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	<title>legambiente &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Qualità dell&#8217;aria: Legambiente boccia tutti i capoluoghi veneti tranne Belluno</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/venezia/2020/09/30/qualita-dellaria-legambiente-boccia-tutti-i-capoluoghi-veneti-tranne-belluno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Francescon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 20:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla vigilia dell’entrata in vigore delle misure antismog, l&#8217;1 ottobre, Legambiente ha presentato il suo report &#8220;Mal’aria, edizione speciale&#8221; e ha stilato la pagella di 97 città italiane. Lo studio ha confrontato le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla vigilia dell’entrata in vigore delle misure antismog, l&#8217;1 ottobre, Legambiente ha presentato il suo report &#8220;<strong>Mal’aria, edizione speciale</strong>&#8221; e ha stilato la pagella di 97 città italiane. Lo studio ha confrontato le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e di biossido di azoto (NO2) negli ultimi cinque anni (2014-2018), con i rispettivi limiti suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). In <strong>Veneto</strong>, in base allo studio, solo <strong>Belluno</strong> raggiunge la sufficienza. Gli altri capoluoghi di provincia veneti risultano al di sotto di livelli qualitativi ritenuti sufficienti. In Italia, in generale, ben l&#8217;85% delle città sono in difficoltà su questo fronte, con Roma, Milano, Torino, Palermo e Como fanalini di coda.<br />
&#8220;Serve una politica diversa che non pensi solo ai blocchi del traffico e alle deboli e sporadiche misure anti-smog &#8211; ha affermato <strong>Giorgio Zampetti</strong>,<strong> direttore Legambiente</strong> &#8211; Il governo italiano, grazie al<strong> Recovery fund</strong>, ha un’occasione irripetibile di riconversione ecologica dell’economia italiana. Non la perda, potenziando la rete dello <strong>sharing mobility</strong> e raddoppiando le piste ciclopedonali. Siamo convinti, infatti, che la mobilità elettrica, condivisa, ciclopedonale e multimodale sia l’unica vera e concreta possibilità per tornare a muoverci più liberi e sicuri dopo la crisi Covid-19». <strong>Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente</strong>, ha aggiunto «l’inquinamento atmosferico nelle città dipende da diversi fattori: dalle concentrazioni degli inquinanti analizzati alle condizioni meteo climatiche e le caratteristiche urbane, industriali e agricole. Nonostante le procedure di infrazione a carico del nostro Paese e gli accordi tra le Regioni e il ministero dell’Ambiente, a cominciare dall’area padana, in Italia manca ancora la convinzione di trasformare concretamente il problema in una opportunità».“<br />
Per aggredire con efficacia l’inquinamento, Legambiente punta su una mobilità urbana sempre più condivisa e sostenibile a partire dai <strong>Pums</strong>, i Piani urbani per la mobilità sostenibile, che i Comuni devono mettere in campo al più presto.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Cgil, Legambiente, Anpi, Libera: manifesto contro il razzismo e per l&#8217;accoglienza</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/08/31/cgil-legambiente-anpi-libera-manifesto-contro-il-razzismo-e-per-laccoglienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 16:46:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Anpi, Arci, Articolo 21, Cgil, Legambiente, Libera, Rete della Pace, Tavola della Pace lanciano un percorso unitario “contro il razzismo e la cultura della violenza, per la costruzione di politiche di pace, diritti umani, nonviolenza, giustizia sociale e accoglienza”. Questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anpi, Arci, Articolo 21, Cgil, Legambiente, Libera, Rete della Pace, Tavola della Pace lanciano un percorso unitario “contro il razzismo e la cultura della violenza, per la costruzione di politiche di pace, diritti umani, nonviolenza, giustizia sociale e accoglienza”.</p>
<p><span id="more-5390"></span>Questo l’appello:<br />
