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	<title>ingrosso &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Commercio 4.0, formazione di 794 ore per 26 aziende vicentine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2018 16:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda inn-formata]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio 4.0]]></category>
		<category><![CDATA[Esac Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ingrosso]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto “Azienda inn-formata” di Esac Formazione – Confcommercio si è concluso dopo un anno coinvolgendo 26 aziende vicentine del settore dell’ingrosso “Sapere, saper fare e saper essere” è ciò che 26 piccole e medie imprese del settore del commercio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il progetto “Azienda inn-formata” di Esac Formazione – Confcommercio si è concluso dopo un anno coinvolgendo <strong>26 aziende</strong> vicentine del settore dell’ingrosso “Sapere, saper fare e saper essere” è ciò che 26 piccole e medie imprese del settore del commercio all’ingrosso della provincia di Vicenza hanno aggiunto al loro bagaglio di competenze, dopo la conclusione del progetto “Commercio 4.0 &#8211; L’azienda inn-formata”.</p>
<p style="text-align: left;">Il programma formativo, studiato da Esac Formazione – Confcommercio e finanziato dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito del DGR 687, si è sviluppato in 794 ore di formazione, suddivise in 570 di corsi e 224 ore di consulenza in azienda.<br />
L’esigenza iniziale che ha accomunato le imprese partecipanti al progetto era quella di compiere un passo in avanti rispetto al semplice utilizzo dei più conosciuti strumenti digitali, puntando a mettere a fuoco una precisa strategia di social marketing in sintonia con gli obiettivi aziendali di ciascuna azienda. “Perché a volte avere a disposizione solo gli strumenti tecnologici, per quanto sofisticati, &#8211; ha detto<br />
Ernesto Boschiero, amministratore delegato di Esac, nell’intervento alla giornata conclusiva del progetto &#8211; non è sufficiente al raggiungimento dei traguardi sperati, poiché l’essenziale è avere chiara una direzione. Ed è quanto ha voluto trasmettere questo lungo percorso <strong>Commercio 4.0</strong>, soprattutto attraverso il confronto tra un pool di esperti e l’azienda”.</p>
<p style="text-align: left;">In generale il programma di formazione si è focalizzato per lo più sull’apprendimento di conoscenze e abilità relative alla sfera delle relazioni e alle <strong>tecniche di comunicazione</strong>. Infatti, nel terziario di mercato, il fattore “capitale umano” conserva intatta la sua importanza poiché le aziende leader sono per lo più quelle che riescono ad intercettare gli interessi dei clienti e “guidare” le loro scelte d’acquisto.<br />
Trasmettere empatia e interagire con i propri clienti attraverso i moderni strumenti di comunicazione, sia on line che off line, diventa quindi un fattore di successo determinante.</p>
<p style="text-align: left;">“Credo che il valore aggiunto di questo percorso – ha continuato Ernesto Boschiero &#8211; sia stato quello di innestare in ciascuna azienda un processo di cambiamento, orientato all’innovazione. Da qui si è partiti per mettere a punto di obiettivi precisi, sulla base dei fabbisogni più evidenti, fino a proseguire con lo sviluppo di piani di digital marketing e di comunicazione per il commercio B2B. Al termine dell’anno nel quale si è sviluppato tutto il progetto di Esac Formazione-Confcommercio possiamo dire di aver messo insieme capacità di pensare e competenze per utilizzare al meglio la tecnologia per un’efficace comunicazione digitale di promozione e di informazione. Al di là di questo, un grande risultato è quello di aver favorito un processo di rinnovamento nel settore del commercio, migliore e più consapevole,<br />
proprio grazie allo strumento potentissimo della formazione”.</p>
