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	<title>infortuni sul lavoro &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Sicurezza sul lavoro, in arrivo 9,5 milioni di euro da Regione Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 14:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[infortuni]]></category>
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					<description><![CDATA[Trenta operatori in più da assumere quest’anno negli Spisal per rafforzare il lavoro di prevenzione e aumento dei controlli ispettivi nelle aziende del Veneto (almeno 400 in più all’anno rispetto al 2017): sono i primi due impegni immediati per la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Trenta operatori in più da assumere quest’anno negli Spisal per rafforzare il lavoro di prevenzione e aumento dei controlli ispettivi nelle aziende del Veneto (almeno 400 in più all’anno rispetto al 2017): sono i primi due impegni immediati per la <strong>salute e la sicurezza del lavoro</strong> assunti con il piano strategico regionale 2018-2020 per prevenire infortuni e malattie professionali in Veneto.</p>
<p>Il piano è stato firmato oggi a palazzo Balbi da Regione, Ispettorato interregionale del lavoro, Inail, Vigili del Fuoco, Ance, Anci e Upi, sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil), associazioni datoriali (Casartigiani, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato Imprese, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Confimi Industria, Confprofessioni) e centrali della cooperazione (Confcooperative e Legacoop), a poco più di due mesi dal tragico incidente nelle Acciaierie venete di Padova, quando la rottura di un gancio provocò la caduta di una siviera di acciaio bollente ustionando 4 lavoratori, di cui uno deceduto.</p>
<p>Nei primi<strong> sei mesi del 2018</strong> in Veneto si sono registrati <strong>33 incidenti mortali</strong> nei luoghi di lavoro. Le province più colpite sono <strong>Vicenza e Treviso</strong>, i settori più a rischio agricoltura, edilizia. Diminuisce, in termini assoluti il numero degli incidenti nel mondo del lavoro, più che dimezzati in Veneto dal Duemila ad oggi, ma purtroppo sono in aumento quelli mortali: in medi auna cinquantina l’anno, con un trend preoccupante proprio nel 2018.</p>
<p>Da qui la convocazione, da parte del presidente della Regione<strong> Luca Zaia</strong>, del tavolo istituzionale per la sicurezza del lavoro e la messa a punto, in due mesi di stretto confronto tra tutte le parti in causa e con la collaborazione anche di Arpav e Inps, di un piano strategico per consolidare e migliorare le attività di prevenzione, vigilanza e tutela per la salute e la sicurezza dei lavoratori.</p>
<p>“Questo sarà il nostro businessplan per la sicurezza nel mondo del lavoro – ha sottolineato il presidente Zaia – Ancora una volta il Veneto fa squadra e si candida a laboratorio nazionale: grazie alla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, e in particolare dei sindacati che per primi hanno posto l’urgenza della problematica, puntiamo a tenere accesi i riflettori sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, creando un effetto endemico, che dovrà estendersi anche a livello nazionale” .</p>
<p>“Il piano strategico – ha affermato Zaia &#8211; è un documento operativo, che indica chi fa che cosa: prevede nuove assunzioni di tecnici della prevenzione nelle Ulss, più formazione per gli operatori e nelle scuole, un dialogo diretto tra addetti alla prevenzione e al controllo e responsabili aziendali della sicurezza, più collaborazione tra aziende e organi di vigilanza, investimenti concreti nella cultura della prevenzione”.</p>
<p>Il piano prevede otto aree di intervento, nelle quali sviluppare azioni a breve e medio periodo, in collaborazione con tutti gli enti e le categorie preposti, finanziate con <strong>9,5 milioni di euro</strong> proventi delle sanzioni comminate alle imprese nel quadriennio 2013-2016.</p>
<p><strong>Queste le aree di intervento</strong>:<br />
<strong>1</strong>. Risorse umane. L’Azienda Zero provvederà entro il 2018 a bandire un concorso unico regionale per 30 tecnici della prevenzione per rafforzare gli Spisal delle nove Ulss territoriali del Veneto, che attualmente contano 260 dipendenti in organico, di cui la metà tecnici della prevenzione. Il pieno prevede la definizione della dotazione organica standard del sistema dei Servizi di prevenzione e vigilanza e il finanziamento dei corsi universitari per la formazione di medici del lavoro e altre figure professionali della prevenzione. Tutti investimenti che saranno sostenuti con i proventi delle sanzioni irrogate nel 2017.<br />
<strong>2</strong>. Controlli sulle imprese. L’obiettivo è incrementare di 400 aziende l’anno (1200 nel triennio) il numero di controlli raggiunto nel 2017 (circa 13 mila aziende interessate), privilegiando le realtà più a rischio e le aziende che sinora non sono state oggetto di attività ispettiva. Il sistema degli Spisal intensificherà la collaborazione con l’Ispettorato interregionale del Lavoro per condividere informazioni e modalità di vigilanza. Inoltre sono previste azioni di rinforzo nei confronti delle stazioni appaltanti per la sicurezza nei bandi.<br />
