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	<title>legge &#8211; Accade In Zona</title>
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	<description>Notizie ed eventi dal territorio veneto</description>
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		<title>Codice della crisi di impresa, Bragagnolo (Confindustria): “Svolta epocale”</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2020/01/31/codice-della-crisi-di-impresa-bragagnolo-confindustria-svolta-epocale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 15:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[stato di insolvenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo quello dedicato agli aspetti legali svoltosi lo scorso 29 gennaio, Confindustria Vicenza dedica un secondo incontro al nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza che, dopo 80 anni, presenta delle novità che incidono in maniera importante e diretta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quello dedicato agli aspetti legali svoltosi lo scorso 29 gennaio, <strong>Confindustria Vicenza</strong> dedica un secondo incontro al nuovo <strong>Codice della crisi</strong> di impresa e dell’insolvenza che, dopo 80 anni, presenta delle novità che incidono in maniera importante e diretta sull’operatività delle<strong> imprese</strong>, sia quelle in difficoltà sia quelle che non presentano problemi di bilancio.</p>
<div id="attachment_15538" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-15538" class="size-medium wp-image-15538" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo-300x199.jpg 300w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2020/01/Mirko-Bragagnolo.jpg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-15538" class="wp-caption-text"><em>Mirko Bragagnolo</em></p></div>
<p>“Si tratta di una svolta epocale &#8211; afferma <strong>Mirko Bragagnolo</strong>, delegato credito e finanza di Confindustria Vicenza &#8211; perché ogni tre mesi le aziende sono tenute a fare una valutazione del proprio stato finanziario secondo i parametri previsti dal nuovo codice”.<br />
La<strong> legge</strong>, infatti, introduce una nuova procedura di ‘allerta’, tramite degli indici, diretta a far emergere tempestivamente situazioni aziendali di crisi, individuare soluzioni e, quindi, prevenire lo <strong>stato</strong><br />
<strong>di insolvenza</strong> con conseguente avvio delle procedure concorsuali.<br />
“Il fulcro del nuovo sistema è dato dai cosiddetti indicatori di crisi la cui proposta è stata elaborata dall’Ordine Nazionale dei Dottori Commercialisti e in attesa di recepimento con decreto ministeriale.<br />
Una novità importante e per certi versi molto sana visto che si tratta di accrescere la propria cultura e consapevolezza finanziaria.<br />
Dall’altra non nascondiamo che le nuove procedure comportano degli oneri in termini di tempo, risorse umane e lavoro non indifferente. Proprio per questo abbiamo deciso fin da subito, e su questo siamo tra i pochissimi in Italia, di fornire alle aziende associate tre strumenti pratici, gratuiti e immediatamente<br />
utilizzabili per poter rispondere agli obblighi di legge e avere la possibilità di intervenire quando necessario”.<br />
Durante questo secondo incontro intitolato “<strong>Le novità del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza &#8211; gli indici dell&#8217;allerta</strong>” che si terrà mercoledì <strong>5 febbraio alle ore 15.00</strong> a Palazzo Bonin Longare (Corso Palladio, 13 – Vicenza), verranno infatti forniti ai partecipanti le Linee Guida sul sistema degli indicatoridi allerta elaborate da team del prof. Andrea Beretta Zanoni dell’Università di Verona con Confindustria Vicenza. Assieme ad esse, ai partecipanti verrà fornito gratuitamente un applicativo sviluppato in collaborazione con Studio Giarratana e Salin, che servirà operativamente per l’inserimento dei dati contabili richiesti dal nuovo codice. L’applicativo quindi, calcolerà automaticamente gli indici andando a fornire un’indicazione sulla distanza dei parametri aziendali da quelli di allerta.<br />
Diventerà perciò, a tutti gli effetti, una bussola per gli uffici amministrativi delle aziende per poter affrontare le eventuali situazioni di tensione.<br />
Infine, verranno anche illustrati i dati macro sul rating bancario di oltre 1200 imprese vicentine, sui dati di bilancio 2018, elaborati per il terzo anno consecutivo da Credit Data Research, società londinese<br />
che utilizza anche algoritmi Moody’s Analytics. Con essi verrà fatta anche una simulazione di applicazione di questi nuovi indicatori sulla platea delle imprese industriali vicentine.<br />
Il programma dell’evento vedrà quindi gli interventi, oltre che di Mirko Bragagnolo e del prof. Andrea Beretta Zanoni; di Alberto Nardi e Susanna Checcatello dell’Area Credito e Finanza Confindustria<br />
Vicenza e del Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza Margherita Monti.</p>
