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	<title>inps &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Sblocco assunzioni sanità, arrivano in aiuto le cooperative. Duemila nuovi occupati in cinque anni</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2019/03/30/sblocco-assunzioni-sanita-arrivano-in-aiuto-le-cooperative-duemila-nuovi-occupati-in-cinque-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2019 12:32:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[medici e infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi occupati]]></category>
		<category><![CDATA[pensione anticipata]]></category>
		<category><![CDATA[quota 100]]></category>
		<category><![CDATA[sistema socio assistenziale]]></category>
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					<description><![CDATA[Con una crescita del 12% dei posti di lavoro e oltre duemila nuovi occupati negli ultimi cinque anni il sistema socio assistenziale delle cooperative “anticipa” lo sblocco delle assunzioni previste dal Governo nei prossimi tre anni per compensare mancanza di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una <strong>crescita del 12%</strong> dei posti di lavoro e oltre duemila <strong>nuovi occupati</strong> negli ultimi cinque anni il sistema socio assistenziale delle cooperative “anticipa” lo sblocco delle assunzioni previste dal Governo nei prossimi tre anni per compensare mancanza di <strong>medici e infermieri</strong> in uscita dal servizio sanitario nazionale con <strong>Quota 100</strong>.</p>
<p>E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati Camera di Commercio di Milano Lodi Monza, in riferimento alle <strong>104.390</strong> richieste di accesso alla nuova <strong>pensione anticipata</strong> arrivate all&#8217;<strong>Inps</strong> fino a oggi e che coinvolgono anche la rete socio sanitaria nazionale.</p>
<p>Con l’aumento della speranza di vita che per gli uomini sfiora ormai gli 81 anni (80,8) mentre per le donne supera gli 85 (85,2) – evidenzia Uecoop – la sfida del futuro sarà continuare a garantire alti livelli di cure e assistenza, dall’infanzia alla terza età, con un sistema misto dove pubblico privato dovranno sempre più sostenersi a vicenda per soddisfare tutti quei servizi che l’uno o altro non riescono a coprire: dall’assistenza domiciliare ad anziani e disabili alla gestione delle case di cura fino ai centri psicosociali per portatori di handicap o di recupero per le dipendenze. Il mondo cooperativo – spiega Uecoop – svolge un’azione strategica sul territorio nazionale seguendo ogni anno oltre 7 milioni di famiglie in un contesto che – spiega Uecoop su dati Istat &#8211; vede un progressivo invecchiamento della popolazione con più di 1 italiano su 5 (22,8%) che ha oltre 64 anni e ci sono 2,2 milioni di persone che superano gli 85 anni. Si tratta di fasce di popolazione che fisiologicamente registrano un maggiore ricorso a cure, farmaci e assistenza ma con la quale non si esaurisce la domanda di servizi sanitari nonostante i problemi di bilancio delle famiglie con oltre 5 milioni di poveri a livello nazionale. Infatti- spiega Uecoop su dati Eurispes – il 23,2% delle persone ha difficoltà a pagare le spese mediche con i problemi maggiori per chi è solo. Si tratta di un segnale preoccupante a livello economico e sociale – evidenzia Uecoop – che colpisce in particolare le zone del centro sud Italia con le isole che hanno il 43,5% delle famiglie in difficoltà sulle spese mediche contro il 9,9% del nord est e il 19% del nord ovest. Una problematica che riguarda più di 1 pensionato su 4 (27,7%) in un contesto dove – sottolinea Uecoop &#8211;  ci sono oltre 4 milioni di pensionati che prendono meno di 750 euro al mese e un terzo di loro non arriva neppure a 500 euro al mese. La sfida del futuro è quella di potenziare l’assistenza a fronte di 5,7 milioni di italiani che – conclude Uecoop – negli ultimi tre anni si sono indebitati per sostenere i costi per cure mediche.</p>
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		<title>Pensioni, per i vicentini assegni medi da meno di mille euro al mese. Donne ancora più penalizzate</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2018/04/13/pensioni-per-i-vicentini-assegni-medi-da-meno-di-mille-euro-al-mese-donne-ancora-piu-penalizzate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 20:41:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Di Gregorio]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spi Cgil]]></category>
