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	<title>informazione &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Cinquanta Sfumature di Alessia-Amore in Total Care</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/opinioni/2021/10/18/cinquanta-sfumature-di-alessia-amore-in-total-care/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Nicetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 14:42:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Condom]]></category>
		<category><![CDATA[Dire No]]></category>
		<category><![CDATA[Egoistico]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;immaginario collettivo inquadra le relazioni stabili amorose quali casa, luogo emotivo incentrato sulla protezione vicendevole da parte dei due partner ma protezione fino a che punto? Lo stereotipo che ne deriva è quello pubblicitario dove la coppietta felice si rispetta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;immaginario collettivo inquadra le relazioni stabili amorose quali casa, luogo emotivo incentrato sulla <strong>protezione</strong> vicendevole da parte dei due partner ma protezione fino a che punto?</p>
<p>Lo stereotipo che ne deriva è quello pubblicitario dove la coppietta felice si rispetta psicologicamente e cognitivamente senza deludere l&#8217;altro e affronta in armonia la vita assieme, questo concetto direi che è basilare altrimenti veramente consiglierei la vita da single a tutto il mondo ma non è sufficiente, quindi che cosa manca?</p>
<p>Una delle cose più preziose si è sempre detto essere la<strong> salute</strong> che ci permette di vivere ed amare con spensieratezza, infatti si fanno sempre molti dibattiti sociologici sui rapporti di coppia ma a livello mediatico si affronta sempre troppo poco il tema della <strong>prevenzione</strong>, anzi negli ultimi due anni è stato al centro delle cronache per il caso pandemico mondiale ma come ci siamo protetti contro il Covid, dovremmo farlo ogni giorno con il nostro partner, soprattutto se non si è in una relazione stabile di anni, non avete colto di che cosa sto parlando?</p>
<p>Il discorso è molto semplice e diretto, cioè l&#8217;uso del <strong>condom</strong> è fondamentale per noi stessi e per il partner perchè molto spesso si sottovalutano le insidie causate dai rapporti non protetti perchè senza essere dei libertini basta veramente una persona sbagliata per rovinare la vita vostra e di chi si fida di voi, perchè così tanta superficialità su un tema così delicato?</p>
<p>L&#8217;essere umano si crede sempre immortale ed invincibile, grazie anche all&#8217;<strong>ipnosi mediatica</strong> che teletrasporta la popolazione in un mondo perfetto ma che in realtà non esiste ma questo &#8220;credo&#8221; cade vertiginosamente quando qualcosa va decisamente storto ed a quel punto si torna all&#8217;istante con i piedi per terra e si diviene delle persone più consapevoli dei rischi che se solo ci interessassimo di più all&#8217;informazione anche in questa sfera che solo badare allo shopping e alla bella vita, saremmo più intelligenti d&#8217;altronde è la conoscenza che rende liberi mentre la superficiale ignoranza ci rende prigionieri di un sistema consumistico e di noi stessi. Come risolvere questo problema socialmente profuso?</p>
<p>La prima cosa da fare è l&#8217;<strong>informazione</strong>, basta fare una ricerca molto smart dal motore di ricerca del vostro telefonino per farvi aprire gli occhi, quindi è tutto molto economico ed alla portata di mano basta avere un bricciolo di cervello per andar oltre all&#8217;Highlander che c&#8217;è in voi e poi una parola essenziale che è <strong>dire No</strong> ma quando dire No?</p>
<p>Sento racconti di molti uomini che si<strong> rifiutano</strong> di usare il profilattico con le giustificazioni più banali, lamentano scarsa erezione, un effetto innaturale che a loro non aggrada ed il fatto che loro sono i più sicuri al mondo di cui dovreste fidarvi perchè hanno sempre avuto partner stabili; posso solo dirvi che questo è un atteggiamento totalmente<strong> egoistico</strong> e <strong>sadomasochista</strong> di chi ignora totalmente le conseguenze delle cattive abitudini nella sfera intima e che se si rifiutano di usarlo stanno mancando di rispetto a voi ed a loro stessi, se il profilattico lo usa anche Rocco Siffredi non vedo perchè un altro comune mortale possa solo dire che è una Mission Impossible! Che fare con questi casi di negazionisti per comodo?</p>
