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	<title>Influenza aviaria &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Stanziati 2 milioni e 900 mila euro alle imprese venete colpite da epidemia di influenza aviaria</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/05/28/stanziati-2-milioni-e-900-mila-euro-alle-imprese-venete-colpite-da-epidemia-di-influenza-aviaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2018 12:45:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti avicoli veneti]]></category>
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					<description><![CDATA[Coldiretti ha organizzato, a Mestre,  un convegno per fare il punto della situazione degli allevamenti avicoli veneti che hanno subito danni diretti e non, a causa dell’epidemia di influenza aviaria. Alla luce del pacchetto di iniziative presentate al Governo proprio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Coldiretti ha organizzato, a Mestre,  un convegno per fare il punto della situazione degli <strong>allevamenti avicoli veneti</strong> che hanno subito danni diretti e non, a causa dell’epidemia di <strong>influenza aviaria</strong>. Alla luce del pacchetto di iniziative presentate al Governo proprio da Coldiretti all’appuntamento erano presenti oltre a numerosi allevatori il capo area confederale della zootecnia Giorgio Apostoli, il funzionario del Mipaf Antonio Mario Caira e a livello regionale Lebana Bonfanti per l’Istituto zooprofilattico delle Tre Venezie, il responsabile del settore veterinario Michele Brichese insieme il referente dipartimento agroalimentare Francesco Vettore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le proposte di Coldiretti per sostenere le aziende colpite anche indirettamente vanno dal riconoscimento delle <strong>spese sostenute</strong> per la prevenzione alla gestione delle zone di protezione fino al ristoro dei costi impiegati per fronteggiare le conseguenze delle contromisure sanitarie imposte alle imprese per salvaguardare l’intero settore dalla produzione al consumo.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Il nostro presidio presso gli organi politici della Regione è costante</em> – ha spiegato Martino Cerantola presidente di Coldiretti –<em> per gli indennizzi relativi al mancato accasamento dei danni indiretti, oltre che per lo smaltimento degli animali ammalati. Non è da sottovalutare che tra gli effetti collaterali c’è da pensare ad un rilancio degli acquisto di carne e uova. Anche la grande distribuzione potrebbe fare una campagna per la materia prima di origine locale, valorizzando la giusta remunerazione agli agricoltori che pur distinguendosi per innovazione e benessere animale compresa la sicurezza alimentare garantita sono stati costretti a massicci abbattimenti”</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Lo stanziamento ministeriale complessivo è di <strong>15 milioni di euro per il 2018</strong> a cui se ne aggiungono altri 5 per il 2019</em> – ha spiegato il dirigente Caira &#8211; <em>per favorire la ripresa economica e produttiva anche delle realtà che non sono ricorse a polizze assicurative agevolate a copertura del rischio del mancato reddito. Saranno <strong>10 i milioni di euro</strong> impegnati invece per le attività di sorveglianza sanitaria e prevenzione. Altri <strong>9 milioni</strong> andranno alle Regioni, in particolare a quelle ad alto rischio. Il Veneto è al primo posto con <strong>2,8 milioni di euro</strong>, al quale si aggiunge <strong>1 milione di euro</strong> destinato all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, centro di referenza nazionale per la ricerca del virus&#8221;</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Si tratta di risorse importanti per affrontare la crisi dell’avicoltura</em> – ha sottolineato il direttore Pietro Piccioni – <em>frutto di un confronto serrato tra Coldiretti e i ministeri competenti per sostenere adeguatamente un settore così provato. I fondi nazionali permetteranno contribuiranno a superare il depopolamento da mancato accasamento dei capi ”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
Questo provvedimento segue altri stanziamenti, fortemente incoraggiati da Coldiretti Veneto: anche nel Programma di Sviluppo Rurale sono previsti aiuti soprattutto alla riconversione e all’ammodernamento, l’acquisto di attrezzature specifiche e l’installazione di sistemi di difesa attiva delle produzioni, come ad esempio le reti anti intrusione di <strong>volatili selvatici</strong>. Un capitolo è stato aperto sulla filiera biologica che vede interessata l’agroindustria e i piccoli proprietari pronti ad un salto culturale a favore di scelte ecosostenibili.</p>
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		<title>Aviaria, le richieste dei produttori: “Oltre all’abbattimento dei capi sostenere le perdite del fermo allevamento”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2017/08/29/aviaria-le-richieste-dei-produttori-oltre-allabbattimento-dei-capi-sostenere-le-perdite-del-fermo-allevamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 12:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[aviaria]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza aviaria]]></category>
		<category><![CDATA[produttori]]></category>
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					<description><![CDATA[Coldiretti, in una nota, esprime preoccupazione agli Assessori Pan e Coletto, rispettivamente con delega all’agricoltura e sanità de Veneto, rispetto ai nuovi focolai di influenza aviaria. Le misure adottate sono doverose in quanto precauzionali– si legge nella lettera inviata agli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Coldiretti, in una nota, esprime preoccupazione agli Assessori Pan e Coletto, rispettivamente con delega all’agricoltura e sanità de Veneto, rispetto ai nuovi focolai di influenza aviaria.</p>
