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	<title>Greenpeace &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Pfas, Greenpeace deposita due esposti: chiesto il sequestro di Miteni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/ambiente/2018/07/26/pfas-greenpeace-deposita-due-esposti-chiesto-il-sequestro-di-miteni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jul 2018 10:49:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
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					<description><![CDATA[Greenpeace chiede il sequestro di Miteni e la verifica su eventuali responsabilità, frutto di dolo o di omissione, addebitabili ai rappresentanti legali dell&#8217;azienda e a rappresentanti e funzionari delle amministrazioni pubbliche coinvolte in un nuovo caso di inquinamento, accertato già [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Greenpeace chiede il sequestro di Miteni e la verifica su eventuali responsabilità, frutto di dolo o di omissione, addebitabili ai rappresentanti legali dell&#8217;azienda e a rappresentanti e funzionari delle amministrazioni pubbliche coinvolte in un nuovo caso di inquinamento, accertato già nel 2013 e parallelo alla questione Pfas. Greenpeace ha depositato in queste ore due differenti esposti: uno alla Procura di Vicenza e l&#8217;altro alla Corte dei Conti del Veneto. Da alcuni documenti, emerge che nel 2013 in numerosi piezometri &#8211; pozzi d&#8217;osservazione per misurare parametri chimico-fisici della falda acquifera &#8211; del sito produttivo di Miteni, le concentrazioni nella falda di alcune sostanze chimiche già normate superavano fino a 3 volte le Concentrazioni Soglia Consentite per le quali è previsto intervenire con operazioni di bonifica. Superamenti comunicati da Miteni alle autorità competenti insieme alla richiesta di rinnovo dell&#8217;Autorizzazione Integrata Ambientale, poi concessa dalla Regione Veneto il 30 luglio 2014. (ANSA)</p>
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		<title>Pfas, attivisti protestano davanti a sede della Regione a Venezia</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/ambiente/2017/12/06/pfas-attivisti-protestano-davanti-sede-della-regione-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 16:46:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[Mamme No Pfas]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Protesta di Greenpeace oggi in Canal Grande a Venezia per la vicenda dell&#8217;inquinamento da Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) che interessa da mesi un territorio di 350mila abitanti delle province di Vicenza, Verona e Padova. Una trentina tra esponenti del gruppo ambientalista, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Protesta di Greenpeace oggi in Canal Grande a Venezia per la vicenda dell&#8217;inquinamento da Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) che interessa da mesi un territorio di 350mila abitanti delle province di Vicenza, Verona e Padova. Una trentina tra esponenti del gruppo ambientalista, di &#8216;Mamme No Pfas&#8217;, e attivisti di Climate Defense Units sono giunti con barche e gommoni davanti al pontile di palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale Veneto, e qui hanno esposto uno striscione con lo slogan &#8220;Bonifica subito&#8221;, per chiedere l&#8217;avvio delle operazioni di bonifica del sito di Miteni, l&#8217;azienda di Trissino al centro della contaminazione. Una delegazione ha chiesto anche di essere ricevuta dai rappresentanti dell&#8217;assemblea veneta, per illustrare le loro ragioni, ma l&#8217;incontro alla fine non c&#8217;è stato. &#8220;Se prima ci domandavamo da che parte stesse la Regione in questa vicenda della contaminazione da Pfas, adesso lo sappiamo, non da quella dei cittadini&#8221; ha detto Giuseppe Ungherese, di Greenpeace Italia. (ANSA).</p>
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		<title>Pfas, Greenpeace: &#8220;Da Regione dati parziali, occorre massima attenzione&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/11/17/pfas-greenpeace-regione-dati-parziali-occorre-massima-attenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 18:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[In base ai dati diffusi ieri dalla Regione Veneto sul monitoraggio degli alimenti realizzato dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) è emerso che oltre il 95 per cento delle uova di produzione familiare sono contaminate da PFOS e circa l’80 per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In base ai dati diffusi ieri dalla Regione Veneto sul monitoraggio degli alimenti realizzato dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) è emerso che oltre il 95 per cento delle uova di produzione familiare sono contaminate da PFOS e circa l’80 per cento da PFOA, mentre in alcune specie ittiche sono stati rilevati valori massimi di PFOS fino a 122,76 nanogrammi per grammo.</p>
