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	<title>Governo &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Agriturismi, c&#8217;è l&#8217;ok per il servizio di alloggio. Coldiretti: &#8220;Ora attendiamo il via anche per la ristorazione&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/05/09/agriturismi-ce-lok-per-il-servizio-di-alloggio-coldiretti-ora-attendiamo-il-via-anche-per-la-ristorazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 14:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il servizio di alloggio è possibile anche negli agriturismi. Lo annuncia Coldiretti Veneto dopo il chiarimento riportato da una Faq del Governo che recepisce le sollecitazioni degli operatori agrituristici e il pressing dell’associazione Terranostra e di Coldiretti. Importante anche l&#8217;intervento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il servizio di alloggio è possibile anche negli agriturismi. Lo annuncia <strong>Coldiretti Veneto</strong> dopo il chiarimento riportato da una Faq del <strong>Governo</strong> che recepisce le sollecitazioni degli operatori agrituristici e il pressing dell’associazione <strong>Terranostra</strong> e di <strong>Coldiretti</strong>. Importante anche l&#8217;intervento sul Governo dell&#8217;assessore Caner che si è fatto interprete del problema. “A tutti gli effetti le strutture possono continuare a offrire posti letto e accoglienza ai soggetti autorizzati agli spostamenti. Si tratta di una buona notizia – spiega Diego Scaramuzza presidente regionale e nazionale di Terranostra – ora è necessaria la riapertura anche per la ristorazione agrituristica.</p>
<p>Le nostre <strong>aziende</strong> sono situate in zone isolate della campagna, gestite da nuclei famigliari su ampi spazi verdi: elementi che favoriscono il rispetto delle misure di sicurezza. Un motivo in più – continua – per essere già pronti alla ripresa in tempi brevi delle attività. Con l’avvio della fase 2 – precisa Diego Scaramuzza – la possibilità di ospitare chi per motivi di lavoro deve soggiornare in Veneto nel rispetto delle disposizioni sanitarie, è un toccasana per oltre mille agriturismi che per l’emergenza hanno registrato <strong>perdite di 30 milioni di euro</strong> in soli tre mesi.  In attesa di un protocollo da concordare con la Regione del Veneto per procedere alla piena operatività abbinando anche la ristorazione  – conclude Diego Scaramuzza – procedono le consegne dei menù a domicilio dei cuochi contadini e il take away in azienda per sostenere il turismo rurale che in questo periodo ha sopportato una crisi senza precedenti.</p>
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		<title>I centri sportivi di Padova e provincia rischiano il tracollo: bisogna riaprire il prima possibile</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/sport/2020/04/28/i-centri-sportivi-di-padova-e-provincia-rischiano-il-tracollo-bisogna-riaprire-il-prima-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 16:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Niente da fare: con il DPCM sulla &#8220;fase 2&#8221;, non emergono date indicative per la riapertura di palestre, centri sportivi, piscine e centri benessere: il Governo, sulla base delle indicazioni del comitato scientifico e degli esperti, considera ancora ad alto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Niente da fare: con il DPCM sulla &#8220;fase 2&#8221;, non emergono date indicative per la riapertura di palestre, centri sportivi, piscine e centri benessere:</strong> il Governo, sulla base delle indicazioni del comitato scientifico e degli esperti, considera ancora ad alto rischio di contagio l&#8217;espletamento di queste attività che, per loro natura e vocazione, determinano grandi assembramenti sociali. Per i gestori di palestre e preparatori atletici la luce in fondo al tunnel &#8211; anzi, in fondo allo spogliatoio &#8211; sembra ancora lontana. <strong>Lo scenario è molto difficile in tutta Padova e provincia</strong>. Le associazioni dilettantistiche affiliate al Coni sono 900 e di queste sono oltre 500 quelle che si servono di una palestra. Le strutture private coperte sono oltre un centinaio, a cui si aggiungono tutte quelle pubbliche (spesso scolastiche).</p>
<p>Il <strong>Coni Veneto</strong> è perennemente &#8220;bersagliato&#8221; da domande sulla probabile data di riapertura, vista la situazione, per certi versi, disastrosa sul piano economico di alcune associazioni e società sportive.<br />
Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti e i collaboratori in ambito sportivo, bisogna fare una distinzione. La maggior parte figura come collaboratore sportivo e ha ottenuto per il mese di marzo i <strong>600 euro di indennizzo</strong> previsti da una società legata al Coni chiamata<strong> Sport e Salute</strong>; <strong>per aprile e maggio, il Governo ha promesso la distribuzione di 800 euro mensili</strong>. Per i classici dipendenti, come per esempio chi lavora in segreteria, i datori di lavori sono costretti a ricorrere a strumenti canonici come la cassa integrazione<br />
