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	<title>grande guerra &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Grande Guerra. L’impegno della Regione non si esaurisce col centenario. Nuovi finanziamenti per 1.222.300 Euro</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/03/12/grande-guerra-limpegno-della-regione-non-si-esaurisce-col-centenario-nuovi-finanziamenti-per-1-222-300-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2019 07:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[grande guerra]]></category>
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		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Un finanziamento complessivo di 1.222.300 euro &#8211; nell’ambito della riprogrammazione delle economie derivanti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione destinate ad “Interventi di conservazione, fruizione dei beni culturali messa in rete e promozione di attività ed eventi culturali” [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un finanziamento complessivo di <strong>1.222.300 euro</strong> &#8211; nell’ambito della riprogrammazione delle economie derivanti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione destinate ad “Interventi di conservazione, fruizione dei beni culturali messa in rete e promozione di attività ed eventi culturali” – è stato deliberato a favore di una serie di opere di restauro, recupero e conservazione di beni storici legati al primo conflitto mondiale.</p>
<div></div>
<div>“Non si esaurisce con la conclusione del Centenario l’impegno della Regione del Veneto nella valorizzazione delle testimonianze storiche della Grande Guerra”. Sono parole dell’assessore al Turismo Federico Caner che aggiunge: “Gli interventi riconosciuti nel finanziamento sono stati ritenuti particolarmente significativi in rapporto alla storia dei luoghi e a quella di tutta la Regione. Una delle tante cose per cui il Veneto è conosciuto a livello internazionale è l’essere stato il teatro di un settore importante della prima guerra mondiale. La valorizzazione delle testimonianze storiche di quel periodo oltre ad essere un dovere morale è un valore aggiunto per l’immagine del nostro territorio che si vuole presentare al visitatore”.</div>
<div></div>
<div>“La Grande Guerra è un momento storico che ha fortemente caratterizzato la cultura della nostra Regione e questo nuovo finanziamento è la conferma di un’attenzione verso un patrimonio di memorie affidato ai Veneti”, sottolinea Cristiano Corazzari, assessore alla Cultura. “Non si tratta – prosegue &#8211; di un semplice contributo alle comunità locali per il recupero di un bene ma di un’azione inserita in un progetto ben più ampio come il sostegno a quelle iniziative che si dimostrano rilevanti per la crescita culturale del territorio perché mirate alla valorizzazione delle testimonianze della sua identità storica”.</div>
<div></div>
<div>
<div><strong>Il finanziamento di 1.222.300 euro, è così ripartito, a sostegno di dieci progetti:</strong></div>
<div></div>
<div>&#8211; Comune Cavallino Tre Porti (VE), restauro Corpo Cannoniera Batteria Amalfi (175.000 euro).</div>
<div>&#8211; Comune di Due Carrare (PD), restauro conservativo Torre Castello di San Pelagio (196.000 euro).</div>
<div>&#8211; Comune di Rovigo, recupero dell’Ossario Militare presso il Cimitero (350.000 euro).</div>
<div>&#8211; Comune di Possagno (TV), restauro del “Percorso della Memoria” sul Monte Palon (36.400 euro).</div>
<div>&#8211; Comune di Roana (VI), secondo stralcio di manutenzione straordinaria, consolidamento e restauro conservativo di Forte Verena (105.000 euro).</div>
<div>&#8211; Comune di Badia Polesine (RO), recupero del complesso dell’Abbazia della Vangadizza (113.400 euro).</div>
<div>&#8211; Comune di Susegana (TV), restauro del monumento al Glorioso Combattente in piazza Martiri della Libertà (56.000 euro).</div>
<div>&#8211; Comune di Lendinara (RO), opere di completamento del restauro della chiesa di San Rocco col Famedio dei Caduti della prima guerra mondiale 60.200 euro).</div>
<div>&#8211; Comune di Follina (TV), manutenzione straordinaria del monumento commemorativo del cimitero militare Austro Ungarico (62.300 euro).</div>
<div>&#8211; Borso del Grappa (TV), riqualificazione paesaggistica, recupero e valorizzazione dell’ex cimitero militare “Cap. Enrico Picaglia” in località Coston (68.000 euro).</div>
</div>
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		<title>La mostra Ferro, fuoco, sangue! Vivere la Grande Guerra, in esposizione a Trento -VIDEO-</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/05/18/la-mostra-ferro-fuoco-sangue-vivere-la-grande-guerra-in-esposizione-a-trento-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 May 2018 15:58:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Trento]]></category>
		<category><![CDATA[Adunata nazionale degli Alpini]]></category>
		<category><![CDATA[Gallerie di Trento]]></category>
		<category><![CDATA[grande guerra]]></category>
		<category><![CDATA[mauro passarin]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[prima guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[trento]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà inaugurata oggi a Trento, negli spazi de &#8220;Le Gallerie&#8221; di Piedicastello, la mostra &#8220;Ferro, Fuoco e Sangue! Vivere la Grande Guerra&#8221;, curata da Mauro Passarin con le fotografie di Giuliano Francesconi. La mostra, promossa dall&#8217;assessorato alla crescita del Comune [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sarà inaugurata oggi a Trento, negli spazi de &#8220;Le Gallerie&#8221; di Piedicastello, la mostra &#8220;Ferro, Fuoco e Sangue! Vivere la Grande Guerra&#8221;</strong>, curata da Mauro Passarin con le fotografie di Giuliano Francesconi.</p>
<p>La mostra, promossa dall&#8217;assessorato alla crescita del Comune di Vicenza e dalla Fondazione Teatro di Vicenza e già ospitata negli spazi ipogei di Palazzo Chiericati (nel video sotto) e che <strong>ha riscontrato un grande successo</strong>, trova ora collocazione con un nuovo affascinante allestimento nelle <strong>Gallerie di Trento</strong>, prestigioso riconoscimento del valore culturale dell’esposizione.</p>
<p><iframe  id="_ytid_70195"  width="680" height="383"  data-origwidth="680" data-origheight="383" src="https://www.youtube.com/embed/10sIi3Yts3Y?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
<p>Nato dalla fattiva collaborazione tra il Museo del Risorgimento e della Resistenza e dalla Fondazione Museo storico del Trentino, il progetto di allestimento della mostra fotografica è stato inserito in un ambizioso programma culturale a chiusura degli anni del Centenario, che ha avuto un suo momento particolarmente significativo in occasione dell&#8217;<strong>Adunata nazionale degli Alpini</strong>.</p>
<p>Una mostra di emozioni, di verità, che fanno realmente “vivere la Grande Guerra”, trasformando una “epopea,” conosciuta dai più solo attraverso i libri di storia, in quello che la guerra in realtà fu: “Ferro, fuoco e sangue”. Attraverso le fotografie di Giuliano Francesconi la mostra ci parla di paura, di fango, di fame, di sete, di freddo, degli orrori vissuti da milioni di uomini scaraventati in prima linea a scoprire un mondo severo e ignoto.</p>
<p><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Ferro-fuoco-e-sangue.-La-grande-guerra2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10841" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Ferro-fuoco-e-sangue.-La-grande-guerra2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Ferro-fuoco-e-sangue.-La-grande-guerra2-300x225.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Ferro-fuoco-e-sangue.-La-grande-guerra2-768x576.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Ferro-fuoco-e-sangue.-La-grande-guerra2-1024x768.jpg 1024w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Ferro-fuoco-e-sangue.-La-grande-guerra2-1320x990.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2018/05/Ferro-fuoco-e-sangue.-La-grande-guerra2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>I materiali, tutti frammenti di oggetti utilizzati durante il primo conflitto mondiale e raccolti sulle montagne vicentine, sono restituiti dal fotografo Giuliano Francesconi al contemporaneo con straordinaria sensibilità, con un’armonia e una bellezza che induce a meditazioni e a riflessioni profonde sugli errori-orrori della guerra. Formano un insieme di dolorosa poesia dove la capacità &#8220;documentaria&#8221; delle immagini non scivola mai nel retorico e nel luogo comune, e invita anzi al silenzio e alla riflessione.</p>