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					<description><![CDATA[Vivere con meno di mille euro lordi al mese? Non è facile, se non facendo di necessità virtù. Ed è questo che fa la maggior parte dei pensionati vicentini, costretti a vivere con assegni medi mensili di 935,40 euro lordi. Gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Vivere con meno di mille euro lordi al mese? Non è facile, se non facendo di necessità virtù. Ed è questo che fa la maggior parte dei pensionati vicentini, costretti a vivere con assegni medi mensili di 935,40 euro lordi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Gli ultimi dati riportati dall’Inps, e riferiti all’anno 2017, mostrano come anche nel Vicentino il numero di pensioni sia diminuito rispetto all’anno precedente, seppur di poco (da 253.527 del 2016 a 253.457 del 2017), un trend che riguarda tutto il Veneto e che è legato agli effetti della legge Fornero. L’assegno previdenziale medio è invece aumentato (da 910,10 euro a 935,40 euro) per “merito” dell’adeguamento all’inflazione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sempre notevole la differenza degli importi uomini-donne. Le pensioni erogate agli uomini nel Vicentino sono 110.243 per un importo medio lordo mensile di 1.264,72 euro. Per le donne il numero di pensioni liquidate è di 143.214 con un importo medio lordo mensile di 681,89 euro,<strong> </strong>praticamente la metà. Inoltre 7 pensioni su 10 (il 71%) destinate alle donne è inferiore ai 750 euro lordi mensili,<strong> </strong>mentre per gli uomini la percentuale è del 33% (1 su 3).</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per capire le difficoltà in cui versano le pensionate vicentine si possono prendere in considerazione anche le pensioni integrate al minimo: nel 2017 ne sono state erogate 41.520, il 16,4% del totale delle pensioni liquidate nel Vicentino. Di queste l’88% (36.728) è destinato a pensionate.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Analizzando le pensioni per ogni singolo comune si notano grandi differenze negli importi medi. Questo aspetto testimonia le diverse caratteristiche economiche sociali del territorio vicentino. In questa speciale classifica il comune più ricco risulta Nogarole Vicentino con pensioni medie lorde mensili di 1347,34 euro,<strong> </strong>mentre fanalino di coda è Foza con una media pari a 852,01 euro.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><em>I dati</em> – commenta Elena Di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto –<em>testimonia l’allarmante condizione di difficoltà in cui versano gli anziani costretti sempre più a fare i conti sia con bassi livelli di reddito, sia con l’arretramento dei servizi alla persona e della sanità, tanto che ci sono alcuni pensionati che rinunciano addirittura alle cure. Anche la penalizzazione economica delle donne è un gap che deve essere superato. Proseguiremo la nostra battaglia per la riforma strutturale del sistema pensionistico”. </em></span></p>
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		<title>Cgil denuncia: &#8220;Inps sotto organico in tutto il Veneto, ricadute su utenza e lavoratori&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/01/17/cgil-denuncia-inps-organico-veneto-ricadute-utenza-lavoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 18:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Assunta Motta]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[FP Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Inps è sotto organico in tutto il Veneto ed in modo particolare a Verona. Lo dice Assunta Motta, Segretaria regionale della Fp Cgil, evidenziando una situazione disagio per i lavoratori e per l’utenza. I sistemi informatici girano sempre più a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Inps è sotto organico in tutto il Veneto ed in modo particolare a Verona. Lo dice Assunta Motta, Segretaria regionale della Fp Cgil, evidenziando una situazione disagio per i lavoratori e per l’utenza. I sistemi informatici girano sempre più a rilento ed, insomma, nonostante gli sforzi e la responsabilità del personale, non si è più in grado di erogare prestazioni e servizi nel modo adeguato.</p>