Padova conta <strong>oltre 50 palestre</strong>, di cui poco più di 20 private e il resto pubbliche. Per la riapertura &#8211; si spera il più presto possibile &#8211; è previsto il ricorso a dispositivi di protezione e prevenzione come <strong>termo-scanner</strong> all&#8217;ingresso e continue operazioni di <strong>sanificazione</strong> dei locali, con ingenti investimenti a livello economico. Non tutti potranno sostenere queste spese e pertanto, <strong>metà delle palestre rischiano di rimanere chiuse</strong>. Il Comune di Padova non ha la possibilità di intervenire a loro sostegno, ma <strong>lo sport è una pietra miliare</strong> da cui ripartire. <strong>Lo Sport non è solo attività fisica, ma è anche crescita personale, in tutti i sensi.</strong><br />
<a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/palestre.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16392" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/palestre.jpg" alt="" width="275" height="183" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/palestre.jpg 275w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/palestre-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Certificazione “virus free” nei prodotti agroalimentari, sanzioni fino a 60 mila euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/04/certificazione-virus-free-nei-prodotti-agroalimentari-sanzioni-fino-a-60-mila-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 16:32:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono sanzioni fino a 60 mila euro per chi chiede la certificazione “virus free” nei prodotti agroalimentari. E’ quanto sostiene Coldiretti Veneto in base all’articolo 33 del decreto legge 9 del 2 marzo, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Ci sono <strong>sanzioni</strong> fino a <strong>60 mila euro</strong> per chi chiede la certificazione “<strong>virus free</strong>” nei <strong>prodotti agroalimentari</strong>. E’ quanto sostiene Coldiretti Veneto in base all’articolo 33 del decreto legge 9 del 2 marzo, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>Governo</strong> risponde così alle richieste arrivate a molte aziende agricole di esibire una sorta di <strong>bollino di garanzia</strong> sulle produzioni.  Una pratica che ora viene bollata, giustamente, come sleale che inquina il mercato e mette in difficoltà un intero settore già alle prese con gli effetti negativi dell’<strong>emergenza coronavirus</strong>. Il decreto sancisce infatti che la subordinazione di acquisto di prodotti agroalimentari a certificazioni non obbligatorie riferite al <strong>Covid-19</strong> rappresenta una modalità sleale ai sensi della Direttiva Ue 2019/633 e la punisce con una ammenda amministrativa e pecuniaria che va da 15mila a 60mila euro. Per Coldiretti Veneto si tratta di una prima iniziativa concreta a tutela del lavoro e dell’attività di centinaia di imprese agricole che oltre alla campagna social #MANGIAITALIANO incoraggia il presidio sulle irregolarità che arrecano danno alla reputazione del Made in Italy.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Coldiretti Veneto</strong> ricorda che le <strong>perdite calcolate</strong> fino ad ora si aggirano sui <strong>50 milioni di euro al mese</strong>. I numeri fanno riferimento  all’azzeramento della clientela negli agriturismi, cosi come registrato per le altre strutture ricettive e alla mancata fornitura di prodotti del territorio per la ristorazione, soggiorni, pernottamenti, campeggi e tutto quanto inerente all’indotto turistico regionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per riprendere le attività servono misure che ridiano fiducia nei consumatori e tra i turisti. Intanto nelle stalle, nei mercati, in agriturismo ovunque, giovani, donne e operatori lanciano il messaggio con video e post per combattere la disinformazione, gli attacchi strumentali al patrimonio enogastronomico italiano. Produttori e consumatori scendono in facebook, twitter, instagram a colpi di <strong>#MANGIAITALIANO</strong> in risposta al disgustoso video francese sulla pizza italiana andato in onda su Canal plus ultimo esempio di comportamento di discredito insieme alla richieste assurde di autorizzazioni inutili sulle tipicità a kmzero.</p>
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		<title>“Andiamo avanti insieme”, gli operatori del commercio spinti dalla Confcommercio di Vicenza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/03/04/andiamo-avanti-insieme-gli-operatori-del-commercio-spinti-dalla-confcommercio-di-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 15:45:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[“Andiamo avanti insieme” è lo slogan che Confcommercio Vicenza ha lanciato qualche giorno fa invitando tutti, operatori del commercio, del turismo e dei servizi, cittadini e Istituzioni, a continuare una vita più normale possibile nonostante il rispetto alle precauzioni da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“Andiamo avanti insieme” è lo slogan che <strong>Confcommercio Vicenza</strong> ha lanciato qualche giorno fa invitando tutti, operatori del commercio, del turismo e dei servizi, cittadini e Istituzioni, a continuare una <strong>vita più normale possibile</strong> nonostante il rispetto alle precauzioni da adottare per far fronte alla diffusione del <strong>Covid -19</strong>.  </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">L’evoluzione dell’emergenza sanitaria porta però a novità continue, a seguito all’aggiornamento delle disposizioni emanate dal <strong>Governo</strong>. In relazione a questo, è di ieri la nota del Prefetto di Vicenza, con le precisazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie a cui gli esercizi commerciali e i pubblici esercizi devono necessariamente attenersi. Confcommercio Vicenza ha, quindi, inviato a tutti gli operatori interessati una circolare e un nuovo cartello da esporre nei pubblici esercizi, con le disposizioni da adottare e l’invito alla clientela a collaborare affinché queste siano rispettate.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Per quanto riguarda le <strong>attività di ristorazione</strong>, bar e pub, l’avviso ricorda che il servizio prosegue regolarmente per i posti a sedere, nel rispetto della distanza minima tra gli avventori di almeno un metro. Il servizio al banco, pertanto, deve ritenersi sospeso.</span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">Per le <strong>attività commerciali</strong>, la raccomandazione è che, laddove si tratti di attività che si svolgono all&#8217;interno di superfici di particolari dimensioni, è opportuna l&#8217;adozione di accorgimenti utili a garantire un computo degli accessi.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-6155" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-224x300.jpg 224w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-168x225.jpg 168w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero.jpg 249w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" />“Come Associazione – afferma <strong>Ernesto Boschiero</strong>, direttore della Confcommercio di Vicenza &#8211; avvertiamo forte il dovere di collaborare in pieno con le Autorità competenti per contenere il rischio epidemico, invitando i nostri associati alla massima ricezione delle disposizioni adottate. E’ altresì totale e sentito il nostro ringraziamento ai medici e infermieri, che sono chiamati in prima linea ad affrontare la situazione emergenziale e le fasi di cura dei pazienti. Ma è con altrettanta forza – <strong>sottolinea Boschiero</strong> – che vogliamo ribadire come, in questa situazione difficile, le attività del commercio, del turismo e dei servizi, così come i mercati ambulanti non si siano fermati e continuino tutto il territorio a garantire i consueti servizi di ristorazione, ospitalità e distribuzione, con senso civico nel rispetto delle indicazioni. Anche oggi, mi risulta che i mercati in provincia e quelli rionali si siano svolti regolarmente, sia in termini di operatori che di clienti. Va anche ricordato- <strong>continua Boschiero</strong> – che il rischio di contaminazione da virus nei prodotti e nei cibi non esiste e la garanzia ci viene dall’Istituto Superiore di Sanità. Rinnoviamo quindi l’invito a scegliere con fiducia negozi, bar, ristoranti, alberghi, mercati e le altre attività del commercio, ovviamente nel rispetto delle regole stabilite, continuando con prudenza e buon senso la vita di sempre”.      </span><br />
<span style="font-family: Times New Roman; font-size: large;">“In questo frangente &#8211; <strong>sottolinea Boschiero</strong> – in cui l’economia ha subito fortissimi rallentamenti per effetto del coronavirus è fondamentale sostenere le imprese, poiché sono tante e ogni giorno di più quelle che faticano a programmare il futuro. Ci auguriamo perciò intervengano misure d’aiuto adeguate all’emergenza economica, non solo da parte del Governo, ma anche da altri fronti, come lo slittamento delle scadenze relative al pagamento delle imposte e dei tributi locali; soprattutto, un accordo con il sistema bancario per evitare che gli insoluti, purtroppo possibili in questo periodo, abbiano un effetto devastante sul rating creditizio delle imprese. Un altro fronte che richiede urgenti interventi è quello dell’occupazione: ci aspettiamo adeguate misure di sostegno alla gestione dei rapporti di lavoro, tali da garantirne la continuità. Confcommercio nazionale – <strong>conclude il direttore dell’associazione di Vicenza</strong> &#8211; sta lavorando con grande impegno per portare le richieste dei territori all’attenzione del Governo. L’auspicio è che anche le imprese siano messe nella condizione di superare la “quarantena” e che, in generale, sia fatto il possibile da parte di tutti per ridurre smarrimenti e paure, per superare insieme, con realismo e fiducia, questa difficile situazione”.  </span></p>