<p>Maschere antigas, matasse di reticolati, spuntoni, tubi esplosi dalla nitroglicerina, un cucchiaio formato da un proiettile, pinze per tagliare i reticolati, gli occhialini contro il riverbero della neve, vecchie suole di scarponi, baionette, elmetti deformati, una fila di piccole bottiglie che il fuoco nemico non ha rotto ma piegato: oggetti qualunque, esplosi in mostra a grandissime dimensioni, trascinano il visitatore in un mondo altro, popolati di potenti, terribili “fantasmi” di ferro e fuoco.</p>
<p>La mostra si può visitare, già dal 10 maggio, a Le Gallerie di Piedicastello (Trento) da martedì a domenica, dalle 9 alle 18. Chiuso il lunedì.</p>
<p>Aperto durante le altre festività del 2018: sabato 2 giugno, martedì 26 giugno, mercoledì 15 agosto, giovedì 1 novembre, sabato 8 dicembre. Ingresso libero</p>
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		<title>Schio, positivo il bilancio culturale 2017 grazie alle grandi mostre</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/cultura/2018/02/15/schio-positivo-bilancio-culturale-2017-grazie-alle-grandi-mostre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 18:22:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Schio]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[grande guerra]]></category>
		<category><![CDATA[lanerossi]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Polga]]></category>
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					<description><![CDATA[La programmazione culturale di Schio 2018 è partita e guarda con soddisfazione all&#8217;anno appena concluso. Sul piano degli eventi organizzati in città, il 2017 ha registrato un movimento di pubblico decisamente importante: si parla di quasi 110.000 persone, una popolazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">La programmazione culturale di Schio 2018 è partita e guarda con soddisfazione all&#8217;anno appena concluso. Sul piano degli eventi organizzati in città, il<strong> 2017</strong> ha registrato un movimento di pubblico decisamente importante: si parla di quasi <strong>110.000 persone</strong>, una popolazione pari a quella di Vicenza.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">I numeri vedono sul podio i visitatori delle mostre, vero elemento di punta di tutta la programmazione passata. Se con la mostra: Oltre l&#8217;uomo: da Leonardo alle biotecnologie sono state registrate 14.000 presenze in quattro mesi, La strada delle gallerie ha 100 anni è stata vista, nei sei mesi di apertura, da 15.000 persone. Hanno superato i mille ingressi le mostre Mutazioni ex aptus di Arte Oltre, Metalli Mostri e Miniere del Gruppo Mineralogico e la mostra del Circolo Fotografico scledense, tutte proposte da associazioni cittadine nell&#8217;ambito del tema culturale dell&#8217;anno. Sfiorate le 2000 presenze per la Peugeot type 3 che fu di Gaetano Rossi, per l&#8217;antologica dedicata a Gino Pellegrini, per Terra ferita a cura del “Comitato Genitori Preoccupati” e Fantasie in metallo di Mario Converio. La Mostra sui 200 anni della Lanerossi, infine, si è attestata sulle 2500 visite. Ottimo il ritorno in termini di partecipazione anche per il Festival della Scienza, organizzato dal Gruppo Astrofili.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Il capitolo mostre incassa dunque complessivamente quasi 70.000 presenze e convalida l&#8217;interesse di cittadini e non, per le proposte espositive che spaziano per diversità di tematiche (scienza, storia cittadina e del territorio, arte) e valorizzano personaggi locali ma si aprono anche a un respiro internazionale, come la Biennale Di Carta, inaugurata a dicembre e tutt&#8217;ora visitabile.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Va detto che due grandi mostre sono state a pagamento hanno portato a Schio migliaia di visitatori provenienti da fuori città il che dimostra come le grandi esposizioni siano attrattive anche pagando un biglietto.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Entrambe (La strada delle gallerie ha 100 anni e Oltre l&#8217;uomo: da Leonardo alle biotecnologie) sono state inoltre prosecuzione di un percorso di conoscenza e approfondimento avviato dal Comune di Schio, aggiungendo nuovi spunti e temi di riflessione per leggere e interpretare il nostro territorio, sia sui temi della Grande Guerra, sia sul Distretto Tecnologico.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Teatro, spettacoli e ballo hanno contabilizzato oltre 25.000 presenze anche grazie alla Stagione Teatrale della Fondazione Teatro Civico che ha offerto una programmazione assortita tale da incontrare preferenze diversificate. Per gli incontri pubblici le presenze sono state oltre 7.000 e per quelli musicali poco meno di 6.500.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Tra gli eventi di piazza, un pezzo forte si conferma la Mostra Mercato Giardino Jacquard, con oltre 20.000 partecipanti nelle due giornate di esposizione e iniziative collegate.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">“<em>Mettere insieme la qualità e una adeguata quantità di proposte richiede un grande lavoro di programmazione, ideazione, armonizzazione e gestione che non va mai dato per scontato</em>” dichiara Roberto Polga, assessore alla Cultura, “<em>tuttavia gli sforzi ripagano sempre e i fatti dimostrano che anche nel 2017 l&#8217;offerta culturale cittadina è stata all&#8217;altezza delle esigenze di scledensi e ospiti. Un ringraziamento va ai tecnici e al personale degli uffici per la professionalità dimostrata nella gestione e nell’organizzazione e, non da ultimo, il mio personale ringraziamento a tutte le realtà culturali che hanno dato il proprio contributo concreto all&#8217;arricchimento dei calendari degli eventi che dimostra una progettualità non lasciata di certo in balia dell’improvvisazione</em>”.</p>
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		<title>Residuato bellico gli esplode in mano, gravissimo 77enne di Piovene Rocchette</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/10/02/residuato-bellico-gli-esplode-mano-gravissimo-77enne-piovene-rocchette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 17:20:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bomba]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[grande guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Piovene Rocchette]]></category>
		<category><![CDATA[prima guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[residuato bellico]]></category>
		<category><![CDATA[Schio]]></category>
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					<description><![CDATA[Un uomo di 77 anni di Piovene Rocchette, Flavio Bragiola, è ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell&#8217;ospedale di Vicenza in conseguenza delle ferite riportate nel cortile della sua abitazione in via Gorizia per l&#8217;esplosione di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 77 anni di Piovene Rocchette, Flavio Bragiola, è ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell&#8217;ospedale di Vicenza in conseguenza delle ferite riportate nel cortile della sua abitazione in via Gorizia per l&#8217;esplosione di un residuato della prima guerra mondiale. Bragiola stava forse cercando di aprire un proiettile d&#8217;artiglieria trovato nei boschi quando la bomba è esplosa, provocandogli gravi ferite alle gambe e al tronco. Sul posto si sono precipitati i sanitari dell&#8217;ospedale di Santorso che lo hanno stabilizzato e trasferito a Vicenza.<br />