<p><span id="more-4813"></span>“La sede Inps di Verona e più in generale varie sedi INPS del Veneto – dice Motta – da anni stanno vivendo una drammatica e continua carenza di personale dovuta a moltissimi pensionamenti, che hanno ridotto drasticamente l’organico negli Uffici, senza che, contemporaneamente, ci siano state iniziative utili e strutturali per far fronte a questa ormai cronica carenza di personale che oggi si attesta intorno al 30% e che, anche quest’anno, vedrà un ulteriore aggravamento.</p>
<p>Nonostante i continui appelli e le denunce fatte – aggiunge Motta – si è giunti ad una situazione, ove non si è più in grado, nonostante gli sforzi e la responsabilità del personale, di erogare prestazioni e servizi, con grave danno per l’utenza e per gli stessi lavoratori, in un momento come quello attuale di profonda crisi economica, sociale. Sono necessarie risposte concrete e immediate affinché i servizi che la Pubblica Amministrazione deve erogare siano qualitativamente garantiti e rispondano in modo adeguato ai crescenti bisogni dei cittadini”.</p>
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		<title>Cgil: &#8220;Giovani in Veneto sempre più precari e con retribuzioni in calo&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/01/08/cgil-giovani-veneto-sempre-piu-precari-retribuzioni-calo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 16:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2011 il 62% dei giovani operai veneti era inquadrato con un contratto a tempo indeterminato, oggi la loro percentuale è scesa di 10 punti e la retribuzione media è di 1.329 euro lordi al mese. Per gli altri, i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2011 il 62% dei giovani operai veneti era inquadrato con un contratto a tempo indeterminato, oggi la loro percentuale è scesa di 10 punti e la retribuzione media è di 1.329 euro lordi al mese. Per gli altri, i precari, la retribuzione è meno della metà (8.358 euro lordi in un anno) e la loro quota è costantemente in crescita.</p>
<p><span id="more-4787"></span>La fotografia delle condizioni di lavoro dei giovani veneti (fino a 29 anni) emerge da un <strong>report della Cgil su dati Inps</strong>. Questi dati hanno il pregio di censire le teste (e non i flussi) dando così uno spaccato preciso della situazione. Riguardano il settore privato e sono riferiti (ultimo anno disponibile) al 2016. L’analisi, che vuole valutare l’evoluzione dell’occupazione giovanile nell’industria e nel sistema dei servizi in regione, ha preso a riferimento un arco temporale di 5 anni, confrontando i dati con quelli del 2011, anno per altro affine al 2016 per l’andamento congiunturale (entrambi sono segnati da una lieve ripresa) oltre che per il livello occupazionale generale (1.455.171 occupati dipendenti nel settore privato nel 2016; 1.463.808 occupati nel 2011).</p>
<p>Il numero di giovani lavoratori veneti è costantemente in calo: tra il 2011 ed il 2016 sono scesi del 12,8%, a differenza del dato generale (tutte le età) che presenta una divaricazione praticamente nulla (-0,5%), confermando la tendenza all’invecchiamento della popolazione lavorativa ed al contempo la riduzione delle opportunità occupazionali per le nuove generazioni.<br />
Ma è soprattutto sulla qualità del lavoro che emerge il progressivo peggioramento delle condizioni dei giovani, come evidenziato dalla riduzione (in appena 5 anni) del 21,2% dei dipendenti a tempo indeterminato e dal contestuale aumento del 40,2% dei contratti a termine ed a part time.</p>
<p><strong>Il rapporto di lavoro stabile è sempre più una chimera</strong> per i giovani veneti. Infatti (nonostante il boom di attivazioni di contratti a tempo indeterminato operato dagli incentivi del 2015) riguarda solo il 63% degli occupati (178.595 su un totale di 280.192), mentre il restante è consegnato ad una precarietà che diventa sempre più difficile superare, che è ulteriormente alimentata da tirocini, false partite Iva ed altre tipologie (tutte in crescita), e che si riconferma anche analizzando i movimenti del mercato del lavoro nel 2017 con i tempi indeterminati che rappresentano il 16% dei nuovi contratti (saldo tra assunzioni, trasformazioni e cessazioni tra gennaio e settembre).<br />