<p>Donne ma veramente ve lo deve dire Alessia? Dovrete dedicare loro un bel No secco, voglio vedere se tutte li mandassero in bianco quanto magicamente non si convertirebbero al condom style all&#8217;istante. Siate Donne e non zerbini di egoisti che pensano solo al loro benessere e che potrebbero arrecarvi solo dei danni, se un uomo ha <strong>rispetto</strong> di voi non lo ha solo nelle cose più scontate ma in tutto ciò che fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La medicina al Coronavirus? Le telecomunicazioni. Parola di Luca Fabrello, CEO di Venetcom</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 12:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Distretto della Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Fabrello]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Venetcom]]></category>
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					<description><![CDATA[«Finché non arriva il vaccino, una buona medicina contro il Coronavirus siamo noi». Non perde l’ironia nemmeno in condizioni di emergenza Luca Fabrello, 41 anni, amministratore delegato di Venetcom, azienda specializzata nella fornitura di servizi all’impresa nelle telecomunicazioni (TLC) e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Finché non arriva il vaccino, una buona medicina contro il Coronavirus siamo noi». Non perde l’ironia nemmeno in condizioni di emergenza <strong>Luca Fabrello, 41 anni, amministratore delegato di Venetcom</strong>, azienda specializzata nella fornitura di servizi all’impresa nelle telecomunicazioni (TLC) e nelle information and communication technologies (<strong>ICT</strong>). Da una vita nella tecnologia e nell’informazione, il manager vicentino – portavoce tra l’altro del <strong>Distretto della Scienza e Tecnologia</strong> – opera sui servizi essenziali e da fine febbraio trascorre in ufficio oltre dodici ore al giorno.</p>
<div id="attachment_16265" style="width: 298px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-16265" class="wp-image-16265 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/07_Luca_Fabrello_CEO_press-288x300.jpg" alt="" width="288" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/07_Luca_Fabrello_CEO_press-288x300.jpg 288w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/07_Luca_Fabrello_CEO_press-983x1024.jpg 983w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/07_Luca_Fabrello_CEO_press-768x800.jpg 768w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/07_Luca_Fabrello_CEO_press-216x225.jpg 216w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/07_Luca_Fabrello_CEO_press-1320x1375.jpg 1320w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/04/07_Luca_Fabrello_CEO_press.jpg 1440w" sizes="(max-width: 288px) 100vw, 288px" /><p id="caption-attachment-16265" class="wp-caption-text"><em>Luca Fabrello, CEO di Venetcom</em></p></div>
<p>«Ho fatto più videoconferenze in queste ultime settimane che in una vita – scherza –, i nostri funzionari si ingegnano per incontrare i clienti via webcam anziché dal vivo, abbiamo forzatamente dovuto stoppare le attività di call center per fissare appuntamenti ed abbiamo messo in piedi una task force in smart working per continuare a erogare servizi di customer care e lavorazioni contrattuali. Purtroppo dovremo in parte ricorrere alla cassa integrazione, ma il colmo è che questo maledetto virus sta facendo in una manciata di settimane quello che noi advisor nelle telecomunicazioni stiamo cercando di fare da anni: avvicinare le PMI al mondo ICT, favorire la trasformazione digitale».</p>
<p>I numeri per capire come gira il fumo Venetcom li ha, visto che opera su un bacino di <strong>oltre 30mila clienti business </strong>PMI e SOHO sul territorio vicentino, veronese e bresciano che investono ogni anno in prodotti e servizi TLC oltre<strong> 100 milioni di euro</strong>. A grandi linee un battente di <strong>centomila linee fisse e altrettante utenze mobili</strong>, sulle quali una volta era la voce a farla da padrone, mentre ora sono i flussi dati i veri protagonisti, con utenti affamati di banda, velocità e giga e con le reti sempre più sotto pressione.</p>