Sono stati poi i vigili del fuoco di Schio e i carabinieri di Schio e Piovene a mettere la zona in sicurezza. Da capire se nell&#8217;abitazione vi fossero altri residuati dello stesso tipo. (ANSA)</p>
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		<title>Cent&#8217;anni fa la Battaglia dell&#8217;Ortigara, il ricordo di una pagina dolorosa ed eroica</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/asiago/2017/06/09/centanni-la-battaglia-dellortigara-ricordo-pagina-dolorosa-ed-eroica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 16:12:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[altopiano di asiago]]></category>
		<category><![CDATA[grande guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Ortigara]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Ciambetti]]></category>
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					<description><![CDATA[“Scendemmo, girammo per trinceramenti sconvolti, cespugli di pino mugo e di ontano fino a giungere nei pressi della Malga Campiluzzi, in un luogo chiamato la Crocetta dove il Ceva, il Mondovì e altri ancora uscirono per l’attacco del 10 giugno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="stcpDiv">“Scendemmo, girammo per trinceramenti sconvolti, cespugli di pino mugo e di ontano fino a giungere nei pressi della Malga Campiluzzi, in un luogo chiamato la Crocetta dove il Ceva, il Mondovì e altri ancora uscirono per l’attacco del 10 giugno 1917. Da qui &#8211; dissi &#8211; siete partiti per andare tra l’Ortigara e il Monte Chiesa. Allora ricordò, fu come se un sorso di un liquore misterioso lo animasse e paralizzasse”.<br />
“Così Mario Rigoni Stern, nel suo Racconti di guerra, osserva i luoghi della Battaglia del monte Ortigara. Ed è così che vogliamo ricordarla oggi &#8211; dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti &#8211; ad un secolo esatto dagli avvenimenti di allora: senza retorica, ma non senza commozione. Lo facciamo perché si tratta di una pagina eroica ed allo stesso tempo dolorosa della nostra storia, della storia del Veneto in armi e dell’Italia impegnata in guerra, e perché così chiede, ad imperituro monito trattenuto dalla pietra, la colonna spezzata collocata a quota 2.105 del teatro principale della Battaglia: ‘per non dimenticare’. Migliaia gli eventi bellici del primo conflitto mondiale. Centinaia di migliaia i morti italiani. I sassi dell’Ortigara furono abrasi dal cannone e cosparsi di sangue italiano e austroungarico. A distanza di tanti anni, gli storici continuano ad interrogarsi su quella vicenda bellica: lasciamo a loro il compito di trovare motivi, errori, numeri, statistiche, omissioni, esaltazioni. A noi, il dovere di non dimenticare”.<br />
Cent’anni fa, tra il 10 e il 29 giugno del 1917, schierati tra il Trentino e l’alto vicentino e in particolare sull’Altopiano di Asiago, tra il monte Caldiera e la Val d’Assa, quasi 300.000 soldati italiani furono impegnati nell’attacco al sistema difensivo austroungarico, composto da 100.000 militi, con l’obiettivo strategico di riconquistare le posizioni perdute dall’esercito italiano nel corso dell’offensiva avversaria della primavera del 1916, la cosiddetta Strafexpedition. L’evento bellico del giugno ‘17 interessò una zona molto ristretta del territorio veneto, ma passò alla storia per i ripetuti tentativi italiani, sostenuti principalmente dagli Alpini, di raggiungere, conquistare e mantenere le posizioni sul monte Ortigara, cima tra le più elevate collocata all’estremità dell’Altopiano, al confine con il Trentino. L’attacco, inizialmente previsto per il 9 giugno ed in seguito rinviato al 10 a causa delle avverse condizioni meteorologiche, fu preceduto dallo scoppio accidentale, avvenuto nel tardo pomeriggio dell’8 giugno, della mina di monte Zebio che travolse poco meno di 200 militari italiani. La Battaglia dell’Ortigara costò all’esercito italiano oltre 25.000 effettivi e quasi 9.000 all’esercito austroungarico, numeri che forse appaiono non paragonabili alle ‘spallate’ sul fronte isontino. La particolarità della battaglia, tuttavia, emerge con chiarezza pensando alla circostanza che buona parte delle manovre offensive e delle perdite si concentrò lungo una linea lunga appena un paio di chilometri. E non a caso, la prima adunata nazionale degli alpini si tenne ai primi di settembre del 1920 proprio nella zona ove più cruente furono le battaglie, a quota 2.105, laddove in quell’occasione fu collocata la colonna mozzata con la scritta ‘per non dimenticare’.</div>
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		<title>&#8220;Ferro, fuoco e sangue!&#8221;, chiusa la mostra con 10mila visitatori. Il nostro -VIDEO-</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/03/ferro-fuoco-sangue-chiusa-la-mostra-10mila-visitatori-nostro-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 22:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[grande guerra]]></category>
		<category><![CDATA[mauro passarin]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Chiericati]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è conclusa domenica 26 febbraio la mostra “Ferro, Fuoco e Sangue! Vivere la Grande Guerra” con un concerto che ha registrato il tutto esaurito. Un centinaio di persone, infatti, hanno assistito allo spettacolo “La serenata interrotta” nel salone d’onore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="m_-6932450986722372022western" align="JUSTIFY">Si è conclusa domenica 26 febbraio la mostra “Ferro, Fuoco e Sangue! Vivere la Grande Guerra” con un concerto che ha registrato il tutto esaurito. Un centinaio di persone, infatti, hanno assistito allo spettacolo “La serenata interrotta” nel salone d’onore di Palazzo Chiericati e successivamente sono state accompagnate dal curatore Mauro Passarin a visitare la mostra.</p>
<p class="m_-6932450986722372022western" align="JUSTIFY">&#8220;Accade in Zona&#8221; aveva visitato a gennaio la mostra, realizzando per voi un servizio video che vi riproponiamo.</p>
<p><iframe  id="_ytid_51999"  width="680" height="383"  data-origwidth="680" data-origheight="383" src="https://www.youtube.com/embed/10sIi3Yts3Y?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
<p class="m_-6932450986722372022western" align="JUSTIFY">Dall’apertura, l’8 ottobre 2016, in concomitanza con la restituzione alla città dell’ala novecentesca della Pinacoteca civica, l’esposizione ha registrato 9.653 ingressi, distribuiti in meno di cinque mesi.</p>
<p class="m_-6932450986722372022western" align="JUSTIFY">1337 sono state le persone che hanno potuto visitare l’esposizione durante le numerose visite guidate gratuite.</p>
<p class="m_-6932450986722372022western" align="JUSTIFY">2183 sono stati gli ingressi durante domenica 5 febbraio, esordio del progetto relativo all’ingresso gratuito a palazzo Chiericati ogni prima domenica del mese.</p>
<p class="m_-6932450986722372022western" align="JUSTIFY">Numerosi sono stati i gruppi e le associazioni di città e provincia che hanno scelto la suggestiva esposizione come meta di specifiche visite storico artistiche.</p>
<p class="m_-6932450986722372022western" align="JUSTIFY">Non sono mancati, infine, i visitatori stranieri che, giunti in visita in città, hanno ammirato anche la mostra sulla Grande Guerra, lasciando un commento di commosso apprezzamento nel “libro delle firme”: tra questi soprattutto inglesi, francesi, austriaci e americani, stupiti quanto i visitatori italiani del modo assolutamente inedito con cui è stato rievocato il primo conflitto mondiale.</p>
<p class="m_-6932450986722372022western" align="JUSTIFY">Le immagini del fotografo Giuliano Francesconi, del resto, hanno restituito al contemporaneo i materiali, tutti frammenti di oggetti utilizzati durante la Grande Guerra e raccolti sulle montagne vicentine, con straordinaria sensibilità, armonia e bellezza, tanto da indurre a meditazioni e a riflessioni profonde sugli errori-orrori della guerra.</p>