Ancor peggio, come detto, tra le figure operaie dove i rapporti stabili sono il 54%.<br />
E se nei 5 anni considerati il numero complessivo di occupati tra i giovani veneti scende da 321.000 a 280.000 posizioni e l’occupazione stabile cala (in percentuale doppia) da 227.000 a 178.000 posizioni, i contratti a termine non solo non seguono il ridimensionamento generale, ma anzi aumentano, passando da 94.525 a 101.597.</p>
<p><strong>Le retribuzioni sono molto più basse di quelle dei padri</strong> e si attestano al 61% rispetto alla media generale (tutte le età). Il dato non cambia di molto per i ragazzi inquadrati nei contratti stabili e a tempo pieno il cui guadagno è pari al 66% rispetto alla media. Il che porta a calcolare un differenziale retributivo di oltre il 40% tra un neoassunto ed un lavoratore anziano.<br />
In media i giovani veneti percepiscono in un anno 13.973 euro lordi, che scendono a 8.486 per chi lavora a part time. La retribuzione è più alta per chi ha un rapporto a tempo indeterminato (17.015 euro), mentre chi ha un’occupazione precaria deve accontentarsi di 9.036 euro, e quest’ ultima è la condizione in cui versano 101.597 ragazzi della regione.</p>
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		<title>Nuovi voucher, già spesi 4 milioni di euro per il lavoro occasionale</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/08/30/nuovi-voucher-gia-spesi-4-milioni-euro-lavoro-occasionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2017 13:09:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi voucher]]></category>
		<category><![CDATA[prestazione occasionale]]></category>
		<category><![CDATA[voucher]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo l&#8217;abolizione dei voucher e l&#8217;introduzione del nuovo progetto di lavoro dedicato a chi opera occasionalmente, arrivano i primi dati forniti dall&#8217;Inps. Numeri importanti che in pochi mesi hanno reso possibile l&#8217;utilizzo di manodopera senza un contratto vero e proprio. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="contenutoacc" class="sl-container">
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<section class="article__section">Dopo l&#8217;abolizione dei voucher e l&#8217;introduzione del nuovo progetto di lavoro dedicato a chi opera occasionalmente, arrivano i primi dati forniti dall&#8217;Inps. Numeri importanti che in pochi mesi hanno reso possibile l&#8217;utilizzo di manodopera senza un contratto vero e proprio.</p>
<p>Dopo le polemiche iniziali, unite all&#8217;impossibilità di utilizzare altri metodi, il lavoro occasionale ha subito un picco di richieste anche grazie al servizio istituito dall&#8217;Inps.</p>
<p><strong>Dal 10 luglio 2017, </strong>infatti, è attivo per le famiglie e per le aziende di ogni settore produttivo, ivi compresa l’agricoltura, il servizio online per la gestione delle prestazioni occasionali. Direttamente dal sito web dell&#8217;Istituto Nazionale di Previdenza Sociale è possibile compiere l&#8217;intero iter per la richiesta del lavoratore.</p>
<p>I dati, dopo circa 45 giorni di operatività , dicono che sono oltre <strong>27mila</strong> gli utenti ad essersi registrati. I versamenti effettuati dagli utilizzatori hanno superato l’importo di <strong>4 milioni di euro</strong>, di cui 362.000 per il libretto famiglia e 3.833.000 euro per il contratto di lavoro occasionale.</p>
<p>Ad agosto, oltre l’80% dei pagamenti di prestazioni (effettuati direttamente dall’INPS su base mensile) è stato realizzato con accredito su carta di credito ovvero in conto corrente.</p>
<p>Una volta effettuata la registrazione in piattaforma, il <strong>lavoratore</strong> non deve svolgere alcun altro adempimento e <strong>riceve ogni comunicazione relativa alla sua attività lavorativa</strong> sul suo indirizzo di posta elettronica o tramite sms sul telefono.</p>