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		<title>False Coop, più di 100mila lavoratori sfruttati. In arrivo la nuova manovra</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/10/20/false-coop-piu-di-100mila-lavoratori-sfruttati-in-arrivo-la-nuova-manovra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2019 12:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia almeno centomila lavoratori sono sfruttati da false cooperative che commettono irregolarità o violazioni delle norme in materia di lavoro, fisco o rispetto dei contratti. E’ quanto afferma l’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in relazione alla norma anti trasgressori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">In Italia almeno centomila <strong>lavoratori</strong> sono <strong>sfruttati</strong> da false cooperative che commettono irregolarità o violazioni delle norme in materia di lavoro, fisco o rispetto dei contratti. E’ quanto afferma l’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in relazione alla norma anti trasgressori inserita nell’ultima <strong>manovra finanziaria</strong> del <strong>Governo</strong>, che punta a tutelare i soci lavoratori e a contrastare l’evasione fiscale e contributiva. Si tratta del c.d. <strong>reverse charge: </strong>negli appalti dei settori che fanno ampio uso di manodopera si applicherà l’inversione contabile dell’Iva e degli oneri fiscali a carico dei lavoratori, che saranno trattenuti e versati dal committente. Una misura quindi a costo zero per le casse dello Stato e di facile applicazione, già esaminata come tema prioritario al Tavolo di lavoro sulle cooperative insediatosi al Ministero dello Sviluppo Economico ancor prima dell’avvio dei lavori preliminari della finanziaria, Tavolo al quale ha partecipato attivamente  UE.COOP.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il modello cooperativo – evidenzia Uecoop &#8211; rappresenta nel nostro Paese una spinta importante per l’economia grazie a una rete di oltre 80mila realtà, dalla logistica ai servizi, dall’edilizia al sociale, che garantiscono occupazione a più di 1,2 milioni di persone. “Le proposte introdotte nella manovra – afferma Gherardo Colombo, Presidente di Uecoop &#8211; rispondono efficacemente alla necessità di contrastare le attività delle cooperative e delle imprese che falsano il mercato degli appalti e risparmiano sui costi a scapito dei lavoratori. Per questo l’Unione europea delle cooperative (Uecoop) intende continuare ad essere partner attivo nei controlli disposti dalle Autorità di Vigilanza per smascherare chi utilizza impropriamente il modello cooperativo, anche a salvaguardia di chi quotidianamente rispetta le regole e con esse la dignità delle persone nelle importanti attività che la cooperazione svolge in ogni area del Paese”.</p>
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		<title>Ceta, il Governo dice no al trattato di libero scambio con il Canada</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/06/18/ceta-il-governo-dice-no-al-trattato-di-libero-scambio-con-il-canada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2018 09:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Italia non ratificherà il Ceta, il trattato di libero scambio tra il Canada e l&#8217;Unione Europea già parzialmente in vigore dal 21 settembre 2017, che per poter avere completa attuazione necessita di essere convalidato da parte di tutti i 28 paesi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia non ratificherà il <strong>Ceta</strong>, il trattato di libero scambio tra il Canada e l&#8217;Unione Europea già parzialmente in vigore dal 21 settembre 2017, che per poter avere completa attuazione necessita di essere convalidato da parte di tutti i 28 paesi membri dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Agricoltura Gian Marco Centinaio ha annunciato che l&#8217;Italia non ratificherà il trattato di libero scambio con il Canada poiché: &#8220;Tutela solo una piccola parte dei nostri prodotti Dop e Igp&#8221;</p>
<p>Centinaio ha infatti dichiarato a La Stampa: <cite>&#8220;Non ratificheremo il trattato di libero scambio con il Canada perché tutela solo una piccola parte dei nostri prodotti Dop e Igp&#8221;</cite> &#8211; aggiungendo, dopo essere stato incalzato sul fatto che il Ceta premierebbe l&#8217;esportazione dei prodotti italiani &#8211; <cite>&#8220;Noi andiamo avanti lo stesso. Chiederemo al Parlamento di non ratificare quel trattato e gli altri simili al Ceta, del resto è tutto previsto nel contratto di governo. E comunque non si tratta solo di una posizione dei sovranisti della Lega ma i dubbi su questo accordo sono comuni a tanti miei colleghi europei&#8221;</cite>.</p>
<p>Soddisfazione e un grande sospiro di sollievo giungono da Coldiretti dopo essersi battuta a fianco dei propri agricoltori contro un trattato sempre dichiarato ingiusto.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;Il NO del Governo italiano al trattato di libero scambio con il Canada (Ceta) – spiega Martino Cerantola presidente regionale Coldiretti Veneto – è un atto di fiducia verso le quasi 300 amministrazioni comunali insieme a molti Consorzi di Tutela che in Veneto si sono espressi con delibere e posizioni in contrapposizione a questa intesa internazionale ritenuta pericoloso per l’Italia. Si tratta di una vera rivolta popolare  che conta già un cartello di <strong>15 regioni, 18 province, 2500 comuni e 90 enti</strong> delle produzioni a denominazioni di origine”. Nell’esprimere soddisfazione per le dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, Cerantola è certo che nella figura del Sottosegretario Franco Manzato, già assessore di comparto, troverà l’appoggio necessario per affrontare questa vicenda con l’impegno che lo ha sempre contraddistinto nell’operato.</p>