“Le numerose crisi che affliggono le nostre società hanno intaccato le fondamenta della democrazia, riportando alla luce un atteggiamento violento e aggressivo nei confronti di uomini e donne che vivono in condizioni di miseria e in pericolo di vita, accusandoli di essere la causa dei nostri problemi.<br />
La serie di episodi di violenza nei confronti di immigrati, con una evidente connotazione razzista e spesso neofascista, impone una seria e immediata azione di contrasto che parta da una doverosa riflessione: il tessuto sociale impoverito divenuto, giorno dopo giorno, campo fertile per fomentatori di odio e di esclusione sociale. Si stanno frantumando i legami di solidarietà e, progressivamente, spostando l’attenzione dalle vere cause e dalle responsabilità dei governi nazionali e delle istituzioni internazionali.<br />
La crisi è di sistema, è universale e la risposta non è più contenibile dentro i propri confini o ristretta a soluzioni parziali. Le interdipendenze tra crisi ambientale, modello di sviluppo, migrazioni forzate, guerre, illegalità, corruzione, corsa al riarmo, razzismo, rigurgiti fascisti e crisi delle democrazie, sono oramai ampiamente documentate.<br />
È necessaria un’azione che coinvolga l’intera Europa, oggi incapace di rispondere al fenomeno delle migrazioni in modo corale, senza permettere agli egoismi dei singoli di prevalere. La solidarietà è premessa indispensabile per la lotta alle disuguaglianze e per la difesa dei diritti.<br />
La società civile, il mondo della cultura, dell’associazionismo, dell’informazione, l’insieme delle istituzioni democratiche sono chiamate a impegnarsi nel contrasto a questa deriva costruendo una nuova strategia di mobilitazione, partendo da una piattaforma unitaria capace di fare sintesi tra le tante sensibilità e diversità che esprime la nostra società e di riaffermare il principio sancito 70 anni fa nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”</p>
<p>Nel percorso che ci vede coinvolti unitariamente, dopo le  mobilitazioni che ci hanno visti impegnati a Catania e Milano, gli episodi di mobilitazione locale che si stanno moltiplicando in queste settimane e le prossime iniziative, compresa una manifestazione unitaria nazionale, riteniamo un importante momento di impegno comune la partecipazione alla Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità che si svolgerà domenica 7 ottobre 2018.</p>
<p>In quanto promotori di questa iniziativa siamo impegnati:</p>
<ul>
<li>in un coordinamento tra i soggetti che condividono le preoccupazioni e le finalità fin qui presentate;</li>
<li>a promuovere la più ampia partecipazione alla Marcia PerugiAssisi del 7 ottobre;</li>
<li>a organizzare il 15 settembre un’assemblea di coordinamento nell’ambito del Meeting Internazionale Antirazzista di Cecina;</li>
<li>a creare un osservatorio online contro il razzismo.</li>
<li>condividere e diffondere un Manifesto antirazzista che rappresenti le preoccupazioni e le proposte dell’insieme dei soggetti che aderiranno a questo percorso e che servirà da punto di partenza per le prossime campagne e mobilitazioni”.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Inquinamento, Legambiente: &#8220;Emergenza smog cronica in tutto il Veneto&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2018/04/16/inquinamento-legambiente-emergenza-smog-cronica-in-tutto-il-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 16:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Bottacin]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Lazzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Pm10]]></category>
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					<description><![CDATA[Aria sempre più irrespirabile in Veneto. Nel 2017 tutti i capoluogo di provincia del Veneto, si salva solo Belluno, si confermano fuorilegge con livelli di Pm10 alle stelle: Padova 102, Venezia 94, Vicenza 90, Treviso 83, Rovigo 80, Verona 73, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aria sempre più irrespirabile in Veneto. Nel 2017 tutti i capoluogo di provincia del Veneto, si salva solo Belluno, si confermano fuorilegge con livelli di Pm10 alle stelle: <strong>Padova 102, Venezia 94, Vicenza 90, Treviso 83, Rovigo 80, Verona 73, Belluno 18</strong>. &#8220;Situazione critica in tutta la Pianura Padana e in tutto il territorio veneto&#8221;, denuncia Legambiente, &#8220;dove non si registra alcun accenno a miglioramenti anzi peggio, si configura l’abbandono della cabina di regia da parte della Regione Veneto&#8221;.<br />
