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	<title>inchiesta &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>L&#8217;olio di palma fa davvero così male?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 22:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora l’olio di palma? Sì, dopo mesi di petizioni sul web, inchieste, allarmi e smentite si torna a parlare della polemica alimentare dell’anno. Per una valida ragione. L’occasione, come riporta La Stampa, è il report realizzato da Amnesty International su [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora l’<strong>olio di palma</strong>? Sì, dopo mesi di petizioni sul web, inchieste, allarmi e smentite si torna a parlare della polemica alimentare dell’anno. Per una valida ragione. <span id="more-2854"></span></p>
<p>L’occasione, come riporta La Stampa, è il report realizzato da Amnesty International su <strong>Wilmar International</strong>, multinazionale asiatica dell’agrobusiness da cui dipende il 43% della produzione mondiale di olio di palma e nelle cui coltivazioni lavorano 60mila addetti tra Indonesia e Malaysia.</p>
<p>All’origine di un prodotto che si trova nel 50% degli articoli da supermercato, dai gelati allo shampoo al dentifricio, ci sono abusi documentati lungo la filiera: donne pagate meno del minimo legale, senza assistenza sanitaria né previdenza. Bambini impiegati in lavori fisici pesanti. Lavoratori esposti ad agenti tossici e costretti a ritmi sfiancanti nella raccolta.</p>
<p>È da notare che otto dei nove marchi messi sotto osservazione da Amnesty per i loro rapporti con Wilmar (tra questi Kellogg’s, Nestlé, Unilever, Procter &amp; Gamble, Colgate-Palmolive) sono associati alla <strong>Roundtable on Sustainable Palm Oil</strong>, il sistema di certificazione sulla sostenibilità ambientale dell’olio di palma. La deforestazione rappresenta l’altro dramma irrisolto della filiera: secondo Greenpeace, dal 1990 solo l’Indonesia ha perso un quarto delle foreste, trasformate in piantagioni, a fronte di una domanda globale cresciuta da 15 a 61 milioni di tonnellate.</p>
<p><strong>Limitare l’allarme alla salute è fuorviante:</strong> l’olio di palma “fa male” quanto altri ingredienti di prodotti raffinati e su questo piano la soluzione è ridurre il consumo di certi alimenti industriali, piuttosto che concentrarsi sul singolo ingrediente. Ma la problematica, come si può vedere, non merita di ridursi a un tormentone ironico sui social.</p>
<p>Non c’è un cibo sano che non sia insieme buono, pulito e giusto. E spesso la mancanza di uno di questi requisiti fa venire meno tutti gli altri.</p>
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