<p>In ambito produttivo, la sete di TLC è un problema molto serio. Da ormai un mese, sui recapiti telefonici e mail di Venetcom piovono le richieste più disparate della clientela business: ampliamento di velocità e banda disponibili per la navigazione web, attivazione di nuove utenze cellulari, ampliamento dei plafond di giga su utenze già attive, connessioni a casa dei dipendenti, centralini che consentano lo smart working. «Da quando è iniziata l’emergenza – racconta Fabrello – <strong>sono cambiate totalmente le regole di ingaggio</strong>. Si discute poco di prezzi, ma aziende e professionisti si rivolgono a noi e vorrebbero tutto subito e senza traumi. Un atteggiamento comprensibile, soprattutto per chi ha a che fare con <strong>PMI e professionisti che non sempre hanno affrontato questo tema con lungimiranza</strong>». Ciò che da un punto di vista commerciale potrebbe sembrare un’opportunità, con organici ridotti e limiti sanitari imposti dall’emergenza rischia invece di generare forti tensioni: «Ce la mettiamo tutta per soddisfare le richieste ma anche noi non possiamo fare miracoli: quando siamo costretti a dire “no”, molti realizzano che <strong>le TLC fanno la differenza tra continuare a svolgere un’attività, o chiudere</strong>».</p>
<p><strong>La telefonia mobile</strong> e, in senso lato, le connettività via etere, sono quelle più agevoli da gestire: grazie ai corrieri che continuano ad effettuare consegne di sim («ma non di rado siamo corsi in prima persona», sottolinea l’AD) e al fatto che gran parte dei servizi si attivano on-air, smartphone e tablet si aggiudicano il palmares di vere àncore di salvezza contro le misure di contenimento che stanno mettendo a dura prova il sistema sociale e produttivo. «A Vicenza e Verona abbiamo toccato <strong>volumi di richiesta assolutamente anomali</strong> rispetto alla pianificazione commerciale standard unita alla gravità del periodo – spiega Fabrello –, al punto che <strong>come Venetcom abbiamo  chiuso oltre il 200% dei risultati trimestrali attesi sul mobile business</strong>». In attesa della copertura ultraveloce 5G, chiavette e router LTE hanno avuto un imprevedibile picco di vendite, al punto che alcuni operatori hanno esaurito i magazzini e gli utenti sono dovuti ricorrere all’hot-spot sui cellulari per gestire la connessione.</p>
<p><strong>Più difficile, invece, la situazione delle linee fisse</strong>, dove le lavorazioni sono gravate da molte più complicanze e si stanno inevitabilmente incontrando <strong>rallentamenti</strong>. Oltre alle criticità “standard” quali indisponibilità di copertura broadband e risorse fisiche, infatti, a insabbiare ADSL, FTTC e FTTH si sono aggiunte le verifiche e autorizzazioni necessarie a <strong>tutelare la salute dei tecnici</strong> che intervengono per Delivery e Assurance. «Un esercito di circa 25mila addetti di rete a livello nazionale – spiega Fabrello –, che arrivano al doppio se si considera l’ecosistema indiretto: le imprese di rete hanno chiesto l’istituzione urgente di un tavolo operativo per analizzare le criticità che coinvolgono il loro operato con Presidenza del Consiglio, Mise, Agcom, Infratel e i principali operatori TLC: è un passo fondamentale per garantire funzionamento e sviluppo delle Reti».</p>
<p>Una cosa è sicura: se fino a qualche settimana fa parlando di TLC il mantra era “devono funzionare sempre e costare poco o nulla”, in emergenza cittadini e aziende sono disposti a tutto per avere accesso alla rete. «Non ho mai capito – punge Fabrello – gli imprenditori che non si preoccupano della cifra da spendere per lo smartphone ma mirano a risparmiare quanto più possibile su linee, connessioni e strumenti fondamentali per legare il loro business al mondo, o scettici sull’innovazione dei processi che potrebbero <strong>aumentare a dismisura la competitività sul mercato globale</strong>». Un atteggiamento rischioso, mutuato probabilmente dal fatto che da nessuna parte come in Italia la guerra dei prezzi ha mandato in fumo tanto valore, col rischio di penalizzare un settore strategico. «La sana concorrenza è fondamentale per vivacizzare il mercato e tutelare i consumatori – concorda l’AD Venetcom – ma la conseguenza di <strong>una politica dei prezzi al ribasso senza fine è togliere agli operatori TLC capacità di investimento</strong>, e quindi accumulare ritardi e inefficienze rispetto a Paesi più lungimiranti e semplici da servire». Non bisogna infatti dimenticare che l’Italia è un Paese complesso, dove sviluppo e mantenimento di Rete sono molto impegnativi viste orografia, storicità, diffusione e complessità degli insediamenti abitativi.</p>