Il rapporto veneto sull’inquinamento atmosferico regionale di Legambiente è stato presentato oggi a Padova per fare il punto sulla grave situazione dell’inquinamento atmosferico che affligge i polmoni dei cittadini della regione.</p>
<p>É un dato di fatto quanto l’emergenza smog sia sempre più cronica in Veneto: anche nei primi tre mesi del 2018 abbiamo iniziato molto male: a Padova, nei primi 90 giorni del 2018 sono stati 37 i giorni oltre la soglia per la salute umana. A Venezia 33, Vicenza 28, Treviso 27, Rovigo e Verona 23 (Belluno 4).<br />
Insomma un inizio anno da “codice rosso” a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili, al quale nessuna Amministrazione Locale ha saputo rispondere adeguatamente ma solo con deboli ordinanze derivanti dall’accordo padano e misure tampone che non hanno sortito alcun effetto.</p>
<p>“Tutto sommato questo non ci deve allarmare più di quanto lo possiamo già essere – commenta Andrea Casazza di Legambiente, estensore del rapporto – visto che il trend degli ultimi anni è circa un giorno su tre oltre il limite di legge, fissato a 50 μg/ m3 dall’ organizzazione mondiale della sanità. Non dobbiamo allarmarci più di quanto lo siamo già, ma dobbiamo proprio esserlo, e davvero molto”. Infatti è bene ricordare che stiamo parlando di un problema sanitario che incide enormemente sulla salute dei veneti: sono oltre 60 mila l’anno le morti per smog in Italia e la situazione continua ad essere drammatica dato che il problema, diffuso principalmente in pianura padana, ha costretto le regioni del nord italia e il Ministero all’Ambiente all’avvio di un tortuoso accordo di programma anti-smog sovra regionale.</p>
<p>Secondo Legambiente è chiaro che l’accordo di programma nasce dalla necessità di dare una risposta alle procedure di infrazione europee contro l’Italia per i frequenti superamenti dei limiti di qualità dell’aria negli anni passati (dal 2006) e poi ancora per la non corretta applicazione della direttiva del 2008 che imponeva all’Italia politiche efficaci per ridurre drasticamente e in poco tempo le emissioni inquinanti. “Un accordo dunque – commenta Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – che risponde alle esigenze di equilibrismo della politica ma non alle esigenze sanitarie dei cittadini. È infatti molto evidente, come emerge da questo rapporto, che le misure intraprese non sono affatto sufficienti neppure per farci uscire rapidamente dall’emergenza, figuriamoci se ci proponessimo di rendere l’inquinamento nella Pianura Padana privo di rilevanza sanitaria, secondo i valori guida suggeriti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità&#8221;.</p>
<p>L’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin ha voluto commentare nel pomeriggio il rapporto sull&#8217;inquinamento atmosferico in Veneto presentato oggi da Legambiente. “La criticità per quanto riguarda la situazione dell’aria in Veneto c’è, ma va anche detto che i livelli degli inquinanti negli ultimi dieci anni sono calati del 40% grazie agli interventi messi in campo. Ciò nonostante si registrano ancora troppi sforamenti e la Regione resta attivamente impegnata su questo fronte”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pm10 alle stelle nelle città italiane: Padova al 4° posto per inquinamento, Vicenza all&#8217;11°</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/vicenza/2018/01/29/pm10-alle-stelle-nelle-citta-italiane-padova-al-4-posto-inquinamento-vicenza-all11/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 15:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[Pm10]]></category>
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					<description><![CDATA[Emergenza smog sempre più cronica in Italia: aria irrespirabile nelle grandi città con un 2017 da “codice rosso” a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili e dell’ozono. A fotografare la situazione è Mal’Aria 2018 – “L’Europa chiama, l’Italia risponde?”, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Emergenza smog sempre più cronica in Italia: aria irrespirabile nelle grandi città con un 2017 da “codice rosso” a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili e dell’ozono.</p>