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		<title>Agosto mese di vacanze, un italiano su due teme di trovare l&#8217;abitazione svaligiata</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/news/2018/07/19/agosto-mese-di-vacanze-un-italiano-su-due-teme-di-trovare-labitazione-svaligiata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2018 14:47:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[agosto]]></category>
		<category><![CDATA[furti in appartamento]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[legittima difesa]]></category>
		<category><![CDATA[servizi di vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
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					<description><![CDATA[I furti in appartamento viaggiano al ritmo di 24 ogni ora da nord a sud dell’Italia. E’ quanto emerge da un’elaborazione su dati Istat in occasione dell’avvio dell’iter parlamentare per la modifica della legge sulla legittima difesa e alla vigilia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>furti in appartamento</strong> viaggiano al ritmo di <strong>24 ogni ora</strong> da nord a sud dell’Italia. E’ quanto emerge da un’elaborazione su dati Istat in occasione dell’avvio dell’iter parlamentare per la modifica della legge sulla <strong>legittima difesa</strong> e alla vigilia del primo grande esodo estivo.</p>
<p>Ad agosto oltre 18 milioni di italiani lasceranno la propria abitazione per raggiungere le località di mare e di montagna lasciando le proprie case vuote ed incustodite. Si tratta di un momento delicato dell’anno durante il quale le città in parte si svuotano e le abitazioni sono più vulnerabili. E&#8217; proprio in questo periodo dell&#8217;anno che aumentano le denunce di furto e atti di vandalismo.</p>
<p>E visto che il timore di subire un<strong> furto</strong> riguarda <strong>1 italiano adulto su 2</strong> secondo l&#8217;istituto mUp Research, ognuno cerca di rimediare come può: c’è chi si affida a porte blindate, inferriate, vetri anti sfondamento o a impianti di allarme collegati alle forze dell’ordine o a <strong>servizi di vigilanza</strong> privata che nel mondo delle cooperative hanno registrato un balzo dell’11% negli ultimi 5 anni Secondo una ricerca di Transcrime, l’<strong>orario più a rischio</strong> è tra le 18 e le 21, seguita dalla fascia tra le 9 e le 12 del mattino e da quella pomeridiana tra le 15 e le 18. Avere la casa svaligiata dai ladri è fra le esperienze più traumatiche che si possano vivere e rischia di azzerare l’effetto benefico della vacanza, mentre quasi mai si arriva a individuare i responsabili e a recuperare un bottino che ha spesso più un valore personale che economico.</p>
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		<title>Legge &#8220;Compro oro&#8221;, Confcommercio Vicenza: &#8220;Un pasticcio che mette in difficoltà tutte le gioiellerie&#8221;</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/economia/2017/07/01/legge-compro-oro-confcommercio-vicenza-un-pasticcio-mette-difficolta-tutti-negozi-gioielleria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2017 08:08:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[compro oro]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio Vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Boschiero]]></category>
		<category><![CDATA[gioiellerie]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Associazione di categoria interviene sulla norma che entrerà in vigore il 5 luglio e che comporta numerosi adempimenti per gli operatori del settore, colpendo chi in realtà cercava tutele per un mercato che fino ad oggi ha affrontato gravi carenze [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Associazione di categoria interviene sulla norma che entrerà in vigore il 5 luglio e che comporta numerosi adempimenti per gli operatori del settore, colpendo chi in realtà cercava tutele per un mercato che fino ad oggi ha affrontato gravi carenze per gli esercenti di &#8220;Compro oro&#8221;.</p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Doveva essere una normativa in grado di fare chiarezza sul settore dei così detti “Compro Oro” e alla fine si rivela invece l’ennesimo pasticcio che mette in difficoltà tutti i negozi di gioielleria. Stiamo parlando del Decreto Legislativo 25 maggio 2017 n. 92 sulla compravendita di oggetti preziosi usati, che entra in vigore mercoledì 5 luglio, portando però con sé maggiori oneri burocratici per i gioiellieri e aspetto ancor più grave, la sostanziale impossibilità di farvi attualmente fronte da parte degli operatori.</span></p>