<p>Le misure adottate sono doverose in quanto precauzionali– si legge nella lettera inviata agli esponenti di Giunta – ma va tenuto conto che il divieto di accasamento dei tacchini, ovvero l’avvio di un nuovo ciclo produttivo determina un fermo dell’allevamento che ha ripercussioni pesanti sul reddito delle imprese che hanno investito sul benessere animale e su altri aspetti ambientali. Si tratta, infatti,  per la maggioranza di aziende d’avanguardia, con strutture altamente tecnologiche e sostenibili dal punto di vista dell’ecosistema che non possono permettersi di non lavorare.</p>
<p>La Regione – secondo Coldiretti – deve considerare anche i danni cosiddetti indiretti e non solo riconoscere l’ indennizzo per gli abbattimenti. Si attivino quindi i fondi necessari perchè il perdurare di questa situazione rischia di mettere in ginocchio un settore di punta già provato da eventi epidemici nel passato dai quali ha sì saputo risollevarsi, ma continua ad essere esposto a ricadute a causa di dinamiche biologiche incontrollabili.</p>
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		<title>Aviaria in un allevamento del veronese, istituita zona di protezione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/verona/2017/08/23/aviaria-un-allevamento-del-veronese-istituita-zona-protezione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2017 09:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza aviaria]]></category>
		<category><![CDATA[Oppeano]]></category>
		<category><![CDATA[Ronco all'Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Zevio]]></category>
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					<description><![CDATA[Un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) del sierotipo H5 è stato rilevato in un allevamento situato nel territorio del Comune veronese di Ronco all’Adige. Di conseguenza, il Presidente della Regione Veneto ha firmato un’ordinanza con la quale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) del sierotipo H5 è stato rilevato in un allevamento situato nel territorio del Comune veronese di Ronco all’Adige.</p>
<p>Di conseguenza, il Presidente della Regione Veneto ha firmato un’ordinanza con la quale vengono istituite numerose misure di restrizione al fine di evitare la diffusione del virus.</p>
<p>L’ordinanza istituisce una Zona di Protezione, dove le restrizioni sono più rilevanti, in alcune aree dei Comuni di Oppeano, Palù, Zevio, e Ronco all’Adige; e una Zona più ampia di sorveglianza che si allarga complessivamente a ventuno Comuni</p>
<p>L’atto stabilisce diciassette misure specifiche da applicare nella Zona di Protezione e altre undici che riguardano la Zona di Sorveglianza</p>
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		<title>Aviaria, Regione Veneto attiva sistema di sorveglianza con Istituto Zooprofilattico</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/08/17/aviaria-regione-veneto-attiva-sistema-sorveglianza-istituto-zooprofilattico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Aug 2017 16:40:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Blue Tongue]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza aviaria]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto Zooprofilattico delle Venezie]]></category>
		<category><![CDATA[West Nile]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione Veneto affida all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie il monitoraggio e la sorveglianza su focolai di blue tongue, influenza aviaria, West Nile e altre zoonosi pericolose per la salute animale e dell’uomo. &#160; La Regione, su proposta dell’assessore alla Sanità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Veneto affida all’<strong>Istituto Zooprofilattico delle Venezie</strong> il monitoraggio e la sorveglianza su focolai di <strong>blue tongue</strong>, influenza <strong>aviaria</strong>, <strong>West Nile</strong> e altre zoonosi pericolose per la salute animale e dell’uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Regione, su proposta dell’assessore alla Sanità Luca Coletto e di concerto con l’assessore all’Agricoltura, Giuseppe Pan, affida il compito ai ricercatori dello Zooprofilattico di Legnaro di aggiornare in modo sistematico e continuativo la rete informativa “Resolve” (<a href="http://www.resolveveneto.it/">www.resolveveneto.it</a>) in modo da raccogliere e pubblicare in tempo reale i dati sanitari sulla diffusione delle epidemie animali e relativi studi epidemiologici.</p>
<p><em>“Una rete a vantaggio dei servizi veterinari, ma anche degli allevatori e delle relative associazioni</em> – sottolineano i due assessori –<em> perché raccoglierà le disposizioni delle autorità competenti, le informazioni relative ai focolai denunciati, i controlli effettuati, le vaccinazioni eseguite, gli interventi dei veterinari pubblici e privati, la mappa dei permessi di movimentazione dei capi”.</em></p>
<p>Una applicazione consentirà ai veterinari di accedervi anche su dispositivo mobile (smarphone o tablet).</p>