<p>La speranza è che aziende e cittadini usino questa pausa forzata per riflettere su figure professionali e interi settori fondamentali, per <strong>sostenere il sistema Paese quando tutto sarà finito</strong>, e per educarsi. «Non esiste tecnologia buona o cattiva – conclude Fabrello – la differenza la fa il modo in cui l’uomo usa ciò che ha la capacità di creare. Per trarre il massimo vantaggio dalle TLC bisogna selezionare partner affidabili forieri di vera innovazione, senza timore di <strong>coinvolgerli nei processi produttivi</strong>». Oggi le telecomunicazioni permettono alle imprese di respirare e garantiscono informazione e svago a chi se ne sta a casa; senza, tutto sarebbe fermo: niente lavoro agile, niente lezioni di scuola per i bimbi, niente film on demand. «Forse grazie allo stop imposto dal Covid-19 qualcuno riscoprirà che le TLC sono fondamentali, e che <strong>la parola chiave deve essere investire, non risparmiare</strong>. Spero che questo pasticcio globale sia per poco, ma insegni molto».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Collaboratori giornali veneti, Donazzan: &#8220;Tavolo di confronto regionale, si trovi accordo&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/04/16/collaboratori-giornali-veneti-donazzan-tavolo-di-confronto-regionale-si-trovi-accordo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 15:28:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[collaboratori giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere del Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Donazzan]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Gazzettino]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Collaboratori dei giornali veneti sempre più in difficoltà dopo che alcune testate cartacee, in particolare Corriere del Veneto prima e Gazzettino poi, hanno deciso di ridurre i già magri compensi. Sulla vicenda interviene l’assessore al lavoro della Regione Veneto, Elena [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collaboratori dei giornali veneti sempre più in difficoltà dopo che alcune testate cartacee, in particolare Corriere del Veneto prima e Gazzettino poi, hanno deciso di ridurre i già magri compensi.</p>
<p>Sulla vicenda interviene l’assessore al lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan. “Sono molto preoccupata per la situazione che si è venuta a creare per i collaboratori di alcune testate venete e spero che sia possibile un sereno confronto tra le parti che metta al centro la qualità dell’informazione e la dignità del lavoro giornalistico”, dichiara l’assessore, che da tempo si occupa della condizione contrattualistica dei collaboratori delle testate regionali e che ha avviato un tavolo regionale di confronto,  che ha portato già ad alcuni risultati nell’ambito delle relazioni sindacali e della formazione professionale. “Spero che in questa sede istituzionale, alla quale la presidenza della Regione ha assicurato attenzione e partecipazione, sia possibile trovare un punto di incontro”.</p>
<p>“Credo che la carta stampata possa superare la crisi di lettori e di ricavi che sta attraversando, e vivere  una nuova stagione – prosegue l’assessore &#8211;  solo se non rincorre la superficialità e la mera velocità della rete, che resterà sempre un obiettivo inarrivabile per  i tempi di confezionamento di un quotidiano o per la messa in onda di un telegiornale, e continuerà a perseguire una informazione autorevole e di qualità”.</p>
<p>“L’autorevolezza della carta stampata, alla quale i collaboratori contribuiscono oggi in misura sempre più importante, impone approfondimento, professionalità, spessore culturale e serietà di approccio: sono requisiti  ‘immateriali’ ad altissimo valore aggiunto &#8211; sottolinea l’assessore – per la qualità dell’informazione. Spero che il tavolo regionale riapra il dialogo tra le parti e aiuti editori e collaboratori ad individuare un punto di equilibrio che consenta di mantenere alta la qualità del lavoro giornalistico e la solidità delle imprese editoriali del Veneto”.</p>
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