<p>Commentando i dati, Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia, dichiara: &#8220;La Regione Veneto finalmente diffonde per la prima volta dati seri e credibili sulla contaminazione dei prodotti alimentari anche se parziali e limitati solo ad alcune delle aree inquinate. Pur rientrando nei livelli di sicurezza indicati dall’EFSA &#8211; che per ammissione dello stesso Ministro della Salute Lorenzin presto saranno rivisti &#8211; i dati presentano alcune importanti criticità, in particolare nelle specie ittiche, nel fegato di suino (prodotto molto impiegato nella cucina veneta) e nelle uova di produzione familiare. Riteniamo che sia necessario prestare massima attenzione nel consumo di alcuni prodotti locali e soprattutto individuare e fermare le fonti di contaminazione da PFAS per non aggravare la situazione ambientale&#8221;. (Adnkronos)</p>
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		<title>Pfas, Greenpeace: &#8220;Chi pagherà per l&#8217;inquinamento?&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/ambiente/2017/09/22/pfas-greenpeace-paghera-linquinamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 18:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Ungherese]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[miteni]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Chi paga per l&#8217;inquinamento da Pfas in Veneto?&#8221; E&#8217; questo uno degli interrogativi principali a cui cerca di dare una risposta il nuovo rapporto di Greenpeace presentato oggi a Venezia presso la Sala San Leonardo, &#8220;Emergenza Pfas in Veneto, chi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>&#8220;Chi paga per l&#8217;inquinamento da Pfas in Veneto?&#8221; E&#8217; questo uno degli interrogativi principali a cui cerca di dare una risposta il nuovo rapporto di Greenpeace presentato oggi a Venezia presso la Sala San Leonardo, &#8220;Emergenza Pfas in Veneto, chi inquina paga?&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Elaborato dall&#8217;istituto di ricerca indipendente olandese Somo in collaborazione con Merian Research (Berlino), il rapporto tenta di fare luce sull&#8217;assetto societario di Miteni, l&#8217;azienda chimica di Trissino ritenuta dalle autorità locali la fonte principale dell&#8217;inquinamento da Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) in una vasta area del Veneto. Alcuni dirigenti della presente e della passata gestione di Miteni risultano indagati, dalla Procura di Vicenza, per reati ambientali. Nel caso venissero confermate le ipotesi di reato a carico di Miteni, l&#8217;azienda dovrebbe coprire i costi delle bonifiche e altre richieste di risarcimento. Tuttavia, dall&#8217;indagine di SOMO emerge che Miteni ha chiuso i suoi bilanci in passivo negli ultimi 10 anni e che il collegio sindacale dell&#8217;azienda, nell&#8217;ultimo bilancio, ha invitato la proprietà a una ricapitalizzazione per non compromettere la continuità aziendale. Dal 2009, ricorda Greepeace, Miteni fa parte del gruppo ICIG a sua volta controllato dalla holding lussemburghese ICI SE (International Chemical Investors), che, a fine 2016, aveva in cassa piu&#8217; di 238 milioni di euro. Sempre guardando al bilancio 2016, le risorse finanziarie con cui invece Miteni potrebbe far fronte ad eventuali risarcimenti erano pari ad appena 6,5 milioni di euro. Una cifra modesta se paragonata con i soli costi per il rifacimento degli acquedotti che la Regione Veneto stima in 200 milioni di euro.</div>
<div></div>
<div>&#8220;I dati pubblicati oggi indicano che Miteni versa in una situazione finanziaria estremamente difficile. La domanda che si fanno i cittadini e che si è fatta anche Greenpeace è: chi paga? &#8211; commenta Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace &#8211; Pare escluso che Miteni, se condannata, possa risanare questo territorio e risarcire i suoi cittadini per i danni sanitari e ambientali di un inquinamento che coinvolge piu&#8217; di 350 mila persone. Uno dei cardini dell&#8217;ordinamento giuridico italiano ed europeo- chi inquina paga &#8211; verrebbe cosi&#8217; eluso&#8221;.</div>
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		<item>
		<title>Pfas, Bottacin contro Greenpeace: &#8220;Valuteremo denuncia per procurato allarme&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/05/15/pfas-bottacin-greenpeace-valuteremo-denuncia-procurato-allarme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 17:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente Gianpaolo Bottacin attacca Greenpeace dopo che sul proprio sito l&#8217;organizzazione ambientalista aveva messo a confronto le soglie di tollerabilità alle sostanze Pfas nell&#8217;acqua del Veneto con quelle di altri paesi, che risulterebbero più basse (qui il nostro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>L&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente Gianpaolo Bottacin attacca Greenpeace dopo che sul proprio sito l&#8217;organizzazione ambientalista aveva messo a confronto le soglie di tollerabilità alle sostanze Pfas nell&#8217;acqua del Veneto con quelle di altri paesi, che risulterebbero più basse (<a href="https://www.accadeinzona.it/ambiente/2017/05/10/allarme-greenpeace-secondo-parametri-usa-acqua-130mila-veneti-non-sicura/">qui il nostro articolo</a>). “I dati relativi al 2016, dimostrano che più di 130 mila cittadini veneti, hanno ricevuto nell’ultimo anno acqua potabile che negli Stati Uniti non è considerata sicura per la salute umana&#8221;, facevano notare da Greenpeace. &#8220;Il numero sale a circa 200 mila abitanti se questi valori vengono confrontati con i livelli di sicurezza adottati in Svezia”.