<p>A fotografare la situazione è <strong>Mal’Aria 2018 – “L’Europa chiama, l’Italia risponde?”</strong>, il rapporto sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane di Legambiente presentato alla vigilia del vertice di Bruxelles sulla qualità dell’aria. Un incontro, rivolto agli otto paesi in procedura di infrazione, tra cui c’è anche l’Italia, e fortemente voluto dalla Commissiona Europea che in questi giorni ha lanciato anche un ultimatum al nostro paese, chiedendo al ministro dell’ambiente Galletti aggiornamenti sulle misure pianificate dall’Italia in materia di inquinamento atmosferico. In mancanza di misure concrete ci sarà il rinvio alla Corte di giustizia europea con inevitabili e salatissime multe per l’Italia.</p>
<p>Dal report Mal’aria emerge che, <strong>nel 2017 in ben 39 capoluoghi di provincia italiani è stato superato, </strong>almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano,<strong> il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo.</strong> Le prime posizioni della classifica sono tutte appannaggio delle città del nord (Frosinone è la prima del Centro/Sud, al nono posto), a causa delle condizioni climatiche che hanno riacutizzato l’emergenza nelle città dell’area del bacino padano.</p>
<p>Tra i capoluoghi veneti al primo posto (quarto a livello nazionale) c&#8217;è Padova, con 102 giorni di superamento dei limiti, Venezia (94), Vicenza (90), Treviso (83), Rovigo (80) e Verona (80).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Sacchetti bio per frutta e verdura obbligatori (e a pagamento) dal 1° gennaio</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/01/02/sacchetti-bio-frutta-verdura-obbligatori-pagamento-dal-1-gennaio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2018 16:38:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Assobioplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[sacchetti bio]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i 4,17 euro e i 12,51, considerando un costo minimo di 0,01 euro e uno massimo di 0,03 per busta. E&#8217; quanto spenderanno le famiglie italiane in un anno per i sacchetti biodegradabili e compostabili per il primo imballo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i 4,17 euro e i 12,51, considerando un costo minimo di 0,01 euro e uno massimo di 0,03 per busta. E&#8217; quanto spenderanno le famiglie italiane in un anno per i sacchetti biodegradabili e compostabili per il primo imballo alimentare, introdotti con la legge 123/2017 entrata in vigore il 1 gennaio 2018, secondo Assobioplastiche che ha effettuato, attraverso il proprio Osservatorio, una prima ricognizione di mercato sui prezzi dei sacchetti nella grande distribuzione.</p>
<p>Ed ecco quanto emerge dalla rilevazione diretta a cura dell&#8217;Osservatorio. I sacchetti &#8216;bio&#8217; per frutta e verdura (ma non solo) costeranno: 0,01 euro da Esselunga, Coop Toscana e Unes; 0,02 euro da Auchan, Conad, Coop Lombardia, Eurospar, Gruppo Gros, Iper; 0,03 da Lidl. A questa si aggiunge una &#8220;rilevazione via web/altre fonti&#8221; secondo la quale Coop Italia applicherà un prezzo di 0,02 euro; Pam e Simply di 0,03.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper">L’Osservatorio stima che il consumo di sacchi ortofrutta e sacchi per secondo imballo di carne, pesce, gastronomia e panetteria si aggiri complessivamente tra i 9 e i 10 miliardi di unità, per un consumo medio di ogni cittadino di 150 sacchi l&#8217;anno. Ipotizzando che il consumo rimanga su queste cifre, al momento, e con i prezzi appena rilevati, la spesa massima annuale si attesterebbe sui 4,5 euro l&#8217;anno per consumatore.</div>
<p>Secondo i dati dell&#8217;analisi GFK-Eurisko presentati a Marca 2017 le famiglie italiane effettuano in media 139 spese anno nella Gdo. Ipotizzando che ogni spesa comporti l&#8217;utilizzo di tre sacchetti per frutta e verdura, il consumo annuo per famiglia dovrebbe attestarsi a 417 sacchetti per un costo compreso tra i 4,17 e i 12,51 euro (considerando un minimo rilevato di 0,01 euro e un massimo di 0,03 euro).</p>