<p style="font-weight: 400;">“E’ inaccettabile che il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio – conclude Cerantola- senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale. All’estero, sono falsi più di due prodotti alimentari di tipo italiano su tre e le esportazioni di prodotti agroalimentari tricolori potrebbero più che triplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale, con l’Italia che ha raggiunto nel 2017 il <strong>record dell’export agroalimentare</strong> con un valore di <strong>41,03 miliardi</strong>”.</p>
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		<title>Governo al via, la vicentina Erika Stefani sarà Ministro degli Affari regionali</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/05/31/governo-al-via-la-vicentina-erika-stefani-sara-ministro-degli-affari-regionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2018 21:03:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Trissino]]></category>
		<category><![CDATA[Erika Stefani]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Erika Stefani, senatrice 47enne alla seconda legislatura è stata indicata da M5s e Lega per il ministero degli Affari regionali. Avvocato e &#8216;leghista doc&#8217;, guiderà un dicastero su cui il suo partito conta molto, soprattutto per quanto riguarda le partite dell&#8217;autonomia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Erika Stefani</strong>, senatrice 47enne alla seconda legislatura è stata indicata da M5s e Lega per il ministero degli Affari regionali.<br />
Avvocato e &#8216;leghista doc&#8217;, guiderà un dicastero su cui il suo partito conta molto, soprattutto per quanto riguarda le partite dell&#8217;autonomia avviata dalle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia.<br />
Stefani ha iniziato la carriera politica nel 1999 con una lista civica nel Consiglio comunale di Trissino, in provincia di Vicenza. Per lo stesso Comune è stata assessore all&#8217;Urbanistica e vice sindaco nel 2009.<br />
Eletta per la prima volta al Senato nel 2013, ai tempi di Flavio Tosi segretario della Liga veneta, è entrata a far parte della giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Si è sempre occupata di temi di giustizia.</p>
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		<title>Aumento IVA rischia di paralizzare i consumi. La fascia più colpita sarà il reddito basso</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/05/18/aumento-iva-rischia-di-paralizzare-i-consumi-la-fascia-piu-colpita-e-per-chi-ha-redditi-bassi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 May 2018 15:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;IVA è un&#8217;imposta che colpisce i consumi ed è regressiva e, quindi, un eventuale aumento delle aliquote d&#8217;imposta colpirebbe, principalmente, i redditi più bassi perché una proporzione maggiore di tali redditi è spesa per consumi, secondo le stime fatte dal Ministero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;IVA è un&#8217;imposta che colpisce i consumi ed è regressiva e, quindi, un eventuale aumento delle aliquote d&#8217;imposta colpirebbe, principalmente, i redditi più bassi perché una proporzione maggiore di tali redditi è spesa per consumi, secondo le stime fatte dal<strong> Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze</strong> e contenute nel &#8220;Documento di Economia e Finanza 2018&#8221;, l&#8217;<strong>aumento dell&#8217;IVA</strong> causerebbe una <strong>minor crescita del PIL</strong> ed un rialzo dell&#8217;inflazione.</p>
<p>Tuttavia, partendo dall&#8217;assunto che un <strong>aumento delle spese</strong> fa <strong>aumentare il PIL</strong>, mentre un <strong>aumento delle tasse</strong> lo fa <strong>diminuire</strong>, alcuni autori sostengono che aumentare l&#8217;IVA avrebbe sul PIL un<strong> impatto negativo</strong> minore rispetto a ridurre la <strong>spesa pubblica</strong> per investimenti. Quindi, disinnescare gli aumenti dell&#8217;IVA attraverso la riduzione della spesa pubblica per investimenti sarebbe controproducente ai fini della crescita del PIL. Come anche, al medesimo fine, sarebbe controproducente disinnescare gli aumenti dell&#8217;IVA attraverso un aumento dei contributi sociali che comporterebbe un aumento del costo del lavoro a carico delle imprese e dei lavoratori. Ciò premesso, vorrei sottolineare che la politica fiscale della Confederazione non ha mai previsto di disinnescare gli aumenti dell&#8217;IVA attraverso la riduzione della spesa pubblica per investimenti né, tantomeno, attraverso l&#8217;aumento dei contributi sociali a carico delle imprese e dei lavoratori.</p>