<p class="m_-6932450986722372022western" lang="it-IT" align="JUSTIFY">Di una concentrazione estrema, di una sensibilità raffinata, le fotografie si sono dimostrate una documentazione palpitante, formando un insieme di dolorosa poesia: la capacità &#8220;documentaria&#8221; delle immagini non è mai scivolata nel retorico e nel luogo comune, anzi ha piuttosto invitato al silenzio e alla riflessione, componenti essenziali del vedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alpini in cattedra nelle scuole venete per il Centenario della Grande Guerra</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/02/23/alpini-cattedra-nelle-scuole-venete-centenario-della-grande-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 16:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[alpini]]></category>
		<category><![CDATA[ANA]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
		<category><![CDATA[grande guerra]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano Favero]]></category>
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					<description><![CDATA[Alpini nelle scuole, come maestri e testimoni della storia e dei valori sui quali si fonda l’Italia. Questo il senso del progetto “Ricordami…nelle trincee verso Trento e Trieste nasce l’Italia”, elaborato dall’Ana (Associazione nazionale alpini) e dalla Regione Veneto, in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alpini nelle scuole, come maestri e testimoni della storia e dei valori sui quali si fonda l’Italia. Questo il senso del progetto “Ricordami…nelle trincee verso Trento e Trieste nasce l’Italia”, elaborato dall’Ana (Associazione nazionale alpini) e dalla Regione Veneto, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e la Direzione scuola, che coinvolge le scuole dell’obbligo e secondarie delle sette province venete negli anni scolastici 2016-17 e 2017-18, in contemporanea alla conclusione del centenario della Grande Guerra. Un progetto biennale, finanziato con 50 mila euro l’anno dalla Regione Veneto, che rappresenta l’ultima tappa di un percorso educativo e didattico intrapreso dalle ‘penne nere’ del Veneto nel 2011, con le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, e che ha già coinvolto in quattro anni 120 scuole di ogni ordine e grado e 15 mila alunni.<br />
“Portare gli alpini in cattedra, come testimoni ed eredi della storia – ha  sottolineato l’assessore regionale alla scuola Elena Donazzan, presentando l’iniziativa, insieme ai presidenti delle 15 sezioni venete del corpo alpini –significa ricordare ai ragazzi che la nostra identità di popolo è nata nelle trincee, dallo spirito di sacrificio, dalla solidarietà e del senso dello Stato di tanti giovani. Con le loro ‘lezioni’, fatte di visite guidate ai luoghi della Grande guerra, di scoperta dei  musei locali e dei Sacrari militari, di rievocazioni storiche e di divulgazione di quanto continua a fare il corpo alpino in Italia e all’estero, ne ‘penne nere’ arricchiscono di contenuti educativi e di esperienze di vita i programmi scolastici, aiutando docenti, ragazzi e famiglie ad attualizzare pagine di storia che non dobbiamo dimenticare. Gli alpini, il più antico corpo di soldati di montagna attivo al mondo, sono i migliori ‘testimonials’ per le nuove generazioni di quei valori di solidarietà, appartenenza, senso del dovere e amore patrio sui quali si fonda il Paese e il vivere civile”.<br />
Le esperienze realizzate sinora nelle scuole dalle 15 sezioni Ana del Veneto sono state raccolte e documentate nella pubblicazione fotografica “Progetto Centenario”, curato da Artenio Gatto e Arcangelo Murzio della sezione Ana di Vicenza, edito dall’Ana e dalla Regione Veneto, presentato oggi a Venezia, al palazzo Grandi Stazioni. e prossimamente in distribuzione presso le sezioni alpine e nelle scuole del Veneto.<br />
“Parlare ai ragazzi di oggi di quanto successo cento anni fa in queste terre non è retorica, ma trasmettere il senso di patria e di una storia comune – ha commentato il presidente nazionale degli alpini, Sebastiano Favero – Ringrazio la Regione Veneto per il sostegno che ci dà nel diffondere la cultura alpina e i suoi valori. Questo Paese, e in particolare le nuove generazioni,  avrebbero bisogno di esperienze obbligatorie di servizio civico per educarci tutti al senso dello Stato. Ne ho parlato anche con il ministro della Difesa Pinotti: noi alpini eravamo contrari all’abolizione del servizio di leva e oggi siamo convinti fautori del ripristino di una forma obbligatoria di impegno organizzato, a servizio delle necessità del Paese e dei bisogni delle persone”.</p>
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		<title>Il soldato Vittorio Calderato, presentazione del libro ad Arzignano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 09:25:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>
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		<category><![CDATA[Biblioteca Bedeschi]]></category>
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		<category><![CDATA[Il soldato Vittorio Calderato]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa sera, mercoledì 8 giugno, con inizio alle 20.45 verrà presentato il libro del soldato Calderato, ad un secolo di distanza si ricordano le gesta di persone che hanno lottato e dato la vita per difendere i propri luoghi nativi.Sarà [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa sera, mercoledì 8 giugno, con inizio alle 20.45 verrà presentato il libro del soldato Calderato, ad un secolo di distanza si ricordano le gesta di persone che hanno lottato e dato la vita per difendere i propri luoghi nativi.<span id="more-2331"></span><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/06/libro-8-giugno-calderato-nuova-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2332" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2016/06/libro-8-giugno-calderato-nuova-1-212x300.jpg" alt="libro-8-giugno-calderato-nuova-1" width="212" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/06/libro-8-giugno-calderato-nuova-1-212x300.jpg 212w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/06/libro-8-giugno-calderato-nuova-1-768x1085.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/06/libro-8-giugno-calderato-nuova-1-725x1024.jpg 725w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/06/libro-8-giugno-calderato-nuova-1-600x848.jpg 600w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/06/libro-8-giugno-calderato-nuova-1-159x225.jpg 159w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2016/06/libro-8-giugno-calderato-nuova-1.jpg 1359w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a>Sarà <span id="ctl00_ContentPlaceHolder1_lblDescrizione">la Piazzetta di fronte alla Biblioteca Bedeschi</span> ad ospitare la serata, a<span id="ctl00_ContentPlaceHolder1_lblDescrizione"> cent’anni dal 1916, secondo anno di guerra per il nostro Paese, ricordiamo la vicenda di questo ragazzo di Montorso nato nel 1894 che combattè sui nostri monti, dove venne catturato e fatto prigioniero dagli Austro-Ungarici.</span></p>
<p><span id="ctl00_ContentPlaceHolder1_lblDescrizione">Il racconto è stato scritto dal pronipote che, grazie ai precisi ricordi del nonno Giuseppe figlio di Vittorio, ricostruisce dettagliatamente sia il periodo bellico che lo spaccato di vita dei paesi prima dello scoppio del conflitto.</span></p>
<p>Una serata, dunque, ricca di storia e di ricordi, a distanza di decenni la grande guerra rimane viva nelle menti e nei pensieri grazie anche a storie come queste. Al termine della serata l&#8217;autore avrà il piacere di trattenere un brindisi con tutti i partecipanti.</p>
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		<title>Vicenza, presentato il programma delle nuove mostre dal 2016 al 2020</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/cultura/2015/12/17/vicenza-presentato-il-programma-delle-nuove-mostre-dal-2016-al-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 18:15:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Palladio]]></category>
		<category><![CDATA[Bartolomeo Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Basilica Palladiana]]></category>