<strong>3.</strong> Conoscenza dei fenomeni. Entro il 2020 le banche dati dovranno essere condivise tra Regione e istituti di vigilanza e verranno sperimentate di nuove modalità di raccolta e di analisi dei mancati infortuni.<br />
<strong>4.</strong> Omogeneità, qualità ed efficacia degli interventi. Alle imprese che pongono quesiti ai singoli sportelli informativi dovranno essere fornite risposte standard e omogenee nell’interpretazione delle norme. L’obiettivo è raggiungere procedure condivise e un sistema informativo regionale efficace.<br />
<strong>5</strong>. Formazione. Il piano strategico finanzia un piano formativo per gli operatori pubblici e privati della salute e della sicurezza dei lavoratori, in collaborazione con la Fondazione Scuola di sanità pubblica. Investimenti nella formazione saranno fatti anche nella scuola, nei percorsi di alternanza scuola-lavoro e con gli enti bilaterali delle categorie economiche.<br />
<strong>6.</strong> Semplificazione. Entro l’anno sarà avviato il sistema di trasmissione telematica delle comunicazioni obbligatorie di apertura cantiere e dei piani di lavoro amianto, al fine di alleggerire gli oneri burocratici per le aziende e di facilitare e coordinare l’attività ispettiva. Entro il 2020 dovrà essere possibile per le aziende il pagamento telematico delle sanzioni comminate dagli Spisal per eventuali violazioni. La gestione amministrativa centralizzata agevolerà il sistema degli Spisal e l’ottimizzazione delle risorse.<br />
<strong>7.</strong> Collaborazioni. Si potenziano lo scambio di informazioni e la collaborazione con tutti i soggetti aziendali tenuti alla prevenzione. Tra le prime iniziative in cantiere, l’aumento della vigilanza e del contrasto agli abusi nei tirocini e un servizio specifico in collaborazione con l’Inail per garantire ai lavoratori vittime di infortuni una possibilità di ricollocamento lavorativo.<br />
<strong>8.</strong> Comunicazione. Nel sito istituzionale della Regione Veneto ci sarà una piattaforma per informare le aziende e i lavoratori su dati epidemiologici, obblighi di legge, eventi in materia di sicurezza del lavoro. Verrà anche promossa una campagna di sensibilizzazione nelle scuole per promuovere e diffondere la cultura della sicurezza tra i più giovani.</p>
<p>Azioni e obiettivi del <strong>piano 2018-2020</strong> saranno costantemente monitorati e sottoposti a revisione annuale dal Comitato regionale di coordinamento, che riunisce tutti i soggetti istituzionali, sociali e datoriali coinvolti nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.</p>
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		<title>Infortuni sul lavoro in aumento. In Veneto già 22 mortali tra gennaio e marzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 17:36:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Martini]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Aumentano gli infortuni e le morti sul lavoro in Italia e nel Veneto. Lo si legge nella “nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione” prodotta da Ministero del Lavoro, Istat, Inps e Inail e lo si vede nella banca dati dell’Inail. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano gli infortuni e le morti sul lavoro in Italia e nel Veneto. Lo si legge nella “nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione” prodotta da Ministero del Lavoro, Istat, Inps e Inail e lo si vede nella banca dati dell’Inail.</p>
<p><span id="more-4265"></span>Nel primo trimestre del 2017 le denunce di morti bianche in Italia (190 eventi) aumentano del 12,4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e nel Veneto fanno addirittura un balzo in avanti del 37,5% con 22 infortuni mortali avvenuti tra gennaio e marzo.<br />
A livello nazionale gli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail nel primo trimestre sono stati 134.000, in aumento del 5,9% rispetto al primo trimestre del 2016, mentre nel Veneto nello stesso periodo si sono verificati 18.530 incidenti, con un aumento del 7,1% rispetto al 2016.</p>
<p>“Da tempo la Cgil denuncia le politiche di svalorizzazione del lavoro condotte da anni nel nostro Paese e che, con gli ultimi Governi, hanno visto ulteriormente abbassata la soglia dei diritti. Difficile leggere gli ultimi dati sugli infortuni fuori da questo contesto, poiché il diritto alla tutela della sicurezza e della salute delle persone costituisce il diritto fondamentale di una moderna civiltà del lavoro”, commenta il segretario confederale della Cgil Franco Martini.</p>
<p>“Le cause degli infortuni, che sono le stesse di mezzo secolo fa – prosegue Martini – dimostrano che l’innovazione è tanto predicata quanto poco praticata, a tutti i livelli ed in tutti i settori produttivi. Per questo occorre reagire. La battaglia per la sicurezza sul lavoro va condotta congiuntamente da parti sociali e istituzioni, con una strategia nazionale che il nostro Paese, tra gli ultimi in Europa, non ha ancora messo a punto”.</p>
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