<p>La <strong>politica fiscale</strong> messa in campo da alcune associazioni di categoria <strong>prevede di evitare gli aumenti delle aliquote IVA</strong> sia attraverso una seria politica di revisione e contenimento della spesa pubblica improduttiva sia attraverso interventi di contrasto all&#8217;evasione fiscale. Come è stato evidenziato nei documenti politici di Confcommercio, il gettito IVA del nostro Paese deve aumentare non attraverso l&#8217;aumento delle aliquote d&#8217;imposta ma attraverso la<strong> riduzione del «gap IVA»</strong> (l&#8217;evasione dell&#8217;imposta sui consumi) che ammonta ad <strong>oltre 40 miliardi di euro</strong>, e la fatturazione elettronica tra soggetti privati &#8211; introdotta, obbligatoriamente, in Italia a partire dal 2019 &#8211; può essere un efficace strumento per ridurre tale «gap».</p>
<p>Pertanto, le soluzioni per evitare gli aumenti dell&#8217;IVA ci sono e l&#8217;auspicio è che il Governo ponga questo obiettivo come prioritario della propria<strong> Agenda di Governo</strong>, perché se <strong>scatteranno gli aumenti delle aliquote IVA</strong> <strong>non ci saranno</strong> <strong>né vincitori né vinti ma perderemo tutti</strong>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi gli aumenti dell&#8217;<strong>IVA previsti</strong> a partire dal <strong>2019:</strong></p>
<ul>
<li>Per il <strong>2019</strong>, è previsto l<strong>&#8216;incremento di 1,5</strong> punti percentuali dell&#8217;aliquota IVA del 10% (che, quindi, salirebbe all&#8217;11,5%) più l&#8217;<strong>incremento di 2,2</strong> punti percentuali dell&#8217;aliquota IVA del 22% (che, quindi, verrebbe elevata al 24,2%), che produrrebbero maggiori imposte per<strong> oltre 12 miliardi di euro</strong>.</li>
<li>Per il <strong>2020</strong>, è previsto un ulteriore incremento di <strong>1,5</strong> punti percentuali dell&#8217;aliquota IVA del 10% (che, quindi, passerebbe dall&#8217;11,5% al 13%) più l&#8217;<strong>incremento di 0,7</strong> punti percentuali dell&#8217;aliquota IVA del <strong>22%</strong> (che, quindi, verrebbe elevata dal 24,2% al 24,9%). Tale aumento, sommato all&#8217;incremento del 2019, produrrebbe maggiori <strong>imposte per 19 miliardi di euro</strong>.</li>
<li>Infine, per il <strong>2021</strong>, è previsto un ulteriore <strong>incremento di 0,1</strong> punti percentuali dell&#8217;aliquota <strong>IVA</strong> del <strong>22%</strong> (che, quindi, verrebbe elevata dal 24,9% al 25%). Tale aumento, sommato agli incrementi del 2019 e del 2020, produrrebbe maggiori imposte per <strong>oltre 19 miliardi di euro</strong>.</li>
</ul>
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		<title>Manovra 2018, Apindustria chiede più coraggio: «Sostegno alle imprese per accelerare la ripresa»</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2017/11/11/manovra-2018-apindustria-chiede-piu-coraggio-sostegno-alle-imprese-accelerare-la-ripresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2017 21:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Apindustria Confimi Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa economica]]></category>
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					<description><![CDATA[Apindustria Confimi Vicenza lancia un appello al Governo per dare un&#8217;accelerata alla ripresa economica attraverso interventi a favore delle imprese manifatturiere, già con la prossima manovra economica oggi in discussione. Il mondo produttivo chiede all’esecutivo uno sussulto di coraggio in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Apindustria Confimi Vicenza lancia un appello al <strong>Governo</strong> per dare un&#8217;accelerata alla ripresa economica attraverso interventi a favore delle imprese manifatturiere, già con la prossima manovra economica oggi in discussione. Il mondo produttivo chiede all’esecutivo uno sussulto di coraggio in questa parte finale di legislatura, nonostante la stretta di Bruxelles sul rispetto degli equilibri di bilancio.</p>
<p>&#8220;<em>In generale</em> – evidenzia il Presidente Flavio Lorenzin – <em>un intervento maggiore sulle politiche fiscali del lavoro, specie sul cuneo fiscale e contributivo, e sulla riduzione del costo energetico, sarebbero necessari e vitali per il nostro comparto, al fine di rendere strutturale la ripresa. Così come è necessario lo stralcio della riduzione dell&#8217;aliquota di detrazione al 50%, con la conferma dell&#8217;attuale aliquota del 65% per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di efficienza energetica negli edifici ecobonus&#8221;.</em></p>
<p>Il Presidente rimarca il fatto che la risalita degli ultimi mesi è avvenuta anche, e soprattutto, grazie al grande cuore degli imprenditori che in questo ultimo decennio hanno dimostrato la capacità di stare in piedi e di sostenere con la loro attività il territorio in cui vivono: &#8220;<em>Bisogna una volta per tutte prendere coscienza che l&#8217;Italia è fatta da questo tessuto imprenditoriale composto da 4,3 milioni di imprese manifatturiere da 1 a 249 dipendenti che danno lavoro a 16,5 milioni di persone e che producono il 73,8% del PIL: non esistono ora altri modelli vincenti</em>&#8220;.</p>
<p>In effetti i capitali esteri, soprattutto quelli della finanza, vengono e vanno. L&#8217;imprenditore locale, invece, è radicato nel territorio e la politica fiscale dovrebbe quantomeno finire di metterlo di fronte a nuovi ostacoli da superare per la crescita della sua attività.</p>