<div id="attachment_6155" style="width: 234px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6155" class="wp-image-6155 size-medium" src="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" srcset="https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-224x300.jpg 224w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero-168x225.jpg 168w, https://www.accadeinzona.it/sitepressnew/wp-content/uploads/2017/07/ernesto_boschiero.jpg 249w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></a><p id="caption-attachment-6155" class="wp-caption-text"><em>Ernesto Boschiero, direttore Confcommercio Vicenza</em></p></div>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><br />
<em>“Per dare la soluzione ad un reale problema se ne creano, a cascata, molti altri: direi che ancora una volta il legislatore ha dimostrato di non aver per nulla chiare le conseguenze sulle imprese di una regolamentazione fatta male”</em>. <strong>Ernesto Boschiero</strong>, direttore della Confcommercio di Vicenza evidenzia così il disagio dei gioiellieri che, di punto in bianco, devono adempiere ad una serie di onerosi passaggi burocratici per un’attività che è collaterale, vale a dire ritirare, come accade, qualche vecchio oggetto prezioso non più utilizzato dal cliente, che magari lo vuole permutare con qualcosa di nuovo. Ebbene per fare questa semplice operazione, ora il gioielliere deve, solo per citare alcuni degli adempimenti, iscriversi ad un apposito registro istituito presso l’OAM (l’Organismo deputato a gestire gli elenchi di chi esercita attività finanziaria); utilizzare un conto corrente bancario o postale dedicato (con i costi conseguenti); predisporre, contestualmente all’operazione, una scheda  con i dati del cliente, fotografie e descrizione dell’oggetto, indicazione della quotazione dei metalli preziosi contenuti e altro ancora, da conservare per 10 anni; nonché segnalare all’Unità di Informazione Finanziaria eventuali operazioni sospette.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><br />
“<em>Altro che decantato snellimento della burocrazie e dei costi per le imprese di cui tanto si parla</em> – è il commento del direttore Boschiero – <em>qui siamo al paradosso che per regolare il funzionamento di alcune imprese che fanno la compravendita di oggetti usati come attività principale, si colpiscono indistintamente tutti, anche quelli che ritirano questi preziosi in via del tutto marginale, soprattutto per rendere un servizio al cliente. Come non bastasse</em> – rincara Boschiero – <em>ad alcuni di questi obblighi non si potrà nemmeno adempiere dal 5 luglio, perché il registro presso l’OAM nemmeno esiste e si sono dati tre mesi di tempo per istituirlo, così come il Ministero ha tre mesi di tempo per definire le modalità di inoltro dei dati. E nel frattempo che si fa, si bloccano queste attività? Senza contare che ai negozianti è chiesto anche di saper discernere operazioni sospette, come fossero investigatori anziché imprenditori. E’ chiaro</em> – conclude il direttore di Confcommercio Vicenza &#8211; <em> che chi ha fatto la norma deve anche prendersi carico di una sua modifica: Federpreziosi Confcommercio aveva fornito le indicazioni per evitare questa situazione; se si ascoltassero le associazioni del settore si eviterebbero certi pasticci”. In attesa che qualcosa cambi, però, questa nuova regolamentazione va conosciuta il più possibile dagli operatori ed è per questo che Confcommercio Vicenza è già in contatto con Federpreziosi per organizzare degli incontri informativi sul territorio che, perlomeno, aiutino a fare un po’ di chiarezza sui vari passaggi burocratici.&#8221;</em></span></p>
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		<title>Sismabonus, soluzioni innovative per la messa in sicurezza sismica dei capannoni industriali</title>
		<link>https://www.accadeinzona.it/schio/2017/04/14/sismabonus-soluzioni-innovative-la-messa-sicurezza-sismica-dei-capannoni-industriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Pigato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 08:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Schio]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Apindustria]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
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		<category><![CDATA[messa in sicureza]]></category>
		<category><![CDATA[sismabonus]]></category>
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					<description><![CDATA[I capannoni industriali potranno usufruire del Sismabonus al 70% (salto di una classe) anche in assenza di una preventiva attribuzione della classe di rischio, se saranno eliminate dalla costruzione le principali cause di collasso della struttura. Le soluzioni ci sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I capannoni industriali potranno usufruire del<strong> Sismabonus al 70%</strong> (salto di una classe) anche in assenza di una preventiva attribuzione della classe di rischio, se saranno eliminate dalla costruzione le principali cause di collasso della struttura. Le soluzioni ci sono e le proposte che prevedono l’applicazione dei dispositivi antisismici presentano innumerevoli vantaggi.</p>