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Premesso che per un&#8217;analisi scientifica sarebbe necessario l&#8217;utilizzo di parametri assolutamente identici, tuttavia da una comparazione puntuale con le rilevazioni fatte in altre realtà risulta inequivocabilmente che l&#8217;esposizione a Pfos in Veneto è la più  bassa rispetto ad altri Paesi&#8221;: a dirlo l&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente che in tal modo rimanda al mittente le accuse mosse da Greenpeace e anche &#8220;le paure che una cattiva informazione su di un tema così delicato provocano nella gente&#8221;.</div>
<div></div>
<div>&#8220;I nostri tecnici hanno comparato diversi dati europei e americani e il nostro limite Pfos è da considerare il più basso in Europa e vicino ai limiti americani che, in qualche caso, sono leggermente più bassi dei nostri, e ricordo che l’OMS ha evidenziato nei Pfos la sostanza più pericolosa tra la famiglia dei Pfas&#8221;.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Una cosa è comunque certa &#8211; prosegue l&#8217;assessore &#8211; i nostri limiti sono gli unici che recano la dicitura &#8220;fino allo zero virtuale&#8221;: ciò significa che, di fatto, l&#8217;attuale esposizione totale reale a tutti i Pfas è in Veneto già più bassa che negli altri Paesi, Stati Uniti compresi, e prevediamo che i limiti scenderanno ancora, anche perché i gestori veneti del servizio idrico integrato stanno adottando tutte le necessarie precauzioni, provvedendo a limitare le concentrazioni con sempre maggiore efficacia, pur se i limiti esistenti sono attualmente già rispettati&#8221;.</div>
<div></div>
<div>“Per quanto riguarda il solo parametro Pfos in acque potabili, l’informazione sui limiti pubblicata da Greenpeace appare peraltro fuorviante, in quanto non tiene conto della specifica tossicità dei singoli composti. Se si prendono i singoli componenti si potrà  riscontrare che il livello di performance italiano per il Pfos è l’unico che prevede un limite così basso per questo singolo composto, che è quello che presenta maggiore tossicità”.</div>
<div></div>
<div>Riassumendo quanto fatto in questi anni l&#8217;assessore poi ricorda che &#8220;fin dal 2013 la Regione, appena avvisata della situazione, ha agito facendo installare ai gestori dell’acqua potabile i filtri a carboni attivi in soli tre mesi stanziando anche e immediatamente importanti risorse economiche. Non poteva in alcun modo invece bloccare gli inquinatori, perché non esisteva alcun limite di legge per tali sostanze e soprattutto perché la Regione non è organismo inquirente né tanto meno giudicante. Non ha invece bloccato, perché  non aveva senso farlo, la distribuzione dell’acqua potabile filtrata, che è stata definita sicura e potabile non dalla Regione, ma dal massimo organo nazionale in materia di tutela della salute pubblica, l’Istituto Superiore di Sanità, tanto che i limiti di qualità dell’acqua potabile fissati dal Ministero della Salute su parere dello stesso Istituto sono sempre stati rigorosamente rispettati dalla Regione&#8221;.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Dire che la Regione ha alzato i limiti per i composti Pfas nelle acque potabili o  parlare di mancato blocco dell’erogazione dell’acqua potabile come fa Greenpeace &#8211; conclude l&#8217;assessore &#8211; significa creare volutamente preoccupazioni se non addirittura un allarme ingiustificato nella popolazione. Si respinge categoricamente l&#8217;affermazione secondo cui la Regione avrebbe aumentato i limiti e  su questo valuteremo se ci siano gli estremi per una denuncia. Ricordiamo infine a Greenpeace che tali sostanze sono regolarmente bevute in molte altre regioni d&#8217;Italia, come anche ammesso sulla stampa dal presidente della commissione bicamerale ecoreati&#8221;.</div>
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		<item>
		<title>Allarme Greenpeace, secondo parametri USA acqua di 130mila veneti non sicura</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/05/10/allarme-greenpeace-secondo-parametri-usa-acqua-130mila-veneti-non-sicura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2017 16:09:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;allarme viene lanciato da Greenpeace, che sul suo sito pubblica i dati della contaminazione delle acque da Pfas in 90 comuni del Veneto. E confronta i limiti adottati dalla Regione (530 nanogrammi/litro) con quelli di altri paesi, come Stati Uniti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;allarme viene lanciato da Greenpeace, che sul suo sito pubblica i dati della contaminazione delle acque da Pfas in 90 comuni del Veneto. E confronta i limiti adottati dalla Regione (530 nanogrammi/litro) con quelli di altri paesi, come Stati Uniti (70 ng/l), Svezia (90 ng/l) e Germania (100 ng/l), dove i livelli tollerati di Pfas sono molto al di sotto di quelli veneti. Negli Stati Uniti, fa notare Greenpeace, al superamento delle soglie consentite viene sospesa l&#8217;erogazione di acqua potabile.</p>