<p>&#8220;<em>Oltre ad essere penalizzati dalle continue modifiche normative e dai pesantissimi carichi fiscali sul lavoro e sul costo dell&#8217;energia</em> – sottolinea il Presidente &#8211; <em>non siamo di certo aiutati dal recepimento di normative europee tarate su dimensioni di grandi imprese o di multinazionali come la chiusura del credito operata da parte delle banche a causa di misure calate dall&#8217;alto, in base alle quali non si presta denaro se non a chi è già in una situazione di piena solidità&#8221;.</em></p>
<p>In particolare, le nuove norme più stringenti della Bce sulla gestione dei crediti inesigibili, per ora in fase di consultazione, se approvate costituirebbero una definitiva chiusura del credito da parte delle banche alle imprese manifatturiere. &#8220;<em>Le nostre aziende non hanno accesso alla borsa</em> – conclude Lorenzin – <em>e possono ancora contare sul sistema bancario come unico strumento per finanziarsi. Questo però non deve essere ostacolato o rimesso in discussione, proprio in un momento di ripresa cruciale per il nostro futuro&#8221;</em>.</p>
<p>Per questo Apindustria Confimi Vicenza rinnova il proprio monito: mettere l’impresa al centro delle politiche per il rilancio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Nuovi Voucher, tante novità e limitazioni. Aziende sul piede di guerra</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/06/19/nuovi-voucher-tante-novita-limitazioni-aziende-sul-piede-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2017 14:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[nuove regole]]></category>
		<category><![CDATA[voucher]]></category>
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					<description><![CDATA[Le nuove regole, come riporta AdnKronos, relative al lavoro occasionale accessorio, che vanno a colmare la lacuna lasciata dai voucher (introdotti dal Jobs Act ed eliminati nel marzo scorso), prevedono l&#8217;introduzione del libretto famiglia e del contratto di prestazione occasionale. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le nuove regole, come riporta AdnKronos, relative al <b>lavoro occasionale accessorio</b>, che vanno a colmare la lacuna lasciata dai voucher (introdotti dal Jobs Act ed eliminati nel marzo scorso), prevedono l&#8217;introduzione del libretto famiglia e del contratto di prestazione occasionale. Nello specifico la nuova normativa, rileva l&#8217;Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), si differenzia da quella precedente per una serie di fattori, innanzitutto il campo delle <b>ATTIVITA&#8217; RETRIBUIBILI</b>.</p>
<p>Mentre per i buoni lavoro non era prevista alcuna limitazione, per il contratto di prestazione occasionale il perimetro delle attività svolgibili viene di fatto circoscritto dalle <b>limitazioni poste ai &#8220;Committenti delle attività&#8221;</b>. Le Amministrazioni pubbliche possono, nel rispetto delle norme sul contenimento dei costi, utilizzare lavoro accessorio per: 1) progetti speciali a favore di categorie svantaggiate; 2) lavori di emergenza per eventi naturali improvvisi; 3) attività di solidarietà in collaborazione con enti o associazioni; 4) manifestazioni sociali, sportive, culturali, caritative. L&#8217;utilizzo deve avere natura temporanea ed eccezionale.</p>
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<p>Per quanto riguarda il libretto famiglia sono <b>ammesse solo le seguenti attività</b>: 1) piccoli lavori domestici, compresi quelli di giardinaggio, pulizia e manutenzione; 2) assistenza domiciliare a bambini e persone anziane o ammalate o affette da disabilità; 3) insegnamento privato supplementare. In entrambi i casi le attività svolte per il medesimo committente devono rispettare il limite delle <b>280 ore di lavoro</b> nell&#8217;anno civile.</p>
<p>Altra novità riguarda i <b>TETTI AI COMPENSI</b>: i compensi da lavoro accessorio pagato con voucher non potevano eccedere i <b>7.000 euro</b> netti (9.333 lordi) per anno civile nel complesso dei committenti; il tetto scendeva a 3.000 euro netti (4.000 lordi) se il lavoratore era anche percettore di prestazioni integrative del reddito da lavoro o di sostegno del reddito; committenti imprenditori e professionisti (verbatim) non potevano corrispondere al singolo lavoratore più di 2.020 euro netti (2.693 lordi) per anno civile. Tutte le soglie erano indicizzate all&#8217;inflazione.</p>
<p>I compensi da lavoro occasionale accessorio, invece, devono rispettare i seguenti <b>tre vincoli</b>: 1) il prestatore non può ricevere più di <b>5.000 euro</b> per anno civile dal complesso dei committenti; 2) il committente non può erogare più di 5.000 euro per anno civile al complesso dei prestatori di cui si avvale; 3) il prestatore non può ricevere più di 2.500 euro per anno civile dallo stesso committente. Al superamento del limite annuale di 280 ore di lavoro e/o del limite annuale di 2.500 euro nel rapporto tra prestatore e singolo committente, il <b>rapporto di lavoro si trasforma a tempo pieno e indeterminato</b> (tranne quando committente sono le Amministrazioni pubbliche).</p>