<p><strong>L’utilizzatore</strong>, invece, dopo la registrazione, deve effettuare solo una <strong>comunicazione relativa allo svolgimento della prestazione lavorativa</strong>, operazione che richiede pochi minuti e che può essere svolta utilizzando il <a class="NormSott" title="Contact Center" href="https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?sPathID=%3b0%3b50656%3b&amp;lastMenu=50656&amp;iMenu=1&amp;sURL=https%3a%2f%2fwww.inps.it%2fnuovoportaleinps%2fdefault.aspx%3fsPathID%3d%253b0%253b46670%253b%26lastMenu%3d46670%26iMenu%3d24%26iNodo%3d46670%26p4%3d2&amp;RedirectForzato=True">Contact center</a> dell’Istituto che, in tempo reale, svolge detta attività per conto dell’utilizzatore.</p>
<p>A settembre saranno rese disponibili <strong>nuove funzionalità</strong>, tra cui  quella che consente alle aziende agricole di effettuare la comunicazione di svolgimento della prestazione lavorativa su un arco temporale di tre giorni, piuttosto che su un solo giorno.</p>
</section>
</div>
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		<title>Pensione precoce, sono state 6.700 le domande in Veneto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/07/18/pensione-precoce-state-6-700-le-domande-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2017 16:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Ape]]></category>
		<category><![CDATA[cisl]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Onofrio Rota]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano BOscarin]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla volta di sabato, ultimo giorno utile per poter presentare la documentazione e accedere all’Ape Sociale o alla pensione Precoci, erano 6.700 i lavoratori veneti che avevano inviato la domanda all’Inps. Chi verrà valutato in regola con i requisiti previsti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=" text-justify">Alla volta di sabato, ultimo giorno utile per poter presentare la documentazione e accedere all’Ape Sociale o alla pensione Precoci, erano 6.700 i lavoratori veneti che avevano inviato la domanda all’Inps. Chi verrà valutato in regola con i requisiti previsti dalla legge, potrà avere a disposizione, nel caso Ape Sociale, un’indennità sostitutiva della retribuzione fino ad un massimo di 1.500 euro al mese che lo accompagnerà alla pensione vera e propria (da maturarsi entro un massimo di 3 anni e 7 mesi). Per i precoci invece l’opportunità è quella di ottenere la pensione vera e propria anticipata, fino a 22 mesi prima rispetto alla naturale scadenza. In Veneto, come nella altre grandi regioni industriali del nord, la prevalenza delle domande è stata presentata proprio dai lavoratori che hanno maturato i 41 anni di contributi, avendo cominciato a lavorare prima dei 19 anni di età. «Grazie all’accordo sulle pensioni realizzato con il governo lo scorso settembre non solo rendiamo giustizia a chi ha lavorato una vita, magari in posti di lavoro gravosi e pesanti – sottolinea il segretario Cisl veneto Onofrio Rota &#8211; ma con l’Ape Sociale garantiamo anche un reddito decoroso a chi, passati i 63 anni, si è trovato disoccupato o con una grave invalidità propria o in famiglia. Ora però chiediamo al governo di emanare subito le regole per l’Ape volontaria e la RITA (l’anticipo pensionistico tramite i fondi pensione). Con questi due strumenti possiamo anche, contrattando, favorire il ricambio generazionale e quindi l’occupazione dei giovani».</p>
<p class=" text-justify">Commenta il responsabile regionale del patronato Inas Stefano Boscarin (1.700 domande inviate): «Non possiamo dare per scontato che tutte le richieste verranno accettate. Una parte, anche se limitata, è infatti arrivata all’Inps senza passare al vaglio dei patronati e quindi qualcuna potrebbe essere impropria o carente di documentazione. Ora dobbiamo aspettare il 15 ottobre per avere l’accettazione o la respinta da parte dell’Istituto. Per i ritardatari infine c’è tempo fino al prossimo 30 novembre».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Università, i nuovi iscritti potranno richiedere il riscatto gratuito di laurea</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/07/08/universita-nuovi-iscritti-potranno-richiedere-riscatto-gratuito-laurea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jul 2017 16:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[matricole]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