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		<title>Segnali positivi per il terziario vicentino. Migliorano fatturati per ingrosso, servizi, turismo e ristorazione</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/03/13/segnali-positivi-per-il-terziario-vicentino-migliorano-fatturati-per-ingrosso-servizi-turismo-e-ristorazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 17:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Migliora la situazione economica complessiva delle imprese del Terziario e si inverte l’andamento dei fatturati, che dopo anni di trend negativi hanno registrato finalmente, seppur di poco, il segno positivo. È la fotografia dell’andamento del commercio, turismo e servizi nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Migliora la situazione economica complessiva delle <strong>imprese del Terziario</strong> e si inverte l’andamento dei fatturati, che dopo anni di trend negativi hanno registrato finalmente, seppur di poco, il segno positivo. È la fotografia dell’andamento del commercio, turismo e servizi nel 2017 rilevata da Confcommercio Vicenza con un’indagine su un panel di 400 imprese vicentine appartenenti a sei comparti: il dettaglio prodotti per la casa, prodotti per la persona e alimentari, l’ingrosso, la ristorazione-turismo e i servizi.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“<em>Non possiamo certo dire che il Terziario abbia ripreso lo slancio pre-crisi, anche per la sofferenza che persiste ancora in alcuni settori, ma l’inversione di tendenza è significativa</em> – è il commento di Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza -. <em>L’auspicio è che l’incertezza politica che stiamo vivendo non blocchi i consumi, vanificando gli sforzi fatti dalle imprese per rimanere competitive sul mercato e incentivare la spesa delle famiglie”.</em></span><em> </em></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">A scorrere il report di Confcommercio Vicenza, tre sono gli indicatori che segnano una discontinuità con il recente passato. Prima di tutto il netto calo delle aziende che giudicano la propria <strong>situazione economica</strong> “non buona” o “pessima”, passate dal picco del <strong>44%</strong> di dicembre 2012 al 16% dello stesso periodo del 2017. Una tendenza comune a tutti i settori, con il risultato più basso nelle imprese dei servizi e dell’ingrosso (dove le aziende che dichiarano di essere in difficoltà sono rispettivamente il 9 e il 14%) e segnali meno ottimistici nel dettaglio prodotti alla persona (dove c’è ancora un 23% di imprese che si ritengono in situazione “non buona” o “pessima”) e nell’alimentare (25%).</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Il dato relativo ai fatturati è contrastato, ma è comunque migliore, in ogni comparto, rispetto a <strong>5 anni fa</strong>. Secondo il panel di Confcommercio Vicenza, il <strong>turismo e ristorazione</strong> registrano una <strong>crescita del 3,1%</strong> di fatturato (-8% nel 2012), l’<strong>ingrosso  è a +0,8%</strong> (contro il -6% di 5 anni fa) e i <strong>servizi  a +0,1%</strong> (rispetto al -10,8% del 2012). Tra gli <strong>andamenti negativi</strong>, il -3,1% registrato dal dettaglio alla persona nel 2017 è in ogni caso lontano dal -11,7% di fatturato del 2012 e così il -2% del dettaglio prodotti per la casa (contro il -11,2% del 2012). L’<strong>alimentare</strong> ha risentito in misura minore rispetto ad altri settori del calo dei consumi negli scorsi anni (attestatosi nel periodo peggiore, vale a dire nel 2012, al -5,3% ), ma nel 2017 è rimasto in territorio negativo (-2%). Nel complesso, la variazione dei fatturati del <strong>Terziario</strong> si attesta, secondo l’indagine economica di Confcommercio Vicenza, ad un risicato +0,2%, che segna però – questo l’aspetto significativo – l’inversione del trend degli ultimi anni (nel 2016 si era ancora al -2,5%).</span><br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">A risentirne positivamente anche il clima di fiducia: a fine 2017 erano più le imprese ottimiste che pessimiste sull’andamento economico futuro e lo scarto tra le due percentuali era significativo: +11%.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">“<em>In generale la fiducia nel Terziario non manca</em> – è l’analisi conclusiva del presidente Sergio Rebecca -, <em>e anche i segnali che ci arrivano da imprese collocate in uno snodo cruciale della distribuzione come l’ingrosso sono confortanti. Ora serve una stabilità del quadro economico, la cui condizione “sine qua non”  è il definitivo accantonamento di qualsiasi ipotesi di aumento dell’Iva nel 2019. La nostra battaglia, anche a livello nazionale, sarà prima di tutto questa, con la speranza che l’interlocutore politico che uscirà da questo Parlamento sappia ascoltare l’esigenza proveniente da un comparto importante come il Terziario, che chiede robuste azioni di rilancio del mercato interno”.</em></span><em> </em></p>
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