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	<title>Impresa Digitale &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Il futuro dell&#8217;economia passa per l&#8217;Industria 4.0, imprese digital e startup pronte a sostenerla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2018 15:15:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Guidata soprattutto dalle medie e dalle grandi imprese, che hanno cominciato a fare i primi determinanti passi per rimanere competitive, l’industria 4.0 alimenta la nascita di nuove startup e di un ecosistema di attori ed iniziative create per supportare la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Guidata soprattutto dalle medie e dalle grandi imprese, che hanno cominciato a fare i primi determinanti passi per rimanere competitive, l’<strong>industria 4.0</strong> alimenta la nascita di nuove <strong>startup</strong> e di un ecosistema di attori ed iniziative create per supportare la trasformazione digitale delle imprese.</p>
<p>Quanto è 4.0 l’industria italiana? A guardare i dati del Ministero dello Sviluppo Economico c’è ancora molto da fare. Ma è anche vero che il nostro Paese ha appena cominciato ad attivare politiche atte a favorire in modo sistematico la trasformazione digitale delle imprese. Tra queste ci sono i <strong>Punti Impresa Digitale</strong>: a un anno dalla loro ideazione e localizzazione in seno alle Camere di Commercio, a Smau Milano ci sarà l’occasione di conoscere le esperienze concrete di Bergamo Sviluppo e delle CCIAA di Milano-Monza-Brianza-Lodi e di Ancona. <strong>La scommessa dell’industria 4.0, in ogni caso, catalizza le migliori energie di imprese digital e startup italiane</strong>. A Fieramilanocity (23-25 ottobre), oltre ai player del digital, c<strong>ome Aruba, Cisco, Edisoftware, Intel, GData, SAP,Oracle, Seeweb</strong>, saranno presenti decine di startup da tutta Italia con le loro proposte per accompagnare in ottica Open Innovation la trasformazione digitale delle imprese, fra stampa 3D, realtà aumentata e realtà virtuale, cloud computing, IoT e molto altro. A proposito di Open Innovation, Smau sarà anche l’occasione di conoscere gli esempi migliori nel settore industry 4.0: fra i casi di successo saranno premiati <strong>Enel</strong>, <strong>Würth</strong>, <strong>Parmalat</strong>, la siderurgica <strong>Danieli</strong>, l’azienda <strong>Paglieri,</strong> nota per il brand “Felce Azzurra” e per altri celebri marchi per l’igiene, l’azienda meccanica<strong> Bedeschi</strong>, l’azienda leader nell’underwater mobility<strong> Suex </strong>e l’azienda alimentare <strong>The Bridge</strong>.</p>
<p><strong>INDUSTRIA 4.0: LA FOTOGRAFIA DI UNA RIVOLUZIONE SOLO AGLI INIZI</strong></p>
<p>L’8,4% delle imprese italiane utilizza almeno una delle tecnologie considerate abilitanti la trasformazione digitale secondo il Piano Industria 4.0 2017-2020. Tecnologie che intervengono nei settori della <strong>produzione (IoT, AR, VR, stampa 3D, robot collaborativi, nanotecnologie e materiali intelligenti)</strong> e dello <strong>sfruttamento delle informazioni e dei dati (cloud, big data, cyber security, horizontal e vertical integration)</strong>. A questo numero si aggiunge un 4,7% che ha pianificato investimenti specifici nel prossimo triennio. I numeri (rapporto Mise del 2018 su un campione di 23.700 realtà di tutte le classi dimensionali) sembrano limitati ma sono destinati a cambiare: l’industria 4.0 nel nostro Paese è solo agli inizi.</p>
<p>È interessante vedere come le industrie italiane scelgono di affrontare la sfida del 4.0: il 62,4% delle imprese con un processo di innovazione già avviato si avvale di una o al massimo due tecnologie. Al di sopra dei 50 addetti la trasformazione digitale si amplia, ma sono solo le <strong>grandi imprese</strong> ad aver implementato <strong>tecnologie 4.0 in un sistema integrato</strong>: oltre la metà di esse, infatti, ne utilizza almeno 4 tipologie. Fra gli approcci adottati, inoltre, pochissime imprese ricorrono a tecnologie che riguardano la sola fase di produzione, mentre sono le micro e piccolissime imprese ad innovarsi con le sole tecnologie di utilizzo dati. Sfruttare entrambe le opportunità è la scelta del 50% delle medie imprese e del 69,2% delle grandi. Entrando più nel dettaglio delle singole tecnologie impiegate, <strong>la cyber security, l’integrazione orizzontale e verticale delle informazioni e l’IoT canalizzano gran parte degli investimenti aziendali</strong>. Tra le industrie di media e grande dimensione più strutturate si stanno diffondendo robot collaborativi, stampanti 3D e tecnologie per le simulazioni virtuali.</p>
<p><strong>IL RUOLO DEI PID COME FACILITATORI DI INNOVAZIONE</strong></p>
<p>I <strong>Punti Impresa Digitale</strong> sono strutture localizzate nelle Camere di Commercio, dedicate alla diffusione della cultura e della pratica del digitale fra le imprese di tutte le dimensioni e di tutti i settori economici, e anche fra i professionisti. Il network di punti &#8220;fisici&#8221; è affiancato da una rete &#8220;virtuale&#8221; che opera con un&#8217;ampia gamma di strumenti digitali (siti specializzati, forum e community, social media) con l’obiettivo di fornire a imprese e professionisti servizi di supporto nella trasformazione digitale.</p>
<p>Il bilancio di Unioncamere: a oggi si contano <strong>88 PID attivati</strong>; <strong>14 milioni di euro </strong>stanziati attraverso voucher per le imprese; più di 70 bandi pubblicati; 470 eventi di informazione con oltre 8mila aziende partecipanti; 800 test di autovalutazione per scoprire la maturità digitale della propria impresa; 620 i dipendenti<strong> </strong>delle Camere di Commercio formati sulla digitalizzazione. L&#8217;obiettivo futuro è coinvolgere di più le aziende più piccole, che faticano a intraprendere la strada della trasformazione digitale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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