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		<category><![CDATA[riscatto laurea]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[Riscatto di laurea gratis per coloro che dal prossimo anno si iscriveranno all&#8217;università. E&#8217; questa l&#8217;ipotesi più volte avanzata dai sindacati e ribadita di recente dal sottosegretario all&#8217;Economia Pier Paolo Baretta che permetterebbe agli studenti che si immatricolano nel 2018 e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riscatto di laurea gratis per coloro che dal prossimo anno si iscriveranno all&#8217;università. E&#8217; questa l&#8217;ipotesi più volte avanzata dai sindacati e ribadita di recente dal sottosegretario all&#8217;Economia Pier Paolo Baretta che permetterebbe agli <b>studenti che si immatricolano nel 2018 e negli anni successivi</b> di richiedere il <b>riscatto di laurea gratuito</b>.</p>
<p>L&#8217;intenzione è proprio quella di introdurre la nuova misura nella prossima Legge di Bilancio dopo aver verificato la sua sostenibilità finanziaria tramite i dati dell&#8217;Inps. Una proposta &#8211; come riporta AdnKronos- emersa dall&#8217;analisi delle criticità legate al mercato del lavoro e fondata su un duplice obiettivo: favorire l&#8217;istruzione dei giovani italiani (l&#8217;Italia è penultima per la percentuale di laureati in Europa) e anticipare le pensioni future delle giovani generazioni, penalizzate da crisi economica e carriere discontinue. La proposta avanzata da Baretta, infatti, permetterebbe ai cosiddetti &#8216;Millennials&#8217; che hanno concluso gli studi nei tempi stabiliti di ricevere dallo Stato dei <b>contributi figurativi</b> per il periodo durante il quale hanno frequentato l&#8217;università. L&#8217;ipotesi del riscatto di laurea gratis è solo l&#8217;ultima delle proposte dedicate alle giovani generazioni annunciate nell&#8217;ambito della cosiddetta &#8216;Fase 2&#8217; del capitolo previdenza. Sul tavolo della discussione tra governo e sindacati vi sono anche l&#8217;introduzione di un assegno minimo pensionistico ai nati dopo gli anni &#8217;80 e la possibilità di un taglio del cuneo fiscale selettivo per i giovani su scala nazionale.</p>
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		<title>Nuovi voucher, l&#8217;abuso comporta fino a 2500 euro di multa</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/lavoro/2017/07/05/nuovi-voucher-labuso-comporta-2500-euro-multa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 15:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Libretto Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi voucher]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[La disciplina dei nuovi voucher è ai blocchi di partenza in attesa del 10 luglio, data a partire dalla quale sarà online la piattaforma telematica INPS per gestire i nuovi adempimenti sul lavoro occasione, evitando abusi e irregolarità. Lo ha comunicato il Governo con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>La disciplina dei<b> nuovi voucher</b> è ai blocchi di partenza in attesa del 10 luglio, data a partire dalla quale sarà online la <b>piattaforma telematica INPS </b>per gestire i nuovi adempimenti sul lavoro occasione, evitando abusi e irregolarità.</div>
<div></div>
<div>Lo ha comunicato il Governo con una nota del suo ufficio stampa che si è espressa sull&#8217;attuazione delle disposizioni previste dalla<b> legge di conversione del decreto 50/2017</b>, la c.d. &#8220;manovrina&#8221;, entrata in vigore ufficialmente lo scorso 24 giugno. Mandati in pensione i vecchi voucher, la nuova disciplina è intervenuta introducendo <b><b>nuove misure quali il libretto famiglia e il contratto di prestazione occasionale </b></b>(PrestO).</div>
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<div class="clear">
<div>Per poter accedere alle nuove prestazioni sul lavoro occasionale, come scrive Lucia Izzo di studiocataldi.it ,  è necessario che il lavoratore <b>non riceva più di 5.000 euro annui dal complesso dei committenti</b>, e non oltre 2.500 euro annui dallo stesso committente. Inoltre, il committente non dovrà erogare più di 5.000 euro annui al complesso dei prestatori.</div>
<h2>Libretto famiglia e contratto PrestO</h2>