<p>Di questo si è parlato al Workshop che si è tenuto  presso la sede di <strong><b>Schio di Apindustria Confimi Vicenza</b></strong>. L’incontro, tenuto a testimonianza dell’attualità del tema, è stato aperto dal Presidente territoriale <strong>Stefano Brunello</strong>: “La sicurezza delle nostre aziende è un tema centrale per la nostra Associazione e per tutti noi imprenditori – esordisce Brunello – e ho ritenuto importante affrontare a Schio il tema della messa in sicurezza dei capannoni industriali, vista la densità e l’estensione dell’edificato industriale nel nostro territorio. Nessuno si augura che si verifichino eventi sismici importanti nella nostra zona, tuttavia è importante sapere cosa fare per mettere in sicurezza i nostri collaboratori e le nostre linee produttive. Ricordo che in Emilia molte aziende hanno portato i libri in tribunale perché macchinari e merci erano rimasti sotto le macerie, richiedendo mesi per tornare operativi”.</p>
<p>Sul tema è intervenuta la dott.ssa <strong><b>Maria Chiara</b></strong><strong><b> Ronzani</b></strong>, dell’associazione, che dopo aver illustrato i benefici fiscali stabiliti dalla legge di Stabilità 2017, si è in particolare soffermata sulle novità emerse col decreto che ha dato il via alle linee guida per la classificazione sismica degli edifici. La legge di stabilità stabilisce un serie di incentivi fiscali, battezzati Sismabonus, a beneficio di chi investe in opere di miglioramento e adeguamento sismico degli edifici in <strong><b>zone classificate a rischio sismico 1-2-3. </b></strong>Si tratta di detrazioni di imposta pari al <strong><b>50-70-80-85</b></strong><strong><b>% della spesa</b></strong>, a seconda del livello di miglioramento sismico che si intende ottenere (passaggio di classe).</p>
<p>“<em><i>Il decreto attuativo sulle linee guida per la classificazione sismica degli edifici, in vigore dal 1 marzo 2017 </i></em>– spiega la <strong><b>dott.ssa Chiara Ronzani</b></strong> -, <em><i>chiarisce che, per quanto riguarda le strutture prefabbricate, è possibile ritenere valido il passaggio alla classe di rischio immediatamente superiore e quindi usufruire dello sconto fiscale del 70%,</i></em> <em><i>eseguendo solamente interventi locali di rafforzamento, anche in assenza di una preventiva attribuzione della classe di rischio</i></em>. <em><i>Si potrà, però, utilizzare questa procedura veloce solo se vengono eliminate le principali cause di vulnerabilità sismica, vale a dire:</i></em><em><i> la mancanza di vincoli efficaci tra elementi strutturali, trave-pilastro, trave elementi di copertura e la mancanza di ancoraggio delle scaffalature</i></em></p>
<p><strong><b>Sismocell &#8211; Reglass H.T.</b></strong> ha progettato e certificato una soluzione efficace per sanare due delle tre carenze indicate nel decreto “<em><i>Si tratta di 2 dispositivi antisismici</i></em> – illustra <strong><b>l’ing. Andrea Vittorio Pollini </b></strong>di Sismocell-Reglass H.T. –<em><i> Sismocell e Sismocell Box. ll primo, Sismocell, realizza una connessione a fusibile dissipativo trave-pilastro, il secondo Sismocell Box crea una connessione dissipativa trave-elementi di copertura. Con il loro utilizzo si ottengono connessioni efficaci e non rigide, ovvero “duttili”, proprio come espressamente previsto dalla disposizione del decreto. Il montaggio di entrambi i dispositivi consente poi, entro certi limini, di assorbire l’energia sprigionata dalle scosse in ogni direzione, realizzando un miglioramento sismico della struttura. L’applicazione del sistema Sismocell è semplice e riduce al minimo oneri e invasività delle opere”</i></em></p>
<p>E proprio sui vantaggi di una messa in sicurezza con l’utilizzo di dispositivi antisismici interviene <strong><b>l’ing Devis Sonda </b></strong>titolare della sede milanese di Miyamoto International: “<em><i>Secondo l’approccio più tradizionale – </i></em>riferisce <strong><b>l’ing. Devis Sonda</b></strong> –<em><i> si prevede che l’edificio costruito secondo criteri antisismici, sia esso stesso in grado di dissipare l’energia dell’azione sismica. Ciò significa che in seguito a un terremoto una struttura così progettata risulterà danneggiata. In alcuni casi, a tal punto, da renderne necessaria la demolizione perché non convenienti interventi di ripristino. Per la normativa infatti è sufficiente evitare perdite umane non rilevando l’entità delle perdite materiali. L’applicazione dei dispositivi invece, consente di ridurre drasticamente i danni all’edificio permettendo di concentrare il danneggiamento su di essi, mantenendo integra la struttura”.</i></em></p>
<p>La messa in sicurezza delle attività produttive dunque è un dovere imposto dalla legge e diventa ora conveniente e facilmente praticabile. E preservare le strutture produttive dai danni dei terremoti, significa anche rapida ripresa dell’attività produttiva, minime ripercussioni sull’occupazione e salvaguardia del patrimonio aziendale.</p>
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