<p>&#8220;La contaminazione riguarda un’area abitata da oltre 350 mila persone compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova&#8221;, spiega l&#8217;organizzazione ambientalista sul suo sito. &#8220;I dati relativi al 2016, dimostrano che più di 130 mila cittadini veneti, hanno ricevuto nell’ultimo anno acqua potabile che negli Stati Uniti non è considerata sicura per la salute umana. Il numero sale a circa 200 mila abitanti se questi valori vengono confrontati con i livelli di sicurezza adottati in Svezia&#8221;.</p>
<p>Per questo Greenpeace lancia un appello alla Regione Veneto a fermare gli scarichi di Pfas nelle aree contaminate, ad adeguare i limiti di sicurezza a quelli di altri paesi europei, e infine a censire tutti gli scarichi e i responsabili delle fonti di inquinamento.</p>
<p>L&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente Gianpaolo Bottacin ha risposto all&#8217;allarme sollevato da Greenpeace ribadendo che &#8220;da quando è emersa quest’emergenza ambientale nel 2013, per la quale non esistevano parametri di riferimento, la Regione si è immediatamente attivata per la messa in sicurezza delle acque, in particolare con i filtri. L’acqua che esce dai rubinetti è quindi assolutamente potabile e non supera in nessun modo i parametri stabiliti dall&#8217;Istituto Superiore della Sanità, di cui non pare ci sia motivo di dubitare. L’uso dei filtri è comunque costoso e la Regione, d’intesa con enti gestori degli acquedotti, sta procedendo all’individuazione della soluzione tecnica strutturale per l’approvvigionamento idrico alternativo dell’area interessata dall’inquinamento&#8221;.</p>
<p>&#8220;La spesa per gli interventi attuati e per quelli in corso di cui si è fatta carico la Regione del Veneto è di circa 500 mila euro l’anno dal 2013&#8221; aggiunge Bottacin, &#8220;e l’agenzia ambientale regionale ARPAV è l’unica in Italia che si è dotata anche di macchinari specifici per questo tipo di analisi sulle acque con un costo di 1,2 milioni di euro. Questo perché la priorità è la sicurezza dei cittadini&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Greenpeace, blitz a Venezia contro i Pfas: &#8220;inquinamento ancora in atto&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/eventi/2017/03/09/greenpeace-blitz-venezia-pfas-inquinamento-ancora-atto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 13:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Balbi]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Attivisti di Greenpeace sono entrati in azione questa mattina a Venezia, davanti alla sede della Regione Veneto a Palazzo Balbi, per protestare contro il grave inquinamento da Pfas che interessa un’ampia area della regione Veneto compresa tra le province di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Attivisti di Greenpeace sono entrati in azione questa mattina a Venezia, davanti alla sede della Regione Veneto a Palazzo Balbi, per protestare contro il grave inquinamento da Pfas che interessa un’ampia area della regione Veneto compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova. Gli attivisti hanno chiesto alle autorità regionali di fermare subito gli scarichi di Pfas in Veneto. Analisi indipendenti condotte da Greenpeace dimostrano che le indagini effettuate finora dalle autorità regionali non hanno ancora individuato tutte le fonti di inquinamento.</p>
<p>&#8220;Abbiamo le prove: dalle analisi indipendenti che abbiamo condotto emerge chiaramente che le indagini effettuate finora dalla Regione non hanno ancora individuato tutte le fonti di inquinamento da PFAS&#8221;, sostiene Greenpeace in una nota. &#8220;I risultati sono tutti nel rapporto “<a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Pfas-in-Veneto-inquinamento-sotto-controllo/">Pfas in Veneto: inquinamento sotto controllo?</a>” che abbiamo pubblicato oggi: in alcuni scarichi abbiamo trovato rilevanti concentrazioni di composti mai individuati finora e abbiamo le prove che PFAS pericolosi siano stati trovati anche nel comune di Valdagno, in un’area non ancora presa in esame dalle autorità regionali&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Regione Veneto non ha più scuse&#8221;, prosegue il comunicato dell&#8217;organizzazione ambientalista. &#8220;È ora di censire e bloccare tutte le fonti di inquinamento da PFAS, e di adottare livelli di sicurezza più stringenti sulla presenza di queste sostanze nell’acqua potabile. Per alcuni PFAS molto pericolosi per la salute, come il PFOA (un composto potenzialmente cancerogeno) e il PFOS, i livelli di sicurezza adottati in Veneto per le acque potabili sono fino a 7,5 volte più elevati rispetto agli Stati Uniti e oltre 5 volte più elevati rispetto a Germania e Svezia&#8221;.</p>
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