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<div>Del &#8220;<b>Libretto Famiglia</b>&#8221; potranno avvalersene le <b>persone fisiche</b> per remunerare i piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, pulizia o manutenzione, assistenza domiciliare a bambini e persone anziane, ammalate o con disabilità e insegnamento privato supplementare.</div>
<div>Il libretto sarà acquistabile online tramite la piattaforma informatica INPS e conterrà titoli di pagamento equivalenti a <b>un&#8217;ora di lavoro di valore nominale pari a</b><b> 10 euro netti</b> a cui aggiungere altri 2 euro di contributi previdenziali e assicurazione (1,65 euro alla gestione separata INPS e 0,25 euro all&#8217;INAIL).</div>
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<div>Il &#8220;contratto di prestazione occasionale&#8221; (PrestO), sarà invece <b>destinato alle imprese e ai professionisti </b>ad eccezione di coloro che hanno alle proprio dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato, delle imprese del settore agricolo, salvo eccezioni, e delle imprese di edilizia e settori affini, nonché per appalti.</div>
<div>Regole peculiari sono disposte per i <b>lavoratori agricoli</b> poichè in questo settore il lavoro occasionale è aperto solo a pensionati di vecchiaia o invalidità, giovani con meno di 25 anni regolarmente iscritti a un ciclo di studi scolastico o universitario, oppure percettori di prestazioni integrative del reddito da lavoro, REI (Reddito di Inclusione), o altre prestazioni di sostegno del reddito. Inoltre, il lavoratore non dovrà essere stato iscritto nell&#8217;elenco anagrafico degli agricoli l&#8217;anno precedente.</div>
<div>Per attivare il <b>contr</b><b>atto di prestazione occasionale</b> sarà necessario fare ricorso alla procedura informatica INPS. La misura minima oraria del compenso è maggiore rispetto ai vecchi voucher: <b>9 euro netti l&#8217;ora </b>a cui aggiungere il premio assicurativo contro gli infortuni e la quota contributiva a carico del datore di lavoro.</div>
<h2>La piattaforma INPS</h2>
<div>Come previsto dalla legge, l&#8217;INPS attiverà l&#8217;apposita piattaforma che assume un <b>ruolo indispensabile al fine di garantire il corretto svolgimento delle procedure</b> e ad evitare abusi nell&#8217;uso dei voucher che ha rappresentato il maggior problema della previgente disciplina. In questo modo infatti, tutti i dati relativi a prestazioni e pagamenti saranno <b>tracciabili</b>.</div>
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<div>Attraverso la piattaforma informatica INPS, l<b>&#8216;utilizzatore dovrà comunicare una serie di dati</b> ad esempio quelli identificativi del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la durata della prestazione, nonché ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto. Il prestatore riceve contestuale notifica via SMS o posta elettronica e dopo aver svolto la prestazione potrà <b>accedere alla piattaforma per confermare di aver svolto l&#8217;attività.</b></div>
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<div>Sarà poi l&#8217;istituto ad occuparsi <b>dell&#8217;erogazione dei compensi direttamente al prestatore</b> con accredito su conto corrente o bonifico, nonché a versare i contributi previdenziali e assicurativi. Laddove la prestazione lavorativa non abbia luogo, sempre attraverso la piattaforma dovrà essere comunicata la <b>revoca della dichiarazione</b>, altrimenti l&#8217;INPS provvederà comunque al pagamento.</div>
<h2>Le sanzioni per l&#8217;uso improprio dei voucher</h2>
</div>
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<div>Anche le <b>sanzioni sono state irrigidite</b> al fine di garantire il rispetto delle disposizioni di legge ed evitare l&#8217;uso improprio del meccanismo dei voucher.</div>
<div>Laddove l&#8217;utilizzatore superi la durata della prestazione (280 ore in un anno) oppure il limite di importo annuo di 2.500 euro nei confronti del prestatore, il <b>rapporto occasionale si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.</b></div>
<div>Anche in caso di <b>violazione degli obblighi di comunicazione</b> scatta una sanzione amministrativa al pagamento di una somma da 500 a 2.500 euro per ogni prestazione.</div>