<p>“<em>Lo scorso anno si sono verificati in Veneto numerosi focolai di ‘blue tongue’ e l’inizio del 2017 è stato contrassegnato da ripetute epidemie di influenza aviaria</em> – spiegano i due assessori – <em>I servizi veterinari e le autorità sanitarie necessitano di uno strumento efficace e aggiornato di monitoraggio per poter predisporre le attività di controllo e biosorveglianza e attivare anche interventi mirati di formazione e di esercitazione”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per realizzare il sistema di sorveglianza continuativo la Regione Veneto ha destinato all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie  180 mila euro della quota accentrata del fondo sanitario.  La rete “Resolve”, così implementata, consentirà ai servizi sanitari delle Ulss di gestire in maniera informatizzata tutti i dati delle malattie, accedere ad informazioni dettagliate a livello locale, avere a disposizione una serie di report di tipo geografico e statistico per sorvegliare i focolai e valutare eventuali rischi di trasmissione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre la valutazione dei livelli di biosicurezza degli allevamenti consentirà nei prossimi anni di censire le aziende anche in base alla probabilità di rischio di diffusione di malattie  infettive, in particolare quelle trasmissibili all’uomo, come l’aviaria.</p>
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		<item>
		<title>Aviaria, l&#8217;allarme dei veterinari veneti: &#8220;personale esiguo per affrontare l&#8217;emergenza&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/brevi/2017/02/23/aviaria-lallarme-dei-veterinari-veneti-personale-esiguo-affrontare-lemergenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 20:56:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Blue Tongue]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Guarda]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza aviaria]]></category>
		<category><![CDATA[SiVeMP]]></category>
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					<description><![CDATA[Emergenza aviaria in Veneto: i veterinari del servizio pubblico lanciano l&#8217;allarme e denunciano una carenza di personale che obbliga a turni di lavoro massacranti. Dopo lo scoppio della Blue tongue (che colpisce i bovini) ora il Veneto è al centro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Emergenza aviaria in Veneto: i veterinari del servizio pubblico lanciano l&#8217;allarme e denunciano una carenza di personale che obbliga a turni di lavoro massacranti.</p>
<p>Dopo lo scoppio della Blue tongue (che colpisce i bovini) ora il Veneto è al centro dell’epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità H5N8, con quattro focolai confermati in allevamenti delle province di Venezia, Padova, Rovigo e Verona. Cui si aggiungono due casi nel Mantovano, nelle vicinanze del confine veronese, che hanno interessato con la zona di sorveglianza, e tutte le restrizioni che questo comporta, parte del territorio e delle aziende venete. Da novembre il virus minaccia l’Europa e il Veneto, con una densità elevata di allevamenti avicoli e la presenza di aree umide, in cui transitano gli uccelli selvatici migratori, è da sempre tra le aree ritenute a maggior rischio.</p>
<p>Rischio che i veterinari di medicina pubblica del Veneto hanno ben presente e su cui da tempo richiamano l’attenzione della Regione.</p>
<p>&#8220;E’ indispensabile un’azione tempestiva che contrasti con decisione il contagio e la diffusione dell’infezione&#8221; sottolinea in una nota il direttivo veneto di SiVeMP (Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica). &#8220;I veterinari pubblici sono in campo con compiti di sorveglianza aumentata, misure straordinarie restrittive, controlli a tappeto negli allevamenti e sui selvatici. Una strategia di contrasto complessa e capillare che ha bisogno di una macchina organizzativa efficiente e di organici adeguati a questi e agli altri compiti che la sanità veterinaria pubblica deve assolvere&#8221;.</p>
<p>&#8220;I servizi veterinari delle Ulss sono alla stremo, il personale che va in quiescenza non viene sostituito e le forze in campo si assottigliano settimana dopo settimana&#8221; continua la nota del sindacato. &#8220;La struttura regionale veterinaria, declassata da luglio a semplice unità organizzativa, relegata  a rimorchio di strutture mediche, può contare ormai su un numero esiguo di unità lavorative. Solo l’abnegazione e la disponibilità del personale ha permesso fino ad ora di assicurare una regia alle azioni di contrasto del virus&#8221;.</p>
<p>Il Sindacato dei veterinari pubblici del Veneto chiede da mesi interventi immediati per potenziare gli organici e l’assetto dei servizi veterinari delle Ulss e perché la struttura regionale competente abbia una strutturazione adeguata ai compiti da assolvere e al ruolo strategico che riveste.</p>
<p>&#8220;Oggi non nascondiamo la nostra preoccupazione&#8221; conclude la nota. &#8220;Crediamo sia arrivato il momento di un confronto serio e costruttivo. La posta in gioco è altissima per la salute dei cittadini e per l’economia di una regione leader a livello europeo per l’agroalimentare&#8221;.</p>
<p>Il caso è approdato in Consiglio Regionale. La consigliera del gruppo &#8220;Alessandra Moretti Presidente&#8221; Cristina Guarda ha lanciato un appello alla Giunta regionale: “Le epidemie legate al Blue tongue e all’influenza aviaria impongono un rafforzamento urgente delle strutture veterinarie. Si ripristini immediatamente il confronto tra il settore agricolo e quello della prevenzione gestito dalla sanità veneta, perché sembrano due mondi che navigano in due diverse direzioni. E soprattutto la Giunta garantisca al settore veterinario quei mezzi senza i quali diventa impossibile contrastare efficacemente il boom dell’aviaria e il ritorno della Blue tongue”.</p>
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