido e il presidente dell’Unione montana dell’altopiano di Asiago hanno consegnato nelle mani dell’assessore regionale all’Agricoltura e del presidente della Commissione Affari istituzionali del Consiglio veneto le delibere approvate all’unanimità con cui i dieci comuni vicentini del ‘cammino’ della transumanza di Bressanvido chiedono che il Veneto sia inserito nella candidatura Unesco a “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”.</p>
<p>Ogni anno la transumanza di Bressanvido mette in movimento circa 600 capi di bestiame che percorrono due volte il percorso, andata e ritorno, dalla pianura all’altopiano di Asiago, attraversando a primavera e in autunno, i comuni di Bressanvido, Pozzoleone, Schiavon, Marostica, Lusiana, Conco, Asiago, Gallio, Foza ed Enego, alla ricerca di pascoli verdi e di migliori condizioni climatiche.<br />
Si tratta di una tradizione secolare, che impegna centinaia di transumanti a piedi e a cavallo, peculiare di un particolare comparto &#8211; quello della pastorizia d’alpeggio &#8211; che accomuna diverse regioni, dall’Abruzzo all’Alto Adige, dal Lazio al Piemonte, dalla Sicilia alla Lombardia.</p>
<p>La consegna dei pronunciamenti dei dieci consigli comunali è avvenuta oggi a palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, con le autorità regionali, del Sindaco di Bressanvido e dei rappresentanti dei Comuni di Asiago e Gallio.</p>
<p>“Anche il Veneto ha una ricca e consolidata tradizione in merito – ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan &#8211; con molte transumanze ‘minori’ diffuse sul territorio come quella che arriva a San Pietro in Gu in provincia di Padova. Candidare la secolare transumanza di Bressanvido a patrimonio dell’umanità significa valorizzare una pratica che è presidio della montagna, della biodiversità e di filiere di attività agroalimentari che continuano a garantire prodotti di alta qualità. Il Veneto, che sta investendo oltre 390 milioni di euro per lo sviluppo dell’agricoltura e della zootecnìa di montagna, vale a dire un terzo del ‘portafoglio’ dell’intero Programma di sviluppo rurale 2014-2020, intende sostenere con ogni mezzo questa pratica antica di salvaguardia del benessere animale e di conservazione dell’equilibrio ambientale. Si tratta di una pratica di ‘buon’ allevamento e di valorizzazione dei pascoli in quota, che è diventata anche ricchezza culturale, ambientale e turistica dei territori che la vivono, e che ben merita il riconoscimento Unesco”.</p>
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