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		<title>Assegni familiari Inps, per il 2017 anche ad unioni civili e coppie di fatto</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/sociale/2017/05/24/assegni-familiari-inps-2017-anche-ad-unioni-civili-coppie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 16:26:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[assegni familiari]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[legge Cirinnà]]></category>
		<category><![CDATA[unioni civili]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Inps ha pubblicato nel proprio sito le tabelle dettagliate degli assegni familiari per il 2017. I limiti reddituali e i corrispondenti importi degli assegni al nucleo familiare rimangono invariati rispetto allo scorso anno. Questo perché il valore Istat che indica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=" text-justify">L’Inps ha pubblicato nel proprio sito le tabelle dettagliate degli assegni familiari per il 2017. I limiti reddituali e i corrispondenti importi degli assegni al nucleo familiare rimangono invariati rispetto allo scorso anno. Questo perché il valore Istat che indica la varianza dei prezzi al consumo, fattore che può far variare appunto i limiti e gli importi, è pari a – 0,1%.</p>
<p class=" text-justify">Le tabelle da quest’anno saranno applicate non solo alle famiglie tradizionalmente intese, ma anche alle unioni civili e alle coppie di fatto, condizioni disciplinate esattamente un anno fa (Legge 20 maggio 2016, n.76). La legge (c.d. Cirinnà) ha infatti riconosciuto come nuclei familiari anche le unioni civili, che sono portatori degli stessi diritti attribuiti ai matrimoni, comprese anche le misure di sostegno, quali l’Assegno per il nucleo familiare e l’Assegno familiare.</p>
<p class=" text-justify">Le stesse prestazioni sono garantite anche per i figli nati dopo l’unione. Infine, al pari dei neo sposi, alle persone dello stesso sesso unite civilmente spettano gli otto giorni di congedo matrimoniale; in caso di scioglimento dell’unione il percorso sarà regolato da quanto disposto dal codice civile.</p>
<p class=" text-justify">
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		<title>Primo trimestre 2017, nuovi contratti di lavoro in aumento</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2017/05/18/primo-trimestre-2017-nuovi-contratti-lavoro-aumento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2017 13:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[contratti di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[dati sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[trimestre]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel primo trimestre i nuovi rapporti di lavoro attivati (stabili, a termine, apprendisti e stagionali) sono stati 1.439.431 (+9,6%) rispetto a gennaio-marzo 2016, ma le assunzioni a tempo indeterminato sono calate del -7,6% (310.004 contro 335.664 dei primi tre mesi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel primo trimestre i nuovi rapporti di lavoro attivati (stabili, a termine, apprendisti e stagionali) sono stati 1.439.431 (+9,6%) rispetto a gennaio-marzo 2016, ma le assunzioni a tempo indeterminato sono calate del -7,6% (310.004 contro 335.664 dei primi tre mesi dello scorso anno).</p>
<p>E’ quanto rileva l’osservatorio sul precariato dell’Inps, sottolineando che compreso le trasformazioni di contratti a termine (68mila) e apprendisti trasformati a tempo indeterminato (20.862) il totale dei contratti a tempo indeterminato attivati è pari a 398.866 con un calo del 7,4%.</p>
<p>Nei primi tre mesi dell’anno, il numero complessivo dei licenziamenti, con riferimento ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, risulta pari a 143.200, in aumento del 2,9% rispetto al periodo gennaio-marzo 2016. “Significativa”, spiega l’Inps, la contrazione delle dimissioni: -3,5% rispetto a gennaio-marzo 2016. Sulla distribuzione delle cause di cessazione tra licenziamenti e dimissioni, spiega l’istituto di previdenza, ha significativamente inciso l’obbligo della presentazione online delle dimissioni, introdotto a marzo 2016.</p>
<p>Il tasso di licenziamento (calcolato sull’occupazione a tempo indeterminato, compreso gli apprendisti) è risultato per il primo trimestre 2017 pari a 1,4%, sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti (1,3% nel 2016; 1,4% nel 2015).</p>
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