<p>“Queste prime indicazioni di prezzo ci confortano molto – spiega Marco Versari, presidente di Assobioplastiche &#8211; perché testimoniano l’assenza di speculazioni o manovre ai danni del consumatore. Non solo. I sacchetti sono utilizzabili per la raccolta della frazione organica dei rifiuti e quindi almeno la metà del costo sostenuto può essere detratto dalla spesa complessiva”.</p>
<p>Assobioplastiche si associa a quanto già da tempo sostenuto da Legambiente relativamente ai sacchi di carta che sono fuori dal perimetro di questa legge e quindi distribuibili gratuitamente. (ADNkronos)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Emergenza smog.  Guarda (AMP): “Per il Veneto nuovamente dati drammatici. Le linee guida della Regione che fine hanno fatto?”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/veneto/2017/10/20/emergenza-smog-guarda-amp-veneto-nuovamente-dati-drammatici-le-linee-guida-della-regione-fine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Oct 2017 08:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[allarme smog]]></category>
		<category><![CDATA[Arpav]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Guarda]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza smog]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[qualità aria]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Arpav lancia l’allarme-smog in Veneto e i Comuni si stanno attrezzando per contrastare l’inquinamento. Le limitazioni vanno dal blocco del traffico alle riduzioni sul riscaldamento. Ognuno si sta muovendo per affrontare un’emergenza considerata molto più critica rispetto ad un anno fa. I dati relativi alle polveri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Arpav</strong> lancia l’<strong>allarme-smog</strong> in<strong> Veneto</strong> e i Comuni si stanno attrezzando per contrastare l’inquinamento. Le limitazioni vanno dal blocco del traffico alle riduzioni sul riscaldamento. Ognuno si sta muovendo per affrontare un’emergenza considerata <strong>molto più critica</strong> rispetto ad un anno fa. I dati relativi alle <strong>polveri sottoli PM10</strong> elaborati dall’Arpav, agenzia regionale che si occupa di monitorare la qualità dell’aria, indicano che il valore <strong>limite giornaliero</strong> (50 microgrammi a metrocubo)<strong> è stato superato per almeno 35 giorni</strong> in tutti i capoluoghi del Veneto con l’unica eccezione di Belluno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche<strong> Legambiente</strong> denuncia gravi situazioni in termini di smog e dichiara:  <em>“Basta procrastinare la messa al bando dei diesel euro3 o continueremo a pagare le infrazione comunitarie per la pessima qualità dell’aria”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>“</strong><em>Dai risultati del report di Legambiente sul PM10 emerge ancora una volta una situazione drammatica per il Veneto. Ma al di là dei dati sul superamento dei limiti di accettabilità ciò che lascia allibiti è la costante assenza di interventi tempestivi ed efficaci da parte della Regione”.</em></p>
<p><strong> </strong>A dirlo la consigliera regionale <strong>Cristina Guarda</strong> (AMP).</p>
<p><strong> </strong><strong>“</strong><em>Legambiente denuncia in particolare proprio il Veneto che, accanto al Piemonte, avrebbe dovuto adottare misure ad hoc attraverso le delibere stagionali &#8211;</em>prosegue Cristina Guarda<em>-, anche alla luce del piano antismog, firmato dal ministero dell’ambiente con Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto a fine giugno. E invece ci ritroviamo con linee guida di contrasto all’inquinamento da PM10 che dovevano essere rinnovate già a partire da fine marzo e che evidentemente sono rimaste nel cassetto, lasciando così i sindaci senza indicazioni”.</em></p>
<p>Secondo Guarda<strong> </strong><em>“il fenomeno dello smog nelle nostre città sia ormai epocale e cronico. E malgrado il numero di morti in Italia per inquinamento superi ormai costantemente quota 90 mila, con un contributo pesantissimo proveniente dalla pianura Padana, il governo veneto continua a rimanere immobile. Zaia e i suoi mettono solo rattoppi momentanei ma non si assumono mai la responsabilità di intervenire con azioni di contrasto all’inquinamento massicce e costanti nel tempo”.</em></p>
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