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	<title>incidenti stradali &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Multe stradali, c&#8217;è il boom ma a pagarle sono meno della metà delle persone sanzionate</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/05/30/multe-stradali-ce-il-boom-ma-a-pagarle-sono-meno-della-meta-delle-persone-sanzionate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2018 13:47:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi 10 anni, segnala la CGIA, le multe comminate dai vigili urbani a seguito della violazione del codice della strada sono aumentate di quasi l’81 per cento, ma il numero di automobilisti che le hanno pagate è sceso drasticamente. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi 10 anni, segnala la CGIA, le <strong>multe</strong> comminate dai <strong>vigili urbani</strong> a seguito della <strong>violazione del codice della strada</strong> sono aumentate di quasi l’81 per cento, ma il numero di automobilisti che le hanno pagate è sceso drasticamente. Nel<strong> 2016</strong>, ultimo anno in cui i dati sono disponibili, appena il <strong>39 per cento</strong> di chi ha ricevuto una contravvenzione per aver lasciato l’auto in divieto di sosta o per non aver rispettato i limiti di velocità ha eseguito il <strong>pagamento</strong>.</p>
<p>Il rimanente 61 per cento non lo ha proprio fatto e, ipotizza la CGIA, forse lo ha eseguito solo in seguito, approfittando dell’introduzione della rottamazione delle cartelle avvenuta in più riprese in questi ultimi 2 anni.<br />
La CGIA fa sapere che nel 2016 gli oltre 8 mila Comuni italiani hanno disposto quasi 2,5 miliardi di euro di multe per la violazione del codice della strada, anche se poi hanno riscosso circa 1 miliardo (cioè il 38,8<br />
per cento). Rispetto a 10 anni prima, la situazione per le casse comunali è peggiorata moltissimo. Nel 2006, infatti, a fronte di 1,3 miliardi di multe comminate, a onorarle era stato quasi il 60 per cento dei destinatari della sanzione.</p>
<p>“<em>La farraginosità del sistema</em> – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – <em>rende molto difficile l’opera di riscossone. C’è la necessità di efficientare e velocizzare l’attività di recupero nei confronti di chi non paga entro i limiti di legge, anche se è necessario che molte amministrazioni comunali si ravvedano. Gli automobilisti, e</em><br />
<em>in particolar modo coloro che usano gli automezzi per ragioni di lavoro, non sono un bancomat. Pertanto, l’utilizzo degli autovelox o dei T-red, ad esempio, andrebbe regolato con maggiore attenzione, tenendo conto delle fasce orarie della giornata che, come si sa, presentano flussi di traffico molto differenziati”.</em></p>
<p>E’ altresì vero che il massiccio utilizzo degli autovelox avvenuto in questi ultimi anni ha contribuito, assieme alla diffusione negli autoveicoli di sistemi di sicurezza sempre più efficienti, a ridurre drasticamente il numero di feriti e di morti nelle nostre strade.</p>
<p>“<em>Sicuramente</em> – segnala il Segretario della CGIA Renato Mason &#8211; <em>il massiccio utilizzo dei rilevatori elettronici di velocità e gli alcol test hanno dissuaso molti automobilisti a correre a velocità elevate che, ricordo, è una delle principali cause degli oltre 3 mila incidenti stradali mortali registrati in Italia nel 2016. Tuttavia, l’applicazione degli </em><em>autovelox fissi e mobili andrebbe coordinata meglio, intensificandone la presenza solo nelle strade dove l’incidentalità è nettamente superiore alla media”.</em></p>
<p>Come dicevamo, negli <strong>ultimi 10 anni</strong> sia le <strong>persone ferite</strong> sia quelle <strong>morte</strong> a seguito di <strong>incidenti stradali</strong> sono <strong>scese drasticamente</strong>. Le prime sono diminuite del 25 per cento (332.955 nel 2006 passati a 249.175 nel 2016), le seconde, invece, hanno subito una contrazione del 42 per cento (5.669 nel 2006 ridotti a 3.283 nel 2016). Tuttavia, l’Italia rimane ancora oggi uno dei paesi dove i morti sulle strade sono tra i più elevati d’Europa.</p>
<p>A livello regionale, infine, la percentuale della riscossione delle <strong>contravvenzioni stradali</strong> comminate dai <strong>Vigili urbani</strong> dei <strong>Comuni del Sud</strong> si attesta al 27,5 per cento, con punte minime del 23,2 per cento in <strong>Campania</strong> e addirittura del 18,4 per cento in <strong>Sicilia</strong>. Sale al 34,2 per cento nel Centro, per attestarsi al 42,9 per cento nel Nordovest e al<strong> 56 per cento nel Nordest</strong>. Le amministrazioni comunali più virtuose sono quelle ubicate nella Regione Friuli Venezia Giulia (65,2 per cento di riscossione), nella Provincia Autonoma di Bolzano (74,2 per cento) e, in particolar modo, nel Molise (74,5 per cento).</p>