<p>Dal testo normativo &#8211; evidenzia l&#8217;Ufficio parlamentare di bilancio &#8211; non emerge con chiarezza se i limiti ai compensi debbano ritenersi netti o lordi degli oneri contributivi e gestionali e se debbano intendersi indicizzati all&#8217;inflazione. Ai fini del calcolo dei limiti viene <b>computato solo al 75% il compenso ricevuto</b> da titolari di pensione di vecchiaia e invalidità, da giovani con meno di 25 anni regolarmente iscritti a un ciclo di studi scolastico o universitario, dai disoccupati e da percettori di prestazioni integrative del reddito da lavoro, di REI (Reddito di inclusione) o di altre prestazioni di sostegno del reddito.</p>
<p>Un&#8217;altra differenza tra la normativa attuale e quella precedente riguarda i <b>COMMITTENTI DELLE ATTIVITA&#8217;</b>. Il Jobs Act prevedeva il divieto di ricorso ai voucher per l&#8217;esecuzione di appalti di opere e di servizi (in primo luogo nell&#8217;edilizia). Attualmente è vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale per le 1) <b>imprese con oltre 5 lavoratori</b> subordinati a tempo indeterminato; 2) imprese attive in edilizia, escavazione, lavorazione lapidei, estrazione in miniere, cave, torbiere; 3) imprese esecutrici di appalti di opere e servizi. Escluse anche le imprese del settore agricolo, salvo pensionati, disoccupati, studenti e percettori di prestazioni integrative del salario.</p>
<p>In merito ai <b>PRESTATORI DELLE ATTIVITA&#8217;</b>, il Jobs Act prevedeva limitazioni per il settore agricolo. In agricoltura potevano essere impiegati: 1) <b>pensionati</b> e giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi scolastico, in attività occasionali e stagionali; 2) <b>giovani con meno di 25 anni di età</b>, regolarmente iscritti a un ciclo di studi universitario, in attività occasionali con e senza stagionalità. I piccoli imprenditori agricoli non avevano vincolo di occasionalità e/o stagionalità del lavoro e non dovevano limitarsi a studenti e pensionati, ma non potevano avvalersi di prestatori che l’anno prima erano stati iscritti agli elenchi dei lavoratori agricoli.</p>
<p>Anche il contratto di prestazione occasionale prevede limitazioni per il settore agricolo. E&#8217; possibile avvalersi esclusivamente di: 1) pensionati di vecchiaia e invalidità; 2) giovani con meno di 25 anni regolarmente iscritti a un ciclo di studi scolastico o universitario; 3) <b>disoccupati</b>; 4) <b>percettori di prestazioni integrative</b> del reddito da lavoro, di REI (Reddito di inclusione), o di altre prestazioni di sostegno del reddito. Condizione comune a queste categorie è che nessuno sia stato iscritto l&#8217;anno prima negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.</p>
<p>Per quanto riguarda il <b>LIVELLO MINIMO DEI COMPENSI</b>, ogni voucher era orario e aveva valore nominale di 10 euro e inglobava un compenso netto per il prestatore di <b>7,5 euro</b> (importo modificabile con DM); faceva eccezione il settore agricolo per il quale l&#8217;importo poteva essere diverso e tenere conto della retribuzione media oraria stabilita dal contratto collettivo per il lavoro subordinato nelle medesime attività. Tale possibilità non è mai stata applicata. Un&#8217;ora di lavoro poteva essere retribuita anche con più di un voucher.</p>
<p>Il Libretto Famiglia contiene titoli di pagamento (i cosiddetti &#8216;voucher elettronici&#8217;) del valore nominale di <b>10 euro</b> l&#8217;uno. Il singolo voucher può remunerare non più di un&#8217;ora di lavoro e un&#8217;ora di lavoro può essere retribuita anche con più di un voucher. La singola ora di lavoro occasionale accessorio, invece, <b>non può essere remunerata meno di 9 euro</b>. Nel settore agricolo il minimo è pari alla retribuzione media oraria stabilita dal contratto collettivo per il lavoro subordinato. In entrambi i casi non è previsto il voucher cartaceo.</p>
<p>Infine, riguardo al trattamento tributario, sia la normativa attuale che quella precedente prevede compensi esenti da imposta. In merito al <b>TRATTAMENTO PREVIDENZIALE E ASSICURATIVO</b>, invece, la contribuzione sociale obbligatoria (inglobata nel voucher) comprendeva contributi pensionistici del <b>13%</b> alla Gestione separata dell&#8217;INPS e assicurativi per gli infortuni sul lavoro del 7% all&#8217;INAIL. Ora sono a carico del committente la contribuzione pensionistica del <b>33%</b> alla Gestione separata dell&#8217;INPS , la contribuzione assicurativa per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali del 3,5% all&#8217;INAIL.</p>
<p>Nel caso del libretto famiglia, per ogni voucher utilizzato, oltre ai 10 euro di valore nominale, sono a carico del committente <b>1,65 euro</b> di contribuzione pensionistica alla Gestione separata dell&#8217;INPS, 0,25 euro di contribuzione assicurativa per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali all&#8217;INAIL. A differenza che nel Jobs Act, adesso si specifica che, assieme agli infortuni sul lavoro, sono assicurate anche le malattie professionali.</p>
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