		<category><![CDATA[grande guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Chiericati]]></category>
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					<description><![CDATA[Vicenza, museo diffuso, capitale dell&#8217;arte e della bellezza. Questo è l&#8217;obiettivo al quale aspira l&#8217;assessorato alla crescita proponendo un programma di mostre tra il 2016 e il 2020. Esposizioni diversificate, di livello internazionale, e grandi eventi valorizzeranno in modo nuovo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Vicenza, museo diffuso, capitale dell&#8217;arte e della bellezza. Questo è l&#8217;obiettivo al quale aspira l&#8217;assessorato alla crescita proponendo un programma di mostre tra il 2016 e il 2020.</p>
<p align="JUSTIFY">Esposizioni diversificate, di livello internazionale, e grandi eventi valorizzeranno in modo nuovo gli spazi urbani creando un equilibrio tra attrattività e valorizzazione dell&#8217;identità culturale vicentina in sinergia con i partner coinvolti.</p>
<p align="JUSTIFY">Il progetto complessivo si <span lang="it-IT">intreccerà alle</span> operazioni strutturali<span lang="it-IT">, tese a rafforzare gli attrattori permanenti,</span> come il<span lang="it-IT"> completamento del nuovo Museo Civico &#8211; con il</span> rifacimento dell<span lang="it-IT">e </span>al<span lang="it-IT">i</span> novecentesca<span lang="it-IT"> e ottocentesca</span> di Palazzo Chiericati<span lang="it-IT"> &#8211;</span> e il riallestimento del salone della Basilica Palladiana.</p>
<p align="JUSTIFY">La nuova stagione culturale prenderà avvio nel 2016 con la proposta di due differenti temi: il confronto tra civiltà (Oriente/Occidente) e l&#8217;esperienza bellica.</p>
<p align="JUSTIFY">Il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d&#8217;Elci e il direttore scientifico della Pinacoteca civica di palazzo Chiericati <span lang="it-IT">Giovanni Carlo Federico Villa hanno annunciato le novità della stagione culturale per i prossimi anni.</span></p>
<p><span lang="it-IT">&#8220;Il progetto dedicato alla programmazione culturale dei prossimi anni, che ha richiesto molto tempo per la costruzione e ne richiederà molto altro per la realizzazione, si sviluppa lungo un arco temporale molto ampio, fino a raggiungere il 2020 &#8211; ha dichiarato vicesindaco e assessore alla crescita </span><span lang="it-IT"><b>Jacopo Bulgarini d&#8217;Elci </b></span><span lang="it-IT">-. Insieme al professor Villa, abbiamo strutturato un susseguirsi di esposizioni, cuore della proposta, arricchite da progetti collaterali ed eventi, frutto dell&#8217;esperienza degli ultimi anni nei quali protagonista è stata la Basilica palladiana restaurata e riaperta al pubblico. L&#8217;obiettivo nella nuova programmazione è attrarre visitatori da fuori città, conferendo alle mostre un rilievo non solo nazionale ma anche internazionale, pur mantenendo un forte legame con il territorio, che ne uscirà valorizzato: l&#8217;investimento sulla cultura non deve prescindere dall&#8217;identità culturale ed artistica vicentina e sarà teso a dare sviluppo al mondo commerciale e produttivo. Cercheremo di convincere i turisti a raggiungere e conoscere Vicenza valorizzando ciò che la città possiede e creando degli inediti accostamenti con il supporto di sponsor: Fiera di Vicenza e di Banca Intesa,</span><span lang="it-IT"> oltre allo storico rapporto con Fondazione Cariverona, </span><span lang="it-IT"> hanno già aderito al nostro progetto. Per fare questo coinvolgeremo gli attori del territorio aprendo un tavolo permanente dove ascolteremo le proposte di ciascuno. Inoltre desideriamo coinvolgere pubblici differenti che possano assicurare flussi costanti nel nostro territorio&#8221;. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">&#8220;I tre progetti speciali che proponiamo accanto alle mostre valorizzeranno ciò che esiste a Vicenza con elementi di innovazione &#8211; ha annunciato Bulgarini d&#8217;Elci -: utilizzeremo luoghi storici significativi per dare vita a progetti di video mapping (Palazzo Chiericati, palazzo del Monte di Pietà, corte dei Bissari, palazzo Bonin Longare) che narreranno la città, i suoi tesori &#8211; l&#8217;eredità Palladiana prima tra tutte &#8211; e le sue idee, i patrimoni dei musei, i viaggi di Pigafetta e Magellano. E per fare questo proporremo un concorso per video </span><span lang="it-IT">maker</span><span lang="it-IT">. e il progetto potrà avere uno sviluppo anche nei quartieri periferici. Il secondo progetto speciale mirerà alla valorizzazione del Teatro Olimpico, con un&#8217;operazione di storytelling, per spettacolarizzare l&#8217;esperienza della visita. Infine lavoreremo per aprire la città e il suo patrimonio al meglio della musica contemporanea mondiale, in modo raffinato&#8221;.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">&#8220;Cuore del progetto sarà anche il lavoro di recupero di palazzo Chiericati, settimo polo museale d&#8217;Italia, che vuole tornare ad essere la porta orientale della città, proseguendo il lavoro di Maria Elisa Avagnina. Vogliamo dare ai vicentini un motivo per tornare periodicamente al museo offrendo servizi e mostre&#8221; &#8211; ha detto il direttore scientifico della Pinacoteca civica di palazzo Chiericati Giovanni Carlo Federico Villa che ha successivamente illustrato i differenti progetti per la città fino al 2020.</span></p>
<p align="JUSTIFY">Dopo la prima<b> biennale italiana dell’illustrazione</b> e quindi la <b>valorizzazione del lascito di Alessandro Ghiotto</b> che, a cavallo tra 2015 e 2016, <span lang="it-IT">inaugura</span> alcune sale della nuova ala novecentesca della Pinacoteca civica, si partirà con un affascinante viaggio nella storia dell’arte, dal barocco alla contemporaneità, proprio attorno al tema dell&#8217;incontro tra civiltà e culture, con la mostra <b>“Un museo per l’Italia. Oriente e Occidente in sette secoli di capolavori”</b>, per proseguire a settembre nell<span lang="it-IT">a</span> splendida dimora gentilizia progettata per la famiglia Chiericati con l’<b>esposizione del lascito Pozza-Quaretti</b>, mentre i suggestivi interrati ospiteranno nel corso dell’anno <b>mostre dedicate alla grafica sia antica che contemporanea</b>. Sempre nel mese di settembre la città riscoprirà il suo essere luogo di Memoria e di Memorie: tre straordinarie location (Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati e Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari) apriranno infatti le loro porte alla più importante e significativa operazione a livello nazionale intorno al tema della <b>Grande Guerra</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">Il concetto chiave del secondo nucleo, che inizierà nel gennaio 2017 per articolarsi in quattro mostre fino a primavera 2020, è <b>&#8220;Vicenza, the Art of Style&#8221;</b>: l&#8217;idea di una città che genera stili, eleganza, tendenze, e diventa essa stessa icona di bellezza. Le quattro mostre in programma esploreranno il &#8216;900, il &#8216;600, il &#8216;500, il &#8216;400 attorno alla triade pittura-gioiello-moda. A cui è inevitabile aggiungere l&#8217;architettura, in una città così particolare come la nostra.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo lungo viaggio <span lang="it-IT">ha già un grande partner: </span>nel triennio 16-18 <span lang="it-IT">Intesa Sanpaolo sosterrà il progetto culturale vicentino. Mentre è in costruzione, sul ciclo di quattro mostre &#8220;Vicenza, The Art of Style&#8221;, una collaborazione strutturale con </span>Fiera di Vicenza<span lang="it-IT">, anche sotto il profilo dell&#8217;internazionalizzazione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><b>Le grandi mostre nel 2016, dal confronto tra civiltà all’esperienza bellica</b></p>
<p align="JUSTIFY">Saranno più di cinquanta capolavori d’arte dal Seicento al Novecento, opere di Francesco Maffei, Giulio Carpioni e Pietro Vecchia, Piazzetta, Tiepolo, Cignaroli e Canova, ma anche la straordinaria unicità delle icone russe della collezione di Palazzo Leoni Montanari, a inaugurare per primi, in primavera, nel salone della Basilica Palladiana, a Palazzo Leoni Montanari, a Palazzo Chiericati e nella chiesa di Santa Corona, la nuova stagione espositiva, promossa dall’amministrazione comunale anche per far conoscere e mostrare al pubblico l’eccezionalità della più importante pinacoteca civica di terraferma veneta. Il connubio fra l’architettura del Palladio, patrimonio Unesco, e la grande arte pittorica darà luogo a un appuntamento di immenso valore artistico. Si chiamerà &#8220;<b>Un museo per l’Italia. Oriente e Occidente in sette secoli di capolavori&#8221; </b>questo affascinante viaggio nell’arte in grado di esaltare la singolarità e le specificità di Vicenza, dando al pubblico e alla città anche il senso di cosa sarà Palazzo Chiericati una volta completato il restauro (con la riapertura dell’ala novecentesca e, in futuro, di quella ottocentesca): uno dei pochi musei civici italiani a esporre opere dal Trecento al Novecento con una completezza e altezza d’esiti davvero unica.</p>
<p align="JUSTIFY">A settembre 2016 proprio la splendida dimora gentilizia progettata da Palladio per la famiglia Chiericati ospiterà quella che è stata una delle maggiori donazioni degli ultimi decenni: il <b>lascito Pozza-Quaretti</b>. Alla pubblicazione del “Catalogo Scientifico delle collezioni. VIII. Pinacoteca Civica di Vicenza. Lascito Neri Pozza”, si accompagnerà la valorizzazione della collezione nella sua interezza, attivando contestualmente un’ampia proposta didattica, a partire dalle incisioni e vedute di Vicenza di Neri Pozza e senza tralasciare i rapporti del grande editore vicentino, a un tempo collezionista, scultore e incisore di fama, con gli artisti incontrati negli anni di lavoro, restituendo così lo svolgersi dell’arte italiana nella prima metà del Novecento.</p>
<p align="JUSTIFY">Sempre nello stesso periodo, nell’ambito delle celebrazioni centenarie, tre straordinarie location apriranno le loro porte alla più importante operazione a livello nazionale intorno al tema della <b>Grande Guerra</b>. La Basilica ospiterà una mostra fortemente emotiva, pensata sui temi quotidiani della guerra (il freddo, la fame, l’odore, il rumore, il vissuto dei soldati, le privazioni) per sollecitare i sensi del visitatore; Palazzo Chiericati si concentrerà sulla propaganda e satira di Guerra, lavorando su temi e materiali molto diversi, per capire come il conflitto è stato raccontato e vissuto lontano dai campi di battaglia; anche Palazzo Leoni Montanari<span lang="it-IT"> tornerà ad aprire i propri spazi a questo tema, investigando in particolare il lavoro dei reporter di guerra.</span> <span lang="it-IT">U</span>n eccezionale documento visivo<span lang="it-IT"> sarà costituito</span> <span lang="it-IT">dal</span>le fotografie panoramiche dell’Altopiano d’Asiago dal Kaberlaba<span lang="it-IT">: a</span>gli scatti del 1915 si affiancheranno quelli di oggi, ripresi con le medesime macchine e lastre. Un mosaico di tre mostre in grado di narrare a ogni ragazzo di oggi cosa siano stati gli anni della Grande Guerra e di porre Vicenza in dialogo con le massime istituzioni italiane. Accanto alle tre mostre si strutturerà un fitto programma di proiezioni cinematografiche, esperienze teatrali, letture di piazza, concerti per dare la massima sfaccettatura possibile alla narrazione bellica, con un focus particolare sull’Altopiano di Asiago, autentico museo a cielo aperto del conflitto bellico.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Le grandi mostre 2017-2020 – Vicenza, The Art of style</b></p>
<p align="JUSTIFY">Una nuova e originale linea di ricerca espositiva per la città che dell’oro è la capitale<span lang="it-IT">:</span> Vicenza<span lang="it-IT">, The</span> Art of Style: da gennaio 2017 ad aprile 2020 è in cantiere una nutrita serie di eventi espositivi, diversificati per pubblico e dimensioni, con una particolare attenzione alla ricerca di proposte capaci di coniugare l’attrattività per un pubblico esterno con la costruzione di relazioni con il territorio.</p>
<p align="JUSTIFY">In anteprima mondiale la mostra-evento &#8220;<b>La Bellezza indossata. I gioielli d’artista&#8221; </b>porterà in Basilica Palladiana i massimi protagonisti dell’arte del Novecento a dialogare con il territorio sul tema del<span lang="it-IT">l&#8217;incrocio e delle reciproche influenze tra </span>gioiello, oreficeria, moda <span lang="it-IT">e</span> arti visive: ospitando i capolavori d<span lang="it-IT">i gioielleria disegnati dai</span> più grandi artisti del Novecento, partendo dalle avanguardie storiche per giungere ai giorni nostri<span lang="it-IT">, da Picasso a Dalì, Braque, </span>Lichtenstein<span lang="it-IT">, Warhol, Fontana, Burri</span>. Cent’anni di moda e di gioielli: la mostra presenterà un inedito percorso dedicato a gioielli e abiti iconici, creati tra il 1905 e il 2013 da alcuni tra i più significativi artisti e fashion designer internazionali, in dialogo con opere d’arte, databili dall’età antica alla contemporaneità. In accostamenti che illustrino e celebrino l’arte come fonte di ispirazione per l’ideazione di gioielli e di collezioni di moda o, più semplicemente, quale modello per singoli omaggi stilistici e concettuali. Nella moda degli ultimi cento anni le relazioni dei fashion designer con il mondo dell’arte e dell’architettura hanno raggiunto livelli di tale altezza da rendere in molti casi difficile la definizione dei loro confini naturali, annodati in un dialogo capace di creare autentici capolavori, trasposizioni vestimentarie del segno dell’artista e traduzione degli stili dell’arte verso un’estetica sociale innovativa. Ed è impressionante l’elenco degli artisti che hanno affrontato, e risolto genialmente con veri e propri capolavori senza tempo, il tema proposto: Arman, Jean Arp, Afro, Dino e Mirko Basaldella, Georges Braque, Alberto Burri, Pol Bury, Alexander Calder, Giuseppe Capogrossi, Mario Ceroli, Pietro Consagra, Salvador Dalì, Sonja Delaunay, Lucio Fontana, Renato Guttuso, Erich Heckel, Roy Lichtenstein, Man Ray, Giacomo Manzù, Bruno Martinazzi, Fausto Melotti, Emil Nolde, Meret Oppenheim, Pablo Picasso, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Karl Schmidt-Rottluff, Yves Tanguy. Tutti interpreti del nuovo significato che ha avuto il gioiello per l’arte moderna: non più ornamento ma il mezzo con cui si pone l’opera d’arte in contatto diretto, fisico, con la persona.</p>
<p align="JUSTIFY">Il progetto Vicenza Art of Style si declinerà negli anni successivi in una serie di esposizioni che svilupperanno il tema dell’esposizione <span lang="it-IT">(</span>La Bellezza indossata<span lang="it-IT">)</span> nella chiave del dialogo interdisciplinare, ricostruendo compiutamente i contesti sociali e artistici in cui operavano i grandi artisti che faranno da fulcro alle diverse mostre.</p>
<p align="JUSTIFY">Si spazierà da <b>“Gli ori di Vicenza. Maffei, Carpioni e Vecchia rivali a Venezia” </b>(Basilica Palladiana, dicembre 2017), prima di una serie di tre mostre dedicate ai massimi protagonisti dell’arte vicentina, tesa a sottolineare l’eccellenza del territorio a partire dai tre grandi protagonisti del Barocco veneto, affiancati da capolavori d’oreficeria sacra e profana, abiti e tessuti delle manifatture vicentine e veneziane, alla mostra <b>“Palladio e la Maniera”</b> (Basilica Palladiana, dicembre 2018), la seconda mostra dedicata ai secoli d’oro di Vicenza che, sul filo rosso della singolarissima carriera dello scledense Giovanni Demio, racconterà la storia della bottega pittorica di Andrea Palladio, mostrando un altro aspetto delle sue architetture. Operazione ampiamente territoriale che, oltre a raccogliere i capolavori di Paolo Veronese, coinvolgerà il sistema ville della provincia.</p>
<p align="JUSTIFY">L’ultima mostra, a conclusione della riflessione sull’arte vicentina, sarà <b>“Bartolomeo Montagna e l’invenzione del paesaggio”</b> (Basilica Palladiana, dicembre 2019), dedicata alla figura del massimo interprete dell’arte veneta negli anni Settanta del Quattrocento, accanto a Giovanni Bellini, Antonello da Messina, Cima da Conegliano e i Vivarini. Sviluppando il tema della Pietà e del paesaggio, si raduneranno grandi capolavori in un’esposizione che cercherà di definire compiutamente l’apporto di Vicenza al mito della Serenissima e dei suoi autori, sottolineandone il ruolo in ambito artistico quale maggiore città di terraferma.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Altre iniziative</b></p>
<p align="JUSTIFY">Non mancheranno, nell&#8217;alveo della recente tradizione, eventi pensati per i giovani e le famiglie, concerti, spettacoli, rassegne letterarie, attività performative e di intrattenimento.</p>
<p align="JUSTIFY">A marzo prenderà il via l’apprezzata rassegna <b>“Poetry Vicenza”</b>, in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari e l’associazione TheArtsBox, ospitando nei palazzi e luoghi più suggestivi della città alcuni tra i maggiori poeti nazionali e internazionali, accompagnati dalle note di talentuosi musicisti. In aprile i grandi nomi dell’economia, dell’impresa, del giornalismo e della politica si daranno appuntamento a Vicenza per il <b>festival Città Impresa</b>. Dal 6 al 14 maggio la XXIa edizione del festival internazionale <b>“New Conversations Vicenza Jazz”</b> ci porterà “di nuovo in viaggio verso la libertà”, animando capolavori palladiani, piazze e strade, ma anche locali e luoghi privati, sia con i grandi nomi internazionali che con i giovani emergenti di questa musica, spaziando dal mainstream all’avanguardia, dall’acustico all’elettronico.</p>
<p align="JUSTIFY">Articolato come sempre sarà il <b>cartellone dell’estate</b> che offrirà al pubblico proiezioni cinematografiche, appuntamenti letterari, spettacoli teatrali e piacevoli incursioni nell’intrattenimento più leggero e brillante. In particolare sarà curato il filone della musica popolare (pop/rock) per attrarre un nuovo pubblico, anche <span lang="it-IT">i</span>n modo inusuale all&#8217;interno di palazzi storici.</p>
<p align="JUSTIFY">La stagione di prosa del Teatro coperto più antico al mondo continuerà nella sua originale rilettura dell&#8217;idea di classico in chiave contemporanea, grazie al <b>69° Ciclo di Spettacoli Classici</b>, in programma da metà settembre a fine ottobre. Con lo stupefacente sfondo delle sette vie di Tebe, si ripeterà la straordinaria esperienza di continuare a evocare il viaggio nella storia e nella memoria accompagnati dai massimi protagonisti della scena teatrale mondiale.</p>
<p align="JUSTIFY">A raccontare in modo nuovo l’unicità del gioiello palladiano sarà anche un innovativo progetto di storytelling, affidato a uno dei grandi nomi del panorama culturale italiano.</p>
<p align="JUSTIFY">In particolare, tra le iniziative potenzialmente in grado di incentivare un turismo anche stanziale, si segnala un innovativo <b>progetto di video mapping</b>, la nuova frontiera dell’arte e della tecnologia che consiste nel proiettare immagini di computer grafica su superfici reali. Alcuni spazi della città (come le facciate di Palazzo Dal Monte, Palazzo Bonin Longare, Corte dei Bissari e l’ala novecentesca di Palazzo Chiericati) si trasformeranno infatti in un “museo notturno” diffuso, gratuito, all’aperto, grazie a spettacolari proiezioni 3D che<span lang="it-IT">,</span> giocando con le superfici architettoniche, coinvolgeranno totalmente gli spettatori.</p>
<p align="JUSTIFY">Non mancheranno, poi, i grandi appuntamenti che da anni caratterizzano la scena culturale cittadina, calamitando un pubblico anche extra regionale, come il <b>festival</b> <b>“Omaggio a Palladio” </b>con il grande pianista Andreas Schiff, “Le Settimane Musicali”, il Festival Biblico.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>La restituzione. Palazzo Chiericati. Un museo per la città, la città in un museo</b></p>
<p align="JUSTIFY">Tra il 2016 e il 2017 Vicenza darà vita a una grande rivoluzione urbana, non solo con la restituzione del Museo Civico ma anche la completa ridefinizione di quello che storicamente è stato uno dei principali ingressi della città: Piazza Matteotti, l’Isola affacciata sul porto fluviale. Palazzo Chiericati tornerà a essere porta urbana, il luogo ove cittadini e visitatori potranno non solo fare un magnifico viaggio nelle emozioni della cultura occidentale, ammirando capolavori assoluti, ma anche interagire a ogni livello con essi, in quello che diverrà un grande centro culturale, incubatore di iniziative. A iniziare dagli accessi: la creazione di due piazze interne, nelle corti del Palazzo, consentirà di avere un inedito spazio urbano collegato tramite numerose entrate, da Piazza Matteotti a corso Palladio.</p>
<p align="JUSTIFY">Il completamento del restauro di Palazzo Chiericati, capolavoro assoluto di Andrea Palladio ora visitabile dai sotterranei al sottotetto, in un intervento che permette di percepirne ogni dettaglio costruttivo ma anche la dinamica della vita di palazzo nel pieno Cinquecento, ha dato la possibilità di avviare una straordinaria operazione di recupero dell’intero complesso dei Musei Civici.</p>
<p align="JUSTIFY">Il totale rifacimento dell’ala novecentesca, ricostruita e riallestita completamente nei suoi interni, insieme a quello dell’ala ottocentesca, permetteranno alla Pinacoteca di passare dai 1530 metri quadri espositivi precedenti la chiusura dei Musei Civici ai 2960 metri quadri espositivi finali cui si aggiungeranno 350 metri quadri di depositi visitabili, ricchi dei fondi di grafica antica e contemporanea e di una delle maggiori collezioni di numismatica a livello europeo. Conseguentemente si esporranno le prestigiosissime collezioni dell’arte dell’Ottocento e del Novecento – mai fino a ora allestite permanentemente – avendo così un museo in grado di raccontare la pittura italiana ed europea dal principio del Trecento alle soglie del XXI secolo. Sette secoli di arte occidentale negli spazi monumentali capolavoro di Andrea Palladio, in una lettura contemporanea e dalle numerose chiavi interpretative, affiancandosi alla pittura e scultura, le arti applicate e collezioni del tutto inusuali e di rara eccezionalità. Accanto all’intervento strutturale si svilupperà la riattivazione della sezione didattica orientando il lavoro a processi di grammatica visiva per i bambini (dall’ultimo anno della scuola materna alle elementari e medie) e avvicinamento per le scuole superiori e adulti, oltre all’istituzione dei centri estivi in una messa a regime della sezione didattica tale da ridefinire il rapporto con il territorio urbano e la base scolastica provinciale e regionale.</p>
<p align="JUSTIFY">La programmazione degli interventi per l’ala ottocentesca, le barchesse e il giunto è stata divisa in due stralci funzionali. Il primo stralcio, previsto per l’anno 2016, prevede la manutenzione straordinaria del coperto, il restauro e rifunzionalizzazione del piano nobile, la formazione della nuova scala e la ristrutturazione e ampliamento delle barchesse al fine di ottenere nuovi spazi per la didattica e depositi visitabili della collezione di scultura. Il secondo stralcio, che sarà compiuto nel 2017, prevede invece la ristrutturazione e rifunzionalizzazione del piano ammezzato (parte ad uso uffici e parte ad uso espositivo), la ristrutturazione e rifunzionalizzazione del piano terra (parte ad uso uffici e parte legata all’uso museale: accoglienza, guardaroba, bagni, control room) e la realizzazione del giunto vetrato di collegamento tra l’ala ottocentesca e l’ala novecentesca.</p>
<p align="JUSTIFY">Una straordinaria ‘macchina delle emozioni’ per tutto il territorio, la porta sulle bellezze di Vicenza e della sua provincia. Un nuovo e monumentale ingresso della città ma anche un luogo familiare e di quotidianità, con la sua piazza coperta e i tanti accessi a una collezione di rara ricchezza le cui curiosità ed eccezionalità porteranno a una nuova centralità dei Musei Civici nella vita dei cittadini.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Il calendario</b></p>
<p align="JUSTIFY">2015, 19 dicembre – 2016, 21 febbraio: Le strutture del primario. Il lascito Alessandro Ghiotto a Palazzo Chiericati (Palazzo Chiericati)</p>
<p align="JUSTIFY">2015, 4 dicembre – 2016, 31 gennaio: Illustri Festival e prima biennale italiana dell’illustrazione (Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati, Palazzo Leoni Montanari e altre sedi)</p>
<p align="JUSTIFY">2016, aprile: Inaugurazione ala novecentesca della Pinacoteca Civica (Palazzo Chiericati)</p>
<p align="JUSTIFY">2016, primavera: Nuovo allestimento del salone al piano nobile (Basilica Palladiana)</p>
<p align="JUSTIFY">2016, aprile: Festival Città Impresa</p>
<p align="JUSTIFY">2016, 6 – 14 maggio: XXI edizione del festival “New Conversations Vicenza Jazz”</p>
<p align="JUSTIFY">2016, maggio – agosto: Mostra ‘Un museo per l’Italia. Sette secoli di capolavori tra Oriente e Occidente’ (Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati, Palazzo Leoni Montanari, Chiesa di Santa Corona)</p>
<p align="JUSTIFY">2016, giugno – agosto: Esposizione del lascito Pozza-Quaretti (Palazzo Chiericati)</p>
<p align="JUSTIFY">2016, settembre – ottobre: 69° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico (Teatro Olimpico)</p>
<p align="JUSTIFY">2016, dicembre: Apertura dell’area archeologica sotterranea (Basilica Palladiana)</p>
<p align="JUSTIFY">dal 2016: Esposizioni ‘Grafica e illustrazione per Vicenza’ (Palazzo Chiericati)</p>
<p align="JUSTIFY">2016, 21 settembre &#8211; 2017 gennaio: Mostra Grande Guerra (Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati, Palazzo Leoni Montanari)</p>
<p align="JUSTIFY">2017, gennaio – maggio: Mostra “La bellezza indossata. I gioielli d’artista” (Basilica Palladiana)</p>
<p align="JUSTIFY">201<span lang="it-IT">7</span>, aprile: Festival Città Impresa</p>
<p align="JUSTIFY">2017, maggio: XXII edizione del festival “New Conversations Vicenza Jazz”</p>
<p align="JUSTIFY">2017, settembre: Illustri Festival</p>
<p align="JUSTIFY">2017, settembre &#8211; ottobre: 70° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico (Teatro Olimpico)</p>
<p align="JUSTIFY">2017, dicembre: Apertura ala ottocentesca della Pinacoteca Civica (Palazzo Chiericati)</p>
<p align="JUSTIFY">2017, dicembre – 2018 aprile: Mostra “Gli ori di Vicenza. Maffei, Carpioni e Vecchia, rivali a Venezia” (Basilica Palladiana)</p>
<p align="JUSTIFY">2018, aprile: Festival Città Impresa</p>
<p align="JUSTIFY">2018, maggio: XXIII edizione del festival “New Conversations Vicenza Jazz”</p>
<p align="JUSTIFY">2018, settembre &#8211; ottobre: 71° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico</p>
<p align="JUSTIFY">2018, dicembre- 2019 aprile: Mostra “Palladio e la Maniera” (Basilica Palladiana)</p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">201</span><span lang="it-IT">9</span><span lang="it-IT">, settembre: Illustri Festival</span></p>
<p align="JUSTIFY">2019, dicembre – 2020, aprile: Mostra “Bartolomeo Montagna e l’invenzione del paesaggio” (Basilica Palladiana)</p>
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		<title>La storia del Vicenza Calcio durante la guerra nel nuovo libro di Anna Belloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 08:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[anna belloni]]></category>
		<category><![CDATA[comune di vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[federico formisano]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà presentato giovedì 17 dicembre alle 18 nella Sala Stucchi di Palazzo Trissino il volume di Anna Belloni “Le due divise &#8211; Storia dell’associazione Calcio Vicenza 1902-1919 e dei giocatori caduti durante la Grande Guerra”. L’iniziativa rientra nell’ambito del programma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sarà presentato <strong>giovedì 17 dicembre alle 18 </strong>nella Sala Stucchi di Palazzo Trissino il volume di <strong>Anna Belloni “Le due divise &#8211; Storia dell’associazione Calcio Vicenza 1902-1919 e dei giocatori caduti durante la Grande Guerra”</strong>.<span id="more-804"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2015/12/copertina_libro-anna-belloni.jpg" rel="attachment wp-att-806"><img decoding="async" class=" wp-image-806 alignleft" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2015/12/copertina_libro-anna-belloni-241x300.jpg" alt="" width="220" height="274" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/copertina_libro-anna-belloni-241x300.jpg 241w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/copertina_libro-anna-belloni-768x957.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/copertina_libro-anna-belloni-822x1024.jpg 822w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/copertina_libro-anna-belloni-600x748.jpg 600w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/copertina_libro-anna-belloni-181x225.jpg 181w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/copertina_libro-anna-belloni.jpg 1284w" sizes="(max-width: 220px) 100vw, 220px" /></a>L’iniziativa rientra nell’ambito del programma di manifestazioni per la ricorrenza del Centenario della Grande Guerra promosse dall’amministrazione comunale di Vicenza e coordinate dall’ufficio di presidenza del consiglio comunale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro sarà presentato dal <strong>presidente del consiglio comunale Federico Formisano, delegato dal Sindaco a seguire gli eventi per il Centenario della Grande Guerra</strong>, e dal <strong>conservatore del Museo del Risorgimento e della Resistenza Mauro Passarin</strong>. Sarà presente Anna Belloni, scrittrice vicentina che nel 2012, in occasione dei 110 anni di fondazione dell’associazione Calcio Vicenza, ha pubblicato “SoloLane”, storia del tifo e della passione dei vicentini per la squadra di calcio della città.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera è frutto di un’imponente ricerca di ricostruzione storica dei primi anni dell’associazione Calcio Vicenza, attraverso le cronache del tempo e le biografie dei giocatori biancorossi caduti al fronte durante la prima guerra mondiale. La squadra biancorossa è stata una delle società calcistiche italiane con il più alto numero di giocatori caduti durante la Grande Guerra.<a href="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2015/12/vicenza_calcio_1912_2.jpg" rel="attachment wp-att-807"><img decoding="async" class=" wp-image-807 alignright" src="https://www.accadeinzona.it/sitepress/wp-content/uploads/2015/12/vicenza_calcio_1912_2-217x300.jpg" alt="" width="190" height="263" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/vicenza_calcio_1912_2-217x300.jpg 217w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/vicenza_calcio_1912_2-768x1061.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/vicenza_calcio_1912_2-741x1024.jpg 741w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/vicenza_calcio_1912_2-600x829.jpg 600w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/vicenza_calcio_1912_2-163x225.jpg 163w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2015/12/vicenza_calcio_1912_2.jpg 1158w" sizes="(max-width: 190px) 100vw, 190px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta del primo lavoro in Italia di un certo rilievo riguardante le tristi vicende di giocatori di importanti società calcistiche dedicato ai caduti in guerra di una singola squadra.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla ricerca, condotta dall’autrice con grande passione e impegno, sono emerse informazioni che hanno permesso il recupero di archivi familiari e, quindi, la ricostruzione di biografie di giovani giocatori vicentini chiamati alle armi e caduti al fronte. Tra questi, il tenente Enrico Busa, giocatore del Vicenza Calcio, caduto sull’altopiano di Asiago nel 1917, medaglia d’argento al valor militare, protagonista di uno dei più bei libri della Grande Guerra, “Le scarpe al sole” di Paolo Monelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della presentazione in Sala Stucchi verranno consegnati alcuni attestati di riconoscimento ai discendenti dei calciatori caduti.</p>
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