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		<title>Dalla Regione 6,5 milioni di euro ai comuni per interventi sulla sicurezza stradale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 17:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Elisa De Berti]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti stradali]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Nazionale della Sicurezza Stradale]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Ammonta a 6 milioni e 430 mila euro la cifra che la Regione ha destinato per l’esecuzione di interventi di messa in sicurezza delle strade del Veneto a seguito dell’approvazione della graduatoria relativa al bando del 2016. Oggi l’assessore ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Ammonta a<strong> 6 milioni e 430 mila euro</strong> la cifra che la Regione ha destinato per l’esecuzione di interventi di messa <strong>in sicurezza delle strade del Veneto</strong> a seguito dell’approvazione della graduatoria relativa al bando del 2016.</div>
<div></div>
<div>
<div id="attachment_4754" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/DE-BERTI-ELISA.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4754" class="wp-image-4754 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/DE-BERTI-ELISA-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/DE-BERTI-ELISA-300x185.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/DE-BERTI-ELISA-768x475.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/04/DE-BERTI-ELISA.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-4754" class="wp-caption-text"><em>In foto Elisa De Berti</em></p></div>
<p>Oggi l’assessore ai lavori pubblici e infrastrutture, <strong>Elisa De Berti</strong> ha sottoscritto a palazzo Balbi a Venezia, gli <strong>Accordi di Programma</strong> con i sindaci (o loro delegati) dei <strong>35 Comuni</strong>  beneficiari dei contributi, grazie ai quali saranno realizzate opere per complessivi 15 milioni di euro.</p>
</div>
<div></div>
<div>“La Legge regionale 39/1991 – ha spiegato l’assessore De Berti – prevede la possibilità di finanziare interventi sulla mobilità comunale nella misura massima dell’80% della spesa prevista e pertanto, dopo aver sentito la competente Commissione consiliare e individuati i criteri di assegnazione, come Giunta abbiamo dato priorità alle seguenti opere, proposte dai Comuni, finalizzate a garantire una maggior sicurezza delle nostre strade, privilegiando comunque quelle sulle quali negli ultimi tre anni si sono verificati più incidenti: superamento delle situazioni di criticità relative a intersezioni a raso; tecniche di moderazione del traffico; ammodernamento delle strutture viarie esistenti; opere alternative agli attraversamenti dei centri urbani; attivazione di segnaletica a messaggio variabile; realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili protetti”.</div>
<div></div>
<div>“Sottolineo che – ha aggiunto De Berti –, nonostante siamo costretti a fare i conti con risorse sempre più esigue e con un bilancio asfittico a causa dei tagli statali, continuiamo, non senza problemi ma con assoluta convinzione, a privilegiare rispetto ad altri investimenti quelli sulla sicurezza. Non è stato possibile finanziare le oltre 220 domande del 2016 ritenute ammissibili, ma man mano che si renderanno disponibili nuove risorse scorreremo la graduatoria”.</div>
<div></div>
<div>L’assessore ricorda, inoltre, che in base alle elaborazioni dell’Ufficio Statistica della Regione sugli ultimi dati completi disponibili in materia di incidentalità stradale, cioè quelli del 2015, il Veneto ha registrato una diminuzione degli incidenti rispetto all’anno precedente ma anche rispetto al quinquennio 2011-2015. Sono stati infatti rilevati dagli organi di polizia 13.867 incidenti (-0,7% sul 2014 e -10,9% sul 2011), di cui 303 mortali (-1% e -13,9%), 315 morti (-3,1% e -14,6%) e 19.156 feriti (-1,8% e -11%). Una situazione migliore rispetto a quella nazionale del 2015, che pur in presenza di un calo del numero degli incidenti (-1,4%) e dei feriti (-1,7%), segna un aumento  del numero degli incidenti mortali (+1,9%) e dei morti (+1,4%).</div>
<div>Su base provinciale, nel Veneto, le variazioni del <strong>numero di incidenti del 2015 rispetto al 2014</strong> sono comprese tra il -4,9% della provincia di Padova e il +3,2 della provincia di Vicenza; per il numero dei morti tra il -19,2 della provincia di Verona e il +15,7 di quella di Padova e tra il -6,9% della provincia di Belluno e il +0,8% della provincia di Verona per il numero dei feriti.</div>
<div></div>
<div>“Siamo impegnati a consolidare ulteriormente questo trend positivo nel nostro territorio – ha concluso l’assessore –, non solo con i contributi ai Comuni, ma anche con iniziative ricomprese nel <strong>Piano Nazionale della Sicurezza Stradale